Pontremoli, 7 agosto 2026 – Il presidente della Regione Eugenio Giani ha inaugurato oggi (7 agosto) la Casa della Comunità di Pontremoli, nel centro storico, in Via Mazzini. Era accompagnato, tra gli altri, dalla direttrice generale dell’Azienda USL Toscana nord ovest Maria Letizia Casani, dal presidente della SdS Lunigiana Roberto Valettini, dal direttore SdS Marco Formato, dal sindaco di Pontremoli Pietro Camillo Cocchi, dai consiglieri regionali Jacopo Ferri e Gianni Lorenzetti e da molti altri amministratori della zona, tra i quali la vice sindaca di Pontremoli Clara Cavellini, la vice sindaca di Filattiera Giuliana Filippi, il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, il vice sindaco di Aulla Roberto Cipriani, il sindaco di Mulazzo Claudio Novoa, insieme anche all’ex deputato Cosimo Maria Ferri.
Il finanziamento da quadro economico è pari a 2.350.000,00 euro (fondi Pnrr più altri regionali e aziendali).
Si è in pratica trasformato un edificio storico, “Palazzo Mazzini” a Pontremoli, in una sede socio-sanitaria territoriale. Sono per questo stati effettuati lavori di straordinaria manutenzione, restauro e risanamento conservativo. Le attività sono svolte su una porzione dell’edificio storico di Via Mazzini, la restante parte continua ad avere uso residenziale con abitazioni ERP. L’edificio è stato quindi adattato per ospitare una Casa della Comunità, distribuita su due piani (circa 1000 mq), integrando il distretto socio sanitario già esistente al piano terra.
“Si tratta – evidenzia il presidente Eugenio Giani – di un’opera importante: in questa sede i cittadini troveranno sempre una risposta grazie alla presenza dei medici e dei pediatri di famiglia, degli specialisti e di tutti gli altri servizi tipici delle strutture territoriali”.
“Questa – ha proseguito – è una delle settanta case di comunità finanziate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza e che sono state tutte quante realizzate nei tempi previsti. L’intervento di Pontremoli ha visto un investimento di quasi 2,5 milioni di euro, che ha compreso la ristrutturazione dei locali esistenti e la realizzazione ex-novo degli spazi ai due piani superiori. La nuova struttura rappresenterà un presidio sanitario strategico non solo per Pontremoli, ma per l’intera Alta Lunigiana, integrandosi con le altre realtà locali. E’ quindi un ulteriore, concreto tassello nel rafforzamento della sanità pubblica territoriale”.
“Ringrazio – ha concluso Giani – la direttrice generale Maria Letizia Casani, i consiglieri regionali, la Società della Salute, i direttori generali, gli uffici tecnici e tutte le maestranze per il lavoro svolto nella realizzazione delle Case della Comunità”.
La direttrice generale Casani, insieme al direttore SdS Formato, ha evidenziato la rilevanza dell’intervento: “La Casa delle Comunità – ha ricordato la dottoressa Casani – rappresenta il rafforzamento e l’evoluzione dei servizi di prossimità sul territorio, della capacità di rispondere in maniera integrata e trasversale ai bisogni sanitari e sociali e del coinvolgimento attivo del terzo settore. La vera sfida è quella di mettere in rete tutte le competenze e i processi per realizzare percorsi chiari e garantire continuità di assistenza in ogni fase di vita, rafforzando la capacità di presa in cura complessiva della persona, con il suo insieme complesso di diritti e bisogni. Per poter realizzare la nuova struttura qui a Pontremoli si è dunque ristrutturata una sede già pubblica e funzionale al progetto. Ringrazio tutti coloro che si sono occupati, con vari ruoli e competenze, di questo significativo intervento di riqualificazione. La nuova Casa della Comunità, una delle più grandi e belle del territorio aziendale, dispone già di un servizio specialistico attivo per le principali cronicità, tra cui cardiologo, pneumologo, diabetologo e geriatra. Questi specialisti lavorano in sinergia con i medici di medicina generale, con l’obiettivo di ampliare ulteriormente le branche disponibili. La struttura rappresenta un importante punto di partenza. Per andare a regime con il nuovo modello integrato (con COT, ospedali di comunità e servizi territoriali e sociali) occorreranno tempo e collaborazione con le amministrazioni locali. Ringrazio il presidente della Regione Giani per l’attenzione costante ai progetti del PNRR e non solo. Grazie ancora per il lavoro svolto alle amministrazioni locali, a tutti gli operatori socio-sanitari, al direttore e al personale di SdS e all’ufficio tecnico”.
“Mi unisco ai ringraziamenti – ha detto il sindaco Cocchi – alla Regione, all’Azienda sanitaria, ai dirigenti e ai tecnici che hanno contribuito alla realizzazione della nuova Casa della Comunità. L’intervento, davvero di grande rilevanza, ha permesso di recuperare un luogo storico dell’identità cittadina (l’ex scuola elementare), contribuendo a ravvivare e riqualificare il centro storico. Estendo i miei ringraziamenti agli operatori sanitari, ai medici di famiglia, agli infermieri di famiglia e al settore tecnico. Grazie per questo importante investimento, che è un segnale di attenzione per questo territorio, al quale dobbiamo garantire servizi socio-sanitari adeguati alle esigenze dei nostri cittadini”.
Dal punto di vista strutturale, l’intervento ha comportato modifiche limitate, esclusivamente con rinforzi alle strutture esistenti, come solai e murature portanti e con finiture (intonaci, controsoffitti acustici, pavimenti). Sono stati inoltre installati sistemi antincendio e impianti di ventilazione. Per migliorare il comfort della struttura sono stati inoltre montati impianti di riscaldamento/raffrescamento e illuminazione LED. Lo stabile ha adesso anche impianti di allarme, diffusione sonora e cablaggio per telecomunicazioni. In generale, l’intervento ha permesso una riorganizzazione funzionale degli spazi per rispondere alle normative sanitarie e di sicurezza, migliorando l’accessibilità e l’efficienza energetica dell’edificio.
Nella nuova Casa della Comunità – che sostituisce in pratica la Casa della Salute di Viale Cabrini e in parte gli ambulatori specialistici per la cronicità del Rustico dell’ospedale – saranno presenti medici 6 giorni su 7 insieme agli infermieri (12 ore al giorno su 6 giorni). Ci saranno inoltre vari specialisti e saranno assicurate le prestazioni Cup, oltre ai prelievi, alle attività legate agli screening e alle vaccinazioni. L’obiettivo è poi anche quello di fornire in questa sede alcuni servizi diagnostici primari, grazie alla presenza di apparecchiature come ecografi, elettrocardiografi, oct, spirometri. La presenza associata in un’unica sede dei medici di famiglia favorisce infatti investimenti in diagnostica e tecnologie avanzate, crea sinergie e consente di personalizzare servizi e attrezzature sulle esigenze specifiche di questo ambito territoriale.
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AgenSalute Desk
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