paghi il ticket e parcheggi?



OSPEDALE CIVICO | LA DENUNCIA

Palermo 22 lulgio 2026 — Ticket d’ingresso, permanenza calcolata a tempo, auto rimossa, penale e pagamento anche all’uscita. La vicenda documentata di un cittadino apre interrogativi sull’organizzazione della viabilità interna dell’ARNAS Civico.

Entrare in un ospedale significa cercare cure, non affrontare un percorso a ostacoli.

È quanto racconta un cittadino che questa mattina si è recato all’ARNAS Civico “Di Cristina-Benfratelli” di Palermo per sottoporsi ad alcuni accertamenti sanitari. Una vicenda documentata da ticket d’ingresso, verbale di “penale”, ricevuta di pagamento e fotografie, che la nostra redazione ha potuto visionare e che solleva interrogativi ai quali sarebbe opportuno dare una risposta.

Il cittadino entra regolarmente nell’area ospedaliera. Alla sbarra automatica ritira il ticket, come avviene in qualsiasi parcheggio o area a pagamento. Il sistema registra l’orario di ingresso e calcola il tempo di permanenza.

È proprio questo il primo interrogativo.

Se il tempo viene calcolato e il cittadino è chiamato a pagare in funzione della permanenza, che cosa sta pagando realmente?

Un semplice pedaggio per accedere all’ospedale oppure un servizio che comprende anche la possibilità di sostare?

Perché, una volta superata la sbarra, il cittadino si trova all’interno di un’area ospedaliera composta da padiglioni, reparti e servizi, ma senza un parcheggio chiaramente individuabile dove lasciare il veicolo per il tempo necessario a una visita o a un esame diagnostico.

Naturalmente nessuno mette in discussione il divieto di occupare aree riservate ai mezzi di soccorso, alle ambulanze, ai posti per disabili o ad altre zone che devono rimanere sempre libere.

Ma un paziente che deve raggiungere un reparto, magari dopo un prelievo, una TAC, una visita specialistica o accompagnando un familiare anziano, dove dovrebbe parcheggiare?

Nel caso documentato, al termine degli esami, il cittadino torna nel punto in cui aveva lasciato l’automobile.

L’auto non c’è più.

È stata rimossa e trasferita all’interno dell’area ospedaliera.

Per riaverla è costretto a pagare una penale di 39 euro, così come riportato nel verbale consegnato dal gestore del servizio.

Non basta.

Per poter uscire dall’ospedale viene richiesto anche il pagamento del ticket d’ingresso, pari a 4,20 euro, calcolato sul tempo di permanenza.

In pratica il cittadino paga per entrare, paga la penale per riavere il proprio veicolo e paga nuovamente per uscire.

Penale, non multa

Un particolare merita attenzione.

Il documento consegnato non parla di “multa”, bensì di penale e richiama gli articoli 1336 e 1382 del Codice Civile.

L’articolo 1336 disciplina l’offerta al pubblico, mentre l’articolo 1382 riguarda la clausola penale, cioè la somma dovuta in caso di violazione degli obblighi previsti da un rapporto contrattuale.

Si tratta quindi, almeno formalmente, di una penale di natura contrattuale e non di una sanzione amministrativa prevista dal Codice della Strada.

Ed è proprio questo che rende ancora più importante chiarire quale sia il rapporto tra il ticket pagato all’ingresso e il servizio effettivamente reso agli utenti.

Code, caldo e disagi

Alla vicenda si aggiunge un ulteriore elemento.

Le fotografie raccolte dalla nostra redazione mostrano lunghe file di veicoli nelle operazioni di uscita dall’area ospedaliera, con utenti costretti ad attendere sotto il sole in una giornata in cui la temperatura a Palermo ha sfiorato i 42 gradi.

Per una persona in buona salute può rappresentare un semplice disagio.

Per un anziano, un paziente appena sottoposto a esami clinici, una persona fragile o un familiare che accompagna un malato, quei minuti possono trasformarsi in un ulteriore fattore di stress.

Un ospedale dovrebbe rappresentare il luogo della cura, non l’inizio di un’altra difficoltà.

Quanto vale economicamente questo sistema?

C’è poi un ulteriore interrogativo che merita trasparenza. Ogni rimozione comporta il pagamento di una penale di 39 euro, cui si aggiunge il ticket di accesso all’area ospedaliera. Se, come riferiscono numerosi utenti, episodi di questo tipo non sono sporadici, viene spontaneo chiedersi quale sia l’impatto economico complessivo del servizio. Quante rimozioni vengono effettuate ogni giorno? Quali sono gli introiti annuali derivanti dalle penali? E come vengono impiegate queste risorse? Non si tratta di mettere in discussione la legittimità del servizio, ma di chiedere la massima trasparenza su un sistema che coinvolge ogni giorno migliaia di cittadini e pazienti.

Le domande alla Direzione dell’ARNAS Civico

La questione non riguarda la necessità di rispettare le regole della circolazione interna, che appare doverosa e indispensabile.

Riguarda invece l’organizzazione complessiva del servizio.

Per questo la nostra redazione rivolge alcune domande alla Direzione Generale dell’ARNAS Civico e al soggetto gestore del servizio.

  • Qual è l’effettiva natura del ticket che viene pagato all’ingresso?
  • Se il pagamento è calcolato in base al tempo di permanenza, quale servizio viene garantito al cittadino?
  • Dove dovrebbe parcheggiare un paziente che deve raggiungere un reparto, nel rispetto dei divieti esistenti?
  • Quante rimozioni vengono effettuate mediamente ogni giorno?
  • Esistono aree di sosta sufficienti per gli utenti che accedono quotidianamente all’ospedale?
  • È possibile migliorare l’organizzazione dell’accesso e dell’uscita per ridurre i disagi, soprattutto nelle giornate di maggiore affluenza?

Sono domande che non nascono dalla volontà di alimentare polemiche.

Nascono dalla convinzione che un ospedale debba garantire non solo cure di qualità, ma anche servizi organizzati nel rispetto della dignità dei pazienti e dei loro familiari.

Perché chi entra in un ospedale dovrebbe preoccuparsi della propria salute, non di uscire e scoprire che la propria automobile è stata rimossa senza avere avuto la concreta possibilità di usufruire di un’area di sosta chiaramente destinata agli utenti.


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 Francesco Panasci

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