Trecento scatti con “Gente del mio borgo”, la mostra fotografica realizzata da Maria Stella Trapasso


Trecento scatti fotografici hanno riempito il “Corso De Seta” del quartiere Gagliano di Catanzaro. Una mostra a cielo aperto, tenutasi lo scorso 4 luglio, che si è resa parte integrante del vissuto cittadino. A realizzarla Maria Stella Trapasso nata a Catanzaro e da sempre residente nell’antico borgo di Gagliano, appassionata di fotografia sin da ragazza ha coltivato questo suo interesse raggiungendo pregevoli risultati. In questa sua ultima “fatica” ha dato spazio alla gente del quartiere, non a caso la mostra è stata intitolata “Gente del mio Borgo”, un lavoro particolarmente impegnativo dovendo riunire tutti gli scatti realizzati in diversi anni, una costante che ha visto uno straordinario risultato.

E’ così che Maria Stella Trapasso mediante la mostra ha quasi restituito l’identità ad un quartiere intero con le persone che vi abitano o che vi hanno abitato. Una breve intervista ha dato modo di conoscere i particolari della mostra che, nel corso del suo svolgimento, ha raccolto i consensi di tutti i suoi visitatori.

 

Maria Stella, fotografa per passione, ma con diversi riconoscimenti. Vogliamo fare un breve excursus dei tuoi trascorsi, ricordando i primi approcci con l’arte fotografica?

I primi approcci risalgono all’adolescenza, nel mio zaino non mancava mai la mia piccola macchinetta fotografica! Dopo essermi sposata l’interesse è continuato perché anche mio marito era un appassionato, poi negli anni lui ha perso l’interesse per via del poco tempo a disposizione, viceversa io ho continuato a coltivare l’arte fotografica iscrivendomi anche a dei “corsi base” ed è così che mi sono ancor più innamorata della fotografia entrando in un meraviglioso mondo fatto di colori, inquadrature, diaframmi e tempi di posa.

Ho conosciuto diverse persone con lo stesso interesse e partecipato a vari concorsi fra cui “Vedi Catanzaro e poi scatti”, organizzato dall’Associazione “Catanzaro è la mia città” classificandomi al primo posto. Ho realizzato diversi scatti per il nostro Comune, sono stata “fotografa ufficiale” al Teatro Politeama per il primo “Festival della Canzone Dialettale catanzarese” e fotografa al Teatro Comunale per gli spettacoli di Piero Procopio, ho allestito mostre personali e partecipato a shooting fotografici di nudo artistico dove ho conosciuto modelle e fotografi famosi.

Da tempo faccio parte dell’associazione “Gagliano nel Tempo” che si interessa della tradizione, della storia e della cultura del mio borgo e tante sono state le volte che ho messo a disposizione i miei scatti che riprendono Gagliano che ho fotografato in tutti i suoi aspetti, anzi sono l’unica “fotografa donna” che lo abbia fatto in maniera particolare. Insomma tanti gli impegni e i riconoscimenti che hanno sempre avuto come sfondo ciò che amo: la fotografia. 

 

Come nasce l’idea della mostra “Gente del mio Borgo”?

In questo ultimo mese ho partecipato a ben tre mostre, una si è svolta all’ex Stac, un’altra nel centro storico, al Pianicello, e infine quest’ultima che devo dire è stata molto impegnativa. L’idea della mostra nasce per caso, negli anni avevo iniziato a realizzare degli scatti a diversi residenti del quartiere, sia in posa che estemporanei.

Il pensiero era quello di voler dedicare alla mia gente una mostra, nel tempo sono arrivata al considerevole numero di 300 scatti e, devo dire, che non è stato semplice, infatti erano in molti a non credere che fosse un numero così elevato! Mi sono fatta coraggio perché la cosa non era proprio semplice da realizzare, anche per la stessa esposizione, distribuire questo gran numero di foto nel Corso De Seta del quartiere. Infatti anche a causa del vento abbiamo preferito sistemarle nella parte più stretta e in alcuni vicoli adiacenti. Ma il lavoro è stato ripagato dall’unanime consenso che ho ricevuto!

 

Come mai ti sei concentrata sui volti e sulle persone in generale del quartiere?

Come ho già detto volevo dedicare alla mia gente un qualcosa di particolare, avendo iniziato con questi scatti “personali” ho continuato nel tempo. E’ stato emozionante rivedere i volti delle persone riprese, perché raccontano la storia, il vissuto del quartiere. Negli scatti c’erano anche persone che non ci sono più e questo è stato particolarmente commovente.

La mostra, senza alcuna presunzione, è stata un successo, Gagliano è stata orgogliosa di questa particolare esposizione, il lavoro c’è stato, ma ho avuto enormi soddisfazioni. I diversi scatti sono stati sistemati senza alcun ordine, quasi a caso, le foto, su cartoncino 20 x 30, erano sia a colori che in bianco e nero, fra queste non è mancata quella dedicata a mia madre che purtroppo non c’è più, ritratta insieme a mio padre in una Fiat 500, sicuramente sarebbe stata felice di questa esposizione. Fra i tanti anche uno scatto con Nadia Paone che, come si ricorderà, ha vinto il David di Donatello concorrendo nella categoria “Creazioni suoni” con il film “Primavera” di Damiano Michieletto. Ma, naturalmente, tutti gli scatti avevano la loro particolarità e la loro bellezza, una “fotografia” della collettività, persone comuni colte nella loro quotidianità.

 

In questo consistente lavoro sei stata supportata da qualcuno?

Sì, devo dire che in questo gran lavoro sono stata supportata da diverse persone. In primis la mostra si è collocata nell’ambito di “Gagliano in festa”, una serata che ha visto il quartiere animarsi, ma aggiungo il prezioso supporto dell’associazioneGagliano nel tempo” con il presidente Claudio Pugliese e, ancora, don Michele Fontana, il consigliere comunale Vincenzo Capellupo e gli scout della Sezione Agesci 8 Catanzaro. Il loro apporto è stato prezioso e li ringrazio tutti, anche coloro che si sono prestati per gli scatti. Altro lavoro impegnativo, prima della mostra, ottenere tutti i consensi delle foto, ma devo dire che la risposta è stata all’unanimità positiva!

 

In conclusione, senti di aver raggiunto il traguardo che ti eri prefissa?

Sono molto soddisfatta del lavoro svolto, già con l’associazione “Gagliano nel Tempo” c’è stata la possibilità di realizzare diverse cose, ma la mostra mi ha dato un bel riscontro e ne sono veramente felice, c’è stata molta affluenza e in tantissimi si sono congratulati. E’ stato un percorso impegnativo che è durato nel tempo ma, ugualmente emozionante, il risultato ottenuto mi ha dato una enorme gratificazione. (foto di Roberto Zavaglia)

 

 

 




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 Maria Rita Galati

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