Questa direzione è inoltre coerente con l’esigenza di passare gradualmente da un modello di crescita fortemente dipendente da capitale, lavoro e risorse a uno basato maggiormente su conoscenza, tecnologia e produttività totale dei fattori.
La transizione dalla trasformazione digitale
Di fatto, nuove forze trainanti stanno iniziando a emergere nell’economia della capitale. Oltre ad attrarre progetti nei settori dell’alta tecnologia, dei semiconduttori, dell’intelligenza artificiale e dell’industria verde, Hanoi sta promuovendo l’infrastruttura digitale 5G, l’Internet delle cose (IoT), l’ecosistema dell’innovazione e la trasformazione delle zone industriali verso modelli ecocompatibili, ad alta tecnologia e intelligenti.
Tuttavia, l’impulso dell’economia digitale non è dato unicamente dalla nascita di un maggior numero di aziende tecnologiche. Il potenziale maggiore risiede nella capacità di integrare la tecnologia nei settori economici esistenti, dalla produzione industriale e dal commercio alla logistica, alla finanza, al turismo e ai servizi.
InFPT , la nuova fase della sua strategia di sviluppo è orientata verso un modello AI-First, con l’obiettivo di rendere l’intelligenza artificiale una piattaforma fondamentale nelle operazioni aziendali. Nel settore manifatturiero, FPT ha inoltre collaborato con partner tecnologici per la ricerca di modelli di fabbrica basati sull’IA, utilizzando dati in tempo reale e simulazioni per prevedere interruzioni, ottimizzare le operazioni e abbreviare i processi decisionali.
Un altro esempio significativo è rappresentato dalla Rang Dong Light Bulb and Thermos Flask Joint Stock Company. Da impresa manifatturiera tradizionale, Rang Dong ha attraversato diverse fasi di trasformazione digitale, applicando gradualmente automazione, robotica, dati e tecnologie digitali alle proprie attività produttive e commerciali. Nell’orientamento di sviluppo dell’azienda, la trasformazione digitale è ora affiancata alla transizione ecologica, all’utilizzo di energie rinnovabili, all’economia della conoscenza e allo sviluppo sostenibile.
In Vicostone, la trasformazione verde viene implementata con una maggiore integrazione nella gestione e nella produzione. A partire dal 2025, Vicostone e le unità collegate manterranno un inventario dei gas serra secondo la norma ISO 14064-1 e tracceranno l’impronta di carbonio dei prodotti secondo la norma ISO 14067. L’azienda integrerà inoltre la digitalizzazione, il controllo delle emissioni e l’ottimizzazione delle risorse lungo tutto il ciclo di vita del prodotto, dalle materie prime, alla produzione, alla distribuzione, fino al riciclo e al riutilizzo. Nel 2026, Vicostone ha lanciato 36 prodotti della serie Eco in Australia e California per soddisfare i nuovi requisiti relativi al contenuto di cristallo di quarzo. L’azienda continua a concentrarsi sullo sviluppo di una produzione intelligente, circolare e a basse emissioni, nonché di materiali avanzati ed ecocompatibili.
È evidente che, con l’aumento delle esigenze in termini di approvvigionamento, efficienza energetica, impronta di carbonio e responsabilità ambientale imposte dai mercati e dalle catene di fornitura, le aziende non solo devono produrre buoni prodotti, ma anche essere in grado di misurare e dimostrare il processo di creazione di tali prodotti.
Sfruttare nuovi motori di crescita
Su scala più ampia, la tendenza “verde-intelligente” sta emergendo anche nell’orientamento di sviluppo dei parchi industriali di Hanoi . La città sta promuovendo infrastrutture digitali, IoT, industrie verdi e trasformando i parchi industriali in modelli ecocompatibili, ad alta tecnologia e intelligenti. Ciò apre la possibilità di una “doppia trasformazione” che non si limita ai singoli stabilimenti, ma si sta gradualmente sviluppando a livello della catena di fornitura e dell’ecosistema produttivo.
Un traguardo significativo è stata la pubblicazione, l’8 settembre 2026, del Quadro di riferimento del Ministero delle Finanze per la valutazione del livello di maturità della trasformazione digitale e della trasformazione verde per le imprese, con particolare attenzione alle piccole e medie imprese (PMI). Il quadro di riferimento si articola in tre pilastri, nove componenti, 36 aspetti e 62 criteri, con cinque livelli di maturità che vanno da quello base a quello avanzato e all’avanguardia. L’inclusione di entrambi i processi all’interno dello stesso quadro di valutazione dimostra che la trasformazione digitale e la trasformazione verde non sono più considerate programmi separati.
Tuttavia, il divario tra i modelli pionieristici e il mondo imprenditoriale in generale rimane significativo. Le grandi aziende e le multinazionali godono in genere di vantaggi in termini di capitale, risorse umane, dati e capacità di investimento a lungo termine. Per le piccole e medie imprese (PMI), la sfida consiste nel passare da modelli isolati alla creazione di ecosistemi in grado di diffondere la tecnologia. In questo ecosistema, le aziende tecnologiche forniscono piattaforme e soluzioni; le imprese a monte creano standard e mercati; i parchi industriali forniscono infrastrutture digitali, energia e servizi condivisi; e le università e gli istituti di ricerca mettono a disposizione risorse umane e conoscenze. Le PMI avrebbero così accesso alla tecnologia a costi inferiori e con minori rischi. Questo è anche il motivo per cui le politiche di sostegno alle imprese in questa nuova fase devono andare oltre il semplice supporto all’acquisto di software. Per la produzione intelligente, le imprese necessitano di infrastrutture di connettività, dati, risorse umane qualificate e accesso a tecnologie come l’intelligenza artificiale, la robotica e l’IoT. Per una transizione ecologica, le imprese necessitano di strumenti di misurazione adeguati, dati sulle emissioni, standard tecnici e finanziamenti.
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