“Case green, patrimonio edilizio fermo”


L’intervista

di Igor Righetti

Antonio Pasca, presidente Casaè

“La domanda di abitazioni efficienti dal punto di vista energetico cresce costantemente, ma il patrimonio immobiliare italiano continua a presentare criticità strutturali che ne rallentano la trasformazione. Edifici costruiti prima delle moderne normative sul risparmio energetico, impianti ormai obsoleti, scarsa coibentazione e migliaia di immobili sottoposti a vincoli architettonici rendono complesso il percorso verso una reale riqualificazione del patrimonio edilizio nazionale”.

A lanciare l’allarme è Antonio Pasca, fondatore e presidente di “Casaè”, rete immobiliare in franchising nata nel 2021, che dopo oltre quarant’anni di esperienza nel Real estate e 13 anni alla guida di uno dei principali gruppi immobiliari italiani, invita a guardare con maggiore realismo al tema della sostenibilità. Secondo Pasca, il tema dell’efficienza energetica non può essere affrontato soltanto attraverso incentivi fiscali, ma richiede una strategia di lungo periodo fondata su regole stabili, accesso al credito, semplificazione burocratica e una crescente qualificazione degli operatori del settore. La sua è una voce autorevole nel panorama del Real estate italiano.

Agente immobiliare qualificato dal 1987, Antonio Pasca opera nel settore da oltre quarant’anni. Ha guidato per tredici anni una delle più importanti reti immobiliari italiane in franchising e ha ricoperto numerosi incarichi istituzionali, tra cui la presidenza della Commissione Albo e ruoli della Camera di commercio di Torino, la vicepresidenza nazionale vicaria di Anama Confesercenti e il ruolo di Professional member della Royal Institution of Chartered Surveyors.

Nel 2011 è stato insignito dell’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. Nel 2021 ha deciso di trasformare questa esperienza in un progetto imprenditoriale innovativo fondando “Casaè”, una rete immobiliare che punta a superare i modelli tradizionali del franchising mettendo al centro non il marchio, ma il professionista.

Il modello “Casaè” si fonda su formazione permanente, innovazione tecnologica, consulenza creditizia, sostenibilità e valorizzazione dell’affiliato. Un ecosistema che integra strumenti digitali proprietari, aggiornamento continuo e una forte attenzione alla qualità della consulenza con l’obiettivo di accompagnare famiglie e imprese in un mercato immobiliare sempre più complesso.

Presidente Pasca, dopo una lunga esperienza ai vertici del franchising immobiliare italiano perché ha deciso di fondare “Casaè”?

Dopo oltre 40 anni di attività di cui tredici anni alla guida di una grande rete nazionale sentivo l’esigenza di costruire qualcosa di diverso. “Casaè” nasce dalla volontà di mettere al centro le persone prima del marchio, valorizzando l’affiliato come imprenditore e professionista. Ho immaginato una rete moderna, tecnologica ma soprattutto profondamente umana, capace di coniugare innovazione, competenze e relazioni.

Lei sostiene che sia necessario superare i vecchi modelli del franchising immobiliare. Come?

Il settore immobiliare movimenta ogni anno circa 135-140 miliardi di euro del risparmio delle famiglie italiane e genera oltre 7 miliardi di euro di provvigioni. Numeri che impongono una forte responsabilità professionale. Per questo abbiamo costruito “Casaè” su tre pilastri: formazione continua, tecnologia proprietaria e accesso al credito. A questi si affiancano sei valori fondamentali: credibilità, differenziazione, trasferimento del know-how, adattabilità, accessibilità e ritorno dell’investimento per gli affiliati.

La formazione sembra essere il cuore del vostro progetto…

Lo è. Oggi un consulente immobiliare deve possedere competenze urbanistiche, giuridiche, fiscali, commerciali e relazionali. Per questo abbiamo sviluppato un percorso formativo triennale, con verifiche finali, e investiamo costantemente nell’aggiornamento professionale dei nostri affiliati e collaboratori. Siamo convinti che il futuro della categoria passi dalla qualità della formazione. In questo solco si inserisce anche l’iniziativa della Scuola superiore Carolina Albasio di Castellanza, in provincia di Varese, che ha attivato un percorso triennale in Mediazione linguistica nel Real estate il cui programma formativo è stato realizzato con noi. È un passo importante verso una sempre maggiore qualificazione della professione e contribuisce a diffondere una cultura della mediazione immobiliare fondata sulla preparazione, sulla competenza e sulla credibilità.

Quanto è importante il contributo del mondo accademico?

È fondamentale. I nuovi percorsi universitari dedicati al Real estate rappresentano un passo importante nella professionalizzazione del settore. L’agente immobiliare moderno deve possedere competenze multidisciplinari e un aggiornamento continuo. È il modo migliore per superare definitivamente l’immagine dell’improvvisazione.

“Casaè” ha investito molto nella tecnologia. Qual è il ruolo di CasaèVisit.it?

Il digitale ha trasformato il mercato immobiliare. Oggi il cliente si informa online molto prima di incontrare il consulente. Con CasaèVisit.it abbiamo creato una piattaforma innovativa che mette in relazione domanda e offerta in modo nuovo, consentendo al venditore di individuare gli acquirenti più adatti. Ma la tecnologia non sostituisce il professionista: lo rende semplicemente più efficiente.

Anche i social hanno cambiato il modo di promuovere gli immobili?

Assolutamente sì. Consentono di raggiungere un pubblico ampio e profilato, ma non basta pubblicare un annuncio. Servono contenuti di qualità, storytelling e una strategia di comunicazione coerente.
“Casaè” ha sviluppato una forte specializzazione anche nelle aste giudiziarie. Perché?
Perché rappresentano uno dei segmenti più dinamici del mercato. Sono operazioni complesse che richiedono competenze specifiche. Il nostro obiettivo è accompagnare il cliente in tutte le fasi dell’acquisto, riducendo rischi e incertezze.

Oggi si parla sempre più di sostenibilità anche nel settore immobiliare. In che modo Casaè ha scelto di tradurre i principi Esg (Environmental, social, governance) in azioni concrete?

Abbiamo sviluppato un percorso orientato ai criteri Esg promuovendo iniziative concrete di sostenibilità. Tra queste, la collaborazione con Treedom, dalla quale è nata la “Foresta Casaè” con migliaia di alberi piantati in diversi Paesi, a testimonianza dell’impegno ambientale e della responsabilità sociale del network.

Sempre a proposito di sostenibilità. Quanto pesa nella scelta della casa?

Pesa moltissimo. L’efficienza energetica è diventata un elemento determinante non soltanto per ragioni ambientali ma anche economiche. Tuttavia il patrimonio immobiliare italiano è mediamente molto datato. Servono incentivi stabili, maggiore accesso al credito, procedure più semplici e strumenti specifici per gli edifici storici. Gli investimenti nell’efficienza energetica rappresentano una tutela e una valorizzazione del patrimonio nel medio e lungo periodo.

La casa resta ancora il sogno degli italiani?

Sì, ma è cambiato il modo di sceglierla. Siamo passati dalla ricerca della “casa ideale” alla ricerca della “casa possibile”. Oggi le famiglie devono confrontarsi con disponibilità economiche differenti e costi di gestione più elevati. Il compito del consulente immobiliare è accompagnarle con competenza, trasparenza e responsabilità, aiutandole a compiere una delle scelte più importanti della loro vita.


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