Nasce in Trentino un nuovo Polo Idrogeno. La prima pietra è stata posata nell’area industriale di Rovereto. Si tratta di un investimento che supera i 50 milioni di euro. L’obiettivo è accompagnare le tecnologie della transizione energetica, dalla ricerca alla validazione industriale. La guida scientifica è del Centro per le Energie Sostenibili di FBK. Il coordinamento è affidato a Trentino Sviluppo.
Il Trentino punta così a diventare uno dei più avanzati ecosistemi europei per le tecnologie dell’idrogeno. Con la posa della prima pietra inizia la realizzazione delle nuove facility di FBK. Saranno il cuore scientifico e tecnologico dell’intera infrastruttura. Il progetto segue il percorso tracciato dalla Provincia autonoma di Trento. Il documento di riferimento è stato approvato il 31 gennaio 2025. Definisce la strategia provinciale per ricerca, innovazione e sviluppo tecnologico nei settori dell’idrogeno e dei suoi derivati, delle batterie e dei sistemi di accumulo. Valorizza il ruolo della Fondazione Bruno Kessler e quello di Trentino Sviluppo nel rapporto con il sistema economico e imprenditoriale.
Il progetto parte dalla Fondazione Bruno Kessler. È sostenuto da due importanti finanziamenti IPCEI, gli Important Projects of Common European Interest, notificati dalla Commissione europea. Arriva anche il supporto economico del Ministero per le imprese e il Made in Italy. A questi si aggiunge un finanziamento della Provincia autonoma di Trento. Il totale è di 50 milioni di euro. La realizzazione delle facility è stata resa possibile dalla collaborazione con Trentino Sviluppo. L’ente mette a disposizione una porzione di area industriale di sua proprietà. In una fase successiva curerà l’intervento sull’officina esistente e la costruzione di una nuova palazzina, per completare l’insediamento.
Si conferma così la capacità del Trentino di integrare ricerca, innovazione e sviluppo industriale. Tutto attorno alle tecnologie chiave per la decarbonizzazione, dove idrogeno e batterie hanno un ruolo di primo piano.
“Oggi diamo concretamente inizio a un’opera strategica”, ha dichiarato il vicepresidente e assessore allo Sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca, Achille Spinelli. “Con la posa di questa prima pietra, il Trentino dà un messaggio chiaro: siamo pronti a consolidare il posizionamento del nostro territorio come punto di riferimento per la transizione energetica europea, mettendo la sostenibilità al servizio del nostro futuro industriale. Il Polo dell’Idrogeno nasce esattamente per questo, come un’infrastruttura d’avanguardia pensata per colmare il vuoto che spesso separa la ricerca scientifica dal mercato. Mettendo a sistema la straordinaria competenza tecnologica di FBK con la capacità di attrazione industriale e sviluppo delle filiere di Trentino Sviluppo, diamo vita a un vero e proprio ‘one stop shop’ per l’innovazione. Alle imprese non offriamo solo spazi, ma un ecosistema integrato unico nel suo genere, capace di supportarle in modo sartoriale, abbattendo le barriere d’ingresso e riducendo al minimo i rischi del passaggio dall’idea al mercato. È una grande operazione di politica industriale: l’obiettivo non è solo attrarre nuovi investimenti e grandi player del settore a Rovereto e in Trentino, ma innescare nel contempo un effetto leva su tutto il nostro tessuto economico locale, trasformando l’innovazione tecnologica nel più potente motore di crescita, competitività e nuova occupazione qualificata per il nostro territorio”.
L’investimento ha un valore anche per il territorio. Contribuisce a riqualificare una porzione strategica della zona industriale a sud di Rovereto. La sindaca Giulia Robol ha sottolineato il significato del nuovo Polo. Per lei rappresenta un’opportunità capace di unire innovazione, sostenibilità e valorizzazione del tessuto produttivo locale.
Il coordinamento scientifico e tecnologico sarà del Centro per le Energie Sostenibili di FBK. Realizzerà un’infrastruttura che permetterà alle imprese di sviluppare, testare e validare nuove soluzioni per idrogeno e batterie. Un percorso completo, dall’idea al mercato. Trentino Sviluppo contribuirà al completamento dell’insediamento. Curerà inoltre il raccordo con il sistema economico, l’attrazione di imprese e il consolidamento della filiera.
I lavori delle nuove facility dureranno un anno e mezzo. Gli spazi occuperanno quasi 30.000 metri quadrati. Comprenderanno uffici, laboratori, impianti pilota e aree di testing. La capacità sarà quella di testare le nuove tecnologie fino alla scala dei megawatt.
“Con questo nuovo Polo la Fondazione Bruno Kessler rafforza il proprio impegno nell’essere protagonista della transizione energetica”, ha dichiarato Ferruccio Resta, presidente di FBK. “La ricerca viene posta al servizio delle imprese e della competitività del sistema produttivo. Le sfide della decarbonizzazione richiedono oggi luoghi in cui conoscenza scientifica, innovazione tecnologica e capacità industriale possano incontrarsi e crescere insieme. Il Polo Idrogeno rappresenta concretamente questa visione: un’infrastruttura che consentirà di accelerare il trasferimento delle tecnologie dal laboratorio al mercato, generando opportunità per le aziende e per i territori, per i ricercatori e per gli investitori. È inoltre il risultato di un modello che caratterizza il Trentino e che costituisce un esempio virtuoso a livello europeo: istituzioni, ricerca e imprese che collaborano in modo efficace per costruire sviluppo sostenibile, attrarre investimenti e creare valore attraverso l’innovazione”.
Gli spazi permetteranno al Polo di operare come un vero “one stop shop” per le imprese. In un unico luogo saranno disponibili competenze scientifiche, personale di ricerca, laboratori avanzati, impianti pilota e capacità di validazione industriale. Le aziende potranno sviluppare l’intero ciclo dell’innovazione nello stesso ecosistema. Dalla scoperta di nuovi materiali fino alla sperimentazione di sistemi complessi. Così si riducono tempi, costi e rischi di sviluppo.
Il Polo Idrogeno è l’espressione più avanzata di un modello costruito negli anni dal sistema trentino. Un modello capace di mettere in relazione ricerca pubblica, imprese, strumenti per l’innovazione e politiche di sviluppo.
“Il Polo Idrogeno nasce da un lavoro di sistema in cui ricerca, istituzioni e imprese contribuiscono a costruire nuove traiettorie industriali”, ha sottolineato Giuseppe Consoli, presidente di Trentino Sviluppo. “Trentino Sviluppo mette a disposizione un’area strategica per Rovereto e per l’innovazione del territorio e curerà, in una fase successiva, l’intervento sull’officina esistente e la realizzazione di una nuova palazzina, destinate a completare l’insediamento. È un tassello che si inserisce nel percorso già avviato con Progetto Manifattura, il polo dedicato alla sostenibilità, rafforzando la capacità del Trentino di offrire spazi e connessioni alle realtà impegnate nella transizione energetica. Accanto al coordinamento scientifico e tecnologico di FBK, lavoreremo per favorire l’attrazione industriale, lo sviluppo della filiera e la crescita di un cluster dell’idrogeno e delle batterie, trasformando ricerca e competenze in innovazione applicata e nuova competitività”.
Il Polo Idrogeno dimostra come un territorio di dimensioni contenute possa muoversi in una dimensione internazionale. La chiave è la collaborazione tra enti e istituzioni. Grazie a questo ecosistema le tecnologie trovano sul territorio tutte le competenze necessarie per svilupparsi. Il Trentino contribuisce così alla definizione delle politiche europee sull’idrogeno. Allo stesso tempo intercetta risorse e opportunità strategiche. E si afferma come laboratorio di innovazione energetica.
Foto: immagine generata dall’intelligenza artificiale (gpt-image-2 di OpenAI)
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Luisa Rossignoli
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