Guida completa ai nuovi requisiti per l’integrazione dell’assegno ordinario di invalidità dopo la Circolare INPS n. 20/2026: i limiti di reddito da rispettare e le regole per la trasformazione in pensione di vecchiaia. Tutte le istruzioni per ottenere l’aumento della prestazione.
Un dubbio ricorrente dei percettori di assegno di invalidità è: quando spetta l’integrazione al minimo?
L’assegno ordinario di invalidità (AOI) è una prestazione economica riconosciuta ai lavoratori la cui capacità lavorativa sia ridotta a meno di un terzo a causa di infermità fisica o mentale. Tuttavia, quando l’importo derivante dai calcoli dei contributi versati risulta molto basso, l’ordinamento prevede un meccanismo di tutela: l’integrazione al trattamento minimo.
Di seguito una guida completa su chi ne ha diritto, quali sono i requisiti e le novità introdotte recentemente.
In cosa consiste l’integrazione al minimo?
Se l’assegno di invalidità calcolato dall’INPS è inferiore a una determinata soglia stabilita annualmente dalla legge (il cosiddetto “trattamento minimo”), l’importo viene innalzato fino a raggiungere tale valore. Per l’anno 2026, il valore del trattamento minimo è pari a 611,85 euro mensili.
Chi può richiedere l’integrazione al minimo?
Storicamente, l’integrazione era riservata solo a chi aveva iniziato a lavorare prima del 1996 (sistema retributivo o misto). A seguito della sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025, il beneficio è stato esteso anche a chi ricade interamente nel sistema contributivo.
Oggi possono beneficiare dell’integrazione al minimo:
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i lavoratori con contribuzione versata esclusivamente dal 1° gennaio 1996 in poi;
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coloro che hanno scelto l’opzione contributiva per la liquidazione della propria pensione;
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gli iscritti alla Gestione Separata INPS (anche tramite la facoltà di computo).
I requisiti reddituali
L’integrazione non è automatica, ma dipende dal reddito del pensionato e, se coniugato, da quello del coniuge.
Ci sono, quindi, dei precisi limiti di reddito da rispettare. Ogni anno l’INPS stabilisce delle soglie reddituali oltre le quali l’integrazione viene ridotta o revocata. Per il 2026, tale soglia è fissata a un reddito di oltre 14.202,24 euro per il pensionato solo e a 21.303,36 euro per il pensionato coniugato.
I limiti all’integrazione
A differenza delle normali pensioni di vecchiaia, per l’assegno di invalidità non esiste l’integrazione parziale. Perciò, se si superano i limiti previsti, il diritto all’aumento decade interamente.
Inoltre, per l’assegno ordinario di invalidità non opera la “cristallizzazione” del trattamento acquisito: ciò significa che, in caso di superamento dei limiti in anni successivi, l’assegno torna alla misura calcolata originariamente, senza possibilità di mantenere il trattamento minimo goduto in precedenza.
Cosa succede al raggiungimento dell’età pensionabile?
L’assegno ordinario di invalidità ha una natura temporanea e, al compimento dell’età prevista (attualmente 67 anni), viene trasformato d’ufficio in pensione di vecchiaia, purché sussistano i requisiti di contribuzione.
In questa fase bisogna prestare attenzione a un dettaglio tecnico: la pensione di vecchiaia calcolata con il sistema contributivo non è integrabile al minimo. Tuttavia, la legge garantisce che l’importo della pensione di vecchiaia non possa essere inferiore a quello dell’assegno di invalidità che si percepiva, calcolato però senza l’eventuale integrazione al minimo.
Come ottenere il beneficio
Per chi riceve un assegno “contributivo” senza integrazione, il diritto decorre dal 1° agosto 2025.
Se l’INPS non dispone dei dati reddituali, l’interessato deve presentare una domanda di ricostituzione reddituale dichiarando all’Istituto i propri redditi (anche in via presuntiva).
Chi in passato aveva visto respinta la propria richiesta di integrazione perché rientrante nel sistema “contributivo, ora, per effetto della sentenza della Corte Costituzionale n. 94/2025, può presentare una nuova istanza di riesame alla propria sede INPS di riferimento, ai sensi della istruzioni fornite nella Circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026.
AOI: Sintesi dei requisiti per l’integrazione al minimo
Ecco una tabella di sintesi che confronta i requisiti dell’Assegno Ordinario di Invalidità (AOI) tra il vecchio sistema e le nuove regole introdotte nel 2025/2026.
| Caratteristica | Sistema retributivo / misto | Sistema contributivo (novità 2026) |
| Requisito di base | Capacità lavorativa ridotta a < 1/3 e 5 anni di contributi. | Capacità lavorativa ridotta a < 1/3 e 5 anni di contributi. |
| Integrazione al minimo | Sempre prevista (se rispettati i limiti di reddito). | Prevista dal 1° agosto 2025 (Sentenza C. Cost. 94/2025). |
| Importo minimo (2026) | 611,85 € (fino a 619,80 € con bonus straordinario). | 611,85 € (fino a 619,80 € con bonus straordinario). |
| Integrazione parziale | Non ammessa. | Non ammessa. |
| Cristallizzazione | Non prevista (se superi i redditi, perdi tutto). | Non prevista (se superi i redditi, perdi tutto). |
| Trasformazione in vecchiaia | La pensione di vecchiaia resta integrabile al minimo. | La pensione di vecchiaia non è integrabile al minimo. |
Avrai notato che la vera rivoluzione riguarda la riga dell’Integrazione al minimo: per i “contributivi puri” (chi ha iniziato a lavorare dal 1996), la risposta è passata da un categorico “No” a un convinto “Sì”.
Resta però una differenza fondamentale al momento della trasformazione in pensione di vecchiaia: mentre chi appartiene al sistema misto continua a godere del trattamento minimo, chi è nel sistema contributivo riceverà l’importo calcolato sui propri contributi, con la sola garanzia di non percepire meno di quanto spettava con l’assegno di invalidità (al netto dell’integrazione).
In conclusione: un diritto esteso e nuove opportunità
L’estensione dell’integrazione al minimo per gli assegni ordinari di invalidità calcolati con il sistema contributivo rappresenta un importante traguardo di equità sociale, eliminando una disparità che penalizzava i lavoratori più giovani o chi aveva optato per il calcolo contributivo. Grazie alle istruzioni fornite dalla Circolare INPS n. 20 del 25 febbraio 2026, il quadro normativo è ora chiaro: la tutela del reddito minimo deve essere garantita a tutti i beneficiari di AOI, indipendentemente dal sistema di calcolo della pensione, purché vengano rispettati i limiti reddituali previsti dalla legge.
Ricorda che se il tuo assegno non è stato adeguato automaticamente a partire dal 1° agosto 2025, potrebbe essere necessario inviare una comunicazione aggiornata dei tuoi redditi tramite la domanda di ricostituzione.
Approfondimenti
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