Una sfida contro gli altri, ma soprattutto contro se stesso. Per Ismael Saibari da Terrassa, Spagna, il calcio è stato prima di tutto una questione di autoaffermazione. Sì, perché l’uomo che con i suoi gol sta trascinando il Marocco nel Mondiale (nella notte la sfida all’Olanda nei sedicesimi) è stato prima di tutto un bambino che sembrava destinato a non poter camminare. Tutta colpa di una malattia congenita che gli aveva portato in dote due piedi fortemente rivolti verso l’interno.
Fino a quando aveva due anni e mezzo Ismael non ha mosso un passo. «C’era la possibilità che non riuscissi a camminare normalmente per il resto della mia vita. Siamo musulmani e crediamo profondamente in Dio – ha detto a Wenström Television – Per questo mia madre pregava per me, perché potessi diventare come tutti gli altri bambini». La normalità sembra fantascienza. Fare qualche passo è un sogno. Giocare a pallone è qualcosa di semplicemente inconcepibile. Poi le cose cambiano all’improvviso.
I piedi raddrizzati e il pallone in strada
Un ortopedico visita il piccolo Ismael. E consiglia ai suoi genitori di fare indossare al bambino un dispositivo correttivo. All’inizio sono diffidenti. Poi decidono di accettare. Per un anno Saibari porta un apparecchio che gli deve raddrizzare i piedi. Sembra una follia. Invece funziona. «Era come una macchina che mi aiutava a camminare – dirà – In questo modo i piedi tornarono diritti. Ismael non si limita a camminare. Impara a correre. E non si ferma più. Il calcio è una semplice conseguenza. Gioca in strada, nelle piazzette del quartiere popolare di Can Parellada, non esattamente nel centro di Terrassa. La sua esistenza va in scena silenziosa, nella periferia della periferia del mondo. Il pallone è un passatempo che lo lega a suo fratello Akram, più gande di lui di sei anni.
Poco dopo entra nella scuola calcio del suo paese. Si presenta al campo di allenamento con il pallone sotto il braccio. E a mollarlo non ci pensa nemmeno. Guarda tutti gli allenamenti, poi durante i cambi turno entra in campo anche lui per giocare un po’. Tanto che a volte lo devono rimproverare perché intralcia gli altri. Ismael è dappertutto. Basta che ci sia un pallone pronto a rotolare. «Quando avevo quattro anni i miei genitori mi hanno portato ovunque potessi giocare». Sembra l’inizio di un idillio. Invece poco dopo la vita gli mette davanti un altro tornante.
Gli anni in Belgio e una (quasi) sentenza: “troppo grasso”
Quando Saibari ha sei anni la crisi economica si abbatte sulla Spagna. Suo padre perde il lavoro. Un’amica della madre li chiama in Belgio. La famiglia organizza una piccola merenda di commiato per salutare gli amici di Terrassa. Il nuovo inizio non è semplice. I Saibari devono ripartire da zero. Il padre cerca un nuovo impiego. Ismael un nuovo club. Gioca prima nel Willebroek-Meerhof, poi nel Beerschot. Agli allenamenti con la squadra seguono gli allenamenti con suo padre. Ogni sera i due vanno al parco. L’uomo costringe il figlio a calciare solo con il sinistro. Ancora e ancora e ancora. Fino a quando non arrivano a cento tiri al giorno. È un dettaglio à la Agassi che però modificherà ancora i piedi di Ismael. Fino a renderlo ambidestro. Il 2013 è l’anno della svolta.
Leggi anche
Ismael entra nelle giovanili dell’Anderlecht. È una gioia effimera. Dopo due anni viene convocato. Una nuova stagione sta per iniziare. E i biancomalva gli comunicano che non lo avrebbero confermato: troppo grasso per i loro standard. Quelle parole gli rimbalzano in testa per giorni, tanto da farlo cominciare a dubitare delle sue capacità. Un giorno i genitori lo prendono da parte. Le alternative sono due, gli dicono: o accetta il fallimento oppure inizia a lavorare ancora più duramente. Ismael non ha dubbi su cosa scegliere. Nella sua testa si fa largo un’idea che diventa presto consapevolezza. Il ragazzo capisce di essere stato pigro. Forse anche troppo. Così inizia a darsi da fare.
Saibari diventa “grande” al PSV
Si allena sempre e con sempre maggiore intensità. Ricomincia dal Malines, poi entra nel Genk. «Ismael era effettivamente un po’ pesante e gli mancava resistenza – racconta Kevin Van Dessel, suo allenatore al Genk – ha cominciato a lavorare durissimo». La sua rivincita arriva presto. Con la maglia dei “Puffi” segna infatti un gol che vale il 4-3 sull’Anderlecht, conquistando la vittoria in un torneo giovanile. Nel 2020, a 19 anni, passa al PSV Eindhoven. All’inizio gioca nella seconda squadra del club. Inizia a farsi le ossa, a imporre il suo fisico possente. «Ha semplicemente una struttura fisica robusta – dice Ruud Van Nistelrooy, che lo ha allenato nelle giovanili e nella prima squadra del PSV – ma ha una percentuale di grasso dell’otto per cento».
La strada è in salita, ma la sua crescita è costante. La sua muscolatura diventa massiccia, lo trasforma in un calciatore potenzialmente dominante. Il ragazzo gioca in tutti i ruoli dell’attacco. «Per un giocatore che possiede una tale forza non è scontato avere anche una buona tecnica, ma lui ce l’ha», dice Peter Bosz, suo allenatore al PSV dal 2023. La sua affermazione arriva gradualmente. Nelle prime due stagioni gli riconoscono una qualità fuori dal comune nell’arrivare davanti alla porta avversaria. Ma anche una certa difficoltà a segnare. A volte tira male. Finisce per terra dopo aver calciato. Ismael lavora ancora più intensamente.
I gol di Saibari con il Marocco
Nel 2024/2025 segna undici gol. È solo un assaggio. Nel corso dell’ultima stagione segna 15 gol e mette a referto 8 assist. In pratica in 27 partite mette lo zampino in 23 gol. È il miglior giocatore dell’Eredivisie. A consegnarli il premio sono i fratelli Akram e Adam. Nel 2023 è stato costretto a scegliere. Era convocabile da Spagna, Belgio e Marocco. Roberto Martinez lo contatta personalmente per convincerlo a scegliere i Diavoli Rossi. Una fatica inutile.
Saibari ha già scelto il Marocco. E ora lo sta trascinando a suon di gol. Una volta un giornalista gli ha chiesto quale titolo gli piacerebbe leggere un giorno. Lui ha risposto senza tentennamenti: «Ismael Saibari segna il gol decisivo nella finale del Mondiale». Un sogno che il ragazzo partito dalla Spagna vorrebbe realizzare già in questa Coppa del Mondo.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link
Andrea Romano
Source link



