Enzo Tortora, la giornata divide: Pd, M5s e Avs astenuti


Giustizia

L’approvazione della Giornata Enzo Tortora alla Camera, il garantismo del Centrodestra e l’imbarazzante astensione della Sinistra a Montecitorio

di Anna Tortora

Enzo Tortora in una immagine di archivio. ©ANSA

Il riconoscimento istituzionale della “Giornata nazionale in memoria delle vittime degli errori giudiziari”, fissata per il 17 giugno in corrispondenza del traumatico arresto di Enzo Tortora nel 1983, rappresenta un punto di svolta ideale nel lungo e travagliato percorso di affermazione della cultura garantista nell’ordinamento italiano. L’approvazione del testo alla Camera dei Deputati e il suo successivo approdo al Senato costituiscono un atto di doverosa riparazione simbolica verso una figura che ha pagato con la vita le falle del sistema inquirente. Tuttavia, il dibattito d’aula rivela una frattura ideologica e culturale profonda, la cui portata travalica la singola fattispecie legislativa per toccare le fondamenta stesse del rapporto tra potere politico e potere giudiziario.

Il caso Tortora e i due modelli di giustizia

L’esito della votazione a Montecitorio – 138 voti favorevoli compatti del centrodestra unitamente alle forze liberal-democratiche, a fronte di 93 astensioni concentrate nel blocco formato da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra – formalizza la coesistenza di due modelli antitetici di cultura del diritto nel panorama contemporaneo. Da un lato, il modello garantista e liberale concepisce la tutela delle garanzie individuali e la presunzione di innocenza come pilastri inalienabili della sovranità costituzionale; in quest’ottica, la memoria del caso Tortora si erge a monito perenne contro i rischi della deroga giustizialista e della spettacolarizzazione del processo penale. Dall’altro lato, assistiamo alle consuete e paradossali acrobazie della Sinistra: un groviglio ideologico che subordina la rievocazione critica dell’errore giudiziario al timore reverenziale di delegittimare l’ordine giudiziario, interpretando perfino l’istituzione di una giornata della memoria come una sgradita ingerenza o una provocazione verso le toghe.

Gaia Tortora e Caiazza: la reazione alle astensioni

Questa paralisi etica e l’evidente spaccatura d’aula non sono passate inosservate, scatenando la reazione immediata della famiglia del conduttore e dei rappresentanti dell’avvocatura tecnica. Particolarmente tagliente e priva di infingimenti la presa di posizione di Gaia Tortora, che ha affidato ai social un giudizio privo di mediazioni sintattiche: «Pd, M5s e Avs astenuti alla Camera su giornata vittime errori giudiziari. Fate pena. Siete incommentabili».

A fare da eco al suo netto sconcerto si aggiunge la disamina dell’avvocato Giandomenico Caiazza, che nel salutare il provvedimento ha evidenziato la sottomissione culturale delle opposizioni: «Onore al Parlamento italiano che istituisce, intestandola a Enzo Tortora, la giornata nazionale dedicata alle vittime degli errori giudiziari. Penso con emozione a quanto Enzo ne sarebbe orgoglioso. E guardo con sconcerto ai Don Abbondio nostrani che si sono astenuti. Ma sappiate che questa è solo una delle molte cambiali che PD, AVS e 5 Stelle sanno di dover pagare alla leadership politica di ANM per la vittoria del NO».

La parabola dei “Don Abbondio” progressisti riflette una contraddizione ormai sistemica: la sinistra, incapace di emanciparsi dal proprio cordone ombelicale con la magistratura associata, preferisce rifugiarsi nel comodo cono d’ombra dell’astensione pur di non incrinare la propria fedeltà d’area.

La resa dei conti culturale: oltre le cambiali politiche della Sinistra

In conclusione, il provvedimento votato alla Camera va oltre la mera istituzione di un solenne momento di riflessione civile, imponendo una verifica rigorosa sulla maturità garantista delle forze politiche. La trasformazione del 17 giugno in patrimonio condiviso della Repubblica esige il definitivo superamento delle rendite di posizione e il coraggio ideologico di riconoscere che la difesa dell’individuo di fronte allo Strapotere dello Stato rappresenta il presupposto inderogabile di ogni autentica democrazia di diritto.

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