Processo a carico di Piero Amara e Altri, (vicenda della presunta Loggia Ungheria) (25.06.2026)


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Il signor amara non è presente, è difeso presente l’avvocato Mondello anche in sostituzione dell’avvocato Montali, il signor Armanna, non presente l’avvocato Fioravanti, ha indicato un sostituto processuale.
No, avvocato Mondello, la incarichiamo ex 97, quarto comma, Michele Bianco non presente, sono presenti entrambi i difensori fiducia fiduciaria agli avvocati, Ancellotti e Calori, Giuseppe Calafiore, assente gli avvocati Fiaccavento e Gullino sono sostituiti dall’avvocato Abate, Alessandro Ferraro, non presente gli avvocati Billè Belcastro,
Nessuno li sostituisce, l’avvocato Mondello ex 97, quarto Ofcom Massimo Gaboardi, è assente, l’avvocato Schepis.
Avvocato Abate.
Vincenzo Lami Maria alla Rocca, assente avvocato Volo, che io ho visto e che ora è coperta, però Giuseppe Lipera, assente, avvocato Coco, sostituita dall’avvocato Abate Massimo Mantovani non presente.
Poi arriverà avvocato, Centonze e avvocato Padovani, sostituito da.
Dario padovani.
Francesco Mazza, grazie grazie Francesco, Mazza Mazzagatti, assente avvocato Spigarelli, sostituito dall’avvocato Nardo, che difende fiduciariamente, Vincenzo Antonio Vella, l’avvocato Abate difende invece la Napa d’Italia in liquidazione.
Per le parti civili è presente, Luca Santamaria personalmente il suo difensore di fiducia, avvocato Santamato per Claudio De Scalzi, è presente l’avvocato Foschini in sostituzione dell’avvocato Severino per Claudio Granata, è presente l’avvocato De Matteis, la procuratrice speciale, avvocato Nucci,
Per massimi sul Lorenzo Fiorillo è presente l’avvocato De Castiglione, Eni S.p.A. L’avvocato Med, Melegari e per il ministero della Giustizia e per la presenza del Consiglio, l’avvocato Vanadia per Pietro Varone, l’avvocato
Grazie.
Silvio Silvia Baldeschi,
Ubaldeschi per responsabili e civile Eni l’avvocato acidi presenti
Presentata dalla vocato Santamato, una istanza e sta è conosciuta a tutte le parti.
E c’è c’è anche, però, in distanza di contenuta nella memoria.
Prego, se può illustrarla, è stata vista da tutte le parti, domando no.
Se la sollecitazione di revoca della precedente ordinanza eh sì, la memoria è una memoria, ma la parte civile conclude la memoria con un’istanza da definire tale perché la leggo testualmente rimette al prudenza apprezzamento dell’onorevole Tribunale ogni decisione, il collegio potrà rivalutare le istanze presentate dalla difesa.
Ex articolo 507, anche all’esito delle ormai prossime discussioni orali delle parti,
è nota, questa è io, la interpreto come una istanza, qualunque sia il come dire livello della sollecitazione è una sollecitazione, quindi un’istanza, avvocato Santamato, vuole illustrarla, è sufficiente se è nota a tutte le parti.
La parte civile.
Difeso semplicemente argomentare ancor meglio l’istanza che era stata già presentata per la sollecitazione del 507,
Che era stata già valutata la strage non accolta, questo è il tema, quindi mi riporto qualcuna delle altre parti vuole interloquire su questa istanza, il pm, avvocato Maci sì, grazie, ma soltanto una battuta, il signor Presidente perché
L’abbiamo letta e
è vero, o non vi è alcun elemento di novità, soltanto il convincimento di comprare diventate il giudizio già espresso da parte del Tribunale e quindi non ci sembra che ci siano ragioni me.
Possibilità revocare la precedenza,
Grazie, ci sono altre interlocuzioni, no, ci ritiriamo.
Il tribunale.
Ritenuto che non sussistono i presupposti per.
Una revoca.
Dell’ordinanza.
Reiettiva delle istanze ex articolo 507, prospettate dalla difesa della parte civile Santa Maria
Virgola, non essendo.
Stato indicato.
Alcun ulteriore elemento diverso.
A quelli già valutati dal collegio.
Rigetta l’istanza.
Ci sono infine produzioni documentali delle parti.
In limine prima della formale chiusura dell’istruttoria dibattimentale.
Il Presidente dichiara chiusa l’istruttoria dibattimentale e utilizzabili tutti gli atti e i documenti acquisiti, le prove orali assunte nel corso dell’istruttoria e dà la parola al Pubblico ministero per le sue conclusioni.
Grazie Presidente.
Ricordo che all’inizio di questo procedimento, una parte civile che perorava la riunione.
A questo procedimento di un altro processo relativo.
E sempre alle dichiarazioni rese da Piero Amara, l’autorità giudiziaria milanese auspicava che fosse così finalmente possibile
Ricostruire quella che definì la verità storica di una vicenda particolarmente complessa.
E ricordo, faccio un riferimento almeno personale, essendo stato al appena incaricato di seguire questa vicenda che ebbi la sensazione di non essere in grado di compiere una missione così impervia di maneggiare una vicenda così complessa.
Rispetto a quelle che erano tali auspici.
Oggi la sensazione che abbiamo e che sia proprio il processo penale, in realtà, con le sue giuste regole ad opporvisi.
E lo dico perché processo riguarda certamente i fatti, ma riguarda soprattutto le persone.
E allora il processo ha delle regole giuste, meditate sacrosante che comportano anche a volta, di perdere dei pezzi della storia.
E che non permettono e che non vogliono e che non deve far sì che questi pezzi di storia diventino una verità.
I nomi attribuiti a questa vicenda processuale descrivono bene anche quelli che sono i limiti imposti dalle regole processuale a ricostruirla completamente, se il complotto è una cospirazione, una congiura, un intrigo, una macchinazione all’interno della quale nulla è più affidabile, il falso complotto e addirittura un secondo livello in cui si rivela che il primo non è solo inaffidabile e proprio irreale inventato e ha evidentemente uno scopo che è quello di contrapporsi ad un’altra verità non necessariamente alla verità.
Ad un’altra verità,
Se vi siete persi a questo punto è comprensibile e anch’io mi sono perso più volte nel corso di questi due anni cercando di ricostruire queste vicende.
Questo tribunale dovrà giudicare quindi.
E stabilire una verità processuale, facendo tesoro di un’istruttoria lunga, ma non per questo completa nei termini in cui la definirebbe uno storico.
Dovrà giudicare, avendo sentito testimonianze relative a fatti assai risalenti, forse troppo risalenti e per questo, ma non certamente solo per questo oggetto, specie nella prima parte dell’istruttoria di numerose contestazioni di numerose letture in ausilio alla memoria, al punto da rendere alcuni di questi contributi poco apprezzabili o del tutto irrilevanti abbiamo anche sentito testi di riferire tentativi di condizionamento,
Solo per dire di non essere stati accolti.
O suggerimenti di dare in pasto agli inquirenti persone solo per dire, anche in questo caso, di aver respinto tali inviti.
Per contro, questo processo sarà giusto se il tribunale giudicherà senza conoscere il contenuto, ovviamente, di alcune indagini, quali intercettazioni disposte in altri procedimenti senza sentire testimonianze numerosissime rinunciate che all’inizio sembravano indispensabili, e soprattutto leggendo dichiarazioni eteroaccusatorie rese nel corso degli interrogatori da persone che poi non si sono presentate in quest’Aula a ripetere tali dichiarazioni.
Che tuttavia ci avrebbero fornito uno spaccato estremamente interessante penso ad esempio a Calafiore, Ferraro, persone ai margini dei reati principali, ma strettamente legate ai principali protagonisti delle vicende delittuose ipotizzate.
Le conclusioni che seguono sono pertanto il frutto di un metodo che abbiamo ritenuto l’unico possibile, quello di fornire un riscontro dei fatti ricostruiti dall’istruttoria dibattimentale, attraverso una fredda cronistoria delle acquisizioni, offrire al Tribunale per ciascuno di questi fatti, un Pronto riferimento delle fonti di prova utilizzabili che,
Non espliciterò volta per volta oggi, per non appesantire la discussione, ma diciamo ogni affermazione che renderò rispetto ai fatti prendo la responsabilità di anticipare, che trova riscontro o in un documento o in una dichiarazione, sarà poi lavoro arduo del Tribunale valutare semplicemente l’attendibilità di queste fonti di prova e infine,
Ma direi che il compito più difficile dare una lettura di quei fatti attraverso, attraverso quelle che sono le nostre considerazioni in termini rigorosamente ancorati alle fonti di prova acquisite.
È un esercizio e l’abbiamo detto che mal si concilia con la decostruzione di un complotto o ancor di più, di un falso complotto, contesto in cui l’inattendibilità intrinseca di qualunque contributo dichiarativo e in molti casi anche documentale, diventa la regola e in cui la prova logica appare talvolta più affidabile.
Della prova rappresentativa e tuttavia l’intuizione diventa più agevole della ricostruzione, e non possiamo noi lasciarci sedurre dall’intuito al punto di applicare le regole del processo è stato per noi e sarà per il tribunale un lavoro oneroso ma necessaria.
Io credo che per comprendere i fatti che andremo ad analizzare, sia necessario però dare un contesto, un inquadramento.
Di quelli che sono
Le situazioni personali e ambientali che tali fatti hanno reso impossibile, si tratta di una ricostruzione in parte ascrivibile a fatti notori e in parte tema, invece della di prova di questo processo, noi abbiamo individuato almeno quattro condizioni che costituiscono l’ANCE, l’antecedente logico al falso complotto che approderà poi negli uffici di Trani Siracusa,
E Milano e che rappresentano una chiave di lettura di questi fa, alcune di queste condizioni muteranno nel corso dei fatti, alcune muteranno per effetto di questi fatti e oggi, costruendo l’ex post, abbiamo la possibilità di capire.
In che misura ciò impatta sulle contestazioni attribuire eventualmente agli imputati a quali imputati irresponsabilità nel disegno criminoso?
Il primo, la prima di queste quattro condizioni, è l’esistenza di vicende giudiziarie davanti all’autorità giudiziaria milanese che coinvolgevano la società Eni all’inizio del 2000 e quindi diciamo, tra il 2014 e il 2015, sono due i procedimenti in corso a quell’epoca, il primo è relativo all’ipotesi di corruzione internazionale in Algeria ed è giunto alla fase dell’udienza preliminare c’è un principale dichiarante tra le fonti di prova della pubblica accusa che è Pietro Varone,
E vede tra gli imputati l’amministratore delegato pieni.
Paolo, Scaroni e responsabile territoriale per la zona Nord Africa, Antonio Vella Barone, e lo abbiamo sentito in questo procedimento, sebbene lui abbia sostanzialmente negato di aver mai ritrattato le proprie accuse, poi anzi abbia detto che ciò che aveva detto lo aveva detto perché l’autorità giudiziaria non aveva accettato i suoi primi non ricordo le sue prime risposte è un dato di fatto che nell’incidente probatorio del 2 dicembre 2014 Baroni avesse affermato il coinvolgimento degli indagati Scaroni bella e della società Eni
In una vicenda corruttiva algerina e noi lo diciamo noi, ma lo dice il Tribunale di Milano nella sentenza che definisce quel primo grado, laddove scrive che la narrazione di Barone non è rimasta immutata nel tempo.
E che nessun credito potesse essere, data la tesi dell’imputato per cui sarebbero riconducibili le sue iniziali dichiarazioni ed errati, i consigli dei suoi difensori dell’epoca, delineandosi al contrario un maldestro tentativo, peraltro non riuscito di fornire una qualche giustificazione alle contestazioni che gli enigmi gli venivano mosse in sede di esame a fronte della ritrattazione del coinvolgimento di Eni nella Vicenza.
Il secondo procedimento penale in corso all’epoca è quello relativo sempre all’ipotesi di corruzione internazionale in Nigeria, e anche questo Home principale dichiarante ed è Vincenzo Armanna, tra gli indagati vi sono sempre l’ex di Paolo Scaroni, l’ad in carica De Scalzi Roberto Casula all’epoca dei fatti responsabile per le attività operative.
Nell’Africa subsahariana, poi, Vincenzo Armanna e Luigi Bisignani, tra gli altri.
Si tratta, è evidente, di casi giudiziari irrilevanti per la società Eni.
E ce lo confermano,
A loro, a diverso titolo, i numerosi testi che abbiamo sentito, Litvak e Zingales li abbiamo sentiti, i consiglieri indipendenti all’epoca avevano un osservatorio privilegiato, diciamo, è quello del comitato controllo e rischi della società che monitora attentamente tale Vicente Mantovani lo anticipiamo, arriverà allo scontro con Zingales e soprattutto con un Litvak, proprio per la proposta di una sua esplosione dalla trattazione delle vicende, ma la rilevanza del
Di quei procedimenti abbiamo sentito anche Maspero Di Petrillo, abbiamo acquisito le dichiarazioni della porta a questo grosso, che ci ricordano come fossero seguiti direttamente.
Dai vertici dell’ufficio legale e si tratta di casi rilevanti, anche oggi lo diciamo con lo sforzo di metterci ovviamente in una chiave di lettura che è risalente a più di 12 anni fa.
Per una ritenuta solidità del quadro accusatorio, non solo forse soprattutto a livello mediatico dei Tupac, ci ha raccontato di un articolo dell’Economist ricordo di un intervento del presidente del Consiglio dell’epoca che in qualche modo contrappose la moralità di certe indagini alla necessità di pagare,
Tangenti in quello che definiva i paesi del Terzo Mondo, perché altrimenti saremmo rimasti tagliati fuori dal mercato.
La Litvak.
Che annota meticolosamente in un personale diario la sua esperienza in seno al cda e per questo è stata una dei pochi testi che non ha avuto bisogno, diciamo, di letture e di aiuti alla memoria.
Ci porta addirittura con la mente ad un pranzo del 24 luglio 2014, dice sì che il consigliere Zingales e lei era erano dell’avviso che la situazione in Algeria dovesse essere valutata con grande cura, perché ritenevano che tutti e due che ci fosse un rischio non banale di condanna e quindi di dover pagare una multa significativa.
Dice fu sollevata la questione dell’opportunità di fare un accantonamento per il rischio connesso alla vicenda Saipem, Algeria Mantovani, in qualità di rappresentante della funzione legale, disse che avevamo valutato come improbabile una condanna, poi però ricorda che l’avvocato Mantovani in un pranzo tra di loro sembrava all’inizio non a suo agio però non era antagonista è chiaro che voleva risolvere le tensioni. Ha sottolineato che faceva un distinguo fra il mio atteggiamento è quello del consigliere Zingales e ha riconosciuto in modo molto esplicito che il caso Saipem Algeria era molto problematico e che in Iraq inevitabilmente si sarebbe concluso con una diffida una sconfitta.
Che avremmo perso, ci sarebbe stata una multa imposta dal Dipartimento della giustizia americana per un valore molto importante, anche citato, un numero che mi ha scioccato.
Oggi sappiamo perché così hanno accertato sentenze irrevocabili che quei fatti non sussistevano.
Ma la banale considerazione che abbiamo posto come prima premessa questi fatti è che i processi ed in Nigeria ed energie Elia erano vicende spinosa, indagati per gli imputati per la società.
D’altra parte.
È, diciamo, conoscenza comune.
Quanto mai attuale, che l’imputato, per un fatto che non sussiste forse patisce il processo più.
E peggio l’imputato che quel fatto lo ha davvero commesso.
Un secondo aspetto che è necessario valutare per comprendere questi fatti è il clima interno.
Agli organi.
Anche apicali della società Eni, perché nel frattempo, nel 2014, nel maggio del 2014, erano stati nominati due consiglieri nel cda due consiglieri indipendenti, appunto Lippa che Zen.
Il cui impatto non era stato affatto.
Lieve e possiamo apprezzarlo attraverso il racconto che ne fa la Red corrispondenza dell’epoca che abbiamo acquisito agli atti.
Il 9 maggio 2014, ad esempio, Zingales e chiese nel cda informazioni sul pagamento della liquidazione a favore dell’ex ad di Scaroni lo sappiamo perché il giorno dopo, il segretario del consiglio di amministrazione Ulissi riporta l’intervento di Zingales in un amen.
E riporta un certo fastidio un certo.
Una certa contrarietà di Zingales al momento in cui apprende che la liquidazione, il pagamento della liquidazione, era già disposta.
Un altro tema si affaccia subito.
Tra Consiglio di amministrazione e il comitato controllo rischi perché il 2 luglio 2014 vengono eseguite le perquisizioni all’interno di Eni nell’ambito del procedimento in Nigeria si tiene una riunione straordinaria del Comitato controllo, rischi durante la quale Litvak e in primo luogo e poi Zingales associandosi contestano sostanzialmente che Mantovani diriga l’indagine interna.
E lo leggiamo dal verbale della riunione con riferimento agli sviluppi della vicenda, in particolare per quanto concerne i profili della difesa legale pieni prende la parola carina Litvak per sottoporre al Comitato la valutazione circa il potenziale conflitto di interessi in relazione alle indagini UPL 2 4 5 del direttore affari legali in ragione della sua posizione organizzativa rivestita in azienda e delle possibili attività svolte dall’unità anti Corruption posta alle sue dipendenze con riferimento all’acquisizione dell’asset DL 2 4 5,
Al riguardo, Luigi Zingales, facendo proprio specificando l’intervento di carina Litvak propone che, qualora dalle verifiche in corso emergesse che l’avvocato Mantovani abbia avuto un ruolo decisorio nella fase negoziale e di acquisizione degli asset, 1 il CCR suggerisca all’amministratore delegato di sollevare l’avvocato Mantovani dalla responsabilità della strategia legale riguardante le indagini o bielle 2 4 5. Altrimenti dice la società si esporrebbe a rischi nei confronti delle autorità statunitensi e due, l’avvocato Mantovani non prenda parte alle riunioni dell’Odv quando è trattato il tema relativo alle indagini o PLI, due, quattro o cinque
Lo stesso giorno,
Vediamo se per caso oppure no, l’avvocato Colombo manda all’avvocato Mantovani una mail in cui segnala che cova l’avvocato Cova di Milano e Zingales avevano un passato.
Quelli di impegno politico nell’ambito dello stesso partito.
E Mantovani risponde, sollecitando il recupero delle parcelle presentate dalla società, dallo studio dell’avvocato, cosa con una mail abbastanza laconica che dice aspetto, elenco, parcelle coda.
Poco dopo siamo a metà luglio del 2014, l’amministratore delegato inoltre a Mantovani una e-mail.
D ancora di Zingales, avente ad oggetto una nota sui problemi di governance nella quale Zingales solleva una serie di interrogativi.
Dicendo ci sono carenze nel processo decisionale, nel flusso informativo che perché carenze che possano indurci a commettere gravi errori in futuro condiviso queste mie proporzioni con Karina e anche lei è seriamente preoccupata in quella nota in quel report Zingales fa espresso riferimento a carenze dell’ufficio legale.
Nominando espressamente Mantovani e la Rocca è qui si alza decisamente il livello dello scontro, tanto è vero che due giorni dopo c’è uno scambio di mail tra Lorenzi e Mantovani, in ultimo con l’intervento di Zingales in ordine proprio le richieste di esclusione di Mantovani e dalle attività di accertamento relative UPL due, quattro o cinque e Mantovani scrive, non posso peraltro esimermi dal segnalarti che purtroppo dallo scorso maggio avverto un continuo pesante attacco personale e sfiducia non solo su questa vicenda da parte di un Consigliere al quale a volte si aggiunge un secondo unici casi isolati che ritengo inspiegabile e ingiustificato con toni per di più eccessivi e discutibili vista la dedizione e serietà che metto al lavoro
Non nascondo che la posizione di questi Consiglieri mi arriva da voci interne e anche, purtroppo esterne, con un evidente tema di pericolo di danno alla reputazione di immagine personale, interno ed esterno all’azienda, si è trattato, a mio avviso di un chiaro attacco alla persona Massimo Mantovani e anche indirettamente alla funzione legale che un penalista qualificato che un penalista ha qualificato come una pesante censura emessa con una spropositata foga prima di aver solo visto i fatti con giudizi sommari e con evidenti ripercussioni diffamatorie un elemento che riteniamo di dover.
Evidenziare perché è interessante a questo punto siamo a metà del luglio del 2014, che a quanto scrive lo stesso Mantovani si è confrontato con un avvocato penalista per valutare la portata diffamatoria degli interventi di Zingales.
L’amministratore delegato Descalzi invece, si spende.
Anche aggirandosi ci racconta la Lydeka notevolmente a favore del suo management, ci racconta di un consiglio di amministrazione in cui si sono alzati i toni prima da parte di Descalzi, poi da parte di Zingales e conclude leggendo diciamo quel quel diario quel quella pagina relativa a quel giorno dicendo ero talmente terrificato dal clima che mi sono messa a piangere poi l’amministratore delegato è venuto ad abbracciarmi la cosa è finita lì e siamo andati tutti in vacanza.
Le vacanze, però non servono a rasserenare il clima. Se è vero che il 16 settembre 2014 c’è un’altra riunione del Cicr, tra l’altro sul tema aggiornamenti vicenda UPL 2 4 5 e in pari data vi è uno scambio di mail tra Mantovani Zingales in cui il primo riferisce, Luigi, ritengo che il tuo oggi sia stato l’epilogo di un atteggiamento altamente diffamatoria nei miei confronti ruotato negli ultimi mesi. Ma come se non bastasse, si affaccia un ulteriore tema di confronto ed anzi di scontro, perché il 26 ottobre 2014 scrive Zingales scrive una mail a Litvak e ad Alessandro Lorenzi sul licenziamento di Armanna
Zingales dice che la lettura dei documenti solleva dei seri interrogativi sulla struttura del nostro controllo interno, che vanno approfonditi e qua riassumo, riferisce, diciamo, del fatto che Armanna avesse pagato a Cifa Ahmadi una stanza d’albergo a Parigi nel novembre 2010 a chi invade era una rappresentante di Malabo e quindi una controparte Zingales dice ad un ignorante come me questo sembra corruzione e poi solleva una serie di interrogativi.
Come mai è avvenuto, nonostante i controlli anticorruzione di Eni, come mai tra le contestazioni fatte ad Armanna non c’è questo fatto chiede che sia portato a conoscenza dello studio legale esterno e che sia investigato dall’audit, questo pagamento solleva quesiti sul perché l’ingegner Casula abbia autorizzato in deroga a questo pagamento nonostante Armanna non fosse più un suo subordinato e non riferirsi a quell’area geografica e,
Rincara la dose
Poco dopo, il 17 novembre 2014, tirando in mezzo anche il dottor Granata, dicendo che effettivamente aveva avuto un conflitto con lui, che avesse ammesso che si trattava di un avvertimento mafioso da parte di Armanna e che, tuttavia, non fosse stato adeguatamente approfondito.
Zingales in quest’aula. C’ha chiarito che la sua prima impressione, sulla base di queste prime letture, fosse Caramanna, fosse un onesto whistleblower e che si potesse raffigurare l’ipotesi di un Lince licenziamento punitivo. Ma al di là della storia che sappiamo essere diversa, questa ricostruzione documentale dell’impatto dei Consiglieri, linfa che Zingale, sui rapporti interni del cda, del Cdr e con l’ufficio legale dell’Eni certifica una grave, è aperta ostilità, in primo luogo tra i due Consiglieri e Mantovani, e lo sappiamo, ci è stato detto che probabilmente non era solo Mantovani, ha, diciamo, ad avere rapporti, non idilliaci soprattutto con Zingale. La Litvak ci ha ricordato che, quando fu effettuata una peer-review tra i consiglieri, la presidente del cda la presenterà, come l’occasione perfetta di comunicare a Zingales che il momento era arrivato per andarsene e porre così fine alle tensioni che hanno indebolito il funzionamento del Consiglio
Ma quello che è interessante sottolineare.
È che prima del gennaio 2015, prima degli esposti anonimi prima che amara, costruisse una narrazione ingannatrice al solo scopo di orientare gli inquirenti nella direzione a lui ritenuta conveniente, Mantovani si fosse fatto portatore di alcuni argomenti che troveranno poi sviluppo proprio in quella narrazione, cioè la natura diffamatoria degli interventi del Consigliere Zingales supportato anche da Litvak e il rapporto tra quel Consigliere e l’avvocato.
E non saranno, come vedremo, gli unici temi che accumuleranno gli esposti anonimi al pensiero dell’avvocato mantovano c’è però un terzo fattore da considerare, ed è il ruolo dell’avvocato Amara e i suoi rapporti con la società Eni e alcuni suoi esponenti.
Prima che questi fatti abbiano inizio.
Oggi lo sappiamo, ce lo dice lui, che dietro a questi fatti c’è l’avvocato Amara, dobbiamo capire chi fosse all’epoca all’epoca l’avvocato Amara, quale ruolo avesse nei procedimenti milanesi e quali rapporti avesse con l’ufficio legale con il mondo e innanzitutto è un dato di fatto chiamare a non avesse alcun ruolo né formale né di fatto nell’ambito della strategia difensiva della società e delle persone fisiche in relazione alle accuse mosse in quegli anni dalla Procura della Repubblica di Milano.
L’avvocato Amara, per contro, rivestiva una posizione di assoluto rilievo ai legali esterni delle nell’ambito del diritto penale e ambientale e in particolare nelle vicende giudiziarie siciliane del sud Italia, e qui richiamo un report, quello redatto da KTM G, che,
Lo fa coi numeri questa questa analisi dice amara individualmente, considerando il fatturato dell’intero periodo di riferimento, occupa la sesta posizione.
Lo studio amara occuperebbe invece la seconda posizione, confrontato però con il fatturato, non aggregato degli altri studi.
KPI Himeji si riferisce al periodo che va dal 2015 al 5 febbraio 2018 al momento dell’arresto di Piero Amara, ma una più ampia analisi è stata condotta internamente dall’Eni nel corso di un audit del settembre del 2017 successivo ad un articolo del Corriere che individuava,
Amara tra le persone indagate a Milano per l’ipotesi di depistaggio, per la vicenda Siracusa e l’audit interno certifica che amara dall’anno 2000 e fino al settembre del 2017.
Avesse ricevuto 81 incarichi con parcelle pagate per un valore complessivo di 13,5 milioni di euro.
Eni dal canto suo e con questi numeri si può intuire bene è il principale cliente dello studio amara e ne genera circa l’80% del fatturato.
Nel corso del tempo, le verifiche circa la correttezza delle procedure, degli incarichi e delle liquidazioni delle parcelle a favore di amare del suo studio saranno plurime.
Dentro e fuori la società Eni il primo audit, l’abbiamo detto quello del settembre 2017.
Mi ha sempre fatto un po’sorridere.
Il mandato del comitato controllo, rischi che era.
Sostanzialmente di questo tenore, cioè.
Di verificare la correttezza delle procedure che riguardavano gli incarichi e le liquidazioni del legale esterno, citato nell’articolo del Corriere della Sera dell’8 settembre 2017, ha fatto sorridere, perché ho pensato magari l’avvocato Accinni avrebbe ricordato l’Innominato, io, che una cultura molto più pop pensavo a Tu sai chi di Harry Potter cioè il sesto avvocato,
Per fatturato ed incarichi dell’Eni, del quale già non si può spendere il nome, ma lo sottolineo perché questa diventerà con tempi estremamente diversi.
Una tendenza di tutti i soggetti che hanno avuto a che fare con Piero Amara.
Questo primo audit in realtà conclude nel senso di un sostanziale rispetto delle normative di riferimento.
Segnalando tuttavia che ci sono alcune aree di miglioramento nel processo di assegnazione e gestione degli incarichi legali, di tracciabilità, della valutazione di compatibilità e opportunità e di verifica dell’esistenza di indagini o procedimenti in corso o sentenze di condanna a carico dei legali esterni.
Molto più penetrante, molto più ficcante è.
La verifica che fa l’anno dopo KTM g, perché parte perché è un soggetto esterno, probabilmente in parte perché è intervenuto l’arresto di Amara fatto sta che KB MG evidenzia tantissime criticità riguardo l’assegnazione della gestione degli incarichi ai legali esterni.
Delle criticità che riguardano le verifiche di merito relative alla fase di liquidazione che non sono tracciate e l’esecuzione delle verifiche che non.
Sono effettuati per quanto riguarda la liquidazione delle parcelle dello studio amara, non sono formalizzate le verifiche della reputazione del legale esterno.
Le verifiche svolte nella fase di assegnazione non prevedono la tracciabilità della valutazione sul livello di concentrazione degli incarichi al professionista.
Le verifiche previste per l’assegnazione non risultano sempre effettuate formalizzate e la registrazione del compenso da liquidare al legale esterno non è sempre effettuata in maniera accurata, ma non è neanche l’ultimo controllo effettuato.
Da Eni e per conto di Eni, perché il 22 novembre 2018 i professori aulette Siniscalchi depositano una prima relazione al consiglio di amministrazione in esecuzione dell’incarico conferito successivamente alla notifica, all’avvocato Mantovani del decreto di perquisizione e sequestro e quindi per valutare eventuali profili di interesse.
È più sotto il profilo lavorativo del rapporto con l’avvocato mantovano.
Questo report.
Sul quale c’è stato anche un po’un confronto con l’avvocato Siniscalchi nel corso del suo esame, non capisco, diciamo.
Questo report, a mio avviso va detto con molta attenzione, è estremamente significativo per completare il senso delle crescite criticità rilevate nella relazione di KPI MG.
Infatti, il professore lettera Siniscalchi esordiscono dicendo che il lavoro di KP MG ha rilevato reiterate violazioni della normativa interna, ma puntano la loro attenzione su ulteriori e importanti aspetti, innanzitutto sottolineano il coinvolgimento di un legale dello studio amara da parte dell’avvocato bianco per la redazione delle note esplicative delle parcelle e la ritengono una circostanza ulteriormente dimostrativa di una costante violazione dei protocolli aziendali e societari che ha caratterizzato la gestione dei procedimenti giudiziari in questione da parte della direzione affari legali.
Sottolineano anche la carente documentazione recuperata in relazione ai fascicoli assegnati ad Amara, dicendo che si assume che l’avvocato Amara abbia computo compiuta, attività che non appare documentata e finanche l’atto di nomina non risulta acquisita e censurano il fatto che la descrizione delle attività da lui compiute è il contenuto di una relazione assai breve, ultras sommaria e non priva di errori evidenti, redatta giusta le proprietà ricavabili dal file da Federico. Salvatore Di Petrillo su pc di Eni in un’unica data, il 7 agosto, giorno prima della trasmissione ai consulenti che qui sottoscrivono
E ancora sottolineano l’apparente emersione di elementi di un significativo spostamento tra le attività concretamente svolta e l’importo liquidato, frutto di una puntuale verifica di una serie cospicua di procedimenti.
Ma il contenuto di questa relazione, che già mi pare estremamente chiaro e poi ulteriormente rimarcato in un’integrazione redatta il 14 febbraio 2019 in replica al parere che gli avvocati giuslavoristi avevano dato rispetto proprio al rapporto di lavoro con il dirigente Massimo Mantovani,
Questa serie di criticità che riguardano la gestione degli incarichi, la liquidazione delle parcelle nell’ufficio legale di Eni in quegli anni e poi confermata anche con qualche aiuto alla memoria, nel ricordo degli avvocati che abbiamo qui sentito in quest’Aula ricordo ad esempio proprio Di Petrillo che riconobbe delle sigle apposte con le lettere f di P. A lui non riconducibili su alcune fatture di procedimenti dei quali era loro ma il senso anche qui di questa sintesi è sottolineare un aspetto principale, cioè che,
Dall’anno 2000 e fino al settembre 2017 lo studio amare l’avvocato Amara erano in costante ascesa nel ranking diciamo degli studi.
Esterni di Eni e che erano stati beneficiari di assegnazioni e di liquidazioni, connotato da gravi criticità rispetto alle procedure interne.
D’altra parte, con questi numeri non potrebbe essere altrimenti amara, poteva vantare buoni rapporti con numerosi esponenti apicali e non della società, ancorché, come detto.
Oggi abbiano cercato di ridimensionarli questi rapporti.
Partiamo dai rapporti dell’avvocato Amara, con l’avvocato Mantovani de rapporti dei quali abbiamo plurime descrizioni.
Il report k PM G che ho già citato, ci dice che, visto il periodo di riferimento è sempre fino al febbraio del 2018, dice vi sono evidenze che non è stato possibile contestualizzare e approfondire di un rapporto tra Massimo Mantovani e amara, che a partire dal giugno 2014 presenta livelli di crescente confidenzialità e informalità caratterizzato anche da scambi informativi su questioni che non sembrerebbero direttamente attinenti alla natura e agli ambiti di attività per cui amara risulta incaricato professionalmente.
Si sofferma su alcuni, item ritrovati nei supporti dice che delineano per frequenza natura il linguaggio utilizzato, una conoscenza diretta tra Mantovani amara all’inizio formale e poi, con il passare del tempo sempre più informale e confidenziale, anche aulette Siniscalchi nella relazione già citata.
Indicano che Mantovani abbia inteso ridimensionare, posticipandola rispetto a quanto rilevato anche dall’inchiesta cappottini MG la sua relazione con l’avvocato Amara.
Nel corso dell’istruttoria dibattimentale una certa attenzione è stata posta su un’e-mail che in realtà risale ad un epoca anche precedente al 2012, con cui.
Mantovani aveva segnalato la notizia di alcune vicende giudiziarie che avevano coinvolto amara e aveva incaricato la Rocca di verificare se l’avvocato siciliano ovest delle cause.
Assegnati a Siracusa, la Rocca ricorderete, aveva risposto su Siracusa non credo proprio se c’è qualcosa di minore verifico
Mantovani ha chiarito e lo aveva fatto anche allora, a dire il vero che.
Tuttavia, KPJ MG aveva errato ad individuare l’articolo in di riferimento, ma anche su questo punto aveva preso.
Posizione la, l’integrazione al parere redatta dai consulenti del aulette Siniscalchi, dicendo che quell’articolo lì, quello pubblicato da Repubblica a cui fa riferimento Mantovani conteneva ulteriori notizie sull’avvocato Amara, non meno allarmanti rispetto a quelle pubblicate il giorno precedente, notizie che già di per sé rendevano assolutamente necessario svolgere approfondimenti, perché era un articolo che parlava di un’azione disciplinare, promossa dall’allora ministro professoressa Severino nei confronti del procuratore e di un sostituto di Siracusa che non si erano astenuti in un procedimento nei confronti della moglie di amara. Ma la considerazione interessante che fanno i consulenti Howlett Siniscalchi e che non può apparire plausibile per Eni e le sue controllate essere sistematicamente assistite da avvocati cointeressati, inattività imprenditoriali, vieppiù nel settore delle JE nel settore delle energie elettriche, perché la società formalmente ascrivibile alla moglie di amara di questo si occupava
E questo è un tema che sottolineo perché anche Mantovani, che ha reso l’esame e ha inteso, diciamo chiarire.
Meglio il significato di una mail del 10 agosto 2016 inviata al l’avvocato Speroni allora legale esterno, in cui preannunciava la telefonata di Amara, descrivendolo come collega e anche amico ha voluto, diciamo precisare il contesto di questo epiteto Malaparte a mio avviso interessante a questo punto della trattazione è quella che segue in quella e-mail, perché dà conto che Mantovani fosse a conoscenza degli interessi imprenditoriali di amara perché lo presenta a Speroni dicendo è un penalista ma anche interessi come imprenditore che è proprio il tema,
Che i consulenti di Eni evidenziano come criticità nel momento in cui questo aspetto non viene adeguatamente.
Approfondito
Resta il fatto diciamo che Mantovani amara avessero a quell’epoca conversazioni, come detto, non soltanto sui temi strettamente connessi agli incarichi ricevuti da amara, ma addirittura conversazioni che riguardavano l’inquinamento, che oggi è contestato ad entrambi con una mail del 9 maggio, ad esempio Mantovani manderà articoli pubblicati nei due anni precedenti sul complotto e poi vedremo anche il contesto dell’invio di questa mail.
E più in generale, addirittura proprio sui processi milanesi, e questo ce lo ha raccontato lo stesso Mantovani ricordando il pranzo in cui si conobbero luglio del 2014, dicendo che amara partie, elencando gli una decina di legali dell’Eni con cui aveva contatti, disse anche che aveva contatti con Vella che conosceva a casa i granata e disse che sapeva del tema Algeria ricorda Mantovani aveva letto un po’delle carte del procedimento con bella perché gli aveva dato un po’di assistenza.
Per cercare di inquadrare questi temi e quindi conosceva il tema di Varone, conoscevano Algeria, città, mi sembra anche Cova questo diciamo un primo spaccato di quelli che sono i rapporti tra amara e Mantovani all’epoca.
Meno chiara è risultata dall’istruttoria dibattimentale, la natura dei rapporti tra amara e la Rocca, anzi Amara, ha indicato la Rocca quale ostacolo alla crescita sua e di bianco.
Anche qui il report KTM G si rifà soprattutto di interviste.
A fianco e a e a Maspero che raccontano di quello che è un rapporto probabilmente anche di amicizie, comunque risalente tramare la Rocca a livello documentale, vi sono degli interventi di la Rocca che propone.
Prima amara, quale di nominarlo a Trani per la vicenda dopo la richiesta di accesso agli atti, poi propone Calafiore e poi c’è appunto quel quella mail nel 2012, che avrebbe potuto forse cambiare la storia di questo procedimento quando la Rocca sminuisce il gli incarichi che,
Amara aveva su Siracusa dicendo forse roba minore, nonostante fa rilevano ancora i consulenti.
Aulette Siniscalchi, nonostante in realtà.
Amara avesse all’epoca un procedimento Siracusa, tutt’altro che roba minore un procedimento, il 28 81 del 2005, che innanzitutto era assegnato al dottor Musco, cioè proprio il pm, destinatario dell’azione disciplinare che vedeva amara e la moglie al centro della vicenda e poi un procedimento che vede raccolte tra corrisponderà vara l’importo di 395.000 euro e infatti nei successivi Report,
L’ufficio legale lo definirà importante, rilevante, quindi non minore.
Ma un tema, se parliamo di rapporti di centrale importanza, è quello che riguarda i rapporti di amara con l’avvocato Bianchi.
È innanzitutto amara a descriverli e fa una esplicita chiamata in correità confermata in questo caso in sede dibattimentale.
Amara descrive bianco come un interlocutore stabile, fin dagli inizi della sua collaborazione con Eni e poi come figura chiave dell’ufficio legale si salta un rapporto che li vede rafforzarsi reciprocamente perché amara ovviamente stacca il bianco è essenziale.
Nella fase di assegnazione degli incarichi e di liquidazione delle parcelle, ma lo stesso Bianco riconosce ad Amara quelle capacità relazionali che possono essere gli altrettanto utili.
Nella crescita, perché amara ha accesso ad alcuni apicali di Yan, senza entrare qui nel dettaglio del ruolo che amara attribuirà a fianco.
Possiamo però fin d’ora constatare che la chiamata in correità, che fa amara non risponde ad un interesse processuale dello stesso, anzi, se vogliamo rispetto ad esempio, al capo a, è tendenzialmente controproducente, se non addirittura concessorio, quantomeno rispetto all’idea che esistesse la condivisione di un processo di un progetto criminoso di ampio respiro pianificato a tavolino.
Il peso effettivo di bianco all’interno dell’ufficio legale è stato un tema dell’istruttoria dibattimentale e ha trovato conferma in contributi dichiarativi sia di soggetti esterni all’ufficio legale sia di soggetti interni.
Ricordo ad esempio la testimonianza del professor bergamaschi.
Che in un passaggio che è stato riletto e che poi ha avuto modo di confermare, aveva detto che in sostanza, senza il benestare di Michele Bianco non si lavorava con Eni, era Michele Bianco, materialmente colui che aveva il potere di decidere in merito all’assegnazione dei contratti che venivano firmati dai suoi superiori.
Bergamaschi anche ricordato, di aver pagato il catering di una festa organizzata da Bianco esclusivamente perché gli era stato chiesto dal legale interno, e questo nonostante l’avvocato napoletano che era stato latore di questa richiesta, gli avesse anche sconsigliato di esaudirlo perché contraria alle procedure di Eni e infatti poi Eni farà una verifica sulla vicenda di questa festa che si concluderà con un richiamo collettivo.
Molto rilevante e poi è anche la testimonianza proprio dell’avvocato Napoli.
Tano era collega di piani.
Una testimonianza, a mio avviso molto critica.
Però diciamo.
La la la la rileggerà al Tribunale, io ho visto che già all’epoca il tribunale stesso aveva modo di stigmatizzare quella che definì la selettività del ricordo dell’avvocato napoletano, che addirittura ad un certo punto ha lasciato intendere che forse non fossero state verbalizzate tutte le sue dichiarazioni in tutti i suoi chiarimenti in sede di indagini preliminari dimenticando curiosamente che tanto erano importanti le sue dichiarazioni che l’atto venne sospeso per chiamare i tecnici della pena
Ha verbalizzato.
E certo non si può dire che è napoletano, serbi, rancore o abbia inteso nuocere alla Puglia, alla posizione dell’avvocato bianco e perché l’esordio della sua testimonianza è stato poco meno che una dichiarazione d’amore, e forse anche, diciamo, irriverente, irrispettoso rispetto a tutto il resto dell’ufficio legale.
Perché disse di aver avuto rapporti ottimi con l’avvocato bianco, se sono rimasti dei Nenni e solo grazie a lui perché, all’interno della direzione legale e forse era l’unico che si poteva qualificare un avvocato.
Ciò non di meno.
A suon di queste contestazioni sono chiaramente emerse plurime circostanze davvero illuminanti per descrivere il ruolo dell’avvocato bianco e sui rapporti con l’avvocato Amara, la prima circostanza e che tramare bianco era stato sancito, un patto, la cosiddetta Operazione Odessa.
Diceva napoletano in un’occasione nella quale eravamo a cena io amare bianco all’aperto presso la pescheria Rossini a Roma, direi prima o dopo l’estate del 2014, Michele Bianco e Piero Amara si accordarono per quella che definirono l’Operazione Odessa in forza della quale amara si sarebbe dovuto adoperare per far crescere bianco all’interno dell’ufficio legale e farlo diventare direttore, Piero voleva in cambio di questo impegno a essere fortemente accreditato presso l’ufficio legale di Eni e che non si trattasse di Meret chiacchiere da bar come poi ci ha detto Bianco, è vero,
Se, come precisa napoletano, quando poi ci fu la ristrutturazione dell’ufficio legale?
E amara riteneva che Bianco non fosse pronto per assumere la direzione di quell’ufficio.
Bianco effettivamente prese il posto che era di la Rocca, ancorché in una diversa organizzazione, ma diciamo.
Rimase numero 2 sotto Pollini e si arrabbiò si arrabbiò, ritenendo che amara fosse venuto meno il loro patto.
Anche qui piste Napolitano ricordo che Bianco non fu contento di questa soluzione, che si arrabbiò moltissimo inveendo contro amara e dicendo che amara non aveva rispettato i patti che sopra di lui era stato messo un ectoplasma fu questo il termine chiamare aveva utilizzato con lui per definire bollini,
Un altro aspetto emerso con chiarezza dalle dichiarazioni dell’avvocato napoletano e che amare bianco.
Si erano messi a disposizioni di Mantovani per risolverli i problemi, prima analizzati nel contesto generale con un Consigliere.
Di amministrazione.
Anche qui si è dovuti partire da una rilettura per ottenere le conferme del ricordo di napoletani Zingales voleva la testa di Mantovani, circostanza della quale si discuteva apertamente nell’ufficio legale tra tutti, in quanto Zingales lo aveva più volte attaccato, duramente e bianco colse l’occasione nel corso di un incontro con Mantovani all’aeroporto di Linate per dirgli che lui conosceva una persona che poteva aiutarlo a risolvere il problema Zingales cioè Piero Amara con le sue conoscenze politiche,
E aggiunge napoletano che, in base a ciò che gli è stato raccontato, ci fu effettivamente un incontro alla buvette di piazzale Mattei, tra l’avvocato Mantovani amara, e la cozza gli fu raccontata sempre da Bianco, allora è legittimo pensare.
Ma qui siamo nel campo delle circostanze di cui non abbiamo prove, che quel penalista che citava Mantovani, al quale si era rivolto per qualificare gli interventi di Mantovani e che gli aveva detto guarda che sono diffamatorie, potesse estrema.
Cioè colui che bianco e gli aveva indicato come una persona che poteva aiutarlo a risolvere il problema Zingales, ma, come detto oggi cercheremo di non dare spazio alle.
Intuizioni.
Allora, un terzo tema descritto ci chiaramente da un atleta bianco era stata la persona individuata dai vertici dell’ufficio legale per risolvere il cosiddetto problema di Petrillo, cioè l’ostilità che questo legale interno aveva mostrato nei confronti dei modi di Amara Di Petrillo ci ha raccontato di aver ricevuto un warning anzi napoletano ci ha raccontato di Erice e aver ricevuto un warning su Amara appena assunto da parte di Di Petrillo.
Era noto, disse Di Petrillo, ha avuto spesso degli scontri con amara su questo tema, anche alla presenza dei clienti era noto all’ufficio locale che la gestione dei progetti i 20 di Gela e di tutto il gruppo che faceva capo a Bernardo casa presentasse delle criticità, ci fu una riunione a Roma tra tutti i dirigenti del business refining e marketing e tutta la direzione legale quindi Mantovani la Rocca Bianco e Di Petrillo per risolvere il problema di Petrillo.
E si decise che Di Petrillo sarebbe stato affiancato da Michele Bianchi, Di Petrillo, entrò in conflitto con amara, si aspettava di essere tutelato da Bianco e la Rocca cosa che non accanto all’esito di quell’incontro di Petrillo depotenziato.
Ma facendo poi un piccolo salto in avanti rispetto a quelle che sono semplicemente le circostanze di fatto che hanno reso possibili i fatti nel 2014 2015 napoletano c’ha dato anche delle informazioni interessanti su quanto successo dopo qui chiedo lo sforzo di abbandonare un attimo.
La progressione cronologica dei fatti, perché dice napoletano che dopo l’estate del 2017 amara avvertì napoletano del timore di essere arrestato e napoletano ne parlò con Bianco.
Al quale amara voleva trasferire alcuni dei suoi contatti con i servizi segreti, fece riferimento alla necessità di portare bianco in una chiesa sconsacrata di Roma. La cosa interessante è che la reazione di bianco si concentravano intanto sulla notizie che sarebbe stata dirompente per chiunque, ma la preoccupazione del fatto che ci fossero altri procedimenti in corso e che la cosa non fosse stata comunicata internamente ad Eni e quindi dobbiamo necessariamente mettere questo episodio nella prima parte del 2017 perché, come abbiamo visto già nel settembre del 2017 il Corriere riportava la notizia dell’indagine nei confronti di amara per depistaggio e il comitato controllo rischi. Aveva disposto un audit interno sul punto
Altro aspetto che ci racconta napoletano dell’avvocato bianco e che fino all’epoca più recente bianco, ha esplicitato il suo peso all’interno dell’ufficio legale, quando diciamo era tramontata la prospettiva di diventarne direttore.
E fu nominato l’attuale responsabile avvocato Speroni bianco, riferì che sarebbe intervenuto un accordo con il direttore di East dice napoletano bianco, mi disse a proposito della nomina di Speroni che andava bene così, perché lui non sarebbe potuto diventare direttore per ragioni che non mi disse e che comunque aveva raggiunto un accordo con Speroni con il quale semmai bianco fosse andato via Speroni gli avrebbe dato una consulenza sul processo e Nigeria.
Anche per restare su questo tema, anche la testimonianza di un altro collega di bianco, l’avvocato Alberto Porcu, pur con qualche aiuto la lettura è stata particolarmente incisiva nel ricostruirci il livello di rapporti e di confidenzialità, tramare piani.
Ci dice Porcu amara, veniva a trovare bianco con una certa frequenza, si chiudevano in stanza a parlare a lungo, questo mostrava una certa confidenza tra i due e, come riferito nel corso dell’esame dell’avvocato Mondello un incontro particolarmente lungo, si tenne proprio pochi giorni prima dell’arresto di Amara, circostanza che è emerso più volte era a conoscenza oramai praticamente di tutti non solo del diretto interessato,
Nonostante quindi, la stampa nazionale avesse puntato i riflettori sull’avvocato Amara, nonostante fosse imminente preannunciato il suo arresto, evidentemente l’ufficio legale dell’Eni, e in particolare l’Ufficio di Michele Bianco, era ancora un luogo pronto ad accoglierlo per incontri riservati e prolungati e certo bianco non poteva dirsi confortato dalla lettera arrivata in quei tempi a firma dell’avvocato Geraci che,
Avvocato Geraci ci ha detto di aver solo sottoscritto e predisposte in realtà da Amara, che aveva cercato di chiarire quelle notizie sui precedenti e che il la relazione l’ho letta Siniscalchi riferisce continuerà e precisazioni elusive e fuorvianti circa i precedenti penali di amaro, ma il passaggio più significativo della testimonianza dell’avvocato Porcu,
A mio avviso, a mio avviso, è anche un altro, è quello che racconta un precise risalente intervento di bianco in favore di Amara,
Che si ricollega proprio alle notizie sul legale siciliano che abbiamo richiamato.
Disse bianco, no, disse Porcu ricordo che all’inizio della mia assunzione i nemici bianco mi riferì che Mantovani e la Rocca volevano escludere amara dall’elenco dei legali esterni tieni, in quanto era emerso che era sottoposto a un procedimento penale bianco, mi riferiva di essersi impegnato con tutte le sue forze perché fosse invece scongiurata questa eventualità.
Porcu poi, ha anche confermato che Bianco avesse l’ambizione di arrivare a dirigere l’ufficio legale di Eni e che amara fosse ritenuto in realtà anche da altri legali, in grado di favorire l’ascesa all’interno dell’ufficio legale Lilli e ci ha fatto il nome della collega Gallo sono a conoscenza del fatto che la Gallo, che sapeva quali erano i rapporti tra amara e bella, insisteva con Bianco per chiamare alla proponesse per una promozione con bella,
Oggetto dell’istruttoria dibattimentale è stata infatti anche la natura dei rapporti tra amara e computato, Antonio Vella.
Ovviamente qui diciamo sotto il profilo estetico la cosa che ha subito colpito è il fatto chiamare avesse assunto Giorgio, appianerà Panebianco la.
La nipote di Bella.
Estetico intendo.
In termini di opportunità
Perché Giorgio appena in bianco, in questa sede ci ha tenuto a sottolineare il suo curriculum, ma negli atti va considerato che quando si fa riferimento a lei lo si fa sempre con la figura retorica dell’antonomasia, tutti la chiamano la nipote Cosi nelle chat Wick, così anche nella testimonianza di Di Bernardo casa.
Ma è proprio Bernardo casa che ci racconta come si sono conosciuti amara e bella, collocando la conoscenza tra maggio e giugno del 2014.
E anche i testi che abbiamo commentato finora hanno confermato le dichiarazioni sul punto napoletano, ci ha detto so chiamare nella buoni rapporti con bella il rapporto Travel e amara è diventato poi molto stretto, come ho potuto anche constatare perché quando si presentavano delle criticità bianco amara si dichiarava disponibile a risolvere attraverso l’intervento di Bella, in alcune occasioni bianco ha accettato l’offerta di amare Vella è intervenuto sulla rocca consentendo lo sblocco di alcune nomine, tra l’altro circostanza che conferma
Quella natura dei rapporti e con Bianco e con bella che abbiamo descritto fino a questo punto. Ho avuto ancora prova dei rapporti tra amara e bella racconta napoletano, in occasione di una riunione in cui amara sostanzialmente disse adesso fa centrare bella, è bella, effettivamente si presentò in ufficio dicendo che era passato a salutare il suo amico Piero, ma anche l’avvocato Porcu ha ricordato Bianco, mi disse chiaramente che aveva un buon rapporto con Vincenzo Bella e anche con l’avvocato Mantovani tra relazioni mi sono state confermate quanto Avella da Enrico napoletano quanto a Mantovani da alcuni colleghi, tra i quali Emanuela Galli e dice anche l’avvocato Porcu, che Bianco era infastidito e non lo nascondeva del fatto chiamare avesse rapporti diretti con bella e anche con la Rocca ai mantovani riteneva di avere lui bianco un rapporto privilegiato e quasi esclusivo con amara e tutte le volte in cui amara lo escludeva, si infastidiva
Per dire quanta acqua ne è passata sotto i ponti.
In questo.
In questa fotografia dei rapporti con l’avvocato Amara, che ci permetteranno di comprendere i fatti avvenuti, qualche parola anche sugli ulteriori rapporti con esponenti Eni che non sono oggi i coimputati di Amanda.
Ma?
E in qualche modo sono stati chiamati in causa tra i legami forti di Amara.
All’interno dell’ufficio legale di Eni va annoverato sicuramente quello con l’avvocato master Maspero aveva invitato sia amara sia Ferraro al proprio matrimonio già il 2 agosto 2010, Maspero è quello ce lo racconta l’avvocato Geraci, che insieme a Bianco aiuterà la Geraci a preparare le note esplicative da formare,
Akp MG il livello di confidenza tra Maspero e amara è cristallizzato nella chat che lui stesso ha fornito agli inquirenti relativa alle fasi esecutive del delitto di cui al capo b, in cui non solo si presta a fare immediatamente quello che amara gli chiede, ma anche, ma lo chiama fratello.
E sul contributo in qualche modo di Maspero, poi ci torneremo.
Un tema molto dibattuto per evidenti ragioni nel corso dell’istruttoria è stato anche quello dei rapporti tra amara e il dottor Granata e restando alla prima parte della vicenda, quindi solo ai fini di inquadrare quale fosse il livello di accesso di Amara da alcune figure chiave i Nenni,
Amara riferisce di aver conosciuto granata nel 2014 arriviamo a luglio 2014, il periodo in cui erano cominciati i rapporti con i nuovi vertici dell’Eni e in particolare pelle granata in quello stesso periodo concordai con Michele Bianco, che per i nostri obiettivi sarebbe stato opportuno tentare di creare una relazione diretta con l’avvocato Mantovani nella prospettiva di riuscire a defenestrare l’avvocato la Rocca che costituiva un limite per l’ascesa di Michele Bianchi.
Secondo amara la conoscenza con il dottor Granata è di poco precedente la nomina della di Descalzi, anche se si colloca proprio nel solco di una sua sorta di intercessione, per questi fatti grata, invece colloca la conoscenza in un’epoca successiva alla nomina della di ve lo abbiamo sentito ha detto la ricerca è stata un po’complicata perché l’ho conosciuto trovando materiali e documenti con sicurezza, l’ho conosciuto a settembre del 2014,
Per quanto qua rileva, possiamo semplicemente dire che ci fosse una conoscenza all’epoca dei fatti che stiamo iniziando ad analizzare e chiamerà esibisse, amplificando neanche il livello d’intimità, questa conoscenza, come ha ricordato ad esempio l’avvocato Mantovani in occasione del loro primo pranzo insieme che ha collocato nel luglio del 2014,
Di certo granata, colloca la chiusura dei rapporti con amara nel giugno del 2015, lo fa ricordando una telefonata che ricevette in macchina e che gli diede contezza della inaffidabile inaffidabilità di Amato, perché amara.
Gli cominciò a parlargli, di aver risolto un tema che riguardava la compravendita di catalizzatori chimici, che era un argomento delicato perché si tratta di materiali che possono utilizzare essere utilizzati per uso di Mallett militari e infatti proprio in quel periodo granata dice, aveva ricevuto un incarico dall’AIDS per verificare l’esistenza di contratti concernenti quel tipo di bene con le società del gruppo Eni, questa vicenda, a nostro avviso, è stata ricostruita in maniera parzialmente diversa, anche attraverso il ricordo del teste Tagliabue. La vicenda si colloca effettivamente nella primavera del 2015 e parte con e-mail del 18 marzo. 2015, con cui amara, per conto di Mazzagatti, chiede a Bianco
Oltre alle colite Potì azioni di un polietilene la possibilità di acquistare i catalizzatori, la mail è stata letta nel corso dell’esame di bianco.
Amara gli scrive Ciao, Michele, con il mandato della mia assistita, Qatar, Global Energy, sono a chiedere una quotazione per i seguenti prodotti e poi parla dei catalizzatori e in calce a quella mail c’è una specifica in merito a questi prodotti, la nostra agenzia interna dei servizi AISE ci ha comunicato che se necessario ci fornirà un documento che attesti che saranno loro a occuparsi della.
Tracciabilità sulla sicurezza della destinazione e c’è anche una
Nota di Mazzagatti, perché è un inoltro di precedenti e-mail che ci fa capire che Mazzagatti amara si sono appena conosciuti perché Mazzagatti si compiace dell’incontro professionale ed ancora del lei ad Amara Tagliabue Ariccia, ha riferito di aver ricevuto da Bianco l’e-mail, che gli introduceva la richiesta e di aver successivamente incontrato Mazzagatti.
Ed è importante, come lo dice dice, fu la prima e unica volta che Michele degli Hanko mi mandò un’e-mail di quel tenore quando si presentò Mazzagatti al primo incontro come rappresentante della carta al Global Energy io l’ho collegati alla proposta commerciale che era in allegato alla predetta comunicazione e pertanto non mi posi problemi interloquire con lui, ma Tagliabue ha anche riferito di aver ricevuto due telefonate dal dottor Granata, nel corso delle quali il dirigente voleva sapere se la cosa stava andando avanti o meno e a fronte di lettura anzi confermato che granata, avesse fatto espresso riferimento alla comunicazione di bianco, mi ha detto se avesse dato seguito come Versalis alla richiesta di lavorare avanzata dalla società indicata dall’avvocato Bianchi.
Tagliabue ha anche confermato di non a ver riferito.
Costo delle prime sommarie informazioni di aver ricevuto le telefonate dei granata, per il timore di essere stato contesta con coinvolto in una vicenda, diciamo più grande di lui, e di averne parlato solo in un secondo verbale di sommarie informazioni quando gli fu esibita dagli inquirenti una nota prodotta da Mantovani che indicava lui quale persona a conoscenza di pressioni da alti dirigenti del gruppo Eni al fine di favorire l’instaurazione di rapporti commerciali tra Eni e,
Granata, quindi, in sintesi ha spiegato l’episodio come il frutto di una casualità, cioè una verifica estremamente riservata fatta per conto dell’AISE proprio nelle settimane in cui Tagliabue gestiva la richiesta di Amara introdotto, gli da Bianco e, quindi, Tagliabue, avrebbe frainteso, interpretando le 2 cose come collegati,
A nostro avviso, ciò lascia prive di spiegazioni due circostanze c’è la telefonata di Granata che lui, la telefonata che granata stesso riporta in cui amara i riferiva di aver risolto la questione dei catalizzatori, che non avrebbe senso se non ci fosse stato un primo confronto sul punto e la nota depositata da Mantovani che era a conoscenza delle telefonate ricevute da Tagliabue prima ancora che gli inquirenti.
Ne avessero notizia dallo stesso.
Michele Bianco e ha invece confermato di aver contattato Tagliabue per conto di Amara e di avergli, evidentemente non poteva fare diversamente inoltrato quella mail.
Ha dichiarato però di essersi prestato a quella che riteneva essere una mera necessità di informazioni, perfino svincolate da vicende di pertinenza dell’Eni.
Che lascia in realtà ancor più perplessi, se si pensa che è una vicenda che, per quanto indicato nelle e-mail stesse, coinvolgeva anche la necessità di un intervento dei servizi segreti, però bianco dice che poteva capitare che i legali gli chiedessero per altri procedimenti che non riguardano Eni informazioni che magari si intersecano con attività di Eni e quindi si era rivolto a Tagliabue inoltrando gli dame in questione.
Allora non è questo un episodio che abbiano specifica rilevanza rispetto ai fatti di causa in sé, anzi amara, che pure abbiamo visto ha cercato di enfatizzare in tutti i modi le proprie relazioni con Granata, neppure ha fatto particolare riferimento a questo episodio ma a mio avviso è importante perché restituisce una significativa capacità dell’avvocato siciliano di inserirsi nelle dinamiche di Eni ben oltre l’ambito proprio di un legale esterno.
Ben oltre l’ambito proprio degli incarichi che aveva ricevi ricevuto, e questo è un aspetto che non può e non deve essere svalutato in questo processo, nell’interpretazione dei fatti che seguiranno.
Il quarto e ultimo.
Antefatto prima di a addentrarci nella descrizione dei fatti, non può che essere il rapporto tra l’avvocato Amara e Armanna.
Amara indica la conoscenza di Armanna intorno a luglio del 2014 tramite bigotti.
E ci dice che fu Armanna a introdurre immediatamente l’ostilità verso alcune figure della sua ex società, né l’equo nei confronti dei quali avrebbe reso di lì a poco dichiarazioni accusatorie.
Dice amara certamente, nel corso delle riunioni che abbiamo ottenuto e che tenevamo presso la sede della Fondazione Armanna, aveva riferito del suo rapporto conflittuale con il dottor Granata e con il dottor De Scalzi.
La sua ossessione era che, insomma, in contesti anche in cui non aveva motivo, riferiva di questi rapporti conflittuali che erano sorti in funzione della vicenda UPL 2 2 4 C
Come sappiamo, anche da un video da lui stesso registrato.
Amara era quantomeno venuto a conoscenza del ruolo di accusatore di Armanna prima ancora che ciò diventasse di dominio pubblico, possiamo dire prima ancora che ciò diventasse.
Una circostanza storica, cioè che Armanna diventasse effettivamente accusatore dei vertici di Eni e questo elemento quantomeno smentisce una prima prospettazione di Amara, cioè che lui avesse ricevuto mandato sin dall’inizio da ambienti Eni di registrare Armanna perché al 28 luglio 2014 l’epoca di quel video non aveva ancora motivo Armanna di essere controllato.
Che poi, in seguito, l’atteggiamento di Amara sia stato quello di controllare Armanna e di ricondurlo a più, miti consigli ad una posizione meno ostile nei confronti dell’Eni è però un altro dato riscontrato ce lo racconta fin da subito il teste quinto che ricorda, come nell’ottobre del 2014 dopo la pubblicazione di un’intervista di Armanna Repubblica amara in sua presenza aveva chiesto esplicitamente ad Armanna di rettificare l’intervista nella quale aveva ribadito le sue dichiarazioni accusatorie, ma la strategia che avrebbe guidato la relazione di amara con Armanda.
È stata.
Dallo stesso avvocato, efficacemente sintetizzata in quest’Aula, attraverso una dicotomia, colpirlo o comprarlo.
Di certo un’altra cosa che il vincolo del che il video del 2014 ci dice è che amara fin da subito intravede in Armanna una possibilità di arricchimento personale, perché in quelle riunioni si parla di acquisizione di asset si parla di un contesto che forse ancora non fa parte dell’agenda di amara ma che diventerà nei mesi e negli anni a seguire un tratto caratterizzante del suo agire. E un punto, quindi, che deve essere estremamente ben chiaro per comprendere questi fatti è proprio quello degli interessi imprenditoriali di amarla.
Amara era il beneficiario, lo abbiamo visto della dagi S.r.l. Società operante nel formalmente nella produzione di energia elettrica, che vedeva la moglie, titolare al 90%, ma della galassia facevano parte anche entropia Energy, Hossam, Consulting e altre società minori amara, poi ha rivendicato un ruolo di socio sostanzialmente di Mazzagatti rispetto all’attività di nappa che prima ancora che nel corso dell’esame dibattimentale nella chat Week,
Acquisita agli atti e risalente nelle settimane successive al suo arresto in cui riferisce.
Il dato di fatto che lavorare ha voluto la leggo tutto, ma diciamo.
Mi parla da due anni guarda, che permette di come un socio ma ancora non si è discusso in concreto, ma anche i testi e penso a Bernardo casa, in primo luogo hanno ricordato plurimi elementi in tal senso dalla carta intestata, in cui amara indicava di svolgere attività di intermediazione di prodotti petroliferi ai colloqui relativi all’acquisizione dell’impianto petrolchimico in Iran ha detto casa Mazzagatti, mi fu presentato da amara perché era un imprenditore che si accingeva a intraprendere delle attività che era fortemente attività interessato delle attività
Fui coinvolto più che da Mazzagatti proprio da amara, perché credo che stessero iniziando un’attività per rilevare un petrolchimico e poi avevano necessità di avere una persona che si occupasse della parte amministrativa agli propositivi, chiamare il dottor Zacchigna e anche Zacchigna che abbiamo sentito e che poi è stato chiamato a far parte del cda di nappa chi taglia ha riferito di aver avuto la percezione di un coinvolgimento di Hamas in termini imprenditoriali.
E l’istruttoria dibattimentale ha quindi ricostruito anche gli interessi di Amara, nella misura in cui hanno intersecato quelli di Armanna sul punto abbiamo sentito il teste, l’autista che ci ha fatto la sintesi di quelli che sono i documenti pervenuti da Eni relativi ai rapporti tra la società NAU cc e la società nigeriana Fenwick.
E attraverso la rogatoria in Nigeria, dei rapporti tra Fenech e Armanna, si tratta di quattro contratti nel primo caso e del contratto e dei contratti stipulati paralleli, tra Feno che Vincenzo Armanna, che hanno una struttura ricorrente.
E che di ricorrente hanno il fatto anche che non sia possibile rinvenire l’effettivo rapporto causale, la prestazione dedotta nel contratto, se è vero che sono contratti di assistenza relativi a appalti già assegnati o comunque in cui la procedura di aggiudicazione era già stata assegnata a fino,
Ma queste considerazioni?
Sul coinvolgimento di Amara attraverso la Napa G.G e sicuramente da Hagi negli affari imprenditoriali di Amara assumono puntuale.
Devo in due contratti quello di consulenza e assistenza alla commercializzazione del 20 maggio 2015 tra adagi amara, cioè da da Agidi amara nappa che e Qatar Global Investors, che prevede una commissione a favore di nappa Ca’del 10%, del valore di sette diversi appalti assegnati a Fanning e il contratto di consulenza relativo ai due Gaz de bottleneck King tra Fenwick e Armanna che tra i consulenti in di di Doha proprio la nappa IT e che prevede il 10% di commissione e quindi i 7 milioni di dollari in base al valore del contratto a chiusura del cerchio i flussi finanziari ricostruiti e rimanda anche quella testimonianza,
Del
Luogotenente l’audita hanno confermato
Che i pagamenti e ha vennero da Nauka Fago favore di Fenwick sulla base di indicazioni puntualmente fornite da Armanna da Now caffè. No che si registrano pagamenti per circa di 23 23,5 milioni di dollari dai conti correnti di Fenu, che sono poi stati tracciati i pagamenti per complessivi 8 milioni di dollari 6 milioni e, oltre ad Armanna e poi a società indicate dallo stesso Armanna, tra i quali in particolare nappa Ghitti per 800.000 dollari ed agì per 150.000
Dollari. Questa cointeressenza, anche di carattere economico, trova poi puntuale conferma nel file appunto per chi può Elder rinvenuto sul pc di Amara e sul quale tra settembre e ottobre del 2015 egli annotava. Dobbiamo capire se abbiamo la forza di chiedere a Saipem di utilizzare per i suoi progetti in Nigeria alla società locale Fenwick
Così inquadrati e solamente tenendo a mente i tratti fondamentali concernenti questi quattro elementi. Quindi la tensione intorno ai procedimenti milanesi nel 2014 2015, alcuni rapporti conflittuali, anche all’interno di Eni in seguito all’arrivo dei Consiglieri Zingales Litvak, i rapporti privilegiati tra amara e alcuni funzionari pieni e i rapporti economici tra amara e uno dei grandi accusatori dei processi milanesi potrà essere ricostruite, forse compresa la trama criminosa che seguirà questa trattazione
Prima di proseguire con la scansione dei fatti. Chiedo al tribunale se possiamo fare proprio cinque minuti di pausa, quando
Ho 10, così non ci interrompiamo.


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