+103 milioni di euro in un solo anno per il gioco online. I dati del nuovo “Libro Nero” svelano come la febbre dell’azzardo digitale stia contagiando la provincia milanese
Legnano – Ci sono casi in cui detenere un primato non è una buona notizia e questa volta a farne le spese è la città del Carroccio. Lo scorso maggio è stata presentata la quarta edizione del “Libro Nero dell’azzardo” curato dalla Fondazione ISSCON per CGIL e Federconsumatori, nella quale vengono analizzati i dati relativi alla dipendenza da gioco ed è da qui che parte il “caso Legnano”.
Il Mezzogiorno mantiene il primato della spesa pro capite tra la popolazione maggiorenne, ma l’anomalia dei dati registrati a Legnano evidenzia la gravità di un problema che interessa le singole persone e l’intera città. Nel 2025 si è registrata la variazione positiva più elevata in assoluto, con volumi più che raddoppiati e una crescita dell’azzardo online pari a ben +103,2 milioni di euro in un solo anno. Un record che Legnano condivide con Gorgonzola, e che gli vale l’etichetta di “Comune del Nord Italia con i dati più critici”.
A preoccupare è il volume di gioco online pro capite (calcolato sui residenti tra i 18 e i 74 anni) che ha subito un’impennata passando da 1.589,47 € nel 2023 a 2.018,61 € nel 2024, schizzando a 4.345,86 € nel 2025.
Ma come si spiegano questi dati?
A rispondere è Gioco Responsabile: «L’attenzione su Legnano nasce dall’individuazione di veri e propri dati anomali statistici. Gli analisti si sono interrogati su come sia possibile che in un comune si registri una crescita di oltre 100 milioni di euro in 12 mesi, ritenendola una variazione “difficilmente giustificabile con una normale attività da gioco d’azzardo».
Il report conferma che molte delle aree con alta incidenza di gioco si sovrappongono ai territori ad alta densità criminale. Nella classifica dei 100 comuni con i valori pro capite più elevati, sono numerosi quelli nei quali, negli ultimi decenni, sono stati disciolti i consigli comunali per infiltrazioni mafiose o che risultano destinatari di immobili confiscati alla criminalità organizzata. Anche per questo il report solleva il forte sospetto che questi volumi anomali derivino dal riciclaggio di denaro da parte della malavita organizzata.
Viene infatti ipotizzato che la criminalità utilizzi sempre più l’azzardo online decentrando le proprie attività in aree urbane secondarie e più “nascoste” per riciclare i propri capitali, come confermato dalla sovrapposizione tra l’esplosione delle giocate e la presenza storica di mafie sul territorio (testimonianza data dai beni confiscati)”.
Dati che ridisegnano la geografia sociale ed economica del Paese: se il Sud Italia si conferma il motore storico del gambling online, la vera fiammata del 2025 si registra nel perimetro del Centro-Nord, scardinando il vecchio cliché che voleva la dipendenza da gioco confinata quasi esclusivamente alle aree a maggior marginalità economica.
«I numeri macroscopici parlano di un mercato che in Italia ha ormai assunto dimensioni industriali. Nel 2025 la raccolta complessiva ha sfiorato i 165,34 miliardi di euro – un volume che drena il 7,3% del PIL nazionale – lasciando sul terreno perdite nette per i cittadini vicine ai 22 miliardi. Ma è lo spostamento dei flussi verso la rete a segnare un punto di non ritorno: per la prima volta, il canale da remoto ha superato il miliardo di euro a settimana, attestandosi a quota 100,88 miliardi (+9,5% sul 2024). Più di sei scommesse su dieci (il 61%) viaggiano ormai su smartphone e algoritmi», si legge nel report di Gioco Responsabile.
Il gioco online è ancora più insidioso perché, mentre le sale slot tradizionali sono visibili e parzialmente arginate dai regolamenti comunali sulle distanze dai luoghi sensibili, lo smartphone azzera i freni inibitori commerciali e sociali. Il gioco si consuma in solitudine, al riparo dallo sguardo della comunità, trasformando l’azzardo in una spesa corrente quasi impercettibile nel bilancio familiare, finché non è troppo tardi. Una fotografia che ridimensiona lo stereotipo dello “stato di bisogno” del giocatore seriale.
La “lavatrice” legale delle mafie
L’altro fronte critico sollevato dallo studio della Fondazione ISSCON riguarda la sicurezza pubblica e la tracciabilità dei flussi finanziari. La criminalità organizzata sembra aver compreso bene come le piattaforme di gioco legali vengono sempre più utilizzate come canali di riciclaggio di denaro sporco e, secondo le stime dei ricercatori, una quota compresa tra i 21 e i 23 miliardi di euro del giocato online legale sul territorio nazionale sarebbe in realtà riconducibile alle attività delle organizzazioni criminali.
Il rapporto lancia così un monito chiaro: l’attuale assetto normativo, condizionato dalle restrizioni del 2019 che limitano la trasparenza e la diffusione dei dati sul gioco fisico, rischia di oscurare un fenomeno che non solo si sta espandendo, ma sta cambiando pelle, spostandosi dove c’è più liquidità e offrendo nuove praterie all’economia illegale.
E il territorio cosa sta facendo per prevenire?
Il Comune di Legnano, che si è costituito parte civile nel processo Hydra, ha manifestato anche nei giorni scorsi la propria opposizione al sistema mafioso, partecipando alla mobilitazione promossa da Libera e Avviso Pubblico, con l’obbiettivo di chiedere alle istituzioni, e in particolare al governo, di mantenere altissima la guardia contro una penetrazione mafiosa sempre più pervasiva.
Ma questa non può essere una guerra che espone il singolo Comune, è chiaro che in un fenomeno così complesso, deve essere affrontato da un pool multidisciplinare. In Italia, al momento, il contrasto alle infiltrazioni mafiose nel gioco online è gestito a livello statale dal Comitato per la prevenzione e la repressione del gioco illegale (Co.Ge.) e dalla Direzione Investigativa Antimafia (DIA). A livello operativo, la Guardia di Finanza e l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) operano in sinergia per monitorare i flussi finanziari e oscurare le piattaforme non autorizzate. A livello sociale sono attivi diversi progetti volti al recupero delle persone con ludopatia e alla prevenzione, come ha spiegato la Dott.ssa Elisa Casini della Cooperativa Albatros, che da tempo seguiamo nelle iniziative proposte (qui l’intervista realizzata la scorsa estate) nell’ambito del Piano Locale GAP (Gioco d’Azzardo Patologico) promosso da ATS Città Metropolitana di Milano.
«Il Comune di Legnano, come tutto il territorio lombardo, è soggetto di un impatto davvero forte – spiega la Dott.ssa Casini – L’ufficio di piano del territorio dell’Alto Milanese ha firmato la Carta Etica per la prevenzione e il contrasto al gioco d’azzardo e su tutto il territorio si stanno facendo tantissime iniziative di sensibilizzazione legate al piano GAP di ATS Milano e abbiamo appena firmato un nuovo accordo, quindi c’è stata una nuova co-progettazione per la continuità nei prossimi due anni».
I dati sul gioco online rappresentano l’ennesima sfida da affrontare: «Durante l’ultimo convegno fatto, dove era ospite la Dottoressa Claudia Luppi del Consiglio Nazionale delle Ricerche, i dati emersi erano molto centrati sul gioco fisico, mentre il gioco online sarà oggetto dei prossimi anni di lavoro».
Immagine di copertina generata con IA
Laura Defendi
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