Africa oggi (2.07.2026)


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Buongiorno agli ascoltatori di radio radicale, benvenuti sulla rubrica Africo, oggi in collegamento da Trieste abbiamo dottor, Gianfranco Schiavone di husky, benvenuto dottore, buongiorno, buongiorno a tutti e in collegamento apriamo collega Nello Scavo di Avvenire, benvenuto nello grazie grazie un saluto.
Poi, a chi ci ascolta, gli altri amici che già lavoreranno con noi oggi?
Grazie, è in collegamento, abbiamo bellissimi a Calais, da Benin, in Nigeria, collegato con noi benvenuta dottoressa avvocato Italo nigeriano, attivista dei diritti umani, collabora testate, fra cui Africa, trattino express, info, Benvenuto, allora cominciamo subito con.
Nello nello tu sei appena tornato da una missione importante per tuo giornale, se è andato in Somalia a Mogadiscio e sei andato a Villa Somalia e ai intervistato, il presidente federale ASEM, sia come avevamo articolo che ha iscritto il tuo giornale, Avvenire che abbiamo letto ci puoi raccontare come hai trovato la Somalia dopo tanti anni che sei ritornato di no prego ne
Io ero stato in Somalia nel 2011, nel momento in cui la battaglia a Mogadiscio infuriava
Per espellere il movimento Shabab dalla dalla città in una serie di scontri che avevano visto una coalizione di diversi clan somali della città di Mogadiscio, in particolare con forze internazionali forze, le nazioni unite, forze somale, combattere contro gli Shabaab ed era una città sostanzialmente distrutta dove vigeva la più totale anarchia non erano presenti le organizzazioni internazionali, l’Alto commissariato Onu per i rifugiati stava aprendo proprio in quei giorni il suo il suo ufficio in un’area protetta.
Nel compound dell’aeroporto internazionale di di Mogadiscio e e questo era uno scenario di distruzione e anche di morte e vi era anche una carestia terribile che portava a decine di migliaia di persone dalla Somalia a fuggire verso il Sud scappavano dalla guerra e dalla fame e in particolare si recavano verso il Kenya e i campi profughi come quello di Dadaab e oggi Mogadiscio una città per certi versi diversa, nel senso che ho osservato, nuovi quartieri, nuove costruzioni con finanziamenti che arrivano soprattutto dall’estero, in parte dalla diaspora in parte da investitori internazionali, ha una sua vitalità, perfino una sua movida notturna, nonostante vi sarebbe una sorta di coprifuoco durante la notte
Ma i quartieri antichi dell’antica Mogadiscio sono sostanzialmente perduti. Non c’è un progetto, un progetto di ristrutturazione o di o di ricostruzione colpisce molto vedere i giovani e le famiglie a provare a tornare a una certa normalità, e lo si nota in particolare sulla sulla spiaggia. La più famosa si chiama Lido, dove centinaia e centinaia di famiglie si si recano nelle giornate libere per fare il bagno, giocare al calcio e e ritrovarsi, però questo non vuol dire che non ci sia attenzione. Dobbiamo ricordare che all’inizio del mese di giugno c’erano stati scontri violentissimi tra diverse fazioni
A Mogadiscio, dopo che il presidente aveva annunciato la aveva annunciato la volontà, confermata poi con il voto del Parlamento, di ottenere una proroga dei suoi poteri per un anno in questo questi ulteriori 12 mesi provare a costruire una nuova legge elettorale,
Che possa riportare in Somalia il suffragio universale, perché ricordiamo e dal 1969 che i somali non si recano alle urne per le elezioni dirette salvo elezioni locali, tutto questo crea un enorme tensione, diciamo la, la ricostruzione anche della normalità a Mogadiscio, da una parte dà speranza da un’altra parte, però non deve illudere rispetto a una normalizzazione, una stabilizzazione che ancora non è completa, chiarissima, allora rimani con noi che ancora vogliamo approfondire col pennello anche questi aspetti.
E altri. Allora io vado subito a Trieste e, dottor Gianfranco Schiavone, noi abbiamo parlato diverse volte, lei abituati rubrica di Radio Radicale, aprirà oggi e abbiamo raccontato diverse volte i fatti che riguardano l’immigrazione e il diritto dell’asilo che lei e sua associazione Husky sono esperti e si dedicano, allora volevo chiedere il caso Al Masri no e il punto dell’iceberg del problema del diritto dal nostro Paese. Ne abbiamo già parlato e il governo italiano, guidato da Giorgia Meloni, hanno preso questo ricercato della Corte penale internazionale, hanno dato un’idea di Stato e l’hanno portato in Libia. Adesso ci giunge il fatto che al generale Al Masri è stato inflitto e condannato le corti libiche 7 anni e 4 mesi come lei, 20, questo un vulnus strutture etico, una estetista o qualche cosa di uno scambio politico che il governo italiano ha fatto con quello Olimpico. Come possiamo spiegare questo fatto? Prego
Distinguiamo le 2 in due parti, una, diciamo più breve, più chiara di carattere giuridico, è una considerazione insomma più ampia di carattere persone allora sul piano procedurale e quello che è successo è gravissimo e vorrei ricordare che in Italia da questo punto di vista come dire, il è sotto osservazione da parte della Corte della Corte dell’Aja per non avere rispettato le procedure previste di consegna delle persone ricercate appunto con un mandato di cattura della Corte della Corte stessa.
Non ci sono L Italia sostenuto ragioni, devo dire, procedurali piuttosto vaghe e fumose e inconsistenti per cercare di giustificare quella che è, a tutti gli effetti una gravissima omissione e cioè appunto la non consegna da parte delle autorità italiane, appunto alla alla Corte quando il allenarsi si trovava per la puntualità questo è sicuramente avere anche,
Organizzato una sua sostanziale fuga in Libia, perché erano soltanto non sia proceduto appunto dalla consegna mai popolare italiano, ha operato attivamente per riportare nel paese appunto la, la persone care qui diciamo finisce la parte strettamente giuridica, cioè
Rispetto alla quale io ritengo della Corte accerterà questa grave violazione da parte dell’Italia, della appunto, dei propri obblighi legati appunto nello Statuto. È proprio nello studio di roba anche dall’ironia, diciamo, nello Statuto della Corte, sappiamo un fatto proprio del nostro Paese che cosa sia successo, successi che ci è successo poi in Libia, cioè se questa vicenda è dimostrazione di una relativa o comunque buona, addirittura autonomia della magistratura libica, o se si tratta di sostanzialmente di una una sorta di così sacrificio o no di una sull’altare di un accordo politico ovviamente non dichiarato ma insomma per in qualche modo accreditare l’immagine che è in fondo, appunto, proprio l’italiano non ha riportato nel paese dove i due, dove al massimo per dove la persona protetta mai alla riportati in un Paese nel quale oggi la persona è stata no accusata e anche con dei anche condannata, io personalmente io non può, devo dire, che propendo per l’ipotesi, diciamo, di un accordo, di un accordo politico, ma soprattutto ci tengo a dire insomma, che la cosa ha una scarsissima rilevanza sul piano, cioè avrà avrà ovviamente molta rilevanza per gli storici. No, quando riusciranno a scoprire che cos’è effettivamente successo? Ma non amo. Diciamo questo tipo di, diciamo di ragionamenti, perché ciò che conta è la prima parte, cioè che l’Italia non non ha fatto ciò che doveva fare. Se poi adesso c’è un procedimento indipendente o non è così indipendente, no, quello quello libico, di sicuramente di massimo interesse per politologi. 9 per, ripeto, per storici, ma non con nulla cambia rispetto alla gravità della condotta del noto del nostro povero e avessimo così avanti e pensare che solo i gesti dimostrativi dei regimi, anche e liberticidi libici, di accreditarsi come lei, comunque en passant ha accennato e parti disp
Sai essere persone comunque e perbene che perseguitano e criminali del loro Paese, ma comunque vedremo perché non credo che casa al Al Masri tenera cui allora non so se lei, dottoressa Vallesina a Calais e in collegamento con noi e mise la dottoressa in collegamento con noi da Benin City in Nigeria non mi senti allora nel frattempo nello io ho letto tua intervista al presidente a San Siro, come amo è un modo molto delicato, hai toccato il tema più importante in questo momento, che è quello della il ritardo degli elezioni, presidente,
Si Ali che si sarebbero già tenuti, visto che 15 maggio di quest’anno ha mandato presidenziale, è scaduto come Asa Cesa, ah, ah, ah, ti è sembrato come giustifica questo vulnus, essendo uno è stato eletto ben due volte, anche se non consecutivi e forte rapporti anche con comunità internazionale come mai che presidente,
Eh sì, ostenta di perseverare in queste sue strategie di tutto on, una persona di suffragio universale, secondo te è credibile o ci stava prendendo in giro e scusami, prego,
Però abbiamo capito come sindaca, lei, dottoressa avvocato, che è entrato in crisi, però aspettami un attimo che ho fatto una domanda a un collega va bene, ma vi ha accolto, vi ascolto, prego
Nell’inconscio nell’incontro che ho avuto con il presidente che è stato presieduto una serie di altri incontri, perché lui ha ritenuto particolarmente importante questa intervista e devo dire che sono successivamente, mi sono reso conto anche di alcuni dettagli che non sono secondarie, cioè che,
Un presidente somalo non riceveva un giornalista italiano nella sede di Villa Somalia, che un tempo si chiamava Villa Italia dal 1991. Tutte le altre interviste piuttosto rare, dei presidenti somali in questi anni sono avvenuti o in Italia o addirittura a bordo di navi o comunque mai dentro residenze ufficiali, per cui anche la scelta del luogo, dal suo punto di vista, ha avuto evidentemente un significato l’impressione che ho avuto senza farmi anche qui nessuna illusione, perché non bisogna essere ingenui e che lui ritenga il suffragio universale. Un modo per mettere in discussione il sistema di potere somalo innovando allo la speranza è che si innovi meglio. Naturalmente, però, questa innovazione potrebbe naturalmente garantire a lui anche la permanenza al potere per un tempo più lungo, per una ragione molto semplice. Oggi il sistema di voto somalo si fonda sostanzialmente sulla scelta che svolgono i capi dei clan delle tribù somale, che indicano, o ad ogni ad ogni tribù è indicato, assegnato un certo numero di parlamentari. I capi delle tribù dei clan, poi, scelgono quali parlamentari
Verranno inviati al Parlamento, questo, naturalmente è frutto anche di un dibattito interno, però è noto che molto difficilmente e il popolo somalo che fatica tutti i giorni a mettere insieme il pranzo con la cena, perché ci sono delle realtà veramente di estrema povertà venga venga consultato nella scelta di queste figure e quindi le carriere interne dal punto di vista politico e non solo politico rispondono a un sistema tribale che invece è l’attuale presidente cerca in qualche modo di
Decostruire i suoi oppositori, i suoi critici sostengono che in realtà il suffragio universale e un modo per fare per importare il sistema del negoziato nel voto uno ad uno e cioè ogni singolo elettore va conquistato evidentemente anche con l’aiuto dei capi tribù per cui saranno essenziali poi una serie di rapporti di forza all’interno ma resta il fatto che, soprattutto nei più giovani, i giovani della diaspora che periodicamente rientrano in Somalia altri che invece studiano nelle università considerano
La mancanza del suffragio diretto del suffragio universale come una sorta di menomazione, cioè noi oggi studiamo, parliamo le lingue, siamo qualificati, ma la nostra opinione non conta nel momento in cui bisogna fare delle scelte politiche e dunque è un cambio anche culturale che si sta cercando di fare non voglio con questo naturalmente costruire un’idea romantica delle prospettive dei progetti del presidente, perché so benissimo quali sono gli interessi e gli interessi economici internazionali, peraltro il presidente nel corso dell’intervista, ha rivolto delle accuse molto pesanti nei confronti di Israele,
Perché ha riconosciuto, come sapete, il Somaliland e, dal suo punto di vista, avere riconosciuto una regione autoproclamatasi indipendente crea un problema, crea un problema in più, però sono giorni in cui gli americani continuano a bombardare alcune posizioni degli Shabab, ci sono state anche molte vittime tra i civili somali,
E coinvolti nel conflitto in maniera indiretta e di cui però si parla sempre molto poco, e c’è un problema anche di di prospettive di sviluppo economico, che è molto, è molto seria
Quello che ho notato è che ci sono molti investitori da paesi come la Turchia, e lo dimostra anche la loro presenza in alcuni alberghi importanti di di Mogadiscio ci sono investimenti dalla dalla diaspora e quindi il richiamo chiari.
Al presidente, sostanzialmente agli europei e agli italiani in particolare, è tornate qui tornate a investire tutto questo naturalmente offre anche un’idea a lui, un’immagine per potere perpetuare il potere e chiudo con una immagine che di pochissime ore fa, e cioè del presidente somalo che ha raggiunto uno dei nuovi quartieri di Mogadiscio ieri sera nel corso di una normale serata dei giovani dei giovani somali nei ristoranti.
Nei locali è stato accolto come, come prevedibilmente, con una sorta di festa e lui ha così ha voluto rappresentare un’idea anche di sicurezza in Somalia per gli investitori internazionali, per i visitatori internazionali. Devo dire che questo è vero fino a un certo punto perché, ad esempio, anch’io ho dovuto dotarmi di una scorta molto pesante, perché in alcuni quartieri i giornalisti possono essere ancora preda di sequestri oppure di altri tentativi, insomma, di di di condizionamento, però certamente non è la situazione di 15 anni fa, chiarissima, però comunque basta aggiungere anche ieri sera, prima a luglio è la festa nazionale, nulla vieta che siano un raduni di regime l’organizzato. Comunque, in ogni caso,
Ci teniamo il rinnovo delle istituzioni o queste poesia sistema calami col famigerato che non piace a nessuno, osi al suo operato universale, quindi che ama la democrazia, il rispetto della regola, le rinnovo, le scadenze amministrative sono fondamentali. Ti ringrazio nello che ti aspettiamo prossima Bontate per anche so che tu stai andando via, se vuoi rimanere con noi, rimane con noi, altrimenti ti salutiamo, ti ringrazio e sarà la prossima volta a breve, purtroppo devo salutarvi, però, ecco, vi ascolterò. In ogni caso, vi ringrazio per il vostro lavoro ed è molto importante anche per noi capire anche il contesto, quando poi ci richiama da giornalisti in territori che non sempre
Siamo facilitati nel comprendere chiarissimo ti ringrazio Africa oggi, e vi è grata anche questi sostegno dei nostri ascoltatori, allora andiamo in Nigeria, allora, dottoressa avvocato, attivista Blessing a Calais, allora benvenuta che avevo già presentato prima, se mi senti io volevo chiedere ti subito perché in Nigeria pure prossimo anno 1.027 si voterà partite di opposizioni, anche loro sono molto preoccupati che ci saranno a tafferugli e anche brogli, prego Blessing, e ci puoi raccontare per favore il quadro e stringato politico di Nigeria. Prego, dottore, Tommy sente, allora abbiamo perso la dottoressa allora
Gianfranco senti, farà in questione dottori, allora e ce vo chiederli questo eh hai saputo anche il fatto che la Unione Europea si è sposato in toto praticamente la politica migratoria editing, quello italiano di Giorgia guidata da Giorgia Meloni, questo te l’aspettavi e come si potrebbe arginare se anche e Unione europea cominci a fare e deportazione dei centri come tipo quello di Albania i Paesi cosiddetti terzi sicura la questione è molto complessa da spiegare quello che è successo negli ultimi mesi inedito
Perché in effetti si è realizzata all’interno del Parlamento europeo una maggioranza che non c’era mai stata nel passato e che è una maggioranza che sostanzialmente rompe?
Il patto sulla quale si regge la Commissione attuale, che, sostenuta da popolari, socialisti e democratici, la invece le 2 sia nel 2024, le normative del cosiddetto quarto sull’inaugurazione dell’asilo, quindi parliamo però della precedente legislatura, sia le misure ancora più radicali prese in questa faccio riferimento alla modifica alle modifiche per l’appunto,
Che sono intervenute sul regolamento rimpatri, che deve essere ancora, ma in realtà emanato. Mai l’accordo politico c’è già stato e con lei queste queste decisioni sono state tutte prese invece con una inedito accordo, fra appunto il Partito popolare e tutta l’estrema destra presente nel Parlamento e euro. Considerato che allora, già se si trattasse di una piccolo argomento, per così dire ribadire di tipo secondario, questo dovrebbe provocare una crisi politica. È evidente, ma a maggior ragione dovrebbe farlo. Se parliamo di uno dei grandi argomenti dell’Unione europea,
Per l’appunto di gestione dell’immigrazione, della tutela dei diritti fondamentali. Quindi siamo in una situazione veramente inquietante. Verrebbe da dire in in Europa, dove esiste una commissione senza una maggioranza, di fatto o meglio, esiste una commissione che retta in questo momento su alcuni temi fondamentali da una coalizione di estrema che di estrema destra, pur non essendo stata eletta
Con questa medesima maggioranza, questo certamente globale italiano, vi saranno vuoti e responsabilità, ma è chiaro anche lui di fronte a una deriva che che, che riguarda, aggiungono europea nel suo nel suo complesso, le misure sono.
Appunto un po’difficile da spiegare, in poche parole perché avremo sia la possibilità di.
Esternalizza, parliamo di due normative completamente diverse, una riguarda la possibilità, di cioè di cedere, per così dire la propria competenza, a esaminare le domande d’asilo a Paesi terzi. Questo solleva enormi interrogativi sul piano della legittimità della conformità alla Convenzione di Ginevra, la seconda possibilità che
E non è ancora appunto, prevista, ma ormai sappiamo che verrà introdotta la possibilità, sempre di cedere la propria, cedere la propria competenza a Paesi terzi in relazione ai rimpatrio, cioè far sì che si debba intendere, con conclusione di un’operazione di rimpatrio, la possibilità di inviare da persona a nome del Paese di origine ma in un Paese terzo D di cui questa, di cui che si occuperà di questa persona in forme e modi che sono estremamente definiti in maniera estremamente generica e questo solleva ovviamente Vela A e altre diverse profilo diciamo di profondi dubbi giuridici, oltre che è chiaro chiaramente di
Grandi interrogativi etici chiarissima, e è molto chiaro allora Palestina che lei mi senti adesso sì, chiedo scusa, mi dispiace anche per i nostri ascoltatori, sanno già delle condizioni o si preoccupi, siamo in diretta, allora senta allora Bellesini, io le avevo già presentato e ho fatto una domanda e vorrei sapere il problema che è politico, perché se come Nigeria l’anno prossimo andrà le elezioni, c’è paura di Paroli, sono molto preoccupati, i partiti di opposizione hanno paura di e che le leggi elettorali non sarà normative e non saranno rispettati raccontati in modo stringato e quali sono problema che avvertono, visto che tu sei un giurista e anche un attivista prego. La ringrazio per la domanda e iniziamo subito con confermare che sì, l’anno prossimo
Ci saranno le elezioni, e precisamente a febbraio, e quindi tra otto mesi, e ci saranno queste elezioni politiche e presidenziali e legislative, cioè delle Camere. Il punto è che quando si parla di elezioni e si presume cioè si presuppone una società democratica che ci sia una società democratica,
E purtroppo, nella realtà nigeriana non presenta assolutamente le caratteristiche di una società democratica dal momento in cui qui non si agisce nell’alveo, vi norme, principi, istituzioni, 8 vita democratiche, si capisce, lo si sa che la Nigeria,
E se non si sa chi confermo e dichiaro adesso che la Nigeria è assolutamente non è uno Stato democratico bensì una la società per azioni, anzi, peggio una società a responsabilità limitata dal momento in cui gli interessi della della popolazione e quindi l’interesse pubblico non è mai parte degli affari di Stato e per quanto riguarda il concetto di opposizione in Nigeria non esiste l’opposizione, sì, ci sono diversi partiti, ma tutti fanno esattamente le stesse cose. Tanto è vero che il presidente Akhmed Pollack mette in Ubu attuale presidente illegittimo, perché non è letto, si è imposto quasi quattro anni fa al potere perché il popolo avrebbe letto qualcun altro. Ma come come il mondo sa
Il partito di maggioranza
Si sono imposti con i brogli di cui menzionava la signora Shukri. Ora s’intende che le elezioni dell’anno prossimo subiranno le stesse caratteristiche di sempre, ossia di dei brogli d’istruzioni, violenze e, prima ancora, di condurre queste elezioni. Si sa che il presidente Pollak mette in Ubu verrà verrà riconfermato. È un problema, è un problema serio, perché è da 67 anni che il Paese va avanti così, senza democrazia, senza una vita minimamente civile. Somiglia molto a quanto accadde in Somalia perché ascoltavo i suoi ospite precedente e raccontava ai sistema elettivo dei parlamentari in Somalia e sostanzialmente è quello che succede anche in Nigeria, perché vengono selezionati, scelti dalle dal capo del partito di maggioranza in questo periodo abbiamo quello che si chiama EP ceo, Progress, il Congresso, sono loro a governo e purtroppo l’anno prossimo si assisterà a una nuova farsa
Civile e quindi si farà una un dileggio, ecco del concetto democratico, quindi cosa voglio dire, non si presagisce nulla di nulla di positivo per la popolazione nigeriana e quindi, purtroppo, la l’associazione di.
Di bisogno, di di di fame, di mancanza delle strutture civili minime, persisteranno i meccanismi elettivi, anche sono tali che non perdono, consentono alla popolazione di effettivamente partecipare ad.
E leggere i i rappresentanti, proprio come ho detto, è quello che ho detto prima, sono sono scelti dal despota che che è al potere in questo in questo momento e ci sono stati sempre i despoti al potere in Nigeria non abbiamo mai veramente avuto dei presidenti e dei presidenti democratici in questo o in questo Paese, e quindi le priorità sociali, economici, mani, e sono consistentemente insomma ignorati. Ecco, questo è la è la realtà, per quanto riguarda appunto le le elezioni che si terranno e
Il popolo ecco Ecopolis ormai ai minimi, allo sbaraglio e quindi è alla mercé, ecco di questa classe politica che ignora costantemente, insomma, i doveri doveri sociali, politici della della popolazione, chiarissimo, allora usiamo in un minuto e mezzo, se mi puoi dire una storia che mi ha,
Sul sito tantissimo, perché sa che in Nigeria e parti gemellari sono spesso frequenti, ma la settimana scorsa è successo qualcosa di molto spettacolare, e in particolare perché due ragazze e due sorelle gemelle e due maschi gemelli, entrambi tutto, 4 se sono e sborsati il medesimo matrimonio questa ha fatto un ecco le stampa internazionale, tra cui anche BBC un minuto come se OLO,
E ci puoi descrivere questo 2 com cosa vuole, sono quelle coincidenze sociali che che possono accadere in effetti è stata una storia, come lei ha detto piacevole, per la realtà che noi stiamo vivendo qui, che dire non è un fatto sociale che ha lasciato qualche segno atro perché perché il Paese sta vivendo un momento davvero davvero davvero terribile un Prometeo grama?
è la realtà delle persone, alle che si pensa più che altro a come superare la giornata, cioè trovare da mangiare, e però abbiamo terminato il nostro tempo, ti ringrazio del tuo intervento, anche se abbiamo avuto qualche problema grazie.
Poi separate,
Ma cosa?
Ti saluto anche, dottor Gianfranco Schiavone, di Aznar, e avevamo già salutato anche Harry salutiamo collega nello Avvenire e spazi di Africa oggi termina qui buon proseguimento sulla programmazione di Radio Radicale, arrivederci grazie e arrivederci.


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