Migliaia di colpi di pedale vi aspettano lungo le dieci tappe della traccia ufficiale: Torino non è mai stata così bella da girarci intorno.
C’è un nuovo modo di esplorare il Piemonte che si lascia alle spalle il cronometro e fa della lentezza il suo punto di forza. Si chiama CAT, acronimo di Cycling Around Torino, ed è un grande anello cicloturistico di oltre 464 chilometri nato per chi vuole vivere l’avventura fuori dai soliti schemi, pedalando a ritmo rilassato a nord e a sud del capoluogo sabaudo. Il percorso è idealmente suddiviso in 10 tappe, anche se ognuno può modellarlo in totale libertà in base ai giorni che ha a disposizione. Il tracciato si rivela un mix perfetto che alterna asfalto secondario e strade sterrate, una combinazione ideale per bici gravel o trekking, sia muscolari che e-bike. Con un dislivello complessivo di circa 2.700 metri, l’itinerario scorre prevalentemente in pianura, ma non rinuncia a saliscendi panoramici e a qualche ascesa iconica, come la salita al colle di Superga, che regala una vista spettacolare su tutta la pianura e sull’arco alpino.
L’Anfiteatro Morenico e le visioni del Nord
Nella sezione settentrionale del circuito, la natura diventa la vera protagonista del viaggio, guidando i ciclisti tra i laghi glaciali e i dolci rilievi dell’Anfiteatro Morenico di Ivrea, dove si incontrano pievi romaniche e piccoli centri carichi di storia. A circa 70 chilometri da Torino, le ruote lambiscono le acque del lago di Viverone, che fa da porta d’accesso a tappe iconiche come la Serra d’Ivrea e la Valchiusella, una valle alpina dal fascino ancora incontaminato. Proprio a Viverone, l’antico monastero di Cella Grande custodisce una chicca enologica unica al mondo: la Piroga Benedettina, un vino affinato in speciali anfore sommerse a otto metri di profondità nelle acque del lago.

Da questa suggestiva sosta d’acqua, il CAT si innesta su un settore panoramico di dodici chilometri che ricalca la storica Via Francigena fino a Bollengo, attraversando i vigneti e l’antico borgo medievale di Piverone. Pochi chilometri ancora e si entra nel cuore del Canavese, raggiungendo la città di Ivrea. Il percorso porta i cicloturisti dritti al Castello dalle “Rosse Torri”, eretto nel 1358; salire in cima alla struttura regala una vista pazzesca sull’Anfiteatro Morenico, considerata una delle più grandi sculture glaciali del pianeta. Da queste vertigini medievali si scivola poi nell’architettura moderna, pedalando tra le icone UNESCO della “Ivrea Città Industriale del XX Secolo”, nate dall’utopia e dalla visione imprenditoriale di Adriano Olivetti, per poi proseguire verso le terre dei grandi castelli di Masino e Agliè.
I fasti sabaudi e i vicoli di Pinerolo
Continuando a girare intorno alla capitale sabauda, l’itinerario cambia pelle e punta deciso verso la sezione meridionale del circuito. Qui il CAT devia a sud-ovest verso Pinerolo, l’antica cittadina della Cavalleria caratterizzata da una doppia e affascinante anima. Da un lato mostra il suo volto fiero e forte nella storica piazza d’armi, dall’altro si rivela intima e accogliente nei vicoli acciottolati che salgono alla Basilica di San Maurizio, sempre sotto lo sguardo maestoso e vigile del Monviso. Una volta arrivati in centro, è d’obbligo concedersi una sosta golosa all’Antica Pasticceria Castino per assaggiare la mitica Torta Zurigo-Castino, una delizia creata negli anni ’30 per la Principessa Jolanda di Savoia e composta da una base di meringa friabile al cacao, crema chantilly al cioccolato e ciliegie sotto spirito.
Lungo i fiumi tra eccellenze e oasi protette
Lasciata Pinerolo, si pedala per ventisei chilometri in totale pianura fino a raggiungere Pancalieri, universalmente riconosciuta come la capitale della menta. In questo borgo, presso Casa Chialva, si coltiva fin dal lontano 1865 la menta piperita più pregiata al mondo, in un perfetto equilibrio tra la rigida tradizione e l’innovazione agricola. Riprendendo la traccia cicloturistica verso Carmagnola si incontra l’Abbazia di Casanova, un imponente complesso eretto nel 1130. Questo specifico territorio è anche un distretto gastronomico d’eccellenza, dove i pani artigianali fatti con grani antichi sposano i sapori locali più famosi, come l’asparago di Santena e il celebre peperone di Carmagnola. Subito dopo la sosta culturale e gastronomica, ci si immersge totalmente nella natura protetta del Bosco del Gerbasso e nella Lanca di San Michele, un antico meandro del fiume diventato nel tempo un paradiso incontaminato per gli appassionati di birdwatching.
Il traguardo verde di Moncalieri
L’ultima parte del viaggio risale nuovamente verso nord. Il tracciato attraversa Borgo Cornalese, una suggestiva frazione appena fuori il comune torinese di Villastellone, che si presenta come un nucleo rurale rimasto praticamente intatto dall’anno Mille a oggi. Da qui ci si connette allo splendore e alla magnificenza delle storiche Residenze Reali, toccando la spettacolare Palazzina di Caccia di Stupinigi.
Il grande anello si chiude infine a Moncalieri, una città dominata dal suo maestoso Castello Reale e che rappresenta il cuore pulsante della Riserva MaB UNESCO “Collina Po”. Oggi Moncalieri si trova al centro di un grande progetto di mobilità dolce e turismo sostenibile che, come spiega l’Assessore all’Ambiente Alessandra Borello, è mirato al recupero e al ripristino dell’argine del fiume Po. Questo importante intervento ambientale e urbanistico permetterà in futuro a ciclisti e camminatori di percorrere un corridoio verde continuo e totalmente protetto, capace di collegare l’oasi naturalistica delle Vallere fino al rinomato parco del Valentino nel centro di Torino.
Info utile: per chi lo desidera, è possibile noleggiare la bicicletta tramite Due Ruote nel Vento di Antenore e Antonella Vicari. Nata negli anni ’80 e specializzata in turismo sostenibile, questa realtà offre itinerari sicuri e adatti a tutti (anche a piedi e in canoa) in ben 32 nazioni. Servizi inclusi per un viaggio senza pensieri: trasporto bagagli, assistenza e pernottamenti selezionati.
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Sonja Vietto Ramus
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