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Bene, scusate.
Purtroppo ci sarà un ritardo del viceministro, ci raggiungerà a breve e per cui abbiamo disc, ci ha dato anche la il consenso di iniziare.
Iniziano quindi i lavori della venticinquesima edizione del Premio Donato Menichella.
Io saluto tutti i presenti, il senatore professor Mario Monti.
Rivolgo un cordiale saluto e quindi a tutti voi e un sentito ringraziamento per la vostra partecipazione a questa cerimonia.
Desidero salutare in modo particolare i premiati di questa edizione, che hanno accettato il nostro riconoscimento e che, con il loro impegno e i loro risultati, rappresentano esempi significativi per la nostra comunità il professor Angelo Provasoli il dottor Saverio Continella, in rappresentanza della Banca Agricola Popolare di Sicilia, il Cavaliere Riccardo cassetta, amministratore unico di olio la da Levante S.r.l.
Un ringraziamento speciale va al presidente del premio, il professor Francesco, le noci, che da quest’anno ha accettato di assumere questo importante incarico contribuendo con la sua esperienza e il suo prestigio, al rafforzamento della nostra iniziativa, rivolgo inoltre un affettuoso saluto.
All’avvocato Luigi Iosa, che non c’è, non è presente.
Per tanti anni è stato il nostro segretario del premio Donato Menichella e che ha condiviso con noi una parte importante del percorso comune, offrendo un contributo prezioso alla crescita e al consolidamento di questa realtà quest’anno il premio Donato Menichella giunge alla venticinquesima edizione.
Nato da un’idea di Elio Michele Greco, mio padre, il premio è stato concepito con l’obiettivo di promuovere e organizzare annualmente un convegno di studi socioeconomici nel nome e nel ricordo di Donato Menichella.
Il grande governatore della Banca d’Italia, uno degli artefici insieme a Luigi Einaudi del miracolo economico italiano, alla nascita del premio, contribuì anche Francesco Paolo Casavola, che desidero ricordare con particolare affetto ci ha lasciati nel gennaio di quest’anno dopo aver collaborato a lungo con mio padre con la fondazione alla quale ha dedicato intelligenza, competenza e passione.
Il premio è articolato in tre sezioni studi socioeconomici, cultura della politica monetaria e creditizia, mecenatismo imprenditoriale culturale.
Da mio padre ho raccolto una grande eredità culturale, mi ha trasmesso la sua passione, la sua determinazione e il suo amore per la cultura, per questo non potevo non proseguire il cammino che ha costruito, inoltre, cinquant’anni di attività.
La fondazione, nuove proposte oggi fondazione Elio Greco nuove proposte culturali affonda le proprie radici in una storia solida e significativa, fondata negli anni 70, appunto, da Elio Michele Greco, ha promosso per decenni premi culturali dedicati a grandi personalità pugliesi del passato, noi continuiamo a ricordarlo e a trasmetterne il valore alle nuove generazioni, perché la memoria rappresenta un patrimonio che non deve andare perduto. Al tempo stesso, guardiamo al presente valorizzando donne e uomini, che nel nostro tempo si distinguono per merito, competenza e impegno.
A questi valori ci siamo ispirati nell’individuare i premiati di oggi, a cui rivolgo un deferente ringraziamento per aver accettato questo riconoscimento.
Inoltre, vorrei richiamare la vostra attenzione su una pubblicazione che sarà disponibile in sala si tratta del nostro notiziario della fondazione Elio Greco, nuove proposte culturali attraverso il quale raccontiamo il percorso compiuto dei nostri ultimi eventi, il il giornalino.
È sul tavolino, quindi potete eventualmente poi prenderlo.
Permettetemi di rivolgere anche un ringraziamento particolare a mio figlio.
L’avvocato Gianluigi Ancona, oggi assente per motivi professionali, che, così come faceva con il nonno, fin dalla più tenera età, continua ancora oggi, compatibilmente con i suoi impegni professionali, ad affiancarmi e sostenermi con affetto, dedizione e senso di responsabilità.
Un sincero e doveroso ringraziamento a quanti hanno collaborato alla complessa organizzazione di questa giornata e che, spesso lontano dai reflui riflettori, rendono possibile la realizzazione dell’attività della Fondazione con passione, competenza e spirito di servizio.
Vorrei inoltre aggiungere anche un’altra cosa, il ogni nostro premio che, come abbiamo detto, dedicato a grandi e intitolato a grandi personaggi del passato pugliese pugliesi en anche un un filo conduttore, nel senso che il premio Ignazio Ciaia per la diffusione del libro e della cultura accompagna tutti i nostri premi per cui i premiati riceveranno in dono una mini biblioteca Ciaia loro non possono tenerla per sé ma la devono devolvere a un’istituzione pubblica o privata a loro scelta.
In Italia dalla dal 1970 sono più di 10.000 biblioteche che abbiamo fatto nascere e che ancora oggi sono attive.
Non intendo dilungarmi dilungarmi oltre, vi sono personalità ben più autorevoli che prenderanno la parola.
E alle quali è giusto dare il.
Lo spazio che meritano con queste parole io vi saluto e vi auguro una buona giornata e apro i lavori della venticinquesima edizione del Premio Donato Menichella, grazie.
Buongiorno.
Donato Menichella.
Un grande governatore della Banca d’Italia.
Mise al servizio del bene comune uno straordinario talento personale.
Preservò la stabilità monetaria e la estese al cambio e agli assetti bancari e individuati come obiettivi di sviluppo.
Individuati come obiettivi, scusate, lo sviluppo e riequilibrio territoriale riuscì a conseguire brillantemente il primo e ad avviare con decisione il secondo.
La finalità del premier è quella di onorare nel ricordo era il segno di un grande economista del passato, il Menichella, appunto studiosi e istituzioni finanziarie, imprenditori mecenati di oggi, che si sono impegnati nel proporre e realizzare progetti di crescita del nostro Paese.
La venticinquesima edizione del Premio Donato Menichella si svolge oggi presso questa iconica sala Koch, di Palazzo Madama.
La bellezza resta, è proprio vero premesso che tutte le edizioni hanno avuto luogo a Roma, la prima edizione si svolse il 4 dicembre 2003 presso la sede della Treccani.
I premiati della prima edizione furono il dottor Pierluigi Ciocca, vicedirettore generale della Banca d’Italia.
E il Banco di Sicilia.
Rappresentato dal suo presidente, il professor Sabino Cassese.
L’ha detto prima Cinzia Greco, ma mi fa piacere ricordarlo, primo presidente del premio e Donato Menichella fu il professor Francesco Paolo Casavola, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana e presidente emerito della Corte costituzionale.
Altre sedi ricorrenti sono state la Sala della Clemenza di Palazzo Altieri, la biblioteca del Senato, la biblioteca della Camera alle Scuderie di Palazzo Altieri, a Villa Lubin, una gara di bellezza.
La sala Koch deve il suo nome all’architetto Gaetano Koch.
Lo stesso che progettò Palazzo Koch, che ospita la sede centrale della Banca d’Italia, permettetemi di salutare Antonio Silvestre.
Il regista del docufilm Donato Menichella, l’uomo della ricostruzione che ha aggirato varie scene, sia palazzo Koch.
Sia a beccare il paese della Daunia che diede i natali a Donato Menichella, saluto con gratitudine la delegazione dei Bica resi qui presenti.
Oltre alla città di Roma, tutte le edizioni hanno avuto una caratteristica in comune, non sono mai stati momenti meramente celebrativi, ma sempre incontri fortemente propositivi.
Perché abbiamo dato questo taglio al premio Donato Menichella?
Perché Donato Menichella apparteneva alla categoria degli uomini di azione economica, un uomo di azione economica che ha sempre saputo è sempre ha fatto sapere che il risparmio di sviluppo economico significano anche crescita civile, vale a dire partecipazione di tutti ai frutti positivi del progresso a livello locale, nazionale e internazionale, mi limito a fornire due esempi.
Il primo esempio concerne l’apprezzamento che Donato Menichella espresse a piccole istituzioni creditizie sollecite nel sostenere le attività locali, menzionato da Mario Sarcinelli in occasione della quarta edizione del premio.
Se saprete scegliere.
Con amore con avveduta intelligenza, se saprete congiungere queste due finalità.
Prosperità economica ed elevazione sociale, così com’è nel vostro dovere, voi avrete certamente interpretato fedelmente le visioni che ci guidano e avrete servito non solo l’interesse vostro, ma anche l’interesse dell’intero Paese.
Sono parole che associo con grande gioia alla banca, che tra pochi minuti riceverà il venticinquesimo Premio Donato Menichella per la politica monetaria e creditizia Banca agricola popolare di Sicilia, una banca per cui vale l’assioma, se non si sognano, si progetta, se non si progetta, non si realizza.
E veniamo al secondo esempio.
Se a noi non sarà dato di raccogliere i frutti dell’azione risolutiva che caratterizzerà i prossimi anni, ci rimarrà pur sempre la soddisfazione di aver compiuto il nostro dovere preparando ai nuovi compiti la generazione che ci seguirà ed apprestando con vigile cura le attuali strutture del sistema creditizio, impresa anch’essa che non è stata agevola se si considera la condizione di cose che per gravi eventi ereditammo dalla generazione precedente alla nostra.
Sono parole di Donato Menichella, sono parole che il governatore della Banca d’Italia Donato Menichella pronunciò nel maggio del 1960 al termine delle Considerazioni finali sono parole che illuminano bene il percorso di una vita professionale svolta, con la consapevolezza di aver agito lungo un binario di tecnica e competenza con finalità e interessi superiori nell’ambito di una missione storica per il bene del proprio Paese.
Sono parole che associo con grande emozione all’imprenditore che tra pochi minuti riceverà il venticinquesimo Premio Donato Menichella per il mecenatismo imprenditoriale culturale, vale a dire il Cavalier Riccardo cassetta, si tratta di un frantoiano di quarta generazione, ma è qui presente anche alla quinta.
Che con i piedi ad Andria è la testa nel mondo ha compreso che spera la speranza, non basta più enunciarla.
La si coltiva o la si organizza, come solo un imprenditore può fare chi è l’imprenditore, l’imprenditore è colui che organizza la speranza per sé e per gli altri, creando e distribuendo valore aggiunto.
Permettetemi di aggiungere ai vari momenti della straordinaria vita profes.
Penale di Donato Menichella, altri tre ricordi, 1944. Il capitano statunitense Camarca scrive di lui.
Le mie conversazioni con il dottor Menichella mi avevano insegnato ad apprezzarlo, a rispettarlo e a riporre in lui la mia fiducia, il memoriale di Menichella era logico, è convincente.
11 gennaio 1960, il Financial Times conferiva alla lira l’Oscar delle monete per il 1959.
1961, il Financial Times conferiva Donato Menichella losca quale mossa Access central banker per il 1960.
Io non ho avuto la fortuna, il privilegio di conoscere di persona Donato Menichella.
Ma ho avuto l’enorme privilegio, l’enorme fortuna di imparare a conoscerlo attraverso il grande, grandissimo rispetto che di lui hanno avuto tutti i premiati nel suo nome per gli studi socioeconomici.
Pierluigi Ciocca, Mario Sarcinelli, Giuseppe Guarino, Gianni Toniolo, Vincenzo Desario, Paolo Baratta, Paolo Savona, Guido Ray, Marcello De Cecco, Valerio Onida, Annamaria Tarantola, Salvatore Rossi, Mario c’era Domenico Siniscalco, Alberto Lucarelli, Federico Pirro, Gian Cesare Romagnoli, Annalisa principe, Giuseppe Conte, Luciano Corradini, Sabino Cassese,
Stefano Barrese, Andrea Prencipe, Giovanna Iannantuoni, da loro ho appreso che Donato Menichella sosteneva che occorre provvedere al presente per amore del futuro.
A loro dedico una frase, una frase tanto cara a Donato Menichella, ricordata da Carlo Azeglio Ciampi il 20 settembre 2001, in occasione della visita alla regione Basilicata.
Il futuro nostro dei nostri figli.
Sta in noi in tutti noi.
Con loro siamo qui riuniti presso queste iconica sala di Palazzo Madama, proprio per vivere con spirito propositivo il venticinquesimo Premio Donato Menichella ci sarà tra pochi minuti, Angelo Provasoli, giusto il tempo di farci apprezzare, dopo la laudatio di Mario Monti, la sua lectio magistralis, l’informazione contabile dottrine e prassi nei contesti di ieri e oggi grazie per l’attenzione.
Buongiorno a tutti scusate la.
Il fiatone, ma le 2 giornate sono piuttosto impegnative e cerimonie come queste meriterebbero invece una tranquillità di fondo dovrà essere un po’liberi.
Da impegni, ma questo no non è possibile.
E devo dire che ogni volta che c’è un premio.
Bisogna ragionare sulla tipologia di Premium, cosa significa dare un premio a qualcuno?
E un riconoscimento che qualche volta è, diciamocelo francamente, formale.
Qualche volta è una sorta di gesto benevolente nei confronti di di alcuni.
In contesti predeterminati e in qualche modo limitati, altre volte, invece, costituisce un ampio respiro sui meriti che si sono guadagnati sul campo, ecco, io credo che questo premio risponde a questo secondo quadrante, in cui il riconoscimento non è un riconoscimento.
Come posso dire parziale rendono settoriale, ma un riconoscimento che va al di là di quello che può essere il contingentamento della qualità.
Cioè siamo di fronte a una scelta che, sia pur nel campo dell’economia, nel campo delle scienze economiche e finanziarie, a mio avviso, ha un carattere assolutamente nazionale.
Un respiro di assoluta, direi, universalità dal punto di vista della della partenza ideologico culturale, perché oggi premiare qualcuno per il contributo che ha dato alla riflessione in campo economico e finanziario.
Significa se si tengono come noi teniamo, io ci ho tenuto a essere patrocinatore di questa manifestazione e per questo i piedi saldamente per terra diceva mio padre, che era un avvocato che veniva dal niente Piedi per terra per volare alto cioè sostanzialmente avere la capacità della del pragmatismo dal punto di vista del del pensiero per essere capaci poi, partendo dalla pratica di, diciamo sublimare questi questi segnali di pragmatismo verso una riflessione più credo che questo premio abbia questo valore, cioè sostanzialmente ai piedi per terra ma vola altissimo e non si poteva essere, diciamo persona più adatta del maestro Mario Monti per
Tale lo definisco indipendentemente dalla condivisione parziale o totale del del del del pensiero, ma quando ci sono persone di spessore e qualità sono sempre maestro, indipendentemente poi, dalla dalla, dalla condivisione, così mi hanno insegnato all’università e così io continuo a mantenere il rapporto con chi ha dato prova di una grandissima capacità non soltanto politica ma anche culturale e saggezza e poi chiudo con questa osservazione e ovviamente augurandogli di poter proseguire questi lavori e questa importante manifestazione con tutti con tutti i migliori auspici,
E la politica è una strana creatura molte volte nasce casualmente nei terreni più insospettabili, terreno arido e capace, anche in immediatamente di avere un’orchidea in politica, salvo vedere quanto dura quello Orchidea, poi nel terreno arido, ma io sono convinto che sono più auspicabili fiori di campo,
In un terreno fertile, quelli che resistono, quelli che in qualche modo non risentono dei dei dei dei 20 e delle intemperie e questo terreno fertile si chiama competenza, la politica ha un futuro, se affonderà le sue radici sempre più nelle competenze, se noi invece deviamo verso un un consenso.
Randomizzato, casuale comunicativo senza che vi sia una sostanza a questo tipo di di comunicazione e noi andremo incontro a sorprese che già negli ultimi anni ci hanno portato addirittura al governo delle esperienze che io trovo assolutamente inaccettabili. Quando diciamo l’ignoranza governa vuol dire che un Paese ha fatto 10 passi indietro rispetto a quello che dovrete, allora. Questo premio afferma esattamente il contrario. Afferma che la competenza costituisce il viatico ineliminabile per poter premiare qualcuno, e questo deve valere anche in politica. Noi ci proviamo a farlo, valere nel mondo della giustizia, qualche competenza un po’ce, l’abbiamo e la possibilità di scrivere delle buone leggi nasce proprio da questa profonda consapevolezza, in 1 e ho veramente chiuso ad un’altra parola che io trovo insostituibile, che mi sembra anche questa perfettamente in linea con il prende la parola. Umiltà e l’umiltà. È una grandissima dote che rende super chi è capace di di
Attuarla, umiltà significa porsi nei confronti dei de degli altri, come credo il i premiati di oggi siano stati capaci di realizzare in condizioni di prima Inter pares e qualche volta anche di attesa, un po’in sudditanza di quello che può essere il valore del dibattito con il proprio antagonista contraddittori amico in qualche modo essere pronti a recepire quello che è l’idea altrui.
E anche qui mi sembra di poter dire, come citò questa volta il mio, il mio maestro Renato dell’Andro e dice quando c’è una una buona idea, farla passare come una una, un’idea di un altro così sei sicuro che quell’idea possa possa passare ecco e questa obbligazioni ismo di risultato nel raggiungimento degli obiettivi. Credo che sia il modo più nobile per condividere l’importanza di questo premio e affidare a chi saprà dire molto meglio di me e più di me le cose belle che sono legati a questo importante premio. Grazie, vi chiedo scusa se mi dovrò allontanare, ma
Esatto, sono sono, devo fare vedere il ministro tra qualche minuto, grazie e buon lavoro.
Saluto, credo, a nome di tutti, il ministro assistono e lo ringrazio per essere riuscito.
Ad essere con noi oggi e lo ringrazio anche personalmente.
Per le parole che ha avuto nei miei riguardi e soprattutto per il richiamo alla competenza come base di ogni attività seria, politica o non politica, sono molto onorato di essere qui oggi, invitato da questa molto benemerita fondazione.
E saluto particolarmente la presidente Cinzia Greco.
E il professor Lenoci, che ci ha illustrato così bene la storia e il significato di questo premio di questi premi, e mi rallegro molto con i premiati in questa circostanza.
Il è già stato, è già stato notato che c’è un raccordo strutturale e architettonico tra questa iniziativa.
Il nome di Donato Menichella e della Banca d’Italia, l’architetto che ha disegnato la Banca d’Italia, questa sala e quindi il Senato della Repubblica, è effettivamente molto significativo che questa bella cerimonia abbia luogo nella Sala Koch.
Il professor Lenoci.
Ah
Ricordato.
Due punti del pensiero di Donato Menichella.
Che io trovo particolarmente.
Attinenti alla personalità e all’opera del premiato, il professor Angelo Provasoli che ho l’onore di essere stato invitato a Lau dare cosa per me.
Tra le più facili al mondo.
Perché è una convenzione che mi anima al 100%, quella che il professor Provasoli sia meritevole di lode e di questo premio.
E tra le più difficili al mondo, perché può essere che mi faccia velo una profondissima secolare amicizia con il premiato, diceva Donato Menichella, lei, professore, lo ha ricordato.
Che
Il sistema.
Scusate.
Che il sistema economico e finanziario e creditizio importantissimo in sé è condizione di crescita civile.
Ebbene, alla radice della solidità del sistema economico, finanziario e creditizio è una cosa impalpabile ma estremamente concreta.
Che l’informazione contabile, che è il tema sul quale.
Il professor Provasoli ci intratterrà l’informazione contabile dottrina e prassi nei contesti di ieri e di oggi, ecco, è un grave errore che qualche volta i miei colleghi accademicamente, parlando, economisti politici, hanno fatto nei confronti dei nostri colleghi, accademicamente parlando, economisti aziendali, di ritenere che la contabilità, l’informazione contabile siano come dire abbiano una nobiltà meno a tutto tondo è meno profonda rispetto ad altri concetti e ad altre parti.
Di quella scienza economica che ci accomuna, ma invece, come ci mostrerà il professor Provasoli nella sua lectio magistralis e come già implicito nelle parole del governatore di quella che sono state citate?
Lo strumento che è alla base della solidità architettonica avrebbe detto l’architetto Koch delle costruzioni economico finanziarie, premessa della crescita civile.
È l’informazione contabile,
Altra frase che attraverso il professore abbiamo sentito di Donato Menichella è quella del raccordo tra le generazioni che la.
Pronunciava il governatore Menichella a proposito del sistema creditizio.
Ma che vale?
In tutti i campi è particolarmente parlando in questa sede, in questa istituzione Senato della Repubblica, particolarmente vale per la politica.
Perché?
Noi sappiamo, e lo apprendiamo tante volte nella bellezza del legame tra le generazioni future, altre volte nella dannazione del legame tra le generazioni, se atti compiuti nel presente o nel passato non si sono presi cura del destino delle generazioni future.
Ecco, e anche qui, per andare ai fondamenti, alle radici, il raccordo tra noi e le generazioni future, Stassi in ciò che facciamo e che compiamo o che non compiamo nei vari campi delle nostre attività, ma sta prima di tutto ciò che insegniamo alle generazioni future l’insegnamento, la di tattica,
Ad esempio,
Ecco allora che, se il professor Provasoli è diventato eminente nel campo delle scienze e poi delle professioni.
Per il modo in cui ha saputo andare alla radice dell’informazione contabile e poi tutti i fenomeni aziendali ed aziendale politici.
La sua.
Modalità di propagazione di questi pensieri, queste conoscenze è stata proprio l’insegnamento.
Quindi, anche così ha avuto modo di influenzare direttamente le generazioni future, a cominciare da quelle dei suoi studenti, ecco, vorrei tratteggiare brevissimamente.
I principali.
Rami di questo tronco, che è stato ed è il professor Provasoli, uno è sicuramente quello.
Del percorso universitario e degli incarichi connessi.
Cioè il ramo accademico vincitore nel 1976.
Del concorso di prima fascia per le discipline economiche aziendali, chiamato nello stesso anno all’Università di Catania, poi nel 79 all’Università di Bergamo.
E nell’83?
All’Università Bocconi di Milano.
Per la disciplina, metodologie e determinazioni quantitative di azienda.
È stato.
Maestro di numerosissimi studenti.
E la Bocconi, nel periodo in cui il professor Provasoli e io, che siamo coetanei.
è diventata.
Credo che possiamo dire Angelo una grande università è stata.
Anche molto attenta allo sviluppo qualitativo e territoriale, per cui istituzione prettamente è soltanto milanese, nei primi decenni è diventata un’istituzione italiana.
E visto che siamo qui imbibito di clima culturale, non solo culturale, pugliese, mi fa piacere ricordare che gli studenti provenienti dalla Puglia, e spesso, per fortuna, ritornati a quella splendida regione
Dopo aver molto appreso nelle nebbie, perché allora era molto piena di nebbia della Pianura Padana della Università Bocconi sono tornati alla loro regione.
E poi, naturalmente, abbiamo avuto sempre più studenti europee e globali il professor Provasoli si è distinto anche per l’attività didattica e anche per la capacità di generare allievi che hanno ripreso dai suoi insegnamenti.
Ne cito solo uno
Che siamo fortunati, noi tutti italiani, oggi che sia andato a scuola dal professor Provasoli oggi fa il ministro dell’Economia e delle Finanze, il dottor Giancarlo Giorgetti è uscito da queste mani e non vi è dubbio credo che qualche principio sano tradizionale.
Abbastanza facile da enunciare, ma, come molti di noi sanno difficilissimo da applicare e da far valere di fronte agli assalti, ecco.
Grazie, Angelo di avere formato questa personalità della vita italiana, è ormai europea.
E tante altre.
E quando sentiamo dire che, indipendentemente dai diversi giudizi che con le diverse coloriture politiche possono essere date?
Dell’attività dell’attuale e lungamente stabile governo, sentiamo dire che comunque una virtù non discussa di questo è stata ed è la stabilità di bilancio, ecco, da oggi siamo abituati, siamo autorizzate quando sentiamo questo ad aprire nella nostra mente una finestrella.
E a ricordare un professore di tanti anni fa che ha contribuito oggi a questa stabilità di bilancio attraverso un bravo allievo che ha saputo scegliere un ottimo relatore
Non ero sicuro che il professor Provasoli avrebbe gradito un riferimento così personale, ma il vostro applauso mi assolve da ogni possibile colpa.
Alla Bocconi, oltre a insegnare e a ricercare il professor Provasoli, ha avuto un grandissimo ruolo.
Istituzionale e questo è il punto che mi induce a collegare la sua attività alla Bocconi e a alla al risvolto istituzionale della sua attività professionale, perché perché alla Bocconi?
È stato non solo professore, direttori di istituti di dipartimenti, eccetera, ma è stato.
Rettore dal 2004 2008 quando?
Posso dire abbiamo perché io ero in quel momento presidente dell’università proposta al consiglio di amministrazione, la nomina del professor Provasoli rettore, con il fortissimo consiglio e impulso dell’allora consigliere delegato, professor Guatri, abbiamo pensato che in quella università che stava in modo Ester Descent sviluppando sì,
Ad alto livello qualitativo e in grande contesto di collaborazione con le altre eccellenti università di Milano e d’Italia.
Occorresse dare una regolata all’assetto istituzionale dei dipartimenti della facoltà.
Eccetera E questo lavoro è stato affidato, oltre alle normali incombenze, direttore, al professor Provasoli.
Che ha saputo quasi Novello architetto Koch lavorare di squadra di compasso, senza nessun riferimento alle simbologie che a volte accompagnano questi strumenti della geometria e ha dato una struttura.
Organica è vitale e disciplinata Università Bocconi, sulla quale ancora oggi essa campa.
E
E questo è stato ed è grandissimo.
Merito e farò accenno in chiusura, che arriva fra pochi minuti ad un altro merito istituzionale bocconiano dal professor Provasoli, ma vorrei dire che.
Tutti conosciamo il motto attribuito a Catone, ripreso da Cicerone, da Quintiliano vir bonus dicendi peritus, che di solito viene Vir non vuol dire solo uomo, ma.
Roccaforte di uomo.
E discende non vuol dire solo che chiacchiera, ma che enuncia di solito vir bonus dicendi peritus, è una qualifica che viene attribuito attribuita con lode.
Ah oratori.
Avvocati, ma esiste anche una variante successiva.
Vir bonus negozianti peritus, questa avviene più pertinentemente attribuita a coloro che devono sapere di diritto e molto devono sapere di oratoria e devono avere una capacità di convinzione del prossimo, ma devono anche avere una grande capacità negozianti e questo è diventato, se non mi sbaglio troppo Angelo un po’la divisa del dottore commercialista.
Ecco il dottore commercialista, professor Angelo, Provasoli non solo ha svolto e svolge una grandissima.
Ah attività professionale riconosciuta a Milano e in tutta Italia, e anche all’estero come dottore commercialista, revisore legale dei conti e consulente aziendale a partire dagli anni 80, è sempre più in campi via via più moderni e innovativi, ma,
È stato spesso richiesto di apportare il contributo della sua competenza e della sua visione istituzionale.
E della sua credibilità come figura imparziale in momenti difficili di conflitti e di contrasto in diversi ambiti, per esempio.
Stando nell’ambito milanese.
Quali sono le più importanti, possiamo dire istituzioni milanesi nell’ambito della editoria dell’informazione.
B l’editoriale Corriere della Sera.
E in situazioni nelle quali la Rizzoli, Corriere della Sera, si trovavano in situazione molto difficile, Angelo Provasoli, nell’82 viene nominato presidente della società editoriale fino all’autunno dell’84, quando, concluso il risanamento che lo vede molto impegnato, il gruppo fu acquistato.
Da Gemina.
Anche in in un altro e successivo un momento, professor Provasoli ebbe a che fare.
In quel caso, con il Corriere della Sera proprio.
E di nuovo per le qualità di.
Superiorità alle parti e di profonda immersione nelle conoscenze e nella competenza e e Amirante è a Roma e quindi in Italia, perché questa lo ricordiamo persino noi milanesi è la capitale d’Italia.
A Roma e in Italia e quali sono le istituzioni centrali, i pilastri del sistema finanziario, la Banca d’Italia, la Cassa Depositi e Prestiti, e ti pareva che queste istituzioni non chiedessero, professor Provasoli, di offrire il suo contributo proprio.
Professionale e istituzionale.
E infatti è stato inizialmente membro e poi per molti anni presidente del collegio dei revisori di Banca d’Italia, quindi Menichella Koch.
Ho anche nomi di famiglia in casa, Provasoli saluto con molto affetto.
La signora Provasoli, Piero il figlio, professor Provasoli e così cassa con Cassa depositi e prestiti, è stato pure il presidente del collegio sindacale dal 2010 al 2015.
E tante altre tante altre.
Funzioni, ma anche in Europa si è spinta l’attività.
Scientifica e istituzionale del nostro professore.
Per esempio, è stato.
Molto attivo nello IC, nell’Organismo italiano di contabilità, che ha il suo ruolo classifico europeo, perché ha anche avuto e ha il compito di intrattenere i rapporti con le rispettive istituzioni europee e.
È stato anche in posizione importante nell’European financial advisory group, non sto a nominare altre ce ne sono molte.
Di attività di questo tipo condotto dal professor Provasoli tra
La professione, l’istituzione, l’ammodernamento dei modelli di gestione e di funzionamento delle istituzioni, insomma per tutti noi è stato ed è un grande esempio e voglio concludere con una nota personale
Che
Che ha permesso all’ordinaria.
Perché, Angelo, Provasoli e io?
Ci siamo conosciuti.
Alla alle elementari.
Per dirla tutta, io ricordo ancora che mia mamma, quando aveva deciso con mio padre di iscrivermi.
Non ha la prima elementare, ma più più avanti, credo la terza o la quarta all’Istituto Leone tredicesimo si recò per l’iscrizione.
All’ufficio di segreteria.
Ci fu una certa attesa scambiò.
Delle parole quattro parole, una conversazione con una signora poi mi disse ho conosciuto una certa signora Provasoli che anche lei vuole iscrivere suo figlio alle elementari, abbiamo fatto l’elementare insieme, poi ci siamo persi di vista per qualche anno
Ci siamo ritrovati sui banchi dell’università Bocconi al primo anno.
E e poi è capitato che entrambi siamo diventati direttori.
E che oggi siamo insieme.
Nel governo.
Della cosa che per noi, credo, è più cara al mondo, qualunque altra occupazione pro tempore, possiamo essere chiamati a svolgere che è quella università Bocconi, perché il professor Provasoli è stato presidente dell’Istituto Chabot Bocconi, che poi come fosse una fondazione che sta a monte dell’università che ne controlla l’indipendenza che le nomine,
Io ero membro di questo Consiglio d’Amministrazione e nel 2022, quando io ho terminato la mia lunghissima militanza come presidente dell’università e pensavo di poter essere messo.
Completamente a riposo.
Il professor Provasoli ha compiuto un atto totalmente inconsueto nella vita civile e professionale, ma anche nella vita della Bocconi.
Mi ha detto Mario no, tu non puoi.
Sia pure dopo questa lunghissima militanza separarti da noi, io lascio la presidenza delle se tutto ciò Bocconi.
Li abbiamo poi chiesto di fare almeno il consigliere delegato, che naturalmente è più importante del presidente.
E vorrei che tu diventasse presidente, oggi lavoriamo fianco a fianco e proprio in questi giorni stiamo anche lavorando fianco a fianco per rafforzare ancora di più.
Con quel vizio di migliorare e di rendere sempre più solide delle istituzioni che caratterizza, professor Provasoli e un pochino, credo anche me, per rendere sempre più solida questa struttura, allora sappiate che, se.
Forse mi ha fatto un po’vero l’affetto in questa laudatio molto particolare.
O però presentato con obiettività.
Una piccolissima percentuale delle cose che il professor Provasoli ha fatto e che li hanno meritato questo prestigiosissimo riconoscimento, grazie.
Molto complicato, prendere parola dopo l’intervento del professor Monti.
Eh.
Sono, come dire, confuso poco solo un poco confuso, ovviamente.
E la mia fortuna è avere un testo scritto, quindi posso leggere questo testo, altrimenti fai un poco fatica così emozionato nel sentire le parole del professor Monti.
Inizio con un saluto alla presidenza.
Elio Greco, al presidente del premio Donato Menichella.
Un saluto anche al ministro, visto che ci ha lasciati e neanche ha fatto una magnifica introduzione.
Prenderei.
A iniziare un argomento.
Molto più prosaico, direi, è difficile da introdurre dopo queste parole ben rabbiose alate del professor Monti.
La mia intenzione è descrivere per sommi capi con questa relazione.
Il cambiamento che è intervenuto nel passaggio del secolo.
Nell’informazione contabile.
E lo descriverò per sommi capi, dicevo, attraverso la lettura che ne ha fatto la dottrina.
Aziendale finanziaria
E anche attraverso l’esperienza di vent’anni di applicazione del nuovo modello che nel 2005 è entrato in vigore in Italia con la metodologia del cosiddetta AIA Fares TFS.
L’introduzione e quindi qui leggo l’introduzione degli FSE può forse considerarsi come uno dei più grandi eventi regolatori nella storia della contabilità mondiali
I suoi effetti si sono propagati ben oltre l’area di rispettiva pertinenza.
Molte giurisdizioni.
Hanno apportato rilevanti cambiamenti negli assetti istituzionali in concomitanza con l’adozione di questo nuovo modello.
La sostanziale contestualità.
Delle riforme dell’area contabile e del delle istituzioni e poi vedremo quali riflette probabilmente diffusa consapevolezza che Standard contabili e Istituzioni a presidio siano ambiti tra loro complementari.
Un’ampia letteratura, ho accennato, si è occupata e ha indagato sotto diverse prospettive questo cambiamento.
La tesi che intendo sostenere è netta.
Gli Fs hanno rappresentato un autentico mutamento di paradigma nella forma e anche nell’ambizione dell’informazione contabile, spostandone il baricentro da una misurazione prudenziale dei risultati alla rappresentazione di valori.
Di interesse per il mercato.
I loro effetti, però non sono stati né automatici né univoci, sono stati significativi.
Certamente, ma anche condizionati dagli assetti istituzionali, dagli incentivi a livello di impresa e dal rigore dell’enforcement.
A vent’anni dall’adozione, l’inseguimento è che la presenza di standard di qualità.
È condizione necessaria ma non sufficiente per conseguire una maggiore qualità dell’informativa delle in paese e che il guadagno potenziale irrilevanza e pagato, con un aumento di soggettività, di complessità e di costo della produzione del dato.
E non a caso, la stessa lezione che oggi accompagna ancora un’altra trasformazione che il passaggio alla rendicontazione di sostenibilità.
Gli effetti dell’introduzione degli Fs sono stati irrilevanti.
La letteratura internazionale aveva da tempo indicato l’Italia tra i principali Paesi europei in cui maggiore sarebbe stato il cambiamento.
Le differenze tra i due modelli contabili non hanno origine solo tecnica, ma anche culturale.
In Italia il bilancio nasce nel quadro di una civil o nella quale la funzione primaria del documento è la quantificazione di un utile prudenzialmente distribuibile e la salvaguardia dell’integrità del capitale a garanzia dei creditori e dei terzi.
Il bilancio di Fs è invece il prodotto di una tradizione di common law e di mercati ad azionariato diffuso.
Nella quale il bilancio è anzitutto strumento informativo per l’investitore.
DF-RED hanno così cambiato, per così dire, il baricentro della rendicontazione.
Il criterio del costo storico cede spazio.
Pur senza essere del tutto abbandonato.
Al fair value, cosiddetto che prevede la rilevazione di plusvalori non ancora realizzati in quanto considerati meglio adeguati a soddisfare le esigenze conoscitive degli utilizzatori.
Conviene scendere sul concreto, con brevi esempi, perché nei dettagli applicativi che il cambiamento si è fatto sentire.
In sede di prima applicazione, molte società hanno visto modificato in misura sensibile il proprio patrimonio netto di apertura, cioè quello sotto l’ombrello dei nuovi principi.
Gli oneri pluriennali, ad esempio, che la prassi nazionale consentiva di capitalizzare, ricordiamoci i costi d’impianto di ampliamento, di pubblicità e sono dovuti essere spesati senza poter essere ricapitalizzati, con effetti ovviamente, sulla consistenza del patrimonio.
L’avviamento cessò di essere ammortizzato sistematicamente, per essere invece assoggettato a impernia il test.
Annuale,
Introducendo nel risultato una volatilità nuova sconosciuta nel passato e un margine di giudizio rilevante.
Gli strumenti finanziari di strumenti finanziari derivati B in precedenza tra loro non venivano neanche rilevati oppure venivano rilevati in nota per memoria con l’avvento del nuovo sistema.
Han dovuto essere esposti al fair value.
Con effetti diretti rilevanti sulla collettività del conto economico e del patrimonio.
Ancora le operazioni di aggregazione.
Tra aziende e società.
Ah, oggi molto in voga in Italia, in modo particolare in questo periodo nel mondo bancario, i precedenti erano rappresentate secondo il principio della continuità dei valori.
I valori dell’entità che si è accorta quando rimanevo esattamente gli stessi che erano presenti nei singoli bilanci delle entità che si aggregavano, ma col nuovo come modello contabile, dovevano essere valorizzati tutti gli attivi e i passivi delle acquisiti a Ferrelli.
Cosicché diciamo l’utilizzo di questo, ma da un’evidenza palmare nell’aggregazione dei valori effettivi dell’entità aggregate, in particolare dell’acquisita.
La giustificazione dell’adozione degli Fs si fonda principalmente su tre ergo.
Metti.
Migliore efficacia di rappresentazione, maggiore comparabilità dei bilanci, anche internazionale.
Risparmi di costo per gli investitori
I principi e Teresa assumono in sintonia con la teoria economica che i mercati e gli investitori premiano la trasparenza e la qualità dell’informazione finanziaria e che il reporting di qualità contribuisca a rendere meno costosa meno soggettiva.
Meno disomogenea la valutazione delle performance delle imprese e quindi più efficaci le decisioni dei management e degli investitori.
Lungo questa prospettiva, molti studi empirici si sono proposti di verificare se, a seguito dell’adozione degli interessi, la qualità dell’informazione sia effettivamente migliorata o no era solo un auspicio e poi le cose sono rimasti sostanzialmente quelli di prima.
Le indagini.
Cui faccio riferimento si sono focalizzate su cinque variabili che la teoria economica ha considerato come caratterizzanti.
Per definire la qualità dell’informazione contabili.
In particolare, sono la value delle avances, cosiddetta, cioè la misura secondo cui i rapporti si riflette sui prezzi e sui rendimenti azionari in modo tempestivo.
Attraverso le decisioni di investimento.
La seconda variabile che viene considerato è il livello di liquidità dei mercati, io non migliora attraverso l’uso di un’informazione contabile più efficace, il costo del capitale.
Eh.
Un altro elemento di particolare rilevanza nelle indagini che sono state effettuate, la presenza o meno del cosiddetto Euro-News management, cioè la gestione degli utili da parte degli amministratori.
Che nelle analisi viene accertata in funzione del grado di tempestività secondo cui gliene importi riconosce correttamente e tempestivamente appunto i risultati positivi e negativi, le loro variazioni nel tempo.
Per dire la logica storica del conguaglio dei redditi e della stabilizzazione dei risultati, per favorire, come dire, un prelievo degli utili che non inficia se la consistenza del patrimonio è uno degli elementi più negativi nella logica di queste indagini.
Perché non dà evidenza tempestiva della variabilità dei risultati, che invece deve essere, come dire chiara, proprio negli interessi degli investitori?
Sì, sì, non entro nel merito degli esiti di queste verifiche e sono abbastanza lunghe, perché il numero di ricerche fatte in questi vent’anni è stata altissima, però so però diciamo fare una sintesi e e due fil rouge emergono chiaramente il primo è la frattura chiarissima tra adozione volontaria e adozione obbligatoria degli FSE,
La prima.
Selezione, imprese virtuose.
Che hanno volontariamente deciso di applicare questo modello contabile e restituisce effetti normalmente positivi conseguenti all’adozione, la seconda è quella, invece delle imprese che le hanno applicate perché obbligati a farlo restituisce effetti diversificate e gli effetti dipendono moltissimo dalle situazioni di contesto anzitutto della governance societaria che accompagna le applicazione dei principi a seconda del tipo di governance lo vedremo, ovviamente gli effetti si modificano e Vaiano,
Il secondo fil rouge.
Che si ritrova nell’evidenze di queste analisi delle empiriche, della dottrina, è connesso al ruolo dell’enforcement.
La letteratura ha dimostrato come molti benefici inizialmente attribuiti agli interessi siano poi stati ricondotti, almeno in parte, alle riforme dell’enforcement che ne hanno accompagnato l’introduzione,
È come dire che la conferma quantitative di una tesi lo standard pesa.
Ma pesa attraverso le istituzioni, non da sola.
Allora je qualche cenno sugli assetti istituzionali di presidio.
Ci si chiede perché gli effetti degli Fs sono così condizionata condizionati, la tesi ormai consolidata nella letteratura più avvertita e che gli standard contabili non producono buone informazioni se non accompagnati in combinazione.
Con diciamo?
Un hub adatte, istituzioni in primo luogo di governance.
Per l’Italia, il punto dirimente.
Come ho già accennato, il nostro è storicamente un ordinamento di civil law con tutela dell’investitore di minoranza, i meccanismi di enforcement meno incisivi rispetto a quelli anglosassoni, ed è questa proprio, ed è questo proprio il contesto in cui, secondo la teoria, il solo cambiamento degli stand rende meno,
Non è a caso che l’adozione di Fs è stata accompagnata a un riassetto dei presìdi.
Si pensi al rafforzamento dei poteri di vigilanza di informativa societaria.
Tra questi presìdi, uno merita un cenno specifico proprio in connessione coi temi degl della gestione degli utili.
È la riforma del corporate governance che, in Italia è stato inizialmente coeva all’adozione di Fs.
Negli stessi anni in cui maturava il passaggio ai principio internazionale, il codice di autodisciplina delle società quotate andata rafforzando il ruolo degli amministratori indipendenti e dei comitati and consiliari, mentre la legge del risparmio del 2005 sull’onda degli scandali Cirio e Parmalat e a imitazione della Sarbanes-Oxley Act,
Introduceva la figura del dirigente proposto alla redazione dei documenti contabili societari.
Chiamato ad attestare anche l’adeguatezza delle procedure amministrative contabili e la veridicità dell’informativa finanziaria, questa contestualità non è un dettaglio cronologico, ma una chiave interpretativa, la lettura la letteratura empirica mostra con buona costanza che meccanismi di governo societario incidono direttamente sulla qualità del dato contabile soprattutto alla presenza di consiglieri indipendenti e di comitati di odi per il controllo indipendenti si associa un minore e gestione dei risultati,
Aziendali.
Nel contesto degli interessi alle imprese che dispongo di una governance più solida presentano, come si diceva, un nesso di causalità principalmente che diciamo dalla governance, nasce maggiore prudenza, governance, migliore, migliore prudenza e non viceversa gli Fs cioè ampliando lo spazio del giudizio spingono potenzialmente verso una minore prudenza e una maggiore discrezionalità le riforme della governance spingono in senso opposto verso il contenimento di quella discrezionalità. È ancora una volta, come si diceva la complementarietà complementarietà tra standard, Restituzioni, il vero motore degli effetti riscontrati
Come cambia la produzione del dato contabile del passaggio del secolo, c’è un effetto che degli Fs che le metodiche di mercato non catturano e che tu e per chi opera nelle imprese e nelle professioni più tangibile, il modello ha cambiato il modo stesso in cui l’informazione contabile viene prodotta.
Il bilancio civilistico ancorato al costo e l’utile realizzato trovava il suo fondamento nelle quantità economiche derivate dagli scambi tra l’impresa e i terzi. A fine esercizio si accompagnavano a stime congetture prevalentemente riferibili in prospettiva alla durata delle operazioni in corso. I bilanci Fs, fondato sul valore corrente su una rappresentazione prospettica, risiede in misura assai maggiore stime, ipotesi giudizi professionale, riferiti a periodi ben più lunghi. Da ciò discendono almeno tre conseguenze di esperienza, la prima e l’astensione della disclosure. La nota integrativa IFRS, con l’illustrazione delle politiche contabili, delle assunzioni, delle analisi di sensitività delle gerarchie del fair value, ha raggiunto dimensioni e complessità sconosciute alla tradizione nazionale. La seconda è la trasformazione del processo. La redazione del bilancio ha cessato di essere come attività quasi esclusiva dell’amministrazione
Per diventare un lavoro di squadra che coinvolge la finanza, il risk management, l’ufficio legale, la funzione fiscale, i periti, gli attuari e no, e naturalmente anche gli auditors.
In una relazione continua al dottore commercialista e revisore e in generale del consulente si richiedono competenze valutative finanziarie prima del tutto marginali, qui si annida forse il vero trade-off del modello contabili IFRS hanno senza dubbio innalzato alla qualità potenziale delle informazioni più ricca, più tempestiva, più orientata al valore ma al prezzo di un aumento del costo di produzione della complessità e soprattutto di maggiore soggettività.
Dove c’è giudizio, c’è discrezionalità, dove c’è discrezionalità, c’è spazio tanto per una rappresentazione più fedele.
Quanto per la sua gestione, il che conduce esattamente l’ambivalenza emerse sul piano delle onde smania insieme.
Per le imprese di minori dimensioni, l’onere può eccedere il beneficio informativo, cosicché la disciplina non è stata richiesta, diciamo, per riprese, di minori dimensioni, ma solamente per le società quotate, per quelle sottoposte a vigilanza.
Un cenno d’interfaccia all’ordinamento, gli effetti del nuovo modello non si sono esaurito nei mercati e nei processi aziendali, ma hanno investito l’ordinamento, due aspetti meritano un cenno da che toccano da vicino la prassi professionale, il primo è la progressiva contaminazione del bilancio civilistico da parte della logica internazionale, la riforma del 2015,
Che ha abrogato, da un lato, la quarta e settima direttiva ha introdotto anche per i soggetti IAS principi principi quali la prevalenza della sostanza sulla forma, il criterio del costo ammortizzato, avvicinando senza tuttavia superfluo le 2 binari di rendicontazione, quello storico,
E quelli internazionali
In questo lavoro di adattamento, un ruolo centrale è stato svolto dall’Organismo italiano di contabilità.
Costituito nel 2001, è partecipato anche dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili.
Il secondo aspetto è il rapporto con il sistema tributario, l’adozione dei criteri fondati nella sosta sulla sostanza economica ha reso più acuto il problema delle ACCOTO tra risultato di bilancio e reddito imponibile storicamente gestito, gestito in modo anche abbastanza semplificato, con il meccanismo del doppio binario di variazioni in aumento e diminuzione del reddito contabile per attenuare i costi l’ordinamento ha esteso il principio di derivazione rafforzata, che riconosce rilevanza fiscale alle quantificazioni qualificazioni classificazioni imputazione temporale.
Secondo i principi da prima solo per i soggetti a Varese e poi anche per Yoichi Adopter su questo terreno la dottrina professionale e in particolare alla ricerca nazionale del Consiglio nazionale ha tuttavia più volte segnalato il rischio che un’applicazione estensiva del principio della prevalenza della sostanza sulla forma,
Possa reintrodurre per le imprese minori.
Proprio quel doppio binario che la riforma intendeva superare i benefici attesi e i risultati conseguiti, possiamo a questo punto tentare un bilancio con le cautele che il tema impone sul fronte dei benefici attesi, si può fare riferimento alla Commissione europea che nel 2015 a 10 anni dall’adozione è stata complessivamente positiva riferisce la commissione di Fs hanno creato un linguaggio contabile del Comune per i mercati dei capitali, la maggioranza dei redattori ha dichiarato che i benefici hanno superato i costi
Gli investitori ne hanno apprezzato l’apporto in termini di trasparenza e comparabilità,
Sempre la Commissione, peraltro, ha aggiunto che l’esercizio valutativo diciamo e gli effetti dipende anche dalla qualità, de non tanto da qui è solo dalla qualità degli standard, che è apprezzata, ma dalla coerenza dell’informe e nazionale e che le differenze di contesti giuridici e fiscali e culturali possono avere effetti sulla qualità effettiva delle informazioni.
È una parola in chiusura sul presente, non come apertura di un nuovo campo, ma soltanto in quanto confermo una.
Tesi che abbiamo enunciato in premessa.
L’architettura nata per la rende rendicontazione finanziaria si sta estendendo al tema della sostenibilità nel 21 la Fondazione a Fares ha istituito l’International sui tempi di standard o e del 23 ha minato i primi Standa efficaci dal bilancio 24. Non interessa qui il merito della rendicontazione di sostenibilità nel suo intreccio con il distinto percorso europeo interessa che in questo nuovo dominio si presentano puntualmente le stesse tensioni di ieri. La promessa di una base comune globale si scontra con una pluralità degli ordinamenti di informazione, guadagni irrilevanza, prospettica ciò che rischia di perdere inaffidabilità
Il valore concreto della regola tornerà ancora dipendere a una un’altra volta dalla capacità delle istituzioni di darne enforcement e dalla disponibilità delle imprese a sostenerne il costo è la riprova che la tesi di da cui siamo partiti non riguardava i sì, un singolo corpo di principi.
Ma il modo stesso in cui l’informazione contabile nelle progressive evoluzioni.
Vive nei suoi contesti istituzionali di Fs, hanno cambiato il baricentro della rendicontazione, ma il loro insegnamenti più duraturo e in fondo è questo che nessuno Standa, per quanto sapiente vale più del sistema che lo applica e un’attesa e una lezione di metodo vorrei dire prima ancora di contabilità e vale la pena di tenerle a mente ora che lo stesso modello si misura con la sfida.
Ancora più ambiziosa, della sostenibilità, questo tutto.
Vorrei dire, prima di passare la parola.
Al dottor Continella che gli atti di questo convegno saranno pubblicati e poi presentati nella durante la prossima edizione del Premio Donato Menichella a lei.
Grazie.
Autorità, gentile Presidente greco, caro professor Lenoci, signore e signori amici, tutti immaginate se il professor la soglia era emozionato, Prix per parlare dopo il professor Monti, quale sia il mio livello di emozione a parlare dopo il professor Consoli.
Il professor Monti e a maggior ragione in un luogo come questo, la Sala Koch, in cui credo che le che non ci si limiti a ospitare le parole, ma dare loro il giusto peso, e credo che la relazione del professor Monti e del professor Provasoli vadano esattamente in questa direzione per noi ricevere qui il premio Donato Menichella per la cultura monetaria e creditizia non è tanto un riconoscimento da collezionare,
È una responsabilità che vogliamo onorare e lo riceviamo con gratitudine per il nome che porta per la Compagnia delle istituzioni che in questo albo ci hanno preceduto e per la motivazione che oggi qui ci viene riconosciuta.
Lo è per la statura di questo premio porta nel nome e ancor di più in questa venticinquesima edizione, un’annotazione ci riguarda da vicino lo diceva prima il professor Lenoci nella prima edizione della sezione Cultural cultura monetaria e creditizia nel 2020 del 2003, un altro istituto di credito siciliano acquisì questo premio oggi, a 23 anni di distanza, il premio torna in Sicilia.
A dimostrazione che certe radici, pur tra 1.000 traversie, non smettono mai di dare buoni frutti.
Chi era Donato Menichella per il sistema bancario, certamente un uomo del Sud, certamente direttore generale, prima e governatore poi della Banca d’Italia, in particolare dal 1948 al 1960, poi artefice del boom economico tra i fondatori dello Svimez.
E ideatore, insieme a Pasquale Saraceno della prima fase, quella di successo della Cassa del Mezzogiorno è certamente molto altro ancora, eppure io credo che la sua biografia più eloquente sia in ciò che tacque.
Parlava in pubblico una sola volta all’anno in occasione dell’assemblea Scalfari, lo avrebbe definito l’immagine più alta del servitore dello Stato e in un tempo di rumore continua, quindi ci ricorda che l’autorevolezza non è il volume della voce, ma è la qualità del silenzio che la precede.
Un passaggio del suo pensiero in quest’Aula suona quasi profetico, nel 1952, parlando a Vicenza, davanti agli uomini delle banche popolari, disse noi delle strutture centrali corriamo il rischio se restiamo rinchiusi nei palazzoni di Roma di commettere errori estremamente gravi.
Per evitarli, giova ristabilire di tanto in tanto la comunione spirituale con gli uomini che vivono alla periferia e che assistono da vicino la produzione.
Non lo diceva certo per diffidenza nei confronti del centro, ma per amore della conoscenza vera.
Un Paese si governa Sol non soltanto dall’alto delle medie statistica, ma anche dal basso delle storie concrete.
E per ascoltare queste storie serve una pluralità di voci.
Così come non serve un’unica banca, ma molte banche diverse.
Purché efficienti.
è il punto che sento il dovere di portare con convinzione in questa giornata un sistema finanziario è come un ecosistema vivente, non è forte quando è uniforme, ma è forte quando è bio diverso.
La biodiversità del sistema finanziario non è un vezzo accademico, è una condizione di salute, le grandi banche internazionali, gli studi cooperativi, le casse, le banche popolari come la nostra, non sono doppioni, l’1 dell’altra sono specie diverse, ciascuno con la propria funzione ciascuna capace di nutrire una parte di economia che le altre non raggiungono.
La monocultura in finanza, come in agricoltura, promette efficienza nel breve e fragilità nel lungo.
Basso uno shock perché un sistema uniforme si pieghi, la biodiversità, al contrario, garantisce resilienza, rigenerazione.
E soprattutto futuro.
In questo ecosistema la Banca Popolare è una specie chiave dove la Banca Popolare prospera, prosperano anche la piccola impresa, lo ricordava il professor le noci, prima l’artigianato, l’agricoltore, la famiglia chiarisca che risparmia, dove scompare, al contrario, l’intero habitat si impoverisce.
E se ne mette a rischio la stessa tenuta sociale, lo aveva compreso bene già Menichella negli anni 50, quando voleva ai capitali, forniti soprattutto da istituzioni piccole periferiche, che vivono accanto a ogni piccolo proprietario che vivono della sua stessa vita, che abbiano le sue stesse ansie e le sue stesse certezze.
E questa è la grande intuizione di Luigi Luzzatti.
Grande padre del credito popolare, la prossimità non come limite ma come forma superiore di conoscenza.
La stessa sensibilità che dalla nostra Sicilia animò Don Luigi Sturzo, una società è tanto più forte quanto più sono vivi i suoi corpi intermedi e le sue comunità.
Biodiversità della finanza e vitalità delle comunità sono, in fondo, la stessa idea, e ce lo ricorda anche un recente studio del professor romana sul sistema delle banche popolari, commissionato dal Comitato interessi interassociativo delle banche popolari, delle banche private e delle casse di risparmio.
E qui vado al cuore del mio intervento, per troppo tempo abbiamo immaginato la prossimità, il sistema come due mondi separati, grande e piccolo, locale e globale, relazione e Scala è una contrapposizione che, a mio modo di vedere, non regge più la prossimità e sistemica, la conoscenza che una banca del territorio accumula e un patrimonio informativo che nessun centro, nessun algoritmo può replicare a distanza e quando questa conoscenza diffusa viene messa in rete, smette di essere locale e diventa intelligenza di sistema.
Il risparmio di un territorio allocato con sapienza in quel territorio non resta sul territorio in esclusiva, alimenta filiere, alimenta occupazione e torna quindi a vantaggio dell’intero Paese.
Anche della nostra Europa.
Il connubio tra prossimità economica ed economia sistemica quindi, è la vera frontiera dei prossimi anni.
C’è in tutto questo una eredità che tocca il cuore del nostro mestiere, Menichella, che aveva avuto aveva visto la lira ridursi a meno di un cinquantesimo del proprio valore tra prima e dopo la Seconda guerra mondiale, ammoniva i banchieri.
Chi raccoglie un deposito non ha compiuto il proprio dovere se restituisce lo stesso numero di lire.
Ma non lo stesso valore, in tal caso avremmo forse osservato il contratto nella sua sostanza giuridica, ma lo avremmo violato nella sua essenza morale.
L’essenza morale del contratto, il risparmio non è un numero, è la fiducia depositata il lavoro di una famiglia che ci chiede di custodirne il valore ed è ancora oggi il nostro credito trasformare quel risparmio in impieghi produttivi, ovviamente come ci consigliava, come ci invidiava Menichella con decisione con severità e con avvedutezza.
Perché ammoniva sempre Menichella ai banchieri delle banche popolari e voi giocate ogni giorno il vostro nome, la fama delle vostre famiglie nelle località dove svolgere il compito gravoso di raccogliere il risparmio è di prestarlo, settant’anni dopo è ancora così il nome di una banca e il nome di chi la guida sono la stessa cosa.
La professionalità e la deontologia di chi ne assume il ruolo di guida sono fattori discriminanti.
Qualcuno forse potrebbe pensare che tutto questo appartenga al passato, no, io credo, l’esatto contrario, questo appartiene al futuro.
Certo, viviamo la stagione dell’intelligenza artificiale della finanza di piattaforma dell’euro digitale, una stagione che spinge verso l’Omc, l’omologazione e la pura scala.
Ma proprio per questo il differenziale competitivo dei prossimi anni non sarà solo la dimensione, bensì soprattutto la capacità di tenere insieme tre capitali il capitale finanziario, il capitale cognitivo e il capitale di prossimità non vincerà chi è soltanto grande, ma chi saprà essere soprattutto radicato e connesso.
Per una banca come la nostra, la tecnologia non è quindi la fine della relazione, ma è al contrario ciò che consente di mettere la prossimità in rete e di far parlare il territorio con il sistema e i numeri, in questa fase storica, ci dicono che la storia sta dalla nostra parte il Mezzogiorno non è più la Bnl la periferia che rincorre e in questo momento un territorio che traina,
Tra il 2022 e il 24, il prodotto del Sud è cresciuto dell’8 e 6%, contro il 5 6% del resto del Paese, in base ai dati Svimez pubblicati lo scorso 18 giugno, anche nel 2025 per il quarto anno consecutivo il Sud è cresciuto più della media italiana, una circostanza unica nelle serie statistiche omogenee disponibili dal 1980 numeri che quindi ci dicono che la prossimità di Luzzatti e di Menichella non era arretratezza era, lo speriamo vivamente, solo anticipazione,
E in questo solco che si colloca la nostra strategia per Box Banca Agricola Popolare di Sicilia e alla crescita sostenibile, solidale, inclusiva, non è un capitolo a margine e il baricentro del nostro disegno industriale, oggi siamo alla seconda banca popolare in Italia per total asset la prima per presenza sul territorio.
Partendo da questo, vogliamo trasformare il radicamento in piattaforma e risparmio del Sud Italia in investimento per il Sud Italia e da lì in valore.
Per l’intero sistema Paese una finanza quindi che accompagna la crescita e non la rincorre, non perché sia facile, ma perché è necessario, non perché sia comodo, ma perché è giusto.
Come ha detto Domenico Donato Menichella, parlava una sola volta, l’anno.
E cambiò il volto dell’Italia.
A noi che parliamo forse un po’troppo tocca un compito più arduo far.
Arrivare ai nostri territori, meno parole e più fiducia, custodire risparmio, servire il credito, onorare il nome perché me lo concedete un luogo così solenne il futuro del credito non appartiene, come dicevo prima, soltanto a chi è grande ne ha soltanto a chi è vicino.
Appartiene a chi saprà tenere insieme la professionalità, la prossimità è il sistema.
È la biodiversità non Univer, l’uniformità a custodire la vita di un ecosistema, di un’economia di un Paese e noi questo è il nostro obiettivo, ci saremo con responsabilità, con disciplina e con visione, vi ringrazio ancora molto per questo premio e grazie anche per avermi ascoltato.
Buongiorno a tutti, ringrazio i presenti e tutte le autorità, ringrazio la Fondazione per l’ambito riconoscimento che premia gli sforzi e l’impegno profusi nel mecenatismo imprenditoriale e culturale da un’impresa lunga 124 anni tanti sono quelli trascorsi dalla nascita nel 1902 ad oggi, una storia lunga oltre un secolo che oggi trova un sigillo di merito, non comune. Quella di olio Levante è una storia di impresa familiare, come tra quelle che hanno generate il rinascimento economico italiano, di cui, con la responsabilità, come amministratore unico ruolo al quesito per volontà delle mie tre sorelle, di cui vado molto fiero e con le quali condivido questo premio. Oltre a mio padre, Nicola è la mia cara mamma. Francesca
Ho cominciato a lavorare da solo al solito 12 anni, seguivo mio padre nei suoi percorsi lavorativi, essendo l’unico figlio maschio, e ho lavorato e studiato contemporaneamente.
A quei tempi era doveroso.
Non ci si sottraeva tutti, dovevamo dare il proprio contributo, ma quello che sembrava solo un obbligo nel tempo è diventato una passione e un grande amore per l’olivicoltura leggere negli occhi di mio padre la fatica e sacrificio di ogni traguardo raggiunti sono stati per me esempi efficacissimi insegnamenti unici e autentici che cerco di trasmettere ai miei figli e alle pari alle mie sorelle, mio padre era un olivicoltori e frantoiani alla terza generazione in azienda io rappresento la quarta e la quinta è già in campo che si sta formando
E come noi siamo partiti dalla pianta, anche loro stanno conoscendo e maturando il loro impegno in tutte le fasi dell’intera filiera, olivicolo olearia.
124 anni dopo, guardiamo il futuro continuando a consolidare il cordone ombelicale con il passato con le radici, manteniamo così vivi i ricordi del passato, come quando negli anni 70, con mio padre, abbiamo deciso di rinnovare l’impianto tradizionale di molitura
Passando dalle strade dall’estrazione, a pressione a quella a ciclo continuo, un salto di qualità produttivo, qualitativo e innovativo fatto in ambienti contenuti, pensate solo 180 metri quadri, insomma il nostro famoso sottoscala o un grande box, come gli inventori del personal computer nella Silicon Valley.
Oggi operiamo in uno stabilimento di ultima generazione, su una superficie di 18.000 metri quadri, che sarà duplicata entro il prossimo anno, energicamente autosufficiente grazie al fotovoltaico in olio Levante, siamo molto attenti alla sostenibilità, convinti che l’ambiente che ci accoglie.
Meriti rispetto e tutela.
Per questo unico per questo siamo un unico esempio di gruppo olivicolo oleario del Sud e ci siamo anche dati un rapporto integrato di sostenibilità, novità assoluta per il settore nel Mezzogiorno d’Italia.
Questo riconoscimento conferma che siamo sulla strada giusta, ma quest’ultima si può percorrere solo con le persone, senza di loro si brancola nel buio, pertanto la parola d’ordine è investire nella formazione e nella ricerca di risorse umane, cercando di costruire squadre solide e coese.
E la nostra prerogativa a mettere a disposizione la nostra competenza e il nostro know how e tutta l’esperienza, per questo non si contano i progetti di welfare aziendali, realizzati, quelli di inclusioni sociali.
Con coerenti con il dettato costituzionale, della responsabilità sociale d’impresa e di supporto delle fasce più deboli.
Da ultimo, nel sostegno ad una cooperativa della diocesi di Andria, la nostra città Andria, per il recupero di ditte di detenuti in prova ed ex detenuti.
E nel supporto alle iniziative culturali, sportive e di formazione e cultura d’impresa in partnership con Confindustria Bari-Bat.
Quotidianamente alla guida di olio Levante, prendono decisioni che mettono sempre al centro il cliente, il consumatore, la cui salute e benessere sono per noi elementi imprescindibili.
Quale alimento migliore sennò l’olio extravergine Delrio per non è un giudizio di parte, ve lo assicuro studi scientifici e regolamenti dell’Unione Europea ci permettono di produrre dagli olive di cultivar Coratina dei nostri uliveti, il nostro Fenoglio.
Un olio con claim salutistici unico nel suo genere, un ottimo antiossidante naturale, un’innovazione di prodotto subito seguita da un’altra innovazione presentata in occasione della recentissima edizione di tutto Food con il primo olio da monocultivar Ogliarola, questa volta arricchito da vitamina D con il nostro ufficio di ricerca, sviluppo e qualità abbiamo lavorato per lunghi anni anni di ricerca che ci hanno consentito di ottenere l’autorizzazione del Ministero Ministero della sanità in questo caso.
Il nostro di più ogni giorno e questo è il marchio aziendale e un olio che, se utilizzato quotidianamente.
Supporto al sistema immunitario ed è essenziale per la salute delle ossa di adulti e bambini, quindi un potente antiossidante naturale è un un, un ottimo portatore di del sistema immunitario sono due oli che sono praticamente un toccasana per la salute di giovani adulti e bambini.
Grazie grazie, grazie dunque per questo premio che ristrutturò gelosamente io con la famiglia cassetta.
E tutte le maestranze di Levante, consapevoli che c’è ancora molta strada da fare, ma siamo anche convinti che la passione, la determinazione e la perseveranza che ci hanno accompagnato in questi anni ci consentiranno di raggiungere ambiziosi, traguardi con un unico filo comune innovazione responsabile, crescita sostenibile, fatica sudore e aggiungerei sacrificio e umiltà grazie ancora.
Ora la premiazione, come ho detto prima, adesso ci sarà la premiazione che è rappresentativa e c’è una pergamena ricordo, ma il vero, il vero premio è la donazione della mini biblioteca Ciaia e poi ognuno di voi avrà ovviamente tempo di decidere a quale istituzione pubblica o privata vuole devolverla.
Non premiati.
Facciamo.
Vediamo lì.
Allora meglio ricordarlo.
Ti raggiungono.
Leggo la vera motivazione,
Allora?
Venticinquesimo Premio Donato Menichella per gli studi economici, al chiarissimo professor Angelo Provasoli per il suo ruolo di Magnifico Rettore e brillante docente di determinazioni quantitative d’azienda, metodologie e determinazioni quantitative d’azienda presso l’Università commerciale Luigi Bocconi di Milano.
Per la preziosa attività di consulenza professionale in operazioni di emerge, cioè Acquisition finanzia straordinaria, litigation e valutazioni d’azienda, per il contributo fornito alla realizzazione dello ICI e all’affermazione dell’EFRAG e del comitato per la corporate governance delle società quotate.
Per lo svolgimento di preziosi incarichi di controllo societario, complimenti.
Se fosse.
Grazie grazie.
Venticinquesimo Premio Donato Menichella per la politica monetaria e creditizia Banca Agricola Popolare di Sicilia
Per l’approccio volto all’accoglienza e all’ascolto dei clienti, al fine di tutelarne il risparmio e sostenerne i progetti di crescita.
Per il percorso sostenibile, alla creazione di valore per l’offerta, a famiglie e imprese e soci, di strumenti in grado di progettare i loro sogni e realizzare il loro futuro per la valorizzazione del patrimonio culturale e naturale della Sicilia, complimenti.
Grazie.
Venticinquesimo Premio, Donato Menichella per il mecenatismo imprenditoriale culturale, a Riccardo al Cavalier, Riccardo cassetta.
Per la grande valenza attribuita al capitale sociale e relazionale per il forte impegno nella ricerca e innovazione, che ha portato a siglare da ultimo un accordo di collaborazione con l’istituto Saverio De Bellis di Castellana, Grotte sulle proprietà dell’Olio, evo ad alto contenuto di polifenoli è vita amministrati.
Per combattere la steatosi epatica, complimenti.
è terminata pista, venticinquesima edizione del Premio Donato Menichella.
È stato veramente un piacere avere tutti quanti un onore avere qui con noi, sia il professor Provasoli, il dottor Continella, il cavalier cassetta, il professor Franco, le noci, che ringrazio davvero tanto il professor Mario Monti e tutti quanti voi alla prossima e buona giornata,
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Fondazione Elio Greco
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