La donna ricercata per l’esplosione che lunedì 29 giugno 2026 ha gravemente ferito l’imprenditore Vadim Yermolaiev e altre due persone nel Principato di Monaco sarebbe fuggita attraversando anche l’Italia. Secondo la ricostruzione degli investigatori monegaschi e francesi, Anastasiia Berezovska, cittadina ucraina di 39 anni, avrebbe raggiunto a piedi la Francia, recuperato un’auto con targa tedesca e attraversato il confine a Ventimiglia poche ore dopo l’attacco. Non risulta però che si trovi ancora nel nostro Paese: avrebbe proseguito direttamente verso la Svizzera, mentre la sua posizione attuale resta incerta.
L’esplosione davanti all’abitazione
L’attacco è avvenuto poco prima delle 21, all’ingresso di un edificio residenziale in rue Révérend-Père-Louis-Frolla, a pochi metri dal confine francese. Una persona ripresa dalle telecamere di sorveglianza ha lasciato uno zaino o un pacco contenente un ordigno artigianale, per poi allontanarsi in direzione di Beausoleil. La bomba, caricata anche con bulloni e pallini metallici, è esplosa quando le vittime si trovavano vicino all’ingresso.

Sono rimasti feriti l’imprenditore di origine ucraina Vadim Yermolaiev, la sua compagna e un ragazzo di 13 anni. I due adulti hanno riportato lesioni molto gravi, mentre il minore non sarebbe in pericolo di vita. L’inchiesta è stata aperta per tentato omicidio, ma la procura di Monaco ha escluso, allo stato attuale, la matrice terroristica.
Scambiata inizialmente per un uomo
Nelle prime ore successive all’esplosione, gli investigatori avevano descritto il sospettato come un uomo con una giacca scura, un cappello tipo pescatore e pantaloni chiari. Le immagini mostravano infatti una figura apparentemente maschile mentre abbandonava il pacco e fuggiva.
Un testimone che avrebbe incontrato la persona nei pressi dell’edificio ha però consentito agli inquirenti di stabilire che si trattava di una donna camuffata da uomo. La stessa figura sarebbe stata notata più volte nella zona nei giorni precedenti e anche la mattina dell’attacco, circostanza che farebbe pensare a una preparazione accurata.
La fuga attraverso Francia e Italia
Dopo aver lasciato Monaco, Berezovska avrebbe raggiunto a piedi Beausoleil, il comune francese che circonda il Principato. Qui avrebbe trovato un’automobile noleggiata in Germania e già parcheggiata in una posizione utile per la fuga.
A bordo della vettura con targa tedesca avrebbe percorso la Costa Azzurra verso Mentone e attraversato il confine italiano passando da Ventimiglia lo stesso 29 giugno. Le numerose telecamere pubbliche e private presenti nel Principato e lungo il tragitto avrebbero permesso di ricostruire con precisione questa prima parte del percorso.

Secondo le fonti investigative citate dai media francesi, dopo essere entrata in Italia la donna avrebbe continuato il viaggio in direzione della Svizzera, senza fermarsi a lungo sul territorio italiano. Il passaggio da Ventimiglia non significa quindi che la ricercata si trovi ancora in Italia.
Sulla sua posizione successiva esistono informazioni non del tutto coincidenti. Reuters ha riferito, citando una fonte, che la sospettata sarebbe stata avvistata anche in Germania dopo l’attacco. L’ultimo domicilio conosciuto della donna si trova infatti nell’area di Francoforte, ma gli investigatori non l’hanno trovata nella sua abitazione.
Chi è Anastasiia Berezovska
L’Interpol ha identificato pubblicamente la sospettata come Anastasiia Berezovska, 39 anni, nata in Ucraina e residente in Germania. Nelle fotografie diffuse appare con capelli scuri e un tatuaggio sul braccio destro, probabilmente raffigurante un serpente. Tra le informazioni identificative viene indicata anche la conoscenza della lingua tedesca.
La donna è ricercata dalle autorità monegasche per tentato omicidio, collocamento di un ordigno esplosivo sulla pubblica via con finalità criminale e associazione per delinquere. Nei suoi confronti è stata emessa una Red Notice dell’Interpol.
La Red Notice non costituisce tecnicamente un mandato di arresto internazionale: è una richiesta rivolta alle forze di polizia dei Paesi membri affinché localizzino e, secondo le rispettive leggi nazionali, arrestino provvisoriamente la persona in attesa delle procedure di estradizione.
Il sospetto di complici
La procura di Monaco ritiene improbabile che la donna abbia organizzato ed eseguito da sola tutte le fasi dell’attacco. Il procuratore aggiunto Morgan Raymond ha spiegato che la dinamica dei fatti “sembra indicare” la partecipazione di altre persone.
Il veicolo già predisposto a Beausoleil, i sopralluoghi effettuati prima dell’esplosione, il travestimento e la rapida fuga attraverso più Paesi sono elementi che fanno ipotizzare un’organizzazione più ampia. Gli investigatori stanno quindi cercando non soltanto la presunta esecutrice materiale, ma anche eventuali complici e mandanti.
Il movente resta sconosciuto
L’obiettivo dell’attacco appare essere stato Yermolaiev, imprenditore originario dell’Ucraina e successivamente divenuto cittadino cipriota. L’uomo è stato sottoposto a sanzioni da Kiev nel 2023 per presunti rapporti economici con attività operanti nella Crimea occupata dalla Russia, accuse che ha contestato.
Al momento, però, la procura non ha indicato un movente preciso. Sono state avanzate diverse ipotesi legate agli affari dell’imprenditore, a contrasti personali o alla criminalità organizzata, ma nessuna è stata confermata ufficialmente. Gli inquirenti continuano a escludere che gli elementi raccolti permettano di qualificare l’esplosione come terrorismo.
Le ricerche coinvolgono ora le polizie di Monaco, Francia, Italia, Svizzera e Germania, insieme all’Interpol. Il passaggio attraverso Ventimiglia ha trasformato l’inchiesta in una vera caccia internazionale, estesa ai principali valichi stradali, ferroviari e aeroportuali europei.
Il dato certo è che la donna avrebbe attraversato l’Italia durante la fuga. Non è invece confermato dove si trovi oggi né se abbia già cambiato automobile, identità o aspetto.
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Valeria Panzeri
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