La replica di Giorgia Meloni al dibattito sul Consiglio Ue, intervista al senatore Antonio Nicita (11.06.2026)


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Radio Radicale, siamo col senatore Antonio Nicita del Partito Democratico per commentare la replica del presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Consiglio europeo, allora la premier ha ribadito punto su punto molte delle critiche che gli erano.
Arrivate durante il dibattito, volevo sapere come ha trovato le parole della Meloni.
E stop?
A cominciare dalla dall’attacco di lady tax alla questione delle rinnovabili
E agli accordi che aveva stretto Renzi con l’Unione europea, ma diciamo, nella replica rispetto alla prima parte che che diciamo era abbastanza corredata di di appelli, soprattutto dal punto di vista della discussione, della sua dichiarazione su come poter affrontare una revisione, diciamo così, dell’organizzazione di alcuni meccanismi della Commissione europea. Per esempio, noi abbiamo posto con il senatore Casini il tema del diritto di veto, del superamento del diritto di veto. Ecco rispetto alla quella parte della quale la mela, la Premier e continuiamo lei è contraria, ma ha detto a un certo punto ho detto, discutiamo insieme di questo futuro, naturalmente con una visione diversa del rapporto fra nazione, come dice lei ed Europa nelle repliche. Quello che possiamo dire che avviene puntualmente da quasi quattro anni è semplicemente una frase
La presidente Meloni non gliela fa, non ce la fa, non ce la fa a mantenere un aplomb istituzionale, non ce la fanno precipitare nella propaganda e ad avere l’applauso da claque, diciamo che la sua parte e a difendersi personalmente, quando lei è qui come presidente del Consiglio deve rispondere su alcuni temi specifici che sono quelli con i quali si discute in Europa.
Si sente colpita su alcuni punti e riparte come se fosse la leader dell’opposizione e non la presidente del governo, faccio alcuni esempi, l’accusa di lady tax che gli ha fatto il presidente Renzi, ma si riferisce ad una cosa molto specifica sulla quale evidentemente c’è un problema metodologico di comprensione da parte della presidente del Consiglio cioè,
E l’incremento della pressione fiscale, la pressione fiscale, un rapporto fra la quantità di tassazione che viene raccolta e il Pil.
Non significa che necessariamente aumentano le tasse, per questo può anche significare, ma noi quello che ha detto che il rapporto fra tasse e reddito prodotto è tale per cui quella percentuale aumenta quindi sostanzialmente anche alla riduzione del reddito, concorre a questo lei non comprende questo e non vuole che si dica che è aumentata la pressione fiscale ma insiste nel dire io le tasse non le ho multate con due com’è possibile che, mentre la pressione fiscale è molto semplice perché nel rapporto fra tasse e reddito il problema,
E che il reddito non aumenta, non aumenta la produttività del lavoro e anche quegli occupati che lei rivendica sono talmente sottopagati che l’aumento del gettito non può essere la spiegazione dell’aumento della pressione fiscale, perché significherebbe dire è che noi facciamo pagare di più le tasse a nuovi laboratori senza che questo comporti un aumento del reddito.
Quindi perché insiste su questo se insiste su questo, perché nel 2013 la presidente Meloni vuole rappresentare
Forse ha presentato un disegno di legge, di una modifica della nostra Costituzione che mettesse appunto in Costituzione un limite massimo di pressione fiscale al 40%, oggi siamo oltre il 43%, semplicemente glielo facciamo notare che non significa aumentato le tasse, significa l’Italia, è messa male perché quando cresce il rapporto fra tasse reddito o c’è un problema sulla ti sulle tasse o c’è un problema sulla mancata crescita in entrambi i casi è un problema macroeconomico non c’è stato anche un recupero fiscale dell’evasione,
A maggior ragione se c’è stato un recupero fiscale, ma contestualmente questo non ha comportato un incremento del reddito, significa che quel recupero non è andato a finanziare nessuno dei moltiplicatori del Pil, quindi noi siamo tecnicamente in recessione, questo poi significa cioè se sommiamo tutte queste cose insieme significa che noi siamo tecnicamente in recessione non lo vediamo solo perché abbiamo i 200 miliardi del PNRR la cosa che ha detto sulle rinnovabili.
Sulle rinnovabili ha fatto una battuta, diciamo ben citato, anche delle cicli sì, ma ha citato delle cifre diciamo anche qui veramente di propaganda, perché ha detto il mio governo ha fatto molto di più investimenti di rinnovabili di quanto ha fatto, per esempio il governo Conte 2 dimenticando che nel governo Conte 2 noi abbiamo avuto un pezzo di storia che si è dimenticato con il Covid,
Cioè, se voi vedete l’incremento del Pil, c’è una B che va giù, abbiamo perso il 9%, tutto l’anno del Covid, che è stato la preponderanza, diciamo così, del governo del Conte 2, quindi io penso che non solo sulle rinnovabili ma su tante cose abbiamo il segno meno perché abbiamo dovuto affrontare un’emergenza. Dopodiché gli investimenti che saranno fatti rinnovabili non è che sono decisi con la bacchetta magica, per cui è il governo che le fa solo il risultato di processi di finanziamenti, non solo il PNRR, ma anche i fondi di sviluppo e coesione delle Regioni. E Carlo ho fatto, si giustamente che crescesse questa quota. Qual è la critica che noi facciamo la Meloni e al fiera della, diciamo narrazione, contro il Green Deal, giudicato troppo ideologico? Noi ammettiamo che ci sono dei limiti, tant’è che abbiamo votato delle riproposti a livello europeo. Oggi lei ha ottenuto una flessibilità da parte della Commissione europea, ma esattamente per finanziare investimenti a favore delle rinnovabili. Quando lei contestava questo tipo di decisione, la definisce una sorta di ideologia green. Ecco, oggi invece la difende e per difenderla, usa dei dati truccati per attaccare il centrosinistra, lo scambio tra flessibilità e immigrazione,
Dall’epoca di Junker e dei governi. Allora questa è stata un’altra questione che ha affrontato Renzi Renzi, ha spiegato molto bene qual è stato. Invece lo scambio politico era uno scambio politico, ho dovuto alla nomina di maschi, non scienza, niente il tema dell’immigrazione. Io ricordo anche che, peraltro all’epoca c’era tutto un altro sistema di salvataggio ha anche in mare e quello del gruppo Terna che riguardava il rescue, il soccorso rispetto alla questione degli immigrati. L’Italia non ha mai fatto questo tipo di accordi semplicemente perché non non non si possono fare accordi, prende i migranti, non prende i migranti, quelli che sono delle questioni successive. Gran parte dei migranti che storicamente arrivano in un modo o nell’altro sulle nostre coste non restano in Italia
Nello nell’anno attuale nell’anno successivo negli anni successivi ancora, quindi diciamo che da questo punto di vista, se fosse vero quello scambio con lo scambio avrebbe dovuto dire non Fares non portare migranti dall’Italia o negli altri Paesi, ma se lo confrontiamo con tutti i dati di quegli anni e storici dell’Italia si dimostra che in realtà i migranti la maggior parte non la quasi totalità ma veramente una stragrande maggioranza dei migranti che arrivano in Italia, in Italia,
Non ci vogliono restare la sedia vuota al Consiglio europeo, la polemica su questo.
Rispetto agli esempi che poi aveva citato guardi noi su questo abbiamo detto che diciamo non è importante un singolo episodio.
E però che è importante stare in un gruppo di fila, diciamo no, non ci attacchiamo a questo per per attaccare la Meloni, il problema che però anche di lei e la difesa che ha fatto arrestato una difesa come dire di natura più generale ha insistito sull’argomento che effettivamente non ha partecipato ad un incontro perché era in ritardo e che sui trilaterali o voi sui quadri laterali,
Dipende da caso per caso, ecco la verità che quello che noi chiediamo alla Presidente Meloni e su questo ha fatto una battuta positiva non abbiamo parlato di rafforzamento di una cooperazione volontaria, anche diciamo, da parte di un gruppo di un sottogruppo di Paesi europei per andare oltre a una serie di questioni l’ha citato come disponibilità però noi non vediamo ancora questo tipo di atteggiamento nelle decisioni concrete che fa la Presidente Meloni, ma quella è la strada che va fatta indipendentemente da come la si pensa è stata efficace.
Nel suo modo di esporre le critiche a quello che avevano detto no, ma lei su questo è molto efficace è lei, la leader dell’opposizione, il problema che la leader dell’opposizione si quando tu gridi lunga più di un grande Paese, se lei è il leader di governo ma è anche il leader dell’opposizione al passato e da quello che sembra emergere e che noi ci auguriamo è che il leader dell’opposizione al futuro,
Non riesce a togliersi questi diciamo questi questo questo vizio però quando lo fa da presidente del Consiglio e ai certamente l’applauso entusiasta della tua della tua sottogruppo dei tuoi fan, ma quando lo fa, dopo quattro anni, ricorre a questo è più un segno di debolezza degli argomenti.
E della solidità dell’azione politica che ha portato fino ad oggi che non di una capacità di rispondere veramente con la politica alle obiezioni della politica, grazie al senatore Antonio Nicita del Partito Democratico.


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