L’unione strategica tra il Circolo delle Imprese, ALIS e Sicily by Car traccia una nuova rotta per l’economia del Mezzogiorno. Abbiamo intervistato l’imprenditore Tommaso Dragotto, fondatore di Sicily by Car, per comprendere il valore di questa sinergia e le sfide di un territorio che chiede infrastrutture, meritocrazia e fiducia nel futuro.
1. L’Inquadramento Strategico e la Visione per il Sud
Dottor Dragotto, Sicily by Car nasce nel Mezzogiorno e ne porta il nome con orgoglio in tutta Europa. Che cosa rappresenta, in termini di visione e di valori, questa nuova intesa tra il Circolo delle Imprese e una realtà come ALIS per il rilancio del tessuto imprenditoriale del Sud? Dal suo osservatorio di imprenditore che ha scommesso sul territorio, quali sono i primi asset concreti su cui fare leva?
«Scegliere il nome “Sicily by Car” è stata una decisione ponderata, persino controversa all’inizio. Quando ho deciso di espandere l’azienda oltre i confini regionali, aprendo a Milano, Roma e Torino, in molti si chiedevano se quel brand potesse funzionare. La verità è che la Sicilia è una terra profondamente amata e quel nome è diventato, a tutti gli effetti, un marchio d’orgoglio. Un orgoglio che oggi portiamo in tutto il continente con la nascita di Sicily by Car Europe. Vedere le nostre auto in giro per l’Europa è una soddisfazione indescrivibile.
Per quanto riguarda l’intesa con il Circolo delle Imprese e ALIS, il cuore di tutto sta in due parole: fare squadra. L’Italia ha un disperato bisogno di progresso e sviluppo, e l’unico modo per ottenerlo è unire le aziende per creare sinergie trasversali, dalla pubblicità alla logistica. Fare impresa deve essere possibile ovunque, a Palermo come a Milano, a Torino come in Alaska. È la motivazione che fa la differenza.»
Eppure il Mezzogiorno sconta ancora un forte divario economico e il fenomeno della fuga dei cervelli…
«Io sono l’esempio classico di chi ha scelto di restare al Sud. Ho mantenuto la direzione generale a Palermo anche nei periodi più bui della pressione mafiosa. Quando hai capacità e intelligenza superi gli ostacoli, ma il problema del Sud esiste ed è sotto gli occhi di tutti. Una recente statistica mostrava come 200 mila siciliani abbiano lasciato l’isola per trasferirsi a Milano, Torino o all’estero.
Questo dramma non è solo una perdita commerciale, è una grave deficienza in termini di PIL intellettivo. Perdiamo la capacità delle persone di sviluppare il proprio ingegno nel proprio territorio. Rispetto a vent’anni fa, quando il pregiudizio nord-sud era terribile, la situazione è nettamente migliorata: oggi i meridionali al Nord occupano posizioni di grandissimo prestigio e sono stimati. Ma il nostro obiettivo deve essere creare le condizioni affinché non siano costretti ad andarsene.»
2. Il Concreto delle Sinergie Aziendali
Entriamo nel vivo dell’accordo. Qual è il ruolo operativo di Sicily by Car all’interno di questa intesa a tre? Cosa porta a casa la sua azienda in termini di posizionamento, e come si integrerà la vostra flotta con le rotte intermodali dei grandi player di ALIS?
«Nel business dei servizi, fare rete è tutto. ALIS rappresenta il cuore pulsante della logistica e dell’intermodalità in Italia, mentre il Circolo delle Imprese raccoglie un network fittissimo di PMI. Questa collaborazione ci permette di stringere accordi commerciali strategici, aprendo a Sicily by Car nuovi canali nel segmento del noleggio aziendale (B2B) e della mobilità integrata.
L’obiettivo è far dialogare la nostra flotta con le rotte marittime e intermodali dei grandi player della logistica, strutturando soluzioni di mobilità “chiavi in mano” pensate specificamente per i professionisti e le imprese che viaggiano e operano nel Mezzogiorno.»
3. Sostenibilità e Infrastrutture: Il Nodo della Transizione
La transizione ecologica è un pilastro sia per ALIS sia per la sua Fondazione. Come si inserisce la vostra flotta green nei progetti per il Sud? Il territorio è pronto dal punto di vista infrastrutturale?
«Noi stiamo spingendo con ogni mezzo verso la mobilità a impatto zero, ma la transizione ecologica completa sconta un forte ritardo strutturale e politico. Con il motore endotermico il cliente ha la sicurezza della capillarità: le pompe di benzina sono ovunque, soprattutto in autostrada. Con l’elettrico non è ancora così.
Mentre in Paesi come l’Olanda o la Finlandia l’elettrico è una realtà consolidata e per le strade si vede una presenza massiccia di veicoli – pensiamo anche all’avanzata dei produttori cinesi, maestri in questo comparto –, da noi il Sud non sconta una mancanza di capacità, ma di infrastrutture. Per arrivare ai livelli del Nord Europa serve un intervento statale deciso e mirato sulla rete di ricarica.»
4. Un Messaggio ai Giovani e la Sfida della Meritocrazia
Se dovesse lanciare un messaggio ai giovani imprenditori del Circolo delle Imprese che scelgono di scommettere sul Mezzogiorno, cosa direbbe loro?
«La prima cosa che dico ai ragazzi è: abbiate fiducia in voi stessi. Non si possono raggiungere gli obiettivi senza misurare il proprio valore. Io mi sono sempre dato il voto da solo, guardandomi allo specchio per capire se fossi bravo o meno, se stessi riuscendo nei miei intenti. Bisogna mettersi davanti allo specchio già a 15 o 17 anni e chiedersi lucidamente: Cosa voglio fare nella vita? Qual è il mio obiettivo?
“Bisogna guardarsi allo specchio e chiedersi: cosa voglio fare nella vita? Se hai un obiettivo chiaro e hai fiducia nelle tue capacità, i risultati arrivano.”
Il problema è che oggi molti giovani, come i laureati in ingegneria, non trovano aziende sul territorio e si chiedono che senso abbia aspettare che cada una stella dal cielo. Per non perdere questo PIL di intelligenza, l’Italia dovrebbe fare ciò che è stato fatto a Monaco di Baviera anni fa: creare zone economiche speciali, aree franche capaci di attrarre investimenti e professionalità. Monaco un tempo era in grande difficoltà, oggi è all’avanguardia in Europa perché si è scelto di pianificare.»
Cosa manca alla politica italiana per attuare questa visione?
«Manca la managerialità. Lo dico senza fare politica, è di una semplicità allucinante: spesso chi governa si ritrova circondato da inefficienze perché la macchina pubblica risponde alla logica dei compromessi politici, delle poltrone da spartire e non della meritocrazia. Succede un po’ ovunque, anche in Francia, ma in altre nazioni si ha la lungimiranza di mettere i tecnici e gli imprenditori a capo dei settori chiave per sviluppare ciò che la politica non sa fare. Solo quando le persone voteranno con la logica del migliore, e non del peggiore, le aziende e la società potranno progredire davvero.»
Un’ultima nota sui recenti avvenimenti.
Dottor Dragotto, se lo ritiene opportuno, vorrebbe commentare i recenti e spiacevoli atti vandalici o danneggiamenti che avete subito come Sicily by Car?
«Posso dire che come azienda abbiamo subito pesanti danneggiamenti e dinamiche di cui, sinceramente, ignoriamo il motivo profondo. Non avendo ricevuto richieste o segnali specifici, l’ipotesi intellettiva che condivido anche con il Comando dei Carabinieri è una sola: colpire un grande player del mercato, e un personaggio pubblico come me, conosciuto in tutti gli aeroporti e in tutta Italia da 63 anni, serve a mandare un messaggio di sottomissione ai più piccoli. Colpiscono il potente affinché il piccolo abbassi la cresta e si metta l’anima in pace. Ma noi andiamo avanti, fermi nella nostra legalità e nel nostro lavoro.»
Un ringraziamento al Dott. Dragotto per la sua disponibilità e schiettezza imprenditoriale dallo staff del Circolo delle Imprese che ha fortemente voluto condividere questa testimonianza.
Caterina Romanello
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