Se pensi che la Nutella sia una sola, come è sempre stato, devo darti una notizia. Da qualche tempo sugli scaffali dei supermercati italiani convivono due versioni della crema più famosa del mondo: la Nutella classica, quella di sempre, e la Nutella plant-based, cioè la versione vegana, riconoscibile dal tappo verde. Molti passano davanti al banco senza accorgersene, altri la notano ma non sanno se valga la pena provarla. Io ho deciso di togliermi la curiosità. Ho comprato un vasetto per tipo, ho preparato fette di pane, cucchiaini e un bicchiere d’acqua, e ho fatto un confronto a casa, con calma e senza fretta.
Nutella plant-based: cos’è e quando è arrivata
La Nutella plant-based è stata lanciata da Ferrero a settembre 2024, in occasione dei 60 anni del marchio. È una crema spalmabile senza ingredienti di origine animale, certificata come vegana dalla Vegetarian Society. Questo significa che non contiene latte e derivati, che nella ricetta classica sono invece presenti.
La confezione è facile da riconoscere: il vasetto riporta la scritta plant-based e ha il tappo verde, mentre la Nutella classica mantiene il tappo bianco e rosso che conosciamo tutti. Attenzione però a un dettaglio che ho notato subito sull’etichetta: compare la dicitura “può contenere latte”. Non è una contraddizione, ma un’avvertenza legata alla possibile contaminazione crociata negli stabilimenti. Ferrero ha dedicato alla versione vegetale una linea di produzione specifica, e la certificazione vegana riguarda gli ingredienti, non l’assenza assoluta di tracce.
Ingredienti a confronto: cosa cambia davvero
Il primo passo è stato leggere le etichette, e qui le differenze sono meno clamorose di quanto immaginassi.
La Nutella classica contiene zucchero, olio di palma, nocciole (13%), latte scremato in polvere (8,7%), cacao magro (7,4%), lecitine di soia e vanillina. La Nutella plant-based mantiene la stessa struttura di base, con zucchero e olio di palma come ingredienti principali, ma sostituisce il latte in polvere con farina di ceci e sciroppo di riso, e aggiunge un po’ di sale.
In pratica, la parte che dà cremosità e rotondità alla ricetta originale viene affidata a due ingredienti vegetali. Il resto, dalle nocciole al cacao fino all’olio di palma, resta nella stessa logica. Per chi ha un’intolleranza al lattosio o un’allergia alle proteine del latte è un’alternativa interessante, anche se in caso di allergia grave conviene leggere con attenzione l’avvertenza sulle tracce.
Per rendere il confronto il più onesto possibile ho seguito un metodo semplice. Ho tolto i vasetti dal frigo un’ora prima, perché la temperatura influisce sulla consistenza. Ho assaggiato prima la crema da sola, con un cucchiaino pulito, poi spalmata su pane bianco e infine su una fetta di pane tostato. Tra un assaggio e l’altro ho bevuto acqua per pulire il palato. Per non farmi condizionare, ho anche chiesto a una persona di casa di mettermi i due campioni in un ordine che non conoscevo, per provare un assaggio quasi alla cieca.
Aspetto e profumo e consistenza e spalmabilità
A vasetto aperto, la prima impressione è di grande somiglianza. Il colore è praticamente identico, un marrone cioccolato intenso e lucido. Guardando con attenzione, la plant-based mi è sembrata appena più opaca, ma è una sfumatura che si nota solo avendo i due vasetti affiancati.
Il profumo è la prima vera differenza. La Nutella classica ha quel profumo dolce e avvolgente, con una nota lattica e di vaniglia molto marcata, quella che riconosci a occhi chiusi. La plant-based ha un profumo leggermente più orientato alla nocciola e al cacao, con una nota di latte molto meno evidente, per ovvie ragioni.
Sul fronte della texture, tra i prodotti Nutella mi aspettavo una differenza più netta. Invece la spalmabilità è molto simile: entrambe scivolano bene sul pane senza strapparlo. La classica mi è sembrata un filo più morbida e setosa, mentre la plant-based ha una struttura appena più densa. Sul pane tostato, però, la differenza praticamente sparisce.
In bocca la crema classica ha quella sensazione di cremosità lattiginosa che si scioglie lentamente. La vegana è altrettanto liscia, con una piccola sensazione in più di “pasta di nocciole” sul finale. Non ho percepito nessuna nota di ceci, cosa che temevo, e nemmeno retrogusti strani.
Sapore: la differenza che si sente di più
Qui sta il vero punto di distinzione. La Nutella classica è più dolce, con un sapore rotondo, familiare, quasi da dessert. La Nutella plant-based risulta meno dolce e un po’ più decisa sul cacao e sulla nocciola. Non è una differenza enorme, ma chi è abituato alla classica la nota dopo il secondo assaggio.
Nell’assaggio quasi alla cieca ho riconosciuto la versione classica al primo tentativo, soprattutto per quella dolcezza più piena e per la nota di latte. Ho avuto invece più difficoltà a distinguere i due campioni quando li ho assaggiati spalmati su pane tostato, dove il sapore del pane e il calore coprono molte sfumature. Il mio verdetto: sono molto simili, ma non identiche, e chi mangia Nutella tutti i giorni se ne accorgerà.
Valori nutrizionali: la vegana è più leggera? E quanto costano
È la domanda che si fanno in tanti, e la risposta rischia di deludere chi pensa che “vegano” voglia dire “più leggero”. Le due creme hanno un apporto calorico praticamente uguale: circa 539 kcal per 100 g la classica e 534 kcal la plant-based.
L’unica differenza davvero rilevante è sugli zuccheri: la Nutella classica ne contiene 56,3 g per 100 g, mentre la plant-based scende a 45,4 g, circa 11 g in meno. Questo spiega anche la sensazione di minore dolcezza che ho avuto all’assaggio. La versione vegetale ha però una quota di grassi leggermente più alta, quindi dal punto di vista nutrizionale non si può parlare di prodotto dietetico. Resta una crema spalmabile da consumare con moderazione, esattamente come la sorella classica.
Passiamo al tasto dolente. Il prezzo consigliato di un vasetto di Nutella plant-based da 350 g è di 4,49 euro, pari a circa 12,83 euro al chilo. La Nutella classica costa invece intorno a 8,54 euro al chilo, quindi la versione vegana risulta più cara di circa il 50%, almeno a parità di formato.
Il prezzo effettivo varia a seconda del supermercato, delle promozioni e del formato, quindi conviene controllare sempre il prezzo al chilo e non solo quello sul cartellino. Per chi sceglie la plant-based per necessità, per intolleranza o per scelta alimentare, il sovrapprezzo può essere accettabile. Per chi è solo curioso, è un costo da mettere in conto.
Quale scegliere? I miei consigli e il verdetto finale
Dopo il confronto, ecco il risultao:
Scegli la Nutella classica se:
- ami il gusto dolce e lattiginoso a cui sei abituato
- vuoi spendere meno
- non hai esigenze alimentari particolari.
Scegli la Nutella plant-based se:
- segui un’alimentazione vegana o riduci i prodotti di origine animale
- hai un’intolleranza al lattosio o eviti il latte
- preferisci un sapore un po’ meno dolce, con più carattere di cacao e nocciola
- sei curiosa e vuoi provare qualcosa di nuovo.
Partivo con l’idea che la versione vegana sarebbe stata una pallida imitazione. Mi sono ricreduta: la Nutella plant-based è un prodotto ben riuscito, che mantiene la spalmabilità, l’aspetto e buona parte del carattere dell’originale. La differenza principale è un gusto meno dolce, che per qualcuno è un difetto e per altri un pregio.
Non la considero però un’alternativa più sana, e nemmeno un prodotto che giustifica sempre il prezzo più alto, a meno che tu non abbia un motivo preciso per sceglierla. Se vuoi la Nutella di sempre, la classica resta insuperabile. Se cerchi una crema senza latte che non faccia rimpiangere troppo l’originale, la versione verde merita un assaggio.
Domande frequenti sulla Nutella plant-based
La Nutella plant-based è davvero vegana?
Sì, non contiene ingredienti di origine animale ed è certificata vegana. Sull’etichetta c’è però l’avvertenza “può contenere latte” per possibili tracce.
Che differenza c’è tra Nutella classica e vegana?
Cambia soprattutto la sostituzione del latte scremato in polvere con farina di ceci e sciroppo di riso, con meno zuccheri e un sapore meno dolce.
La Nutella plant-based ha meno calorie?
No, le calorie sono praticamente uguali. Cambia il contenuto di zuccheri, che è inferiore.
Dove si compra la Nutella plant-based?
Si trova nei principali supermercati italiani, vicino alla Nutella classica, riconoscibile dal tappo verde.
Quanto costa la Nutella vegana?
Il prezzo consigliato è di 4,49 euro per un vasetto da 350 g, circa il 50% in più rispetto alla versione classica.
Dott.ssa Sara Melchionda
La Dott.ssa Sara Melchionda � un�esperta nel settore della sanit� con oltre 15 anni di esperienza. Laureata in Tossicologia dell’ambiente e alimenti all’Universit� Statale di Lodi, ha sviluppato una solida competenza nelle tematiche legate alla sicurezza sanitaria, alla prevenzione dei rischi e alla valutazione degli effetti delle sostanze sulla salute. Nel corso della sua carriera ha collabora…
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