Campi rom, un blitz nazionale. Ancora a migliaia nelle tende


Cronaca

I numeri dell’operazione: 1.184 persone identificate, 194 veicoli controllati, 10 arresti, 17 denunce, 60 persone accompagnate in questura e 14 decreti di espulsione per cittadini irregolari

di Daniel Walker

I controlli della polizia nei campi rom di via Candoni, via Salviati e via Gordiani a Roma, a Casoria, nei quartieri di Poggiofranco e San Giorgio di Bari, a Bitonto e presso la tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria

Blitz nei campi rom e nelle tendopoli: 10 arresti e 14 espulsioni. Ma l’Italia fa ancora i conti con 18mila persone nei campi.

Campi rom, il blitz da Roma al Sud

Non un bollettino di routine, l’ennesimo spaccato su una questione strutturale che l’Italia trascina da decenni.

La maxi-operazione interforze della Polizia di Stato, condotta tra il Lazio, la Campania, la Puglia e la Calabria. Ha messo sotto setaccio alcuni dei principali insediamenti formali e informali del Paese, tracciando un bilancio pesante.

I numeri: 1.184 persone identificate, 194 veicoli controllati, 10 arresti, 17 denunce, 60 persone accompagnate in questura e 14 decreti di espulsione per cittadini irregolari.

Da un lato la cronaca registra retate, bonifiche e sequestri. Dall’altro i dati dell’Associazione 21 Luglio e dell’Unar, l’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali della Presidenza del Consiglio, restituiscono le dimensioni reali.

Uno scenario che coinvolge circa 18mila persone ancora residenti all’interno dei campi. Il riflesso di una popolazione totale di Rom e Sinti stimata tra i 120mila e i 180mila presenti in Italia, di cui oltre il 35% con cittadinanza italiana.

Roma: arresti a Candoni e Salviati e la piaga delle 3 tonnellate di rifiuti

Nella Capitale — la città italiana con la concentrazione più alta, dove vivono circa 3mila persone distribuite tra villaggi attrezzati ed ex baraccopoli — i controlli hanno passato al setaccio gli insediamenti storici di via Candoni, via Salviati e via Gordiani.

L’intervento ha portato all’arresto di 9 persone accusate a vario titolo di spaccio di stupefacenti, resistenza a pubblico ufficiale e violazione di misure cautelari, con il sequestro di 3.500 euro in contanti.

Con il supporto degli operatori dell’Ama si è proceduto alla bonifica e alla rimozione di oltre tre tonnellate di rifiuti derivanti dall’accattonaggio e all’abbattimento di decine di moduli abitativi abbandonati per evitarne il rioccupamento.

San Ferdinando: ruspe sulla tendopoli dei braccianti

In Calabria, il blitz ha colpito la storicamente fragile tendopoli di San Ferdinando a Reggio Calabria. E’ da anni rifugio di fortuna per centinaia di braccianti agricoli della piana di Gioia Tauro.

Dopo la perquisizione di 60 tende, il rinvenimento di decine di armi bianche e l’emissione di 12 espulsioni, l’area è stata rasa al suolo con le ruspe.

Gli occupanti regolari sono stati trasferiti in alloggi alternativi individuati dai Comuni della zona, mentre le forze dell’ordine e la Protezione Civile hanno completato la bonifica dell’area.

Napoli e Puglia: allacci abusivi e latitanti

A Casoria in provincia di Napoli un intervento con i tecnici Enel ha portato alla denuncia di 16 persone per furto di energia elettrica tramite allacci abusivi alla rete pubblica.

Durante la retata è stato inoltre arrestato un cittadino serbo latitante dal 2017 per furto aggravato.

Bari e Bitonto

Le perquisizioni nei quartieri Poggiofranco e San Giorgio hanno portato all’identificazione di 75 persone (27 con precedenti di polizia) e alla perquisizione di 19 veicoli.

La mappa del fenomeno in Italia: la realtà oltre gli sgomberi

I numeri ufficiali del monitoraggio nazionale evidenziano quanto la politica dell’emergenza si scontri con una realtà demografica ben precisa

Sono 115-120 i campi formali. Realizzati o gestiti dai Comuni italiani, ospitano circa 11mila persone.

Sono 150 i campi informali. Baraccopoli, occupazioni e tendopoli abusive ospitano altre 6mila/7mila persone.

Oltre il 55% della popolazione che risiede nei campi è composta da minori d’età.

A fronte di centinaia di milioni di euro spesi negli ultimi due decenni per la gestione dell’emergenza e la sorveglianza dei campi, l’Italia rimane sotto la lente della Commissione Europea.

L’Ue sollecita da tempo il definitivo superamento degli insediamenti mono-etnici a favore di politiche di social housing, interventi sull’edilizia residenziale pubblica e percorsi di reale inclusione abitativa. Finora, una questione irrisolta.


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