6 Ottobre 2026
Cosa succede alla decorrenza della pensione se i contributi omessi vengono pagati dopo la domanda?
La scorsa settimana l’INPS con il messaggio n. 3113 ha fornito nuove indicazioni sulla decorrenza della pensione dei lavoratori autonomi quando i contributi mancanti vengono regolarizzati dopo la presentazione della domanda.
Le regole, che richiamano la circolare INPS n. 110 del 7 ottobre 2022, chiariscono quando il pagamento tardivo dei contributi comporta lo slittamento della pensione e quando, invece, la decorrenza resta invariata.
Quando il pagamento dei contributi fa slittare la pensione
La regola riguarda:
• artigiani;
• commercianti;
• coltivatori diretti;
• coloni e mezzadri;
• imprenditori agricoli professionali;
• iscritti alla Gestione separata.
Lo slittamento della decorrenza riguarda in particolare la pensione anticipata e i trattamenti pensionistici di invalidità.
Se alla data della domanda il requisito contributivo minimo non è ancora maturato a causa di contributi omessi relativi a periodi precedenti, e questi contributi vengono pagati dopo la domanda ma entro i termini di decadenza dell’azione giudiziaria, la pensione decorre dal primo giorno del mese successivo a quello in cui avviene la regolarizzazione.
La regola si applica anche se l’INPS ha già inviato un avviso bonario, un avviso di addebito o una cartella di pagamento.
Lo stesso principio vale per i contributi rateizzati: se il pagamento dell’ultima rata necessaria per maturare il diritto avviene dopo la domanda, la decorrenza della pensione viene posticipata al primo giorno del mese successivo al completamento del pagamento.
Se, invece, tutte le rate necessarie sono già state pagate al momento della domanda, la decorrenza non slitta e la domanda non deve essere respinta.
Quando la decorrenza della pensione non cambia
Il pagamento successivo dei contributi non determina lo slittamento della pensione nei seguenti casi:
• contributi non determinanti per il diritto: il requisito contributivo era già maturato e la regolarizzazione incide soltanto sull’importo della pensione;
• contribuzione corrente: la scadenza del pagamento è successiva alla presentazione della domanda e il versamento viene effettuato entro i termini previsti;
• redditi dell’anno di liquidazione non ancora disponibili: la pensione può essere liquidata provvisoriamente quando i contributi sono determinanti;
• supplemento di pensione: il trattamento viene liquidato sulla contribuzione già versata e successivamente ricostituito;
• decesso dell’assicurato senza regolarizzazione: i superstiti possono versare i contributi non prescritti necessari per ottenere la pensione indiretta.
Coltivatori diretti, coloni e mezzadri
Per coltivatori diretti, coloni e mezzadri vale il principio di non frazionabilità del contributo annuo.
L’annualità contributiva viene valorizzata soltanto dopo il pagamento di tutte le rate previste. Per evitare lo slittamento della decorrenza è quindi sufficiente completare i versamenti entro l’ultima scadenza utile dell’anno.
Il mancato pagamento delle rate intermedie produce conseguenze esclusivamente sul piano delle sanzioni.
Lo stesso principio vale quando rimangono da pagare soltanto sanzioni civili: se la quota capitale dei contributi è stata interamente versata, i contributi possono essere accreditati e la pensione può essere liquidata, fermo restando il recupero delle sanzioni.
Cosa deve fare il pensionato se la domanda è stata respinta
Se la domanda di pensione è stata respinta per mancanza del requisito contributivo e successivamente vengono versati i contributi necessari, non occorre presentare una nuova domanda.
È sufficiente presentare una istanza di riesame.
Non è necessario neppure proporre un ricorso amministrativo. Se il ricorso è stato comunque presentato, la sede INPS può liquidare la pensione in autotutela, riconoscendo la decorrenza dal primo giorno del mese successivo alla regolarizzazione.
Quando serve una nuova domanda
Una nuova domanda di pensione è invece necessaria se la regolarizzazione dei contributi avviene dopo la scadenza dei termini di decadenza dell’azione giudiziaria.
In questo caso, la pensione decorre dalla data della nuova domanda, sempre che siano soddisfatti tutti gli altri requisiti previsti dalla legge.
Qual è la data di regolarizzazione?
Per l’INPS, la data di regolarizzazione coincide con la data del versamento che consente di perfezionare il requisito contributivo necessario per il diritto alla pensione.
La data viene verificata dagli uffici attraverso le procedure previste per ciascuna gestione previdenziale. Per i lavoratori agricoli viene utilizzato l’estratto conto agricoli.
Pensione provvisoria: cosa succede se mancano ancora contributi
La pensione può essere liquidata in via provvisoria quando i redditi dell’anno di liquidazione non sono ancora disponibili e i relativi contributi risultano determinanti per il diritto.
Se le successive verifiche reddituali evidenziano che manca ancora una quota di contributi necessaria per maturare il diritto, l’INPS informa l’interessato tramite PEC o raccomandata A/R.
Il pagamento dell’importo dovuto deve essere effettuato in un’unica soluzione entro 30 giorni dalla notifica.
Se il pagamento non viene effettuato, il provvedimento di concessione della pensione viene annullato con effetto dalla decorrenza originaria e l’INPS procede al recupero delle somme già pagate, eventualmente anche attraverso una restituzione rateale.
La stessa procedura si applica agli accertamenti unificati dell’Agenzia delle Entrate che incidono sui contributi necessari per maturare il diritto alla pensione.
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