Bagarre a Nerviano intorno al progetto per il bando regionale per i Distretti del Commercio



«Mancanza di coordinamento preventivo, anomalie procedurali nell’adozione degli atti e un deficit evidente nella reale rappresentanza del territorio». Pioggia di critiche dalla Lega per la proposta progettuale allegata all’accordo di partenariato per l’adesione al progetto con cui Nerviano partecipa al bando regionale per i Distretti del Commercio, con la sezione cittadina del partito che vuole «fare chiarezza su dinamiche amministrative che rischiano di compromettere l’efficacia di uno strumento strategico per l’economia locale».

La Lega: “Cortocircuito istituzionale”

«Siamo riusciti a ricostruire l’intero iter analizzando attentamente i documenti ufficiali dell’albo pretorio e, soprattutto, i passaggi del Registro Protocollo dell’ente, solo grazie alla costante attenzione e al lavoro ispettivo dei nostri consiglieri comunali – sottolineano dal Carroccio -. Se non ci fossimo mossi tempestivamente per verificare ogni singolo atto, tutta questa vicenda sarebbe passata in assoluto silenzio, privando i cittadini e i commercianti della dovuta trasparenza, così come purtroppo è già accaduto per diverse altre decisioni di questa amministrazione».

«Riteniamo gravissima l’incongruenza emersa dagli atti ufficiali: l’amministrazione comunale ha approvato lo schema di partenariato inserendo formali impegni e progettualità a carico dell’associazione Facciamo Quadrato, ovvero la realtà che più rappresenta i commercianti a livello locale di Nerviano, senza che vi fosse stata alcuna preventiva condivisione, intesa o firma da parte del direttivo della stessa. Si tratta di un cortocircuito istituzionale senza precedenti: inserire d’ufficio in un atto pubblico una realtà del territorio, presumendone l’adesione, rappresenta un vizio di metodo inaccettabile. Questa totale assenza di concertazione ha costretto l’associazione di riferimento del commercio nervianese a formalizzare il proprio netto dissenso tramite una PEC confluita nel Registro Protocollo il 22 luglio, dichiarando la propria totale estraneità ai contenuti deliberati dalla giunta».

La Lega parla di «atti adottati unilateralmente e correzioni d’urgenza», «mancanza di una reale rappresentanza di settore», e «carenza di rappresentatività diretta sul campo». «La necessità di rientrare nei tempi utili per la partecipazione al bando regionale, in scadenza il 31 luglio, ha spinto la giunta a deliberare in tempi strettissimi – è la critica del Carroccio -. Solo dopo aver ricevuto il formale diniego e la protesta di Facciamo Quadrato la giunta è dovuta correre d’urgenza ai ripari lo stesso 22 luglio, modificando la delibera per stralciare la presenza della sigla locale e rimodulare il partenariato».

«Per colmare il vuoto lasciato dal diniego dell’associazione locale dei commercianti, il partenariato è rimasto con le restanti quattro associazioni, già presenti nell’accordo, attive nei settori dell’assistenza disabili, della socializzazione anziani, delle tradizioni locali e della cultura – aggiungono dalla Lega -. Ci teniamo a precisare che, con tutto il dovuto rispetto per il valore sociale e l’eccellente operato di queste realtà sul territorio, nessuna di esse ha una natura sindacale o commerciale. Il paradosso è evidente: l’accordo di collaborazione per il progetto di piazza Italia nasce senza la presenza partner della realtà associativa che più rappresenta sul campo e da vicino gli interessi della categoria dei negozianti locali».

«Sebbene la normativa individui in Confcommercio il partner istituzionale obbligatorio per la governance del DUC, poniamo l’accento su un evidente limite politico – rincarano la dose dal Carroccio -: l’adesione formale di una sigla provinciale non può sostituire il coinvolgimento attivo dei negozianti che operano quotidianamente a Nerviano. Escludendo l’unica realtà associativa locale di categoria che era radicata sul territorio, si priva il distretto della sua reale efficacia sul campo».

«Alla luce di queste macroscopiche incongruenze, esigiamo la massima trasparenza da parte dell’esecutivo – concludono dalla Lega -. Un progetto strategico come il DUC non può essere pianificato escludendo o, peggio, inserendo forzatamente e sulla carta l’associazione che più rappresenta i commercianti a livello locale, al solo scopo di rincorrere una scadenza sul calendario. Per queste ragioni chiediamo risposte precise in consiglio comunale: la giunta ha il dovere di chiarire le ragioni di questo cortocircuito istituzionale e spiegare come intenda sanare le criticità gestionali emerse, per evitare che il DUC si riduca a una mera sigla burocratica priva di alcuna efficacia reale sul territorio.

La sindaca: “Nessun mistero da svelare”

Critiche ancora una volta fermamente respinte al mittente dalla sindaca Daniela Colombo. «Ancora una volta la Lega sceglie di passare alle conclusioni prima ancora di fermarsi a comprendere i fatti – ribatte la prima cittadina -. Succede spesso: si parte da un presupposto sbagliato, si costruisce una narrazione farlocca e poi si presenta il tutto come una “scoperta”, ma la realtà amministrativa è decisamente meno romanzesca. Partiamo dall’accusa principale: quella secondo cui il Comune avrebbe inserito “suo malgrado” l’associazione Facciamo Quadrato all’interno del partenariato del DUC. Facciamo Quadrato ha partecipato agli incontri preparatori del progetto, ha preso parte al confronto con le altre associazioni coinvolte e ha contribuito alla fase di costruzione delle proposte e delle ipotesi di budget. Questo è ciò che è avvenuto e solo in una fase successiva l’associazione ha comunicato di non voler sottoscrivere l’accordo di partenariato, precisando che le ragioni del diniego erano legate alla presenza, all’interno della documentazione progettuale, di scelte che riteneva di carattere politico non compatibili con il proprio ruolo associativo».

«Una scelta assolutamente legittima, che l’amministrazione ha rispettato senza alcuna polemica, proseguendo con gli altri soggetti interessati – aggiunge Colombo -. Quello che però appare curioso è che si voglia trasformare una normale divergenza di valutazione su una parte del progetto in una presunta irregolarità amministrativa. Naturalmente non è così. La bozza di accordo di partenariato – non a caso si chiama bozza – e i relativi allegati devono essere approvati dagli organi competenti prima della sottoscrizione definitiva da parte dei partner e dell’invio della candidatura a Regione Lombardia. È esattamente la procedura prevista per la partecipazione al bando. Non una scorciatoia, non un espediente, semplicemente l’iter amministrativo ordinario adottato con tutte le associazioni coinvolte. Quello che si presenta come una “clamorosa scoperta” è ciò che rappresenta il normale funzionamento della macchina amministrativa».

«Dalla Lega il DUC viene sostanzialmente ridotto alla sola riqualificazione di Piazza Italia – prosegue ancora la sindaca -. È la solita lettura parziale e pretestuosa che ignora completamente il contenuto della proposta progettuale. Il progetto “Nerviano Culture & Taste District – Saperi contemporanei e sapori dal mondo” non è un progetto che parla soltanto di una piazza. È un programma articolato, di 37 pagine, che prevede azioni per il rilancio del commercio locale, contributi alle imprese per 100mila euro, interventi contro la desertificazione commerciale, percorsi di formazione su digitale e intelligenza artificiale, iniziative per il riuso dei negozi sfitti, eventi di valorizzazione del territorio, attività di marketing territoriale, percorsi dedicati alla sicurezza partecipata e servizi comuni rivolti agli operatori economici. In altre parole: si discute di commercio, innovazione, attrattività e sostegno alle attività economiche. È quindi quantomeno singolare che chi dichiara di voler difendere i commercianti concentri tutta la propria attenzione esclusivamente sul dissenso relativo a un intervento urbanistico, ignorando completamente le numerose misure previste proprio a favore delle imprese».

«Altrettanto singolare è l’affermazione secondo cui il commercio sarebbe rimasto “senza rappresentanza” – continua Colombo -. Il partner istituzionale previsto obbligatoriamente dal bando regionale è Confcommercio Milano, Lodi, Monza e Brianza che è solidamente integrato nell’accordo di partenariato. Naturalmente l’amministrazione avrebbe accolto con favore anche la partnership con Facciamo Quadrato, associazione radicata sul territorio e interlocutore importante, che potrà comunque partecipare ad eventi ad hoc inseriti nella progettazione. Va comunque sottolineato che realtà come Abilmente, il Gruppo di Volontariato Vincenziano, il Centro di Cultura Popolare Don Milani e Giraunavolta non sono state coinvolte per “sostituire” qualcuno. Hanno partecipato all’iter sin dal primo incontro perché il DUC 2026, per espressa impostazione regionale, non riguarda soltanto il commercio ma anche inclusione sociale, attività culturali, qualità dello spazio pubblico, partecipazione e attrattività del territorio».

«Non c’è alcun “cortocircuito istituzionale” e nessun mistero da svelare – conclude la prima cittadina -. C’è semplicemente un’associazione che, dopo aver partecipato al percorso di costruzione del progetto, ha scelto liberamente di non sottoscrivere l’accordo finale per motivi propri. C’è un’amministrazione che ha preso atto di quella decisione e ha adeguato gli atti conseguentemente. E c’è una candidatura a un importante bando regionale che punta a portare a Nerviano investimenti, riqualificazione urbana, inclusione e sostegno concreto alle attività economiche. Il resto sembra nascere da una convinzione assai diffusa tra i soliti noti: quando i fatti non confermano la tesi, tanto peggio per i fatti. Ma ormai i cittadini di Nerviano conoscono bene il copione: prima il comunicato indignato, poi le spiegazioni dell’ente e infine la scoperta che le cose erano molto più semplici di come qualcuno le ha raccontate. A volte basterebbe un pizzico di pazienza anche perché, come insegna ogni buon commerciante, prima di fare il conto conviene sempre verificare cosa c’è davvero nel carrello».




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