allarme bomba a Palazzo Madama, intervista al prof. Luigi Ciaurro (6.08.2026)


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Radio Radicale siamo col professor Luigi Ciaurro per per perché oggi è l’anniversario di un fatto, diciamo.
Minimo a livello di di cronaca, ma che insomma, è capitato in un momento molto turbolento del nostro Paese, il 6 agosto 1976 venerdì 6 agosto 1976. Nel pomeriggio si svolgeva a Palazzo Madama il dibattito per la formazione del governo Andreotti, il dibattito per la fiducia,
Un dibattito che si annunciava complesso perché Andreotti doveva presentarsi
In un modo strano, senza insomma, doveva presentarsi con un governo di minoranza monocolore, la situazione inedita per per il nostro Paese, e accadde venerdì sera 6 agosto 1976, al punto che il presidente Fanfani fu costretto a interrompere la seduta. Allora professore, ci soffermiamo su un fatto minimo, ma che cadeva proprio 50 anni fa buongiorno a lei e agli ascoltatori di radio radicale, esattamente cinquant’anni fa, come lei ha ricordato,
è avvenuto un episodio particolare. La storia delle istituzioni parlamentari a volte rende i significativi episodi che magari nell’immediato, potrebbero appalti apparire del tutto irrisori, ma andiamo con ordine, siamo all’inizio della settima legislatura, quella per intenderci 1976 1979 si sono svolte le elezioni. La Democrazia cristiana ha ottenuto circa il 38 e mezzo per 100, però vi è stata una grande avanzata del Partito comunista, che addirittura del dunque il suo record storico 34,5% sono anni particolari
Post contestazione. Sono anni gli anni di piombo. Questo non lo dobbiamo dimenticare. Di quella legislatura è stata caratterizzata nella sostanza dai governi, presieduti da Giulio Andreotti, cosiddetto governo Andreotti. Terzo, e il governo Andreotti quarto, che sono rimasti nella storia del nostro Paese, come i governi della solidarietà nazionale e del compromesso storico e in particolare il governo che doveva nascere il una prima votazione.
Del 6 agosto 1976 sarà il governo della non sfiducia per un particolare meccanismo di comportamento dei partiti politici
Cosa succede e lei lo ha ricordato alle ore 18 è convocato il Senato della Repubblica perché è la prima assemblea che deve conferire alla fiducia al governo Andreotti terzo
Intorno, poco prima delle 21, giunge alla segreteria del Gruppo del Partito comunista, forse non a caso, perché si accingeva ad astenersi per la prima volta nei confronti di un governo della Repubblica, aggiunge alla segreteria del Gruppo comunista una telefonata in cui si annuncia che è stata collocata una bomba esplosiva a Palazzo Madama, la stessa comunicazione perviene i principali quotidiani nazionali, quindi Paese Sera, ad esempio ai stasera. Ad esempio, ma non solo, quindi, c’è una certa apprensione. Nessuno crede che sia veritiero questo questo comunicato, tuttavia, alle ore 21, il presidente Fanfani
Usando una sorta di poli Toto dice, per consentire l’opportunità di certi controlli, ritengo opportuno sospendere la seduta e Campari non dice nello stenografico tra quello che è riportato nelle nostre demografico, ci hanno avvisato che c’è una bomba assolutamente no, per non
è come posso dire, sollecitare allarmismi. Una formula del tutto generica tra l’altro parla per due volte di opportunità e nemmeno di necessità,
Le cronache giornalistiche raccontano in realtà i senatori ci credono poco in quell’oretta, nessuno esce da palazzo Madama, è più che altro viene affollata la la buvette. La seduta viene sospesa quasi ignora, che non è poco dalle ore 21 alle 21:50 e poi riprende con le dichiarazioni di voto del senatore Bufalini. A proposito del del Partito Comunista. C’è anche un secondo secondo lei
Qualcuno che io stavo ascoltando la radio, sapendo come si sarebbero svolti gli interventi, voleva dare un segnale al Parlamento prima che parlasse un senatore comunista cover dire attenti a quello che falde si sono messi, cioè non era il classico buontempone che vuol fare, lo scherzo, secondo me non era affatto casuale, era una un avvertimento.
Messi magari era del tutto
Come hanno dimostrato i controlli del tutto falso, che ci fosse un ordigno, ma voleva essere una comunicazione, forse vedremo poi che non del tutto casuale, dopodiché si svolge la votazione per appello nominale per il conferimento della fiducia. Evidentemente era di venerdì. Le cose dovevano andare storta da quello che racconta un cronista parlamentare importante di quell’epoca del Corriere della Sera. Rosario Manfellotto. C’è un secondo incidente, si perde circa una trentina di minuti perché i segretari hanno riportato punteggi diversi nella chiama dei senatori il Corriere della Sera dice deve intervenire lo stesso segretario generale Gaetano Gifuni, all’epoca giovanissimo, nominato da appena un anno
E si deve mettere lui stesso a fare i conti con la calcolatrice. Alla fine escono fuori,
Che ci sono stati 222 votanti, 137 voti favorevoli, 19 voti contrari e 36 astenuti, però l’episodio non finisce lì perché dal lunedì al mercoledì successivi.
La Camera doveva conferire la fiducia da parte sua, seconda assemblea chiamata ai sensi dell’articolo 94 della Costituzione, a dare la fiducia all’esecutivo, e anche lì dai giornali emerge che furono fatti dei controlli particolarmente severi agli ingressi di Palazzo Montecitorio proprio per eventuali per scongiurare eventuali minacce di questo genere. Però attenzione perché dicevo
E la storia delle istituzioni parlamentari e sempre più complessa,
Dagli episodi magari sembrerebbero semplice aneddoti, perché in realtà, se andiamo a vedere il 16 marzo 1978, quando doveva essere conferito dalla prima assemblea.
Credo alla Camera dei Deputati la fiducia al governo Andreotti.
Il quarto e addirittura proseguiva nella direzione del precedente esecutivo e a quel punto il Partito Comunista avrebbe dato il voto favorevole all’esecutivo, ecco, guarda caso, come tutti sanno, è la data in cui avvenne il, l’eccidio di via Fani e il rapimento,
Di Aldo Moro, quindi possiamo dire sempre era un monito sì,
Ed è forse era un non non era forse una scelta dovuta solo a meccanismi logistico militari delle Brigate rosse, anche se così è stato detto e cioè volendo fare una riflessione col col senno di poi guarda caso
Il primo governo con l’astensione del comunismo del Partito comunista, si deve esprimere il Senato,
Viene fatto un comunicato certamente non rassicurante, secondo governo di quella stagione ancora più maturo sotto il profilo del compromesso storico. Il governo Andreotti quater addirittura avvengono questi fatti relativi all’onorevole Aldo Moro che tutti che tutti conosciamo poi forse può sembrare esagerata la una preoccupazione e una ricostruzione e viste con gli occhi di oggi, ma attenzione, nel 1976 eravamo nel pieno dei cosiddetti anni di piombo,
Ci sono altre due cose, allora dunque noi adesso ci troviamo qui di fronte al Senato, qui, tra l’altro, su corso Rinascimento, quel giorno ci fu un black out elettrico, c’è la cosa spaventò tutti al punto che ci fu un black out elettrico Corso Rinascimento rimase al buio e qua davanti c’erano i pulmini della Rai che con i riflettori riuscire ai gruppi elettrogeni RAI riuscirono a illuminare tutto quanto e poi c’era un altro episodio che,
è stato anche raccontato che è quello del fatto che, se si fossero astenuti tutti quelli dell’opposizione, sarebbe mancato il numero legale,
Se non avessero partecipato al voto, tutti quelli dell’opposizione e anziché andare astenersi sarebbe mancato il numero legale, sicuramente sì, e quindi dovevano stare là dentro senza votare.
No dovevano sta Harden dentro e votare astenuti, ah ok, anziché uscire dall’aula ho capito ho capito se fossero usciti dall’Aula avrebbero sì agevolato
Il raggiungimento della maggioranza perché non ci sarebbero stati gli astenuti che all’epoca al secondo il regolamento del Senato valevano ai fini numerici come i i contrari, ma se fossero usciti tutti dall’aula non ci sarebbe stato il numero legale. Possiamo dire, col senno di poi che Fanfani è stato che poi, tra l’altro, voleva anche sarebbe stato pure disponibile a fare una trattativa per
Moro che diciamo è stato molto, come si può dire molto, ha avuto sangue freddo nell’affrontare la questione, al punto che per i senatori l’effetto è stato quello di prendere d’assalto alla buvette del Senato, secondo me Fanfani e dimostra la la responsabilità anche di una certa classe dirigente.
Anziché cercare di cavalcare la paura e farsi pubblicità. Dicendo attacco al Senato rilasciare il giorno dopo roboanti dichiarazioni probabilmente era riuscito a sapere che al 90% era una comunicazione il cui nome
Non seguivano vedevano dei fatti, ha mantenuto il sangue freddo, ha rassicurato e ha detto ai senatori tranquilli tutto a posto, andate pure alla buvette, però va apprezzato che non cercò di cavalcare a scopo di visibilità personale un episodio di questo genere, pur destituito di fondamento fattuale,
Bene, io non so veramente come come ringraziarla per l’entusiasmo col quale Beach ha raccontato questa questo fatto minimo del 6 agosto 1976, ovvero l’allarme bomba a Palazzo Madama, che purtroppo fu anche una premonizione per un’altra fiducia, la fiducia del governo successivo che ebbe i risvolti che noi tutti ricordiamo nel rapimento di Aldo Moro. Certo io infatti Consigliere insieme questi questi due episodi
Grazie per l’attenzione a lei e agli ascoltatori di radio radicale grazie al professor Luigi Ciaurro.


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