Una densa cappa di fumo sta coprendo i cieli di diverse metropoli americane.
Si tratta di una coltre tossica trasportata dai venti, derivante da circa 900 incendi boschivi che stanno devastando il Canada
Dalla nostra inviata
Una densa cappa di fumo sta coprendo i cieli di diverse metropoli americane.
Si tratta di una coltre tossica trasportata dai venti, derivante da circa 900 incendi boschivi che stanno devastando il Canada, di cui oltre 180 nella sola provincia dell’Ontario, a cui si uniscono i roghi attivi nel Minnesota settentrionale.
Allerta ambientale in atto
Il Servizio Meteorologico Nazionale statunitense ha esteso l’allerta ambientale a 19 Stati. Il fronte dell’aria insalubre spinge i suoi confini a sud fino alle Caroline e a Washington D.C., isolando in casa più di 109 milioni di americani.
I rilevamenti nelle città di Detroit, Toledo e Milwaukee hanno registrato picchi storici, con un Indice di Qualità dell’Aria (AQI) che ha sfondato la barriera critica di quota 500, entrando ufficialmente nella fascia di massimo pericolo per la salute umana.
Scenari d’emergenza emergono anche a Chicago (AQI a 361) e nella capitale (AQI a 247).
A New York la situazione è esasperata da una micidiale concomitanza: i fumi tossici hanno avvolto la città durante un’ondata di calore opprimente con temperature percepite superiori ai 37°C.
Mentre lo skyline di Manhattan scompare dietro la foschia, i pronto soccorso della costa est registrano già una forte impennata di accessi per insufficienze respiratorie acute.
Le istituzioni raccomandano la massima prudenza: barricarsi in casa e indossare mascherine protettive per le uscite indispensabili.
Quattro deputati repubblicani del Congresso statunitense in rappresentanza del Michigan hanno inviato mercoledì una dura lettera ufficiale al Primo Ministro canadese, Mark Carney, esigendo interventi immediati.
Presentando la missiva, i legislatori del Michigan hanno rivelato che questo è il terzo sollecito ufficiale inviato in tre anni per chiedere al Canada interventi preventivi contro i roghi boschivi.
Le accuse
I parlamentari hanno denunciato il mancato mantenimento delle promesse di Ottawa, a causa di una gestione forestale negligente prolungata nel tempo.
Secondo i firmatari, l’assenza cronica di strategie per l’ambiente sta permettendo il proliferare di incendi sempre più intensi, le cui colonne di fumo tossico scaricano inquinamento in tutto il Nord America, minacciando la salute del continente e devastando decine di comunità.
“C’è stato detto l’anno scorso che questa situazione sarebbe stata trattata con urgenza ma così non è stato” hanno scritto. “I leader canadesi hanno avuto anni per affrontare le cause alla base del peggioramento degli incendi, eppure le famiglie americane continuano a subirne le conseguenze”.
I legislatori hanno sottolineato che i polmoni americani stanno pagando il prezzo della non azione canadese e hanno esortato il relativo governo a considerare che la sovranità comporta delle responsabilità, come quella di prevenire disastri altamente prevedibili.
Nonostante la forte indignazione espressa dai deputati del Michigan, il governo federale USA adotta una linea diplomatica distensiva per preservare l’alleanza con Ottawa. L’ambasciatore statunitense in Canada ha minimizzato le polemiche sulla gestione degli incendi in Ontario, elogiando la cooperazione bilaterale tra i due Paesi.
In netto contrasto con i toni accesi del Parlamento, infatti, Pete Hoekstra ha scelto la via della cooperazione istituzionale: “Questa sfida non conosce confini. Si tratta di una lotta comune che richiede una risposta condivisa. Desidero lodare la straordinaria intesa tra gli Stati Uniti e il Canada mentre affrontiamo insieme questi incendi. I nostri due governi stanno monitorando e condividendo informazioni in tempo reale: un coordinamento che riflette il nostro legame”.
Ottawa non ha un’organizzazione nazionale per la gestione delle emergenze, lascia invece alle province il compito di gestirle; il governo federale ha solo la funzione di coordinare le attività.
Le buone intenzioni non bastano
Gli esperti antincendio e i funzionari pubblici in Canada chiedono da anni al governo di istituire un’autorità nazionale per combattere il fuoco data la ripetuta situazione di allerta, anche in inverno.
Serve una manutenzione boschiva sistematica: la mancata rimozione delle foglie secche e dei residui vegetali trasforma il sottobosco in una polveriera, lasciando il territorio vulnerabile a incendi accidentali, dolosi o innescati dall’accumulo di combustibile biologico.
Si spera quindi nel meteo per poter finalmente uscire di casa in condizioni di parziale normalità.
Rivedere le persone in strada con le mascherine porta a ricordi non troppo lontani legati alla pandemia da COVID-19.
Con 900 roghi ancora attivi nel Paese della foglia d’acero e la finale dei Mondiali alle porte, gli Stati Uniti hanno una nuova sfida da affrontare. E non si tratta solo di ripulire l’aria.
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Cinzia Rolli
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