Le preferenze nella scheda elettorale? FdI e Lupi dicono sì, Lega e Forza Italia rispondono no


Se fossimo avanti di qualche settimana, sarebbe la più classiche delle polemiche balneari.

Invece il caldo c’è, ma la polemiche più che in spiaggia e sotto l’ombrellone sta diventando incandescente nei corridoi e nelle aule del Parlamento.

Ed è ancora la (nuova) legge elettorale a scaldare la maggioranza, questa volta registrando decibel di altissima tensione tra Fratelli d’Italia e Forza Italia.

Alta tensione in maggioranza, preferenze sì, preferenze no, cosa è successo

Cosa è successo è presto detto. E non è una novità assoluta.

Il nodo delle preferenze divide il Centrodestra, con FdI che “accelera”, mentre Forza Italia “frena” e le opposizioni gongolano.

Il confronto sulla nuova legge elettorale si concentra sempre più sul tema delle preferenze, trasformandosi in uno dei principali motivi di attrito all’interno della maggioranza.

Se il Centrodestra continua a lavorare al progetto di riforma, il dibattito sulle modalità di scelta dei candidati da parte degli elettori ha ormai evidenziato posizioni differenti tra gli alleati, con Fratelli d’Italia determinata a rilanciare la questione appunto delle preferenze e Forza Italia e Lega schierate sul fronte opposto.

Le dichiarazioni di Donzelli e Tajani, che scontro in maggioranza

A riaccendere la discussione sono state le parole del vicepremier e segretario di Forza Italia Antonio Tajani, che ha richiamato l’esistenza di un’intesa politica già definita:

Il vicepremier e ministro degli Esteri e leader di Fi Antonio Tajani

“Io sono sempre stato eletto con le preferenze quindi non mi spaventano, ma mi pare ci sia un accordo complessivo per non inserirle, quindi si va in quella direzione. Il testo attualmente sostenuto da Forza Italia non contempla le preferenze e noi siamo d’accordo”.

Parole che hanno provocato l’immediata replica di Fratelli d’Italia.

Il responsabile organizzazione del partito, Giovanni Donzelli, ha infatti ricordato come il tema sia da tempo parte della proposta politica dei meloniani:

Giovanni Donzelli di FdI, con Giorgia Meloni

“Non è una novità che il testo firmato da tutti non abbia le preferenze e che Fratelli d’Italia proverà a portarle. Infatti, presenteremo un emendamento direttamente in Aula. L’obiettivo è  trovare una soluzione condivisa all’interno della coalizione. Auspichiamo di trovare un emendamento che possa ottenere il consenso di tutto il Centrodestra. In caso contrario, chiederemo all’Aula cosa ne pensa”.

Le (diverse) posizioni in maggioranza

FdI continua quindi a sostenere la necessità di ampliare gli spazi di scelta per gli elettori.

Donzelli ha lasciato aperta anche la possibilità di una mediazione, parlando della ricerca di una formula che possa “dare la possibilità all’elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire una parte della classe dirigente”.

Un tentativo di equilibrio tra rappresentanza e selezione politica che, al momento, non sembra però convincere gli alleati.

Sul fronte opposto, oltre a FI, si colloca infatti la Lega.

Igor Iezzi della Lega

Il deputato Igor Iezzi ha ribadito la contrarietà del Carroccio “all’introduzione delle preferenze e quindi a qualsiasi emendamento sulle preferenze”, confermando una linea che il partito sostiene dall’inizio della discussione sulla riforma.

Sulla stessa linea di Fratelli d’Italia c’è invece il gruppo di Noi moderati.

Il leader Maurizio Lupi ha osservato:

“Una legge elettorale deve avere un obiettivo preciso: rafforzare la democrazia, garantire la stabilità dei governi e restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti. Per questo Noi Moderati porterà avanti con determinazione la battaglia per la reintroduzione delle preferenze”.

E ancora:

“Chi vota deve poter scegliere la persona che lo rappresenterà in Parlamento, non limitarsi a esprimere un voto per una lista. È una questione di partecipazione, trasparenza e qualità della democrazia”.

Alta tensione anche in Commissione, opposizione sulle barricate

La questione è emersa anche durante i lavori della Commissione Affari costituzionali della Camera, dove gli emendamenti relativi alle preferenze erano stati temporaneamente accantonati proprio per consentire un approfondimento interno alla maggioranza.

Ma le dichiarazioni pubbliche dei diversi protagonisti hanno finito per certificare l’esistenza di un dissenso politico tutt’altro che marginale.

Ad alimentare il dibattito contribuisce anche la posizione del ministro per le Riforme Elisabetta Casellati, che ha espresso la propria contrarietà all’introduzione delle preferenze, rafforzando così il fronte favorevole al mantenimento delle liste bloccate previste dal testo in discussione.

Le opposizioni hanno colto l’occasione per attaccare il Centrodestra e chiedere una sospensione dei lavori parlamentari fino a quando la maggioranza non chiarirà la propria linea.

Per il Partito democratico, attraverso la capogruppo in Commissione Simona Bonafè, le parole di Tajani dimostrerebbero la volontà della maggioranza di “scegliere al posto degli italiani”.

Simona Bonafè del Pd

Sulla stessa linea Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Più Europa e Italia Viva, che nelle ultime ore hanno rilanciato iniziative e mobilitazioni a favore delle preferenze.

L’attacco di Vannacci, i prossimi passaggi in Parlamento

Sulla questione, particolarmente duro, è intervenuto anche Roberto Vannacci, che ha interpretato il dibattito come un tentativo di limitare la competizione politica e la rappresentanza elettorale:

Lega, Salvini consegna la tessera a Vannacci: sarà vicesegretario
Roberto Vannacci, leader di Futuro Nazionale

“Chi priva gli elettori del diritto di esprimere una preferenza compie un furto di democrazia”.

Il confronto è destinato ora a spostarsi dall’esame in commissione all’Aula di Montecitorio, dove Fratelli d’Italia presenterà il proprio emendamento.

Sarà quello il passaggio decisivo per verificare se il Centrodestra riuscirà a ricomporre le divergenze oppure se il tema delle preferenze diventerà il primo vero banco di prova politico della nuova legge elettorale.

Riforma elettorale: le posizioni sul nodo delle preferenze

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Partito / Esponente Posizione Motivazione / Azione dichiarata
Fratelli d’Italia (FdI)
G. Donzelli
FAVOREVOLE (SÌ) Presenterà un emendamento direttamente in Aula per inserire le preferenze, cercando una mediazione per far scegliere gli elettori garantendo comunque la classe dirigente.
Noi Moderati
M. Lupi
FAVOREVOLE (SÌ) Considera le preferenze una battaglia fondamentale per restituire ai cittadini il diritto di scegliere i propri rappresentanti e rafforzare la democrazia.
Partito Democratico (PD)
S. Bonafè
FAVOREVOLE (SÌ) Accusa chi è contrario di voler “scegliere al posto degli italiani”. Chiede la sospensione dei lavori.
M5S, AVS, +Europa, Italia Viva FAVOREVOLE (SÌ) Hanno rilanciato nelle ultime ore iniziative e mobilitazioni a favore delle preferenze, facendo muro contro la maggioranza.
Roberto Vannacci
Futuro Nazionale
FAVOREVOLE (SÌ) Si schiera duramente a favore, definendo l’esclusione delle preferenze e l’uso delle liste bloccate come un “furto di democrazia”.
Forza Italia (FI)
A. Tajani
CONTRARIO (NO) Sostiene il testo attuale senza preferenze, richiamando l’esistenza di un accordo complessivo già preso all’interno della coalizione.
Lega
I. Iezzi
CONTRARIO (NO) Ribadisce la totale contrarietà del Carroccio all’introduzione delle preferenze e a qualsiasi tipo di emendamento in merito.
Elisabetta Casellati
Ministro per le Riforme
CONTRARIO (NO) Ha espresso la propria contrarietà all’introduzione delle preferenze, posizionandosi a favore del mantenimento delle liste bloccate.


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 Luigi Costanzo

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