120 ANNI TEATRO MASSIMO
C’è un momento in cui un teatro smette di essere solo un edificio e diventa la memoria viva di una città. Il Teatro Massimo di Palermo lo sa bene: inaugurato il 16 maggio 1897 con le note del Falstaff di Giuseppe Verdi, ha attraversato crolli e rinascite, cantieri abbandonati e riaperture trionfali, fino a diventare quello che è oggi — un punto di riferimento per il pubblico di tutta Europa. Ora si prepara a festeggiare 130 anni di storia con una stagione che non ha paura di essere ambiziosa.
Un logo, un numero, una promessa
A segnare visivamente questo traguardo arriva un nuovo logo celebrativo firmato da Luca Orlando, lo stesso autore dell’immagine grafica della Fondazione. Il marchio nasce dalla reinterpretazione moderna dei segni ornamentali già presenti nell’architettura del teatro: le lettere originali vengono rielaborate fino a generare in modo fluido e naturale il numero “130”, senza perdere un grammo di riconoscibilità.
La stagione si sviluppa da novembre 2026 a dicembre 2027, più lunga del solito per permettere al teatro di tornare alla tradizione dell’inaugurazione a gennaio negli anni successivi. Tredici spettacoli in cartellone, tra opere, balletti e concerti, con un filo rosso che unisce tutto: celebrare non solo il passato, ma la capacità del teatro di costruire futuro.
“La Stagione 2026-2027 assume un significato speciale perché celebra due ricorrenze che appartengono alla storia e all’identità di Palermo: i 130 anni dall’inaugurazione del Teatro Massimo, avvenuta nel 1897, e i 30 anni dalla sua riapertura nel 1997, momento che ha restituito alla città il suo più importante presidio culturale”
— Roberto Lagalla, Sindaco di Palermo e Presidente della Fondazione Teatro Massimo.
Il Falstaff chiude il cerchio: 130 anni dopo, tutto ricomincia da Verdi
Il cuore pulsante delle celebrazioni è il nuovo allestimento del Falstaff di Giuseppe Verdi, in scena dal 14 al 23 maggio 2027 — anteprima giovani il 14, prima ufficiale il 16, giorno esatto in cui 130 anni prima si aprì il sipario per la prima volta. La regia è affidata a Ruggero Cappuccio, la direzione musicale a Francesco Lanzillotta. Nel ruolo del titolo il grande baritono Ambrogio Maestri, affiancato da Markus Werba, Marco Ciaponi, Roberta Mantegna, Teresa Romano e Francesca Di Sauro.
Il Falstaff non è una scelta casuale: crea una trilogia verdiana con gli altri titoli in stagione, attraversando l’intera parabola del compositore dall’impeto romantico di Ernani alla maturità di Macbeth, fino alla saggezza disincantata dell’ultimo Shakespeare.
“Per i 130 anni del Teatro Massimo non abbiamo voluto costruire una stagione meramente celebrativa, ma un cartellone capace di raccontare l’identità di questo teatro. È una stagione che attraversa passioni, potere, libertà, amore, tragedia e commedia: in altre parole, l’essenza stessa dell’essere umano”
— Alvise Casellati, Direttore artistico.
Riccardo Muti torna a Palermo con il Macbeth
L’evento che il pubblico attende con maggiore trepidazione è il ritorno del Maestro Riccardo Muti per un nuovo allestimento del Macbeth di Verdi, in scena dal 5 al 13 febbraio 2027. Produzione del Teatro Regio di Torino in coproduzione con il Teatro Massimo, regia di Chiara Muti, con un cast internazionale guidato dal baritono turco Kartal Karagedik nel ruolo del titolo e Lidia Fridman come Lady Macbeth. Scene di Alessandro Camera, costumi gotici di Ursula Patzak.
La stagione delle opere si apre però già il 22 novembre 2026 con un kolossal del repertorio francese assente da Palermo dal 1972: Samson et Dalila di Saint-Saëns, con la regia di Jean-Louis Grinda, le scene del visionario Agostino Arrivabene e sul podio Emmanuel Villaume. Protagonisti le star Martin Muehle e il soprano armeno Varduhi Abrahamyan.
Completano il cartellone operistico la Lucia di Lammermoor di Donizetti (marzo), la Tosca di Puccini (aprile), Il Flauto Magico di Mozart (settembre), l’Ernani di Verdi (ottobre-novembre) e la Carmen di Bizet (novembre-dicembre), che chiude la stagione delle opere.
La danza, da Gatsby a Biancaneve fino a Balanchine
Cinque produzioni di balletto animano la stagione con un respiro che va dal classico al contemporaneo. Si parte a dicembre 2026 con Biancaneve, coreografie di Jean-Sébastien Colau e Vincenzo Veneruso, su musiche di Rachmaninov, con una variante narrativa che sostituisce il principe azzurro con il Cacciatore — figura più umana e reale. A marzo 2027 arriva Il Grande Gatsby, balletto narrativo firmato da Leo Mujić sul tappeto sonoro delle grandi musiche americane da Gershwin a Bernstein. A giugno Sylvia di Léo Delibes con i premiers danseurs dell’Opéra di Parigi Ines McIntosh e Florent Melac. Ad ottobre Balanchine/Čaikovskij, primo programma interamente dedicato al grande coreografo statunitense. Chiude il 2027 Lo Schiaccianoci, con il portentoso omaggio ai dolci della pasticceria palermitana — cassate, cannoli e dolci delle monache nel regno della Fata Confetto.
Trifonov, Sollima, Biondi e l’omaggio a Sciarrino
La stagione concertistica parte a dicembre 2026 con una serata dedicata alla musica da film: Nuovo Cinema Paradiso di Giuseppe Tornatore con la colonna sonora di Ennio Morricone eseguita dal vivo. Il 2027 si apre con il tradizionale Concerto di Capodanno, tra valzer viennesi e arie d’opera italiana.
In cartellone l’integrale delle prime otto sinfonie di Beethoven — nell’anno del bicentenario della morte — affidate a direttori come Gabriele Ferro, Giovanni Sollima e Fabio Biondi. Il 14 febbraio un recital di San Valentino con il tenore Lawrence Brownlee e il soprano Nina Minasyan. Il 10 maggio 2027 un concerto speciale omaggia Salvatore Sciarrino per il suo ottantesimo compleanno, con una prima esecuzione assoluta commissionata insieme all’Accademia Chigiana di Siena e affidata all’Ensemble Klangforum Wien. Tra le collaborazioni con le realtà locali, il Brass Group e l’Associazione Siciliana Amici della Musica, che porta a Palermo il pianista Daniil Trifonov per un recital eccezionale.
Restauri e investimenti: il teatro si rinnova restando aperto
Accanto alla programmazione artistica, il Teatro Massimo porta avanti un piano di investimenti concreti. La Fondazione ha investito circa 2 milioni di euro in impianti e attrezzature. Sono in corso progetti per l’ammodernamento dell’impiantistica elettrica e di sicurezza (5,5 milioni di euro) e per i restauri della Sala degli Stemmi, della Sala Pompeiana e delle aree limitrofe fino al Palco Reale (4 milioni di euro), con il teatro che rimarrà rigorosamente aperto durante i lavori.
“Celebrare questi anniversari significa rendere omaggio alla nostra storia e, nello stesso tempo, rinnovare l’impegno perché il Teatro Massimo sia sempre più il teatro di tutti i palermitani e un simbolo vivo della migliore Palermo”
— Roberto Lagalla.
“Ogni grande teatro appartiene al tempo che lo ha generato, ma soprattutto a quello che avrà il coraggio di immaginare”
— Marco Betta, Sovrintendente.
Centotrent’anni fa un sipario si aprì su una città che stava cercando sé stessa. Oggi quel sipario si alza ancora, con la stessa forza e una coscienza in più: quella di chi sa quanto costa tenere vivo un luogo come questo, e quanto vale farlo. La campagna abbonamenti partirà a settembre 2026.
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Redazione ilModeratore
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