(AGENPARL) – Roma, 26 Ottobre 2026 – Due richieste di accesso civico generalizzato, trasmesse il 26 ottobre 2026 e recapitate anche al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio. Al centro dell’inchiesta i contributi alle Federazioni Sportive Nazionali dal 2021 al settembre 2026, i costi del personale, gli incarichi dirigenziali, la formazione, gli straordinari e i rimborsi per vitto, alloggio e trasferte. Le ricevute PEC attestano la consegna delle richieste, non ancora l’esistenza di risposte o l’esito di controlli.
Come vengono utilizzati i contributi pubblici destinati alle Federazioni Sportive Nazionali? Quante risorse vengono impiegate per il personale dipendente, i dirigenti, gli straordinari, i corsi di formazione e le consulenze esterne? Quali verifiche vengono effettuate sulle spese di viaggio, vitto e alloggio sostenute per funzionari e dipendenti? E soprattutto: quali controlli sono stati concretamente svolti, da chi e con quali risultati?
Sono questi gli interrogativi al centro di una nuova iniziativa di trasparenza promossa da Agenparl, che nella mattinata di lunedì 26 ottobre 2026 ha trasmesso due distinte istanze di accesso civico generalizzato al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI) e a Sport e Salute S.p.A., inviandole per conoscenza anche alla Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo Sport.
Le richieste, firmate dal direttore responsabile Luigi Camilloni, riguardano il periodo compreso tra il 1° gennaio 2021 e il 30 settembre 2026 e sono finalizzate ad acquisire documenti ufficiali sulle risorse assegnate alle Federazioni Sportive Nazionali, sulla loro destinazione e sulle attività di verifica effettivamente esercitate dai soggetti istituzionali competenti.
Le ricevute di avvenuta consegna documentano che entrambe le istanze sono state recapitate alle rispettive caselle PEC istituzionali. Non attestano, invece, l’avvio di specifici controlli, la produzione dei documenti richiesti o l’esistenza di eventuali irregolarità.
La prima istanza, indirizzata al CONI, è stata accettata dal sistema di posta elettronica certificata alle ore 08:51:39 del 26 ottobre 2026.
Le successive ricevute attestano l’avvenuta consegna:
- Ore 08:51:40: Presidenza del Consiglio dei ministri – Dipartimento per lo Sport, destinatario per conoscenza.
- Ore 08:51:43: ufficio del CONI competente per gli affari legali.
- Ore 08:51:43: casella del CONI relativa al responsabile della trasparenza.
La seconda istanza, indirizzata a Sport e Salute S.p.A., è stata accettata alle ore 08:58:32.
Anche in questo caso risultano le consegne:
- Ore 08:58:32: Dipartimento per lo Sport, per conoscenza.
- Ore 08:58:38: Sport e Salute S.p.A., ufficio affari legali.
Le ricevute riportano identificativi univoci dei messaggi e costituiscono la documentazione tecnica dell’invio e del recapito nelle caselle destinatarie.
È necessario distinguere tre momenti: l’accettazione della PEC, l’avvenuta consegna e la risposta di merito. I primi due sono documentati dalle ricevute acquisite da Agenparl; il terzo richiederà un successivo riscontro degli enti interpellati.
Il primo nucleo dell’inchiesta riguarda la ricostruzione dei flussi finanziari destinati alle Federazioni Sportive Nazionali.
Agenparl chiede di acquisire i provvedimenti di assegnazione dei contributi ordinari e straordinari, i criteri di ripartizione, i capitoli di bilancio, gli eventuali vincoli di destinazione e le rendicontazioni.
L’obiettivo è poter distinguere, per ciascuna Federazione e per ciascuna annualità, tra risorse assegnate, somme effettivamente erogate, importi rendicontati, spese riconosciute come ammissibili ed eventuali somme recuperate.
Si tratta di una distinzione essenziale. Il contributo assegnato a una Federazione non coincide necessariamente con la somma spesa per una specifica attività, così come una spesa rendicontata non è automaticamente sinonimo di spesa già verificata e definitivamente riconosciuta.
L’indagine punta pertanto a ricostruire la documentazione contabile e amministrativa esistente, evitando di sovrapporre fasi differenti del finanziamento pubblico.
Un secondo capitolo riguarda il costo del lavoro nelle Federazioni.
Le istanze chiedono documenti relativi alle retribuzioni, agli oneri previdenziali, ai trattamenti accessori, ai premi, alle progressioni economiche e ai compensi del personale dirigente.
Particolare attenzione è dedicata al lavoro straordinario, con la richiesta di conoscere gli eventuali stanziamenti, le somme rendicontate, i criteri di autorizzazione e i controlli sulla corretta imputazione dei costi.
Sul versante della formazione, Agenparl domanda piani, programmi, costi, soggetti incaricati dell’erogazione e documentazione delle verifiche sull’effettivo svolgimento dei corsi.
L’interesse riguarda tanto la formazione specialistica e manageriale quanto quella obbligatoria, compresi gli interventi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
L’obiettivo non è soltanto sapere se siano state previste risorse per la formazione, ma verificare quali attività risultino documentate e quali controlli siano stati effettuati, nei limiti delle competenze e degli atti detenuti dai destinatari delle istanze.
Le richieste affrontano anche un tema organizzativo: i criteri di selezione e conferimento degli incarichi dirigenziali nelle Federazioni.
Agenparl domanda di acquisire gli eventuali regolamenti, le procedure di selezione, i requisiti professionali, i titoli formativi richiesti, i criteri di valutazione e gli atti pertinenti alla determinazione dei trattamenti economici.
La richiesta distingue gli incarichi dirigenziali di natura lavoristica dalle cariche federali elettive, che rispondono a presupposti e procedure differenti.
La finalità è verificare quali regole risultino applicabili, come siano documentate e se gli organismi interpellati abbiano svolto, nell’ambito delle rispettive attribuzioni, attività di controllo o supporto.
Un ulteriore fronte dell’inchiesta riguarda le risorse utilizzate per consulenze professionali, assistenza legale, servizi amministrativi e contabili, consulenze del lavoro, attività formative e incarichi affidati a società o altri soggetti privati.
Le istanze chiedono gli eventuali documenti relativi ai criteri di ammissibilità delle spese, alla congruità dei compensi, alla documentazione delle prestazioni e ai controlli effettuati.
La questione è verificare se, e in quale misura, le somme pubbliche rendicontate per tali attività siano state sottoposte a verifiche documentabili, senza presumere che ogni incarico esterno sia improprio o che tutte le relative spese siano soggette alle medesime procedure.
Tra gli aspetti più specifici delle nuove richieste figura quello delle spese di vitto, alloggio, viaggio e trasferta sostenute per dirigenti, funzionari, quadri e dipendenti residenti o domiciliati in regioni diverse da quella in cui si trova la sede ordinaria di lavoro.
Agenparl chiede di acquisire gli eventuali documenti relativi a pernottamenti alberghieri, appartamenti, canoni di locazione, contributi all’alloggio, viaggi ferroviari e aerei, taxi, noleggi, rimborsi chilometrici, carburante, pedaggi, parcheggi e indennità di trasferta.
L’approfondimento mira a chiarire una distinzione rilevante sul piano amministrativo e contabile: quella tra una trasferta effettivamente effettuata per ragioni di servizio e gli spostamenti abituali tra la residenza del dipendente e la sede ordinaria di lavoro.
Si chiede inoltre se esistano massimali di spesa, procedure di autorizzazione, verifiche sulle note spese, controlli sulla congruità dei costi e misure per evitare eventuali duplicazioni nei rimborsi.
La residenza in una regione diversa da quella della sede lavorativa non costituisce di per sé un’irregolarità. Allo stesso modo, il rimborso di spese di viaggio o alloggio può essere previsto da regole contrattuali, accordi o specifiche esigenze di servizio.
L’interrogativo giornalistico riguarda piuttosto la corretta qualificazione delle spese, la loro eventuale imputazione a risorse pubbliche, i criteri applicati e l’esistenza di controlli documentati.
Il punto centrale dell’iniziativa è la richiesta di documentazione sulle attività di vigilanza, monitoraggio, rendicontazione e verifica.
Agenparl chiede programmi di controllo, piani di audit, verbali, relazioni, richieste di chiarimento, contestazioni, provvedimenti di rettifica, eventuali recuperi di somme e verifiche successive.
L’indagine vuole distinguere i controlli astrattamente previsti da regolamenti e procedure da quelli concretamente svolti.
Per ciascuna Federazione e annualità vengono richiesti, laddove già esistenti e detenuti dagli enti interpellati, documenti dai quali ricavare il numero e l’oggetto delle verifiche, gli organismi incaricati, gli eventuali rilievi, gli importi contestati, le somme recuperate e le misure correttive adottate.
Questa impostazione consente di affrontare una domanda di interesse pubblico: quali strumenti di controllo sono stati effettivamente utilizzati per verificare la destinazione e la rendicontazione dei finanziamenti?
La richiesta non equivale ad affermare che tali controlli siano mancati. Soltanto l’esame degli atti e delle risposte istituzionali potrà consentire di ricostruirne portata ed esiti.
Le richieste sono state formulate separatamente perché CONI e Sport e Salute S.p.A. svolgono funzioni differenti nel sistema sportivo nazionale.
Al CONI vengono chiesti, tra l’altro, gli atti eventualmente detenuti nell’ambito delle proprie attribuzioni di riconoscimento e vigilanza sulle Federazioni, nonché la documentazione pertinente ai controlli istituzionali.
A Sport e Salute sono richiesti in particolare gli atti relativi ai contributi assegnati ed erogati, ai criteri di ripartizione, alle rendicontazioni, all’ammissibilità delle spese e ai controlli eventualmente effettuati nell’ambito delle proprie competenze.
La seconda istanza comprende anche la richiesta di documenti relativi al MaC, il Modello algoritmico Contributi, ove applicabile, e ai sistemi di verifica dei dati utilizzati per la ripartizione delle risorse.
Entrambe le comunicazioni sono state recapitate per conoscenza al Dipartimento per lo Sport della Presidenza del Consiglio dei ministri, per gli eventuali atti di competenza.
L’invio per conoscenza, tuttavia, non equivale automaticamente alla presentazione di una terza istanza autonoma di accesso agli atti detenuti dal Dipartimento.
Le istanze richiamano il D.Lgs. n. 33 del 2013, in particolare gli articoli 5 e 5-bis, relativi all’accesso civico generalizzato e ai suoi limiti.
Le richieste riguardano documenti già formati e detenuti dai destinatari e prevedono, ove necessario, l’oscuramento dei dati personali protetti.
La normativa prevede ordinariamente un termine di 30 giorni per la conclusione del procedimento, salve le disposizioni applicabili, comprese quelle relative all’eventuale coinvolgimento di controinteressati.
La ricezione delle istanze non anticipa il contenuto delle risposte e non consente, allo stato, di formulare valutazioni definitive sull’operato dei soggetti coinvolti.
Agenparl seguirà l’evoluzione dei procedimenti, dando conto dei documenti che saranno eventualmente resi disponibili, delle motivazioni di eventuali dinieghi o limitazioni e degli elementi verificabili che emergeranno.
L’iniziativa punta a costruire una ricostruzione documentale della gestione delle risorse destinate alle Federazioni Sportive Nazionali, con particolare attenzione ai costi del personale, alle decisioni organizzative e alle spese accessorie.
Sapere quanto viene assegnato è soltanto il primo passaggio. Per una verifica effettiva occorre conoscere anche quali somme vengono spese, per quali finalità, con quali giustificativi, secondo quali regole e con quali controlli.
Le ricevute PEC del 26 ottobre 2026 attestano che questa richiesta di trasparenza è stata formalmente trasmessa e consegnata.
Ora la verifica giornalistica si concentrerà sulle risposte e, soprattutto, sugli atti.

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