A La Guaira, la costa venezuelana più colpita dal doppio terremoto di mercoledì 24 giugno, la speranza è arrivata quando sembrava quasi finita. Dopo giorni di scavi, polvere, silenzio e corpi recuperati dalle macerie, i soccorritori hanno estratto vive alcune persone rimaste intrappolate sotto edifici crollati. Salvataggi quasi impossibili, avvenuti quando la finestra delle prime 72 ore, quella considerata più favorevole per trovare superstiti, era già stata superata.
Il bilancio della catastrofe continua ad aggravarsi: le vittime sono ormai vicine a quota 1.500, migliaia i feriti, mentre decine di migliaia di persone risultano ancora segnalate come disperse o non rintracciate. Ma fra le macerie della costa caraibica, nelle ultime ore, ci sono state anche scene capaci di interrompere per pochi minuti il lutto collettivo.
Padre e figlio vivi dopo quattro giorni
Il salvataggio più emozionante è avvenuto domenica 28 giugno, quattro giorni dopo le scosse di magnitudo 7.2 e 7.5 che hanno devastato il nord del Venezuela. In un edificio crollato nello Stato di La Guaira, squadre di ricerca statunitensi, francesi e venezuelane hanno individuato segnali di vita sotto una massa di cemento che ormai molti consideravano senza speranza.
Un familiar informa, que al papá del niño de 11 años no lo dejaron bajar a La Guaira por no tener el permiso aún cuándo les mostró a los GN que a su hijo lo habían rescatado. pic.twitter.com/CtkmBejy22
— Bill 👽 (@itsbillnasty) June 27, 2026
Prima è comparso il corpo di un uomo, coperto di polvere, debole, quasi abbandonato, ma ancora vivo. I soccorritori lo hanno sollevato lentamente e lo hanno adagiato su un telo, mentre gli veniva somministrata una flebo. Aveva ancora il telefono stretto in mano, dettaglio diventato subito il simbolo di quei quattro giorni sospesi tra attesa, paura e desiderio di comunicare con il mondo esterno.
Poco dopo è stato estratto anche il figlio, un bambino tirato fuori senza maglietta, quasi privo di forze. Intorno, i soccorritori ripetevano in spagnolo e in inglese: “Piano, piano, con delicatezza”. Poi l’applauso, il trasferimento in ambulanza, il sollievo di chi aveva appena assistito a una scena che, in un disastro di quelle proporzioni, sembrava ormai improbabile.
Il neonato di 18 giorni salvato dopo 32 ore
Prima ancora, un altro salvataggio aveva commosso il Paese: un neonato di appena 18 giorni è stato estratto vivo dalle macerie di un edificio crollato, 32 ore dopo il terremoto. Il recupero è avvenuto nella tarda serata, sotto la luce dei riflettori, mentre i soccorritori lavoravano su un cumulo instabile di cemento e detriti.
#Venezuela Di fronte alla tragedia il miracolo della vita. Siamo grati a questi angeli che hanno tratto in salvo dalle macerie un neonato di 18 giorni. Siamo grati a tutti i soccorritori che stanno mettendo in pericolo la loro vita per salvare quella degli altri. Proprio stanotte… pic.twitter.com/k6s2Y80PV9
— Antonio Tajani (@Antonio_Tajani) June 28, 2026
Quando il piccolo è stato portato fuori, la folla ha applaudito. In quelle immagini, rilanciate dalle agenzie internazionali, c’è tutta la doppia faccia del terremoto: la distruzione di interi palazzi e, nello stesso momento, la possibilità che una vita minuscola resista in uno spazio d’aria rimasto aperto sotto le macerie.
Camila e la cagnolina Chanel
Nelle prime ore di sabato, a Playa Grande, sempre nello Stato di La Guaira, le squadre di soccorso di El Salvador hanno concluso un’operazione durata oltre 13 ore. Sotto ciò che restava di un edificio crollato hanno trovato viva una ragazza di 15 anni, Camila Sofía Medina Rivas, rimasta intrappolata per più di 50 ore.
Camila Sofía, de 15 años de edad, fue rescatada en el estado de La Guaira por los equipos de la misión humanitaria salvadoreña, luego de una jornada de más de 13 horas.
La adolescente permanecía atrapada junto a su mascota, en el noveno piso de un edificio que colapsó por los… pic.twitter.com/VzvuBARHLs
— Noticiero El Salvador 🇸🇻 (@NoticieroSLV) June 27, 2026
Con lei c’era anche la sua cagnolina, Chanel. Entrambe sono state estratte vive dal nono piano dell’edificio collassato. È una delle storie che più hanno colpito il Paese: una sopravvivenza lunga, improbabile, resa ancora più potente dalla presenza dell’animale, rimasto accanto alla ragazza durante le ore più dure.
El Presidente Bukele informó que los equipos salvadoreños que participan en las labores de rescate en Venezuela lograron poner a salvo a Chanel, la mascota de Camila Sofía. pic.twitter.com/2JHeHvM8ys
— La Britany (@LaBritanySV) June 27, 2026
Fra le immagini più forti c’è anche quella di una donna salvata dopo circa 70 ore sotto le macerie. Quando è stata caricata su una barella, era esausta ma cosciente: si è messa seduta, ha sorriso e ha salutato la folla che applaudiva.
Almeno 33 persone salvate nel weekend
Secondo le autorità venezuelane, nel weekend almeno 33 persone sono state tratte in salvo vive. Fra loro ci sono diversi bambini. Il dato è importante perché arriva quando ormai il tempo gioca contro i soccorritori: dopo tre giorni, la disidratazione, le ferite, l’assenza di aria e il rischio di nuovi crolli riducono drasticamente le probabilità di sopravvivenza.
La presidente ad interim Delcy Rodríguez ha spiegato che le operazioni non saranno interrotte:
“Oggi abbiamo recuperato persone vive e quindi le ricerche non vengono sospese. Manteniamo sempre la speranza”. È una frase che racconta il clima di queste ore: la consapevolezza che ogni minuto pesa, ma anche la decisione di continuare a scavare.
¡En estas terribles horas los venezolanos no están solos! pic.twitter.com/IsUsZyVo2J
— Delcy Rodríguez (@delcyrodriguezv) June 28, 2026
Squadre straniere, volontari e famiglie
Nelle aree colpite sono arrivati oltre 2.600 soccorritori internazionali, con cani da ricerca, macchinari e squadre specializzate. Prima del loro arrivo, però, per molte ore sono stati soprattutto familiari, vicini e volontari a scavare con mani, pale e attrezzi di fortuna. In diversi quartieri, i residenti hanno denunciato la mancanza di mezzi pesanti e la lentezza dei primi interventi.

La situazione resta estremamente difficile. Più di 770 edifici risultano crollati o gravemente danneggiati, le scosse di assestamento continuano a mettere in pericolo soccorritori e superstiti, molte comunicazioni sono interrotte e migliaia di famiglie cercano ancora parenti e amici attraverso database online, messaggi sui social e volantini digitali.
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Valeria Panzeri
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