ROMA – Inail, Enel e le segreterie nazionali dei sindacati Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil hanno sottoscritto oggi a Roma un protocollo d’intesa di durata triennale per la promozione della salute e della sicurezza sul lavoro nel settore energetico. L’intesa consolida e rinnova la positiva collaborazione avviata con il precedente accordo firmato nel novembre 2022 e si inserisce nel quadro delle politiche di prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. L’obiettivo è quello di rafforzare le azioni congiunte per gestire la trasformazione del mondo del lavoro determinata dalle transizioni digitale, ambientale e demografica e affrontare la complessità degli investimenti infrastrutturali, industriali ed energetici programmati nel Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr) e nel Piano nazionale complementare (Pnc), assicurando elevati standard di protezione a tutti i lavoratori coinvolti nelle attività finanziate. Il nuovo protocollo d’intesa punta ad ampliare e approfondire gli ambiti di intervento già avviati, con particolare attenzione alla ricerca e sperimentazione di soluzioni tecnologiche e modelli innovativi per garantire la sicurezza dei lavoratori, oltre che alla diffusione e condivisione di una cultura della sicurezza partecipata. I risultati delle iniziative previste saranno considerati anche nell’ottica della replicabilità degli interventi e del numero dei destinatari raggiunti, direttamente o indirettamente, nella filiera dell’energia.
D’Ascenzo: “Lavorando insieme si raggiungono ottimi risultati”. Per il presidente dell’Inail, Fabrizio D’Ascenzo, “la parola chiave di questo accordo è collaborazione. Coinvolgere una grande azienda come Enel, le organizzazioni sindacali e un istituto pubblico assicurativo è la rappresentazione plastica di un concetto che funziona: quando si lavora insieme si raggiungono ottimi risultati”. Il rinnovo del protocollo sottoscritto nel 2022, ha aggiunto, “conferma la solidità di un progetto che ha prodotto risultati concreti. Trovare un’impresa così importante, che ci ha seguito in questa attività e ha voluto rinnovare l’accordo, è per noi motivo di vera soddisfazione, potendo collaborare su temi specifici per individuare insieme soluzioni che vadano nella direzione della prevenzione”. D’Ascenzo ha sottolineato anche che “la prevenzione può funzionare solo se viene calata nei contesti specifici: non è un generico ‘stai attento’, ma una valutazione del passato, degli incidenti accaduti e anche dei mancati incidenti, i cosiddetti near miss”. A questo proposito, il presidente dell’Inail ha evidenziato l’importanza del decreto 159 del 2025, convertito in legge a fine dicembre, in cui “i near miss sono indicati come elemento essenziale per sviluppare strategie di prevenzione sempre più efficaci”.
Loy: “La formazione antidoto ai nuovi rischi”. Intervenendo nella tavola rotonda con i rappresentanti dei sindacati, Guglielmo Loy, presidente del Consiglio di indirizzo e vigilanza (Civ) dell’Istituto, ha posto l’accento sulla necessità che i protocolli siano “strumenti dinamici, in grado di plasmarsi su ciò che sta avvenendo nel nostro sistema economico”. In quest’ottica, “gli accordi con le grandi aziende del settore energetico e delle infrastrutture hanno un valore strategico, ma occorre prestare attenzione al fronte ancora aperto della filiera degli appalti e dei subappalti, dove la cultura della prevenzione e della sicurezza che caratterizza le grandi imprese fatica ancora a trasmettersi all’intero sistema degli affidamenti di servizi”. Dopo aver ricordato l’impegno del Civ per incrementare le risorse destinate alla prevenzione, nella convinzione che ridurre infortuni e malattie professionali richieda una piena integrazione tra l’attività istituzionale dell’Inail e la rete delle imprese, Loy ha richiamato “il ruolo decisivo della formazione come antidoto ai nuovi rischi introdotti dall’evoluzione del mercato del lavoro”, auspicando ulteriori incentivi capaci di spingere le aziende a rafforzare i percorsi formativi.
Dai caschi smart ai droni, i progetti avviati con l’intesa del 2022. A margine della firma del protocollo, sono stati presentati i risultati conseguiti nell’ambito dell’accordo del 2022, che ha generato progetti concreti su diversi fronti della salute e sicurezza. In particolare, sono stati testati con esito positivo dispositivi di protezione individuale di nuova generazione – caschi dotati di sensori di campo elettrico basati su principi di Industria 5.0 e intelligenza artificiale – per ridurre il rischio di elettrocuzione in prossimità di linee aeree in tensione ed è stata validata una procedura per l’impiego di sistemi a pilotaggio remoto nelle ispezioni visive di apparecchiature a pressione. Completano il quadro iniziative scalate a livello di sistema: le campagne di comunicazione del rischio e per la promozione della cultura della salute e sicurezza, che si sono tradotte nella pubblicazione di due opuscoli informativi sul rischio elettrico nel settore agricolo e in quello delle costruzioni, rivolti a lavoratori di comparti che possono trovarsi a operare in prossimità di infrastrutture elettriche, e la sperimentazione di strumenti integrativi per la valutazione e gestione del rischio stress lavoro correlato nel mutato contesto lavorativo/sociale post pandemico.
Fiori: “Quello che sperimentiamo deve diventare patrimonio del Paese”. A tirare le conclusioni è stato il direttore generale dell’Inail, Marcello Fiori, che ha inquadrato l’accordo in una cornice più ampia: “Siamo dentro a una trasformazione del mondo del lavoro paragonabile alla rivoluzione industriale – ha spiegato – in cui innovazione e prevenzione devono procedere insieme, governate da una visione etica prima ancora che tecnica”. Sull’intelligenza artificiale applicata alla sicurezza, Fiori è stato netto, insistendo sul fatto che “gli algoritmi devono essere concepiti e coordinati dall’uomo e per l’uomo, perché l’innovazione conta solo se produce condizioni di vita e di lavoro migliori”, mentre per la formazione “serve un cambio di passo deciso. Non ci accontentiamo della formazione fatta con le slide, soprattutto per le lavorazioni più pericolose. Servono percorsi esperienziali e immersivi con le nuove tecnologie e una formazione in lingua adeguata alla realtà dei cantieri”. Ribadendo il valore del modello di collaborazione con Enel, il direttore generale ha spiegato che “le grandi aziende sono un laboratorio da cui ricavare soluzioni replicabili nell’intera filiera produttiva. Dobbiamo fare in modo che quello che sperimentiamo insieme diventi patrimonio del Paese”. La prevenzione, ha concluso, “richiede prima di tutto la capacità di anticipare i fenomeni. Con una certezza: nessuno porta a casa il risultato da solo”.
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