scontro nella maggioranza alla Regione


Dopo giorni di comunicati e prese di posizione, la vicenda del Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo porta allo scontro politico nella maggioranza tra Vincenzo Figuccia, deputato questore della Lega all’Ars e l’assessore regionale ai Beni culturali, Francesco Paolo Scarpinato. Una vicenda che dovrà essere chiarita dal presidente della Regione Renato Schifani, che già venerdì scorso ha convocato una riunione sul tema in programma per domani pomeriggio a Palazzo d’Orléans. Sono stati invitati l’assessore Scarpinato, il dirigente generale del dipartimento Mario La Rocca e il capo dell’Ufficio legislativo e legale della Regione Giovanni Bologna. “Il presidente intende seguire personalmente una questione che riguarda il futuro della provincia, tenendo insieme la tutela del paesaggio e le esigenze dei cittadini e delle attività economiche”, si legge in una nota della Regione

Figuccia: “Nuovi vincoli su aree edificabili fino a pochi mesi fa”

Dopo le dichiarazioni diffuse in queste ore dall’assessore Scarpinato, a intervenire a gamba tesa è Figuccia, che non usa giri di parole: “Forse l’assessore Scarpinato non ha ben compreso l’impatto devastante dello strumento predisposto dal suo assessorato e dal dipartimento dei Beni culturali. Non bastano tavoli tecnici, task force o generiche aperture al dialogo: occorre ritirare il decreto. In questo modo – prosegue Figuccia – si rischia di bloccare lo sviluppo di intere comunità e di compromettere gli investimenti già sostenuti da famiglie e imprese in settori fondamentali, dal turismo all’agricoltura, dall’edilizia alle infrastrutture. Si stanno imponendo nuovi vincoli su aree che, fino a pochi mesi fa, erano considerate edificabili dagli strumenti urbanistici e sulle quali cittadini e operatori economici avevano costruito legittimamente progetti e aspettative”. 

“Il piano va ritirato”

Figuccia conclude con un messaggio netto rivolto all’assessore: “Forse non ci siamo capiti: il Piano va ritirato. Non è sufficiente promettere che le osservazioni saranno esaminate più velocemente. Bisogna fermare un provvedimento che rischia di produrre danni economici e sociali gravissimi. Lo spiegheremo all’assessore nelle sedi istituzionali opportune, insieme con i sindaci, i professionisti, le imprese e i cittadini dei territori coinvolti”.

Scarpinato: “Il governo ha ascoltato i territori”

Le parole di Figuccia seguono la nota diffusa poco prima dall’assessore Scarpinato. “Il Governo regionale ha dimostrato fin dall’inizio la massima disponibilità all’ascolto, lavorando per andare incontro alle legittime istanze rappresentate dai territori. Abbiamo promosso tavoli tecnici e politici e creato occasioni concrete di confronto con i Comuni, i sindaci e i tecnici, con l’obiettivo di analizzare e affrontare insieme il percorso di attuazione del nuovo Piano paesaggistico della Città metropolitana di Palermo”, ha dichiarato Scarpinato.

“I sindaci – ha aggiunto – sono i primi conoscitori dei territori e le preoccupazioni degli amministratori locali, delle comunità e del mondo produttivo meritano risposte concrete e un ascolto attento. Tutela del paesaggio e sviluppo economico, attrazione degli investimenti, opportunità per le imprese e creazione di posti di lavoro non sono concetti necessariamente antagonisti, ma obiettivi che devono essere contemperati all’interno di un percorso condiviso e rispettoso delle regole”.

“Questa è la fase del dialogo”

Scarpinato ha sottolineato come il confronto con i territori abbia accompagnato l’intero iter di elaborazione del Piano. “Ci troviamo in un momento prezioso e di fondamentale importanza, nel quale le amministrazioni locali e gli altri soggetti interessati possono presentare le proprie osservazioni propedeutiche all’approvazione definitiva. Questa è, per sua natura, la fase del dialogo, della partecipazione e della condivisione istituzionale. È questa la sede legale e tecnica nella quale potranno essere approfondite le singole situazioni. Sulle aree destinate agli insediamenti produttivi e commerciali, sulle Zone C e D, sui progetti connessi alla Zes Unica, sugli impianti di energia rinnovabile e sulle infrastrutture sarà condotta un’istruttoria approfondita, puntuale e attenta alle specificità territoriali”.

L’assessore conferma inoltre la disponibilità dell’assessorato, delle Soprintendenze e dell’Osservatorio regionale a fornire supporto tecnico e chiarimenti alle amministrazioni locali durante l’intero procedimento: “Continueremo a valutare con grande attenzione, nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge, tutte le osservazioni e le legittime istanze che saranno rappresentate dai Comuni, dalle categorie produttive e dai soggetti interessati. Vogliamo che il confronto sia concreto e che ogni questione possa essere esaminata nel merito”.

Il convegno all’Ars

Intanto domani (28 settembre) alle 9.30co è in programma a Sala Mattarella, all’Ars, il convegno “Piano paesaggistico della provincia di Palermo: incongruenze, criticità, ricorsi e prospettive future”. All’incontro interverranno Giuseppina Leone, presidente dell’Ordine degli Architetti della provincia di Palermo; Giuseppe La Rosa di Ance; Mario Li Castri, esperto di pianificazione territoriale, Alessandro Ficile, presidente di Sosvima e Gianni Lanza, che affronterà i profili fiscali, tributari e finanziari. Porteranno la voce dei territori i sindaci Angelo Conte di Valledolmo, Gandolfo Librizzi di Polizzi Generosa e Tiziana Cascio di Collesano. Parteciperanno inoltre Domenico Provenzano, presidente di Cna Palermo e Vito Rizzo, consigliere della Città metropolitana di Palermo. Sono previsti gli interventi oltre che di Vincenzo Figuccia, di Fabrizio Ferrara presidente della V Commissione e dell’assessore regionale alle Attività Produttive, Edy Tamajo.

“Le richieste di confronto arrivano dai territori: cittadini, amministratori e imprese hanno segnalato le conseguenze del nuovo Piano paesaggistico. A queste istanze si uniscono quelle di Sosvima, dell’Unione dei Comuni e degli ordini professionali. Ad oggi sono oltre cento i ricorsi presentati da sindaci e cittadini, che sollevano questioni di legittimità e mettono in evidenza le incongruenze del provvedimento – spiegano i deputati Vincenzo Figuccia, Edy Tamajo e Fabrizio Ferrara -. Chiediamo la revoca immediata del provvedimento adottato dall’assessorato regionale dei Beni culturali e l’apertura di un percorso realmente partecipato. L’incontro sarà anche l’avvio di una mobilitazione nei territori interessati, per tutelare il paesaggio senza penalizzare cittadini, imprese e comunità locali, concludono.


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