sei misure cautelari per racket, corruzione e appalti


RACKET

Ignoti sparano un colpo di pistola contro l’auto del sindaco nel cuore della notte e accendono, senza saperlo, la miccia di un’indagine che un anno e mezzo dopo porta all’esecuzione di sei misure cautelari a Sommatino, in provincia di Caltanissetta.

I Carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale danno esecuzione questa mattina all’ordinanza che il Gip del Tribunale nisseno ha firmato su richiesta della Procura della Repubblica, chiudendo un cerchio investigativo che ha attraversato quasi ogni ufficio strategico del Comune: dal Turismo ai Lavori Pubblici.

Un agguato all’origine dell’inchiesta “Scacco”

Tutto nasce la notte del 9 maggio 2024, quando ignoti esplodono diversi colpi d’arma da fuoco contro l’automobile del sindaco pro tempore di Sommatino. Da quell’episodio intimidatorio i militari dell’Arma avviano l’attività convenzionalmente denominata “Scacco”, che sviluppano tra il luglio 2024 e l’ottobre 2025 attraverso intercettazioni, servizi di videosorveglianza, pedinamenti e acquisizione di documenti.

Un lavoro certosino che, secondo la ricostruzione degli inquirenti diretti dalla Procura di Caltanissetta, porta alla luce una presunta rete di malaffare capace di spaziare dalle piccole vessazioni ai commercianti fino alla manipolazione dei grandi appalti pubblici.

Il “racket” della sagra: bancarelle sotto pressione

Il primo filone riguarda la gestione della terza edizione della Sagra dell’Agricoltura “Sommatino sei Tu”, andata in scena nel novembre 2024. Secondo la ricostruzione degli investigatori, il sindaco, la vicesindaca e l’assessore al Turismo e allo Spettacolo dell’epoca si presentano personalmente tra gli stand e le bancarelle e pretendono dai commercianti pagamenti in contanti compresi tra 40 e 150 euro al giorno, che giustificano come condizione per garantire l’erogazione dell’energia elettrica necessaria a mandare avanti l’attività.

A chi si rifiuta, riferiscono gli inquirenti, gli amministratori prospettano il distacco della corrente e il rischio di ostacoli nelle manifestazioni successive. In un episodio specifico, gli amministratori costringono un ristoratore locale a offrire pasti gratuiti a loro e ai loro familiari al posto del pagamento in denaro. Gli inquirenti stimano in circa 11mila euro il giro di contanti riconducibile alla sola manifestazione.

Le tangenti sui lavori pubblici: dal costone roccioso all’asilo nido

Il secondo filone, ben più corposo, ruota attorno alla figura del responsabile pro tempore dell’Area Tecnica del Comune, che ricopre anche il ruolo di Responsabile Unico del Procedimento. Gli inquirenti contestano al funzionario diversi episodi corruttivi. Per i lavori di consolidamento del costone roccioso in contrada Sant’Anna, appalto da oltre 981mila euro, il geometra comunale tenta di ottenere da un imprenditore edile una tangente da 50mila euro: l’imprenditore giudica la richiesta eccessiva e la respinge, impedendo così il perfezionarsi del reato.

Diverso l’esito per l’appalto relativo alla realizzazione di un asilo nido, del valore complessivo di oltre 757mila euro: qui il funzionario incassa, o comunque accetta la promessa di, una tangente da 5mila euro per favorire l’affidamento diretto dei lavori a una ditta riconducibile alla moglie dello stesso imprenditore coinvolto nella vicenda del costone roccioso.

Le indagini accertano inoltre che il dipendente pubblico riceve nel corso del 2024 da due privati cittadini un telefono cellulare di ultima generazione dal valore di circa 1.800 euro, un personal computer e somme in contanti non inferiori a 4.500 euro, quale compenso per il disbrigo di pratiche amministrative.

Villa Garibaldi e il frazionamento degli appalti

Il Gip ravvisa gravi indizi di colpevolezza anche in un presunto accordo corruttivo che coinvolge il sindaco, il responsabile dell’Ufficio Tecnico e un professionista esterno che il Comune incarica come progettista e direttore dei lavori. I tre ricevono da un imprenditore dell’agrigentino una tangente complessiva di 45mila euro, che suddividono in tre quote uguali da 15mila euro ciascuna, con il supporto di alcuni familiari nella preparazione e nella consegna materiale del denaro contante.

L’obiettivo, secondo la ricostruzione della Procura, è ottenere l’affidamento diretto di due lotti di lavori a Villa Garibaldi — la recinzione dei marciapiedi e la sistemazione di muretti e vialetti — oltre alla promessa di un successivo affidamento per l’adeguamento del cimitero comunale. Per restare sotto la soglia dei 150mila euro che impone la gara europea, i pubblici ufficiali tengono artificiosamente separate due procedure che, per logica amministrativa, avrebbero dovuto accorpare. Con una successiva perizia di variante, l’importo dei lavori lievita poi di ulteriori 30mila euro.

Le misure disposte dal Gip

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Caltanissetta, condividendo il quadro indiziario che la Procura ha costruito, dispone per il sindaco dimissionario Salvatore Letizia e per l’imprenditore di Favara Diego Caramazza gli arresti domiciliari. Per Roberto Alotta, dipendente comunale, il Gip dispone la sospensione dall’esercizio del pubblico ufficio per dodici mesi.

Il giudice vieta per un anno all’architetto Calogero Vendra tanto l’esercizio della professione quanto la possibilità di contrattare con la pubblica amministrazione. Interdice inoltre a Luigi Pulci per dodici mesi l’esercizio di attività d’impresa nel settore edilizio, oltre al divieto di contrattare con la PA, mentre per Lorenzo Pulci dispone il solo divieto di contrattare con la pubblica amministrazione per la stessa durata.

Nei confronti della vicesindaca Castellano e dell’assessore Rumeo, il Gip riconosce i gravi indizi di colpevolezza per concussione, ma non applica alcuna misura poiché le dimissioni dalle rispettive cariche fanno venire meno le esigenze cautelari. Il Gip sequestra infine in via preventiva al sindaco l’importo di 15mila euro che avrebbe ricevuto dall’imprenditore Caramazza.

Resta ora da capire quale direzione prenderà l’amministrazione comunale di Sommatino, già orfana delle sue figure di vertice dopo le dimissioni a catena degli ultimi mesi. L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari e, come prevede la Costituzione, per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza fino a un’eventuale condanna definitiva.


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 Redazione ilModeratore

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