Crisi migranti a Ceuta: l’Italia sospende Schengen con la Spagna per un mese



L’Italia sospende per un mese il regime di libera circolazione previsto dall’accordo di Schengen nei confronti della Spagna. La misura, disposta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, prevede controlli di frontiera “mirati e selettivi” nei porti e negli aeroporti italiani sui cittadini di Paesi extraeuropei provenienti dalla penisola iberica.

La decisione arriva dopo la crisi migratoria scoppiata a Ceuta, l’enclave spagnola in territorio marocchino, dove migliaia di persone hanno tentato di entrare nelle ultime ore. Secondo il governo italiano, il provvedimento è finalizzato a “tutelare la sicurezza nazionale e prevenire possibili ripercussioni” sul territorio.

I controlli resteranno in vigore per un mese e, secondo quanto assicurato dal Viminale, non comporteranno nuovi adempimenti per i cittadini spagnoli o degli altri Paesi dell’Unione europea diretti in Italia. Non sono previste modifiche nemmeno per chi viaggia dall’Italia verso la Spagna.

Controlli durante l’estate

La sospensione entrerà in vigore in coincidenza con il primo fine settimana di agosto, tradizionalmente caratterizzato da un intenso flusso di partenze. Il governo ha precisato che la misura sarà applicata cercando di limitare le conseguenze sul turismo estivo.

“Il provvedimento sarà mantenuto in vigore solo per il tempo necessario, con particolare attenzione a limitare qualsiasi impatto sui flussi turistici”, ha dichiarato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

A Palazzo Chigi si teme che la crisi di Ceuta possa favorire l’apertura di nuove rotte migratorie verso l’Italia. L’esecutivo sta inoltre valutando le modalità con cui la Spagna sta gestendo i rimpatri e le possibili cause della mobilitazione registrata al confine tra Marocco e territorio spagnolo.

Il bilancio a Ceuta

Intanto si aggrava il bilancio delle vittime tra le persone che hanno tentato di raggiungere a nuoto le coste di Ceuta. Secondo fonti della Delegazione del Governo della città autonoma, sono almeno 67 i corpi recuperati dalle squadre di soccorso, dalla Guardia Civile e dal servizio di salvataggio marittimo spagnolo.

Alle vittime delle ultime ore si aggiungono le circa 30 persone morte dall’inizio dell’anno durante i tentativi di attraversamento. Il numero complessivo dei migranti deceduti negli ultimi sette mesi nel tentativo di entrare nell’enclave sale così ad almeno 97.

Delle circa 50mila persone entrate a Ceuta in poco più di 24 ore, la quasi totalità sarebbe rientrata in territorio marocchino. Nella notte si sono registrati anche momenti di tensione nell’area, con un migrante rimasto ferito durante una rissa e un tentativo di assalto da parte di alcune persone accampate all’esterno.

Lo scontro con Madrid

La decisione italiana ha aperto una crisi diplomatica con il governo spagnolo. Il primo ministro Pedro Sánchez ha criticato la scelta dell’esecutivo guidato da Meloni, richiamando il rispetto dei Trattati europei e i dati relativi agli ingressi irregolari nell’Unione.

“La solidarietà e l’empatia sono facoltative. Il rispetto dei Trattati europei e dei dati non lo è”, ha scritto Sánchez sui social.

Il premier spagnolo ha citato i dati di Frontex relativi al periodo compreso tra il 2021 e il 2026: 478.600 ingressi irregolari sarebbero stati registrati attraverso l’Italia, 340.600 lungo la rotta dei Balcani occidentali, 259.800 attraverso la Grecia e 234.760 lungo la rotta spagnola.

“Non è il momento di dividerci. È il momento di continuare a costruire un’Unione europea forte e unita”, ha aggiunto Sánchez, che aveva definito l’ondata migratoria a Ceuta come un attacco alla Spagna.

Bruxelles chiede chiarimenti

Anche la Commissione europea ha accolto con freddezza la decisione italiana. Bruxelles ha definito “inaccettabile” la situazione a Ceuta, ricordando però che l’enclave, così come Melilla, rappresenta una frontiera esterna dell’Unione europea ed è già sottoposta ai controlli previsti.

Un portavoce della Commissione ha chiesto a Roma di chiarire in che modo la crisi di Ceuta possa rappresentare una minaccia diretta per la sicurezza italiana, sottolineando che al momento non risulterebbero flussi migratori provenienti dall’enclave verso il territorio nazionale.

La presidenza di turno irlandese dell’Unione europea sarebbe pronta a convocare una riunione del meccanismo integrato di risposta alle crisi politiche. Il Coreper dovrebbe inoltre esaminare gli sviluppi della situazione nei prossimi giorni.

I contatti internazionali

Meloni ha avviato una serie di contatti con altri leader europei. Tra questi la premier danese Mette Frederiksen, che condivide la linea di un rafforzamento delle misure nei confronti della Spagna, e il presidente francese Emmanuel Macron, che ha invece espresso solidarietà a Sánchez.

La presidente del Consiglio ha ribadito l’importanza della dimensione esterna nella gestione dei flussi migratori, richiamando anche l’esperienza del memorandum tra Unione europea e Tunisia.

L’Italia, ha aggiunto Meloni, è pronta a sostenere “ogni iniziativa europea di supporto alle istituzioni spagnole necessaria per ristabilire il pieno controllo delle frontiere esterne dell’Unione”.

Maggioranza a favore

La scelta del governo è stata difesa dai principali esponenti della maggioranza. Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha definito la sospensione “una scelta necessaria”, mentre il vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini ha rivendicato la decisione affermando che “passa la linea della Lega”.

La misura rappresenta un nuovo intervento sui controlli alle frontiere dopo la sospensione introdotta dall’Italia nei confronti della Slovenia per contrastare gli arrivi lungo la rotta balcanica. In quel caso il provvedimento, inizialmente previsto per dieci giorni, venne successivamente prorogato.

Le critiche delle opposizioni

Le opposizioni hanno contestato duramente la decisione dell’esecutivo, accusandolo di utilizzare la crisi di Ceuta per finalità politiche.

La segretaria del Partito democratico Elly Schlein ha sostenuto che il governo “ha abbandonato l’Italia e gli italiani” e che sarebbe ormai “ostaggio della demagogia”.

Il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte ha parlato di “operazioni di sciacallaggio”, mentre Riccardo Magi di +Europa ha giudicato priva di senso la sospensione di Schengen, ricordando che Ceuta si trova in Africa ed è già soggetta a uno specifico regime di controllo.

Alleanza Verdi e Sinistra ha accusato il governo di alimentare paura e di cercare un nuovo bersaglio politico attraverso la gestione della crisi migratoria




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 Alessandro Balconi

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