MARCHE – Le Marche si affermano come una delle regioni più efficienti nel percorso di transizione energetica in Italia, distinguendosi per basse emissioni pro capite e per un sistema industriale altamente performante. Allo stesso tempo, il quadro restituito dalla piattaforma CIRO evidenzia un ritardo nello sviluppo delle fonti rinnovabili e nella dinamica recente della transizione.
Secondo quanto emerge da CIRO (Climate Indicators for
Sul fronte energetico, i consumi pro capite risultano inferiori alla media nazionale, ma il mix energetico presenta una maggiore dipendenza dai prodotti petroliferi (46% contro il 38% nazionale) e una minore incidenza delle fonti rinnovabili.
Le principali criticità riguardano proprio il comparto delle rinnovabili: la quota di conseguimento del target al 2030 si ferma al 24,6% (contro il 31% medio nazionale), mentre lo sviluppo di nuovi impianti e la diffusione delle comunità energetiche (6 attive) restano inferiori alla media.
Molto positiva la performance del settore edilizio, con consumi ed emissioni inferiori alla media nazionale e una quota di edifici in classe A pari al 12,5% (contro una media dell’11%).
Il comparto industriale rappresenta il principale punto di forza regionale: le Marche sono la prima regione in Italia per elettrificazione dei consumi, con una quota pari al 59,4% (contro il 39% nazionale), e mostrano elevati livelli di efficienza energetica in rapporto al valore aggiunto.
Nel settore dei trasporti, la diffusione della mobilità elettrica è in linea con la media nazionale, ma l’utilizzo del trasporto pubblico locale resta inferiore (37 passeggeri per abitante contro una media nazionale di 82), evidenziando margini di miglioramento.
Positiva anche la performance del settore agricolo, con una quota di agricoltura biologica pari al 28% (contro il 20% della media nazionale) e una riduzione delle emissioni del 52% rispetto al 1990, la regione che le ha ridotte maggiormente in Italia.
Sul fronte della vulnerabilità climatica, la regione presenta valori complessivamente inferiori alla media nazionale, con un’esposizione relativamente contenuta ai principali rischi.
“Attraverso la piattaforma CIRO abbiamo voluto fornire alle regioni uno strumento per misurare le proprie performance in materia di clima e transizione energetica attraverso 8 temi, 27 indicatori e un’unica metodologia in grado di garantire la comparabilità dei risultati. L’obiettivo non è quello di fare delle classifiche, quanto piuttosto di far emergere le peculiarità spesso uniche dei singoli territori, mostrarne punti di forza e punti di debolezza e aiutare così le amministrazioni ad individuare le proprie priorità di azione. Ma CIRO ha anche l’obiettivo di promuovere nei territori un dibattito sulla transizione informato e basato su dati quanto più possibile attendibili e scientificamente fondati, frutto del costante lavoro di confronto con i tecnici di Ispra e con altre istituzioni scientifiche di rilievo nazionale.” – dichiara Andrea Barbabella, Responsabile Scientifico di Italy for Climate (I4C).
Marche
EMISSIONI: positiva la performance sulle emissioni di gas serra, che rende le Marche fra le regioni con le più basse emissioni pro capite in Italia (con 5,4 tonnellate di gas serra pro capite, contro una media di 7), mentre gli assorbimenti naturali in rapporto alla superficie sono inferiori alla media nazionale.
ENERGIA: in termini di consumi di energia pro capite, la performance della regione è migliore rispetto alla media nazionale mentre il mix energetico delle Marche presenta una quota di petrolio maggiore rispetto alla media nazionale (46% contro il 38%) e una quota di rinnovabili inferiore alla media.
RINNOVABILI: in questo ambito la regione presenta ampi margini di miglioramento, poiché tutti gli indicatori registrano performance peggiori della media nazionale, fra cui la quota di consumi coperti da rinnovabili e il trend sui nuovi impianti rinnovabili installati. Anche la quota di conseguimento del target rinnovabili è inferiore alla media nazionale (24,6% contro la media del 31%) e nel 2024 si contano 6 comunità energetiche attive, tra i valori più bassi del Paese.
EDIFICI: per tutti gli indicatori del settore la performance è leggermente migliore della media nazionale, in termini di consumi degli edifici, di quota di edifici in classe A (pari al 12,5%, contro una media del 11%) e di emissioni pro capite del settore. La quota di consumi elettrici è invece inferiore della media nazionale.
INDUSTRIA: la regione presenta performance molto positive in questo settore, posizionandosi al primo posto in Italia per quota di consumi elettrici nell’industria (59,4%, contro una media nazionale del 39%) e di consumi di energia in rapporto al valore aggiunto, oltre che al secondo posto per emissioni di gas serra del settore (sempre in rapporto al valore aggiunto).
TRASPORTI: la performance delle Marche è abbastanza in linea con la media nazionale sia per la quota di immatricolazioni di auto elettriche che per il numero di automobili in rapporto alla popolazione; meno positiva la performance sui passeggeri trasportati dal TPL (37 passeggeri trasportati per abitanti contro una media nazionale di 82) e sulle emissioni pro capite prodotte dal settore.
AGRICOLTURA: la performance delle Marche in questo settore è generalmente positiva, soprattutto per quanto riguarda la quota di agricoltura biologica (pari a 28% contro una media nazionale del 20%) e le emissioni pro capite, che oltre ad essere inferiori alla media nazionale, si sono anche ridotte del 52% dal 1990 (contro una media nazionale pari a -8,5%). Anche le performance sul numero di capi bovini allevati in rapporto alla popolazione e sull’uso dei fertilizzanti sono migliori della media nazionale.
VULNERABILITÀ: la performance è abbastanza positiva sia in termini di perdite della rete idrica che di bassa popolazione esposta al rischio alluvioni (5% contro una media nazionale dell’11,5%); il consumo di suolo delle Marche è in linea con la media nazionale e nel 2023 la regione ha registrato un numero di eventi estremi in rapporto alla superficie inferiore alla media.
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