il premio e la masterclass al SalinaDocFest


Matteo Garrone è arrivato a Messina e ha lasciato il segno. Il regista romano, uno dei nomi più rispettati del cinema italiano contemporaneo, ha chiuso oggi la due giorni messinese che ha ufficialmente aperto le celebrazioni per la ventesima edizione del SalinaDocFest, il festival del documentario narrativo fondato e diretto da Giovanna Taviani. Due giorni intensi, tra incontri pubblici e aule universitarie, che hanno proiettato il festival verso il suo appuntamento principale: Salina, dall’8 al 12 luglio.

“L’ edizione 2026 del SalinaDocFest assume un significato particolarmente profondo grazie al tema scelto: l’Odissea come antidoto alla guerra. Un richiamo potente e quanto mai attuale che invita a leggere il presente attraverso una delle più alte narrazioni della storia dell’umanità. Il cinema trasforma il viaggio in una metafora universale di resistenza, speranza e ricerca di pace. Credo che queste cose il cinema le spieghi bene, quindi complimenti per quello che fate”

Federico Basile, sindaco di Messina

Il premio, la fiaba e il realismo che trasfigura

Garrone ha ricevuto il Premio SDF Fondazione Messina per la Cultura, riconoscimento già assegnato in passato a Giuseppe Fiorello e Elio Germano. La motivazione ufficiale celebra un autore capace di fondere il passo breve del racconto con la struttura del romanzo, dove la durezza del reale si trasfigura in mito. Da Pinocchio a Io Capitano, le sue opere incarnano il tema scelto per il 2026: “Odissee”. Un filo diretto tra il cinema contemporaneo e il viaggio omerico, tra la fiaba e la cronaca.

La scelta non è casuale. Il concept visivo di questa edizione è firmato da Milo Manara, che ha concesso l’uso del suo Ulisse: un manifesto che racconta il mito dal punto di vista di Telemaco, il figlio che non accetta la scomparsa del padre e fantastica una nuova realtà.

“Qui tornerei a girare domani stesso”

Garrone non ha usato mezze misure nel descrivere il suo rapporto con l’isola. Davanti al pubblico messinese ha dichiarato di sentirsi profondamente a casa in Sicilia, citando il barocco di Catania e Palermo, le ultime settimane di lavorazione di Io Capitano tra Marsala e il suo mare, e soprattutto i volti della gente.

“Tornare in Sicilia per me è sempre un momento di grande emozione, perché pur avendo radici familiari in altre parti del Sud, quando vengo qui mi sento profondamente a casa, sento le mie radici. Ho una vera passione per questa terra, per la sua dimensione e per il suo barocco, a volte anche funereo, che trovo in città come Catania e Palermo. La Sicilia non è soltanto un set meraviglioso dove abbiamo avuto la fortuna di girare le ultime settimane di Io Capitano tra Marsala e il suo mare, ma è una terra che trasuda una carica di energia vitale e sensuale incredibile. Amo il Sud del mondo e i posti non troppo ordinati dove si percepisce ancora chiaramente che sono stati, e sono tuttora, dei centri culturali mondiali. Dal punto di vista cinematografico, considero l’isola una vera miniera d’oro per i volti ancora da scoprire.

Qui i lineamenti delle persone sono come delle maschere che ti lasciano senza fiato; oltre ai grandi professionisti che già conosciamo, ci sono tantissimi attori potenziali che aspettano solo di essere rivelati. Verrei a girare un intero film qui domani stesso se trovassi l’idea giusta. È un luogo che ti spinge a guardare dentro l’opera e a cercare sempre nuove strade per raccontare la realtà”

Matteo Garrone

Una dichiarazione d’amore che ha colpito la sala. E che dice qualcosa di più di una semplice battuta di cortesia: Garrone ha spiegato come il suo metodo nasca dall’ascolto della realtà per portarla poi sul grande schermo attraverso quello che Taviani definisce un “realismo visionario” — non cinema che si avvicina alla realtà, ma realtà che sale sullo schermo trasfigurata.

Il DAMS in prima fila: masterclass da Gomorra a Io Capitano

Nella mattina di oggi il regista ha tenuto una masterclass agli studenti del DAMS dell’Università di Messina, coordinata dal professor Francesco Parisi. Titolo: “Dietro le quinte del cinema di Matteo Garrone — Da Estate romana fino a Io Capitano”. Un percorso attraverso clip originali e dibattito aperto, in cui Garrone ha smontato il suo lavoro pezzo per pezzo: montaggio, suono, costruzione delle scene.

L’imbalsamatoreGomorraDogmanPinocchio. Un archivio vivente davanti agli occhi di chi muove i primi passi nel cinema.

Fondazione, app e futuro: la “rivoluzione 2026” del festival

Giovanna Taviani ha annunciato due novità strutturali per il SalinaDocFest. La prima: la costituzione della Fondazione SalinaDocFest, che darà una forma giuridica permanente all’associazione con una missione rivolta soprattutto ai giovani. La seconda: il lancio di una Progressive Web App che digitalizzerà l’intero evento, eliminando il cartaceo in favore della sostenibilità.

“Siamo onorati e abbiamo un grande orgoglio come SalinaDocFest di aver portato qui a Messina uno dei registi più stimati a livello internazionale. È un onore per l’Italia avere questa figura e voi [studenti] dovreste essere orgogliosi, perché non è un’occasione che capita a tutti: godetevi tutta questa masterclass. Grazie a Giovanna Taviani per questo programma, perché quest’anno è particolarmente intenso, poco frivolo e molto concreto.Ci vediamo a Salina dall’8 al 12 luglio perché ci sarà occasione di essere a tu per tu con registi, attori, interpreti e sceneggiatori; il SalinaDocFest permette di godersi una location pazzesca. Abbiamo l’opportunità di sentire il profumo e il contesto del cinema del più alto livello a casa nostra, in un panorama paradisiaco”.

Giulia Giffrè, presidente associazione SalinaDocFest

“Non potevamo celebrare meglio questa anteprima della XX edizione se non con Matteo Garrone, grazie al supporto della Fondazione Messina per la Cultura e dell’amministrazione comunale. Lo inseguivo da tanto tempo e lo considero il più grande regista contemporaneo che abbiamo oggi. Il cinema di Garrone nasce dalla vita, dall’ascolto della vita: lui si nasconde dietro la macchina da presa e racconta l’altro. Il suo è un realismo visionario che non si limita a portare il cinema alla realtà, ma porta la realtà al cinema, trasfigurandola. Il tema di quest’anno è ‘Odissee’ e il concept è ispirato a uno dei più grandi illustratori del nostro tempo, Milo Manara, che ci ha concesso l’uso del suo Ulisse che naviga.

Celebriamo odissee contemporanee dove, più che l’eroe vincente, il protagonista è l’uomo del dubbio, il colpevole o il reduce di guerra. Il manifesto di Manara racconta il mito dal punto di vista di Telemaco, il figlio che non accetta la scomparsa del padre e fantastica una nuova realtà: è una fiaba che unisce realtà e visione. Il nostro motto, fin dal primo anno, è stato ‘Isolani sì, isolati no’: vogliamo che l’insularità diventi un privilegio culturale e non una disgrazia. Per garantire il futuro di questa visione, stiamo costituendo la Fondazione SalinaDocFest, per dare una struttura giuridica permanente all’associazione con missioni rivolte soprattutto ai giovani. Inoltre, la nostra ‘rivoluzione 2026’ è il lancio di una Progressive Web App che digitalizzerà l’evento, eliminando il cartaceo in favore della sostenibilità. Dopo il successo di Messina, vi aspettiamo a Salina dall’8 al 12 luglio. Avremo un concorso con sei titoli e un parterre di ospiti incredibile, da Valeria Golino a Mario Martone, fino a Uberto Pasolini e Isabella Ragonese. In un anno difficile per il cinema italiano, noi festival resistiamo in questa ‘isola felice’ che è Salina, continuando a leggere il presente attraverso la narrazione della speranza”.

Giovanna Taviani, direttrice artistica

A Salina, dal 8 al 12 luglio, il programma prevede sei titoli in concorso e un parterre di ospiti che include Valeria Golino, Mario Martone, Uberto Pasolini e Isabella Ragonese. Il motto storico del festival — “Isolani sì, isolati no” — rimane la bussola: fare dell’insularità un privilegio culturale, non un limite geografico.

Appuntamento a Salina. Il festival è pronto a compiere vent’anni con la consapevolezza di chi sa che certe storie non finiscono, si trasformano.


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 Redazione ilModeratore

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