TERREMOTO IN VENEZUELA. AMSI-UMEM-UXU-CO-MAI: SERVE UNA MOBILITAZIONE SANITARIA E UMANITARIA INTERNAZIONALE


SOLIDARIETÀ AL POPOLO VENEZUELANO, ALLA COMUNITÀ VENEZUELANA E ALLA COMUNITÀ ITALIANA PRESENTE NEL PAESE.

Aodi: «I nostri medici e i nostri giornalisti ci descrivono una situazione gravissima (oltre 50mila dispersi). Ci sono ancora tante persone sotto le macerie, soprattutto bambini e donne. Ringraziamo la Farnesina e il Vaticano per i primi interventi di solidarietà, ma occorre fare ancora di più per salvare vite umane»

ROMA, 26 GIUGNO 2026 – Il Venezuela continua a vivere ore drammatiche dopo il violentissimo terremoto che ha devastato vaste aree del Paese. Il bilancio provvisorio parla di almeno 188 vittime, oltre 1.000 feriti e più di 50mila dispersi, mentre proseguono senza sosta le operazioni di ricerca tra edifici crollati, infrastrutture gravemente danneggiate e strutture sanitarie in forte difficoltà. Tra le vittime figura anche un cittadino italo-venezuelano, mentre cresce la preoccupazione per la sorte di numerosi connazionali presenti nelle aree maggiormente colpite. In queste ore sono stati attivati i primi interventi di soccorso internazionale e di assistenza umanitaria, mentre l’Italia ha assicurato il proprio sostegno attraverso la Farnesina, i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e l’Aeronautica Militare. Un primo concreto gesto di solidarietà è arrivato anche dal Vaticano, con il contributo disposto da Papa Leone XIV a favore delle popolazioni colpite.

Di fronte a una tragedia umanitaria di questa portata, AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali, UMEM – Unione Medica Euromediterranea, Co-Mai (Comunità del Mondo Arabo in Italia), AISC NEWS – Agenzia Mondiale Senza Confini, il Movimento Internazionale Uniti per Unire (UXU) e la Scuola Unione per l’Italia riflettono, analizzano e commentano con grande preoccupazione l’evolversi dell’emergenza, esprimendo profondo cordoglio per le vittime, vicinanza ai feriti e alle loro famiglie, piena solidarietà al popolo venezuelano, alla comunità venezuelana residente in Italia, alla comunità italiana e italo-venezuelana e rilanciando un appello affinché la risposta della comunità internazionale venga ulteriormente rafforzata.

Il Prof. Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO e docente dell’Università di Tor Vergata, evidenzia come le testimonianze che continuano ad arrivare dal territorio descrivano uno scenario estremamente critico.

«I nostri colleghi venezuelani, insieme ai nostri medici, infermieri e ai nostri giornalisti presenti sul territorio, ci stanno inviando aggiornamenti continui. La situazione è molto grave. Ci sono ancora numerose persone sotto le macerie, soprattutto bambini e donne, che attendono di essere raggiunte dai soccorritori. Ogni minuto può fare la differenza tra la vita e la morte. Per questo chiediamo che la risposta internazionale venga ulteriormente rafforzata con squadre di soccorso specializzate, ospedali da campo, personale sanitario, farmaci, dispositivi medici e tutto ciò che può contribuire a salvare vite umane. La presenza dei nostri colleghi venezuelani, dei medici, degli infermieri e dei professionisti sanitari che fanno parte della nostra rete internazionale può facilitare il coordinamento degli aiuti e rendere ancora più rapidi gli interventi sul territorio. In emergenze come questa la tempestività significa salvare vite umane.»

LA PRIORITÀ È SALVARE VITE UMANE

Per la rete associativa e i movimenti, le prossime ore rappresentano la fase più delicata dell’emergenza. Occorre sostenere il lavoro delle squadre impegnate nella ricerca dei dispersi, garantire assistenza sanitaria ai feriti, mettere in sicurezza gli ospedali e assicurare acqua, medicinali, beni di prima necessità e supporto psicologico alle popolazioni colpite.

«Le grandi emergenze dimostrano ancora una volta che la salute globale non conosce confini. Servono cooperazione internazionale, coordinamento tra le istituzioni e una mobilitazione sanitaria capace di rispondere rapidamente ai bisogni delle popolazioni colpite. Quando la rete internazionale dei professionisti della salute viene attivata tempestivamente è possibile salvare più vite umane.»

VICINANZA ALLE COMUNITÀ COLPITE E APPREZZAMENTO PER I PRIMI AIUTI

«Esprimiamo la nostra vicinanza alla comunità venezuelana residente in Italia, alla comunità italiana e italo-venezuelana che sta vivendo ore di profonda angoscia e ai tanti professionisti sanitari venezuelani – medici, infermieri e operatori sanitari – che fanno parte della nostra rete e che stanno vivendo con grande apprensione quanto sta accadendo nel loro Paese. Rivolgiamo un pensiero particolare alla famiglia del cittadino italo-venezuelano che ha perso la vita in questa tragedia. Ringraziamo la Farnesina per il tempestivo lavoro svolto attraverso l’Unità di Crisi e per le iniziative già avviate a sostegno dei connazionali e delle operazioni di soccorso. Esprimiamo inoltre profonda gratitudine al Vaticano e a Papa Leone XIV per il primo contributo di solidarietà destinato alle popolazioni colpite, un gesto di grande valore umano e morale.»

UNITI PER SALVARE VITE

«Le informazioni che continuiamo a ricevere dai nostri colleghi venezuelani, insieme ai medici, agli infermieri e ai giornalisti della nostra rete internazionale, confermano che l’emergenza è ancora nella sua fase più critica. Per questo continueremo a seguire costantemente l’evoluzione della situazione, mettendo a disposizione la nostra rete di professionisti della salute, dell’informazione e del volontariato. Le proposte contenute nel Manifesto “Unione per l’Italia” vanno proprio in questa direzione: costruire reti permanenti di cooperazione sanitaria internazionale e di risposta alle emergenze, capaci di intervenire rapidamente, al di sopra di ogni appartenenza politica, ogni volta che calamità naturali o crisi umanitarie mettono in pericolo migliaia di persone. Oggi più che mai dobbiamo essere uniti per unire. Continueremo a mettere a disposizione la nostra rete internazionale di medici, infermieri, professionisti della salute, giornalisti e volontari, convinti che solo una cooperazione concreta possa salvare il maggior numero possibile di vite umane. Il nostro pensiero va al popolo venezuelano, alla comunità venezuelana in Italia, alla comunità italiana e italo-venezuelana e a tutti coloro che stanno operando senza sosta. In questo momento dobbiamo fare tutto il possibile per salvare più vite, soprattutto quelle dei bambini, delle donne e delle persone più fragili.»


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