Dalla Festa San Vitaliano il “cambio di passo”: 20mila presenze e un patto per rilanciare il centro storico


Le luci si sono spente, gli stand sono stati smontati e il centro storico è tornato alla normalità. Ma l’impressione condivisa da istituzioni, associazioni e operatori è che i due giorni di San Vitaliano abbiano lasciato qualcosa di più di una festa riuscita. Hanno dimostrato che, quando la città fa squadra, Catanzaro riesce a riempire le sue piazze, a valorizzare la propria identità e a creare economia. È questo il messaggio emerso dal bilancio dell’edizione 2026, presentato a Palazzo Fazzari, dove nessuno si è limitato a celebrare i numeri: tutti hanno chiesto che l’esperienza diventi un modello permanente di rilancio del centro storico.

E i numeri, in effetti, parlano da soli: circa 20 mila presenze in due giorni, oltre mille pitte artigianali prodotte, 6.046 “pittini” distribuiti, quindici farciture, dieci panifici, dieci ristoratori, più di quaranta addetti, otto stand, due talk e sedici reel capaci di superare le 270 mila visualizzazioni.

Il filo conduttore della conferenza è stato uno solo: trasformare il successo di San Vitaliano in un punto di partenza. Un concetto rilanciato con forza dal presidente di Assipan Catanzaro, Antonio Tassone, che ha rivendicato il valore culturale ed economico del Pitta Day. «Il segreto profondo dei Pitta Days non sta nei numeri, seppur straordinari, ma nell’anima di questo prodotto. La pitta racconta chi siamo, racchiude la nostra storia, i sacrifici dei nostri panificatori e il sapore di una tradizione che si tramanda di generazione in generazione. È la carta d’identità gastronomica e culturale di Catanzaro».

Poi la replica alle polemiche. «Voglio rispondere fermamente a chi, con una punta di snobismo, ha liquidato questa manifestazione parlando di “sagra di paese”. E rispondo anche a chi puntualmente ricorda che la città ha altri problemi. Lo sappiamo benissimo, nessuno si benda gli occhi. Ma questa narrazione costantemente negativa e disfattista non porta a nulla, se non all’immobilismo. Io non faccio politica: sono un imprenditore, appartengo a una famiglia che investe e rischia in questa città da tre generazioni. A me interessa soltanto che Catanzaro sia viva, che i catanzaresi tornino ad amarla, a frequentarla e ad esserne orgogliosi». Da qui l’appello rivolto all’intero mondo politico: «La cooperazione strategica fra pubblico e privato ha dimostrato di essere l’unica strada per dare nuova energia all’economia locale. L’entusiasmo che oggi si respira tra gli operatori non può essere disperso. Chiediamo a maggioranza e opposizione di lavorare insieme, mettendo da parte le rivalità quando in gioco c’è il bene della città».

L’emozione di vedere il progetto prendere forma è stata raccontata da Raffaele Scarfone, organizzatore di Carpe Wine: «Devo fare i complimenti agli amministratori perché hanno avuto una visione che inizialmente molti di noi non riuscivano a cogliere. Fino a poche settimane dall’evento sembrava un puzzle ancora incompleto, ma loro avevano ben chiaro il risultato finale e i fatti hanno dato loro ragione. Organizzare tutto non è stato semplice, ma ciò che mi ha colpito è stato l’amore che ogni operatore ha messo nel proprio lavoro. Ho visto artigiani, ristoratori e associazioni impegnarsi con orgoglio per dare il meglio alla città. Questo entusiasmo dimostra che Catanzaro ha enormi potenzialità: bisogna continuare a fare, più che limitarsi a criticare».

Anche Antonio De Santis, presidente della Federazione Pasticceri e Gelatieri, ha raccontato come le iniziali perplessità si siano trasformate in entusiasmo. «Quando mi è stato proposto di inserire il Panettone Estivo all’interno di un cartellone così ricco avevo qualche dubbio. Invece si è rivelata una scelta vincente. Non c’è stata competizione tra le iniziative, ma una grande sinergia tra tutte le associazioni coinvolte. Abbiamo portato a Catanzaro una cinquantina di colleghi provenienti da tutta Italia e abbiamo mostrato loro una città viva, accogliente e ricca di iniziative. Per me, da catanzarese, è stato motivo di grande orgoglio e mi auguro che questa esperienza rappresenti soltanto un punto di partenza».

Per Ivan Procopio, presidente di Conpait Calabria, il risultato più importante è stato vedere il centro storico riempirsi anche in piena estate. «Abbiamo voluto essere presenti per rendere omaggio a San Vitaliano e contribuire a valorizzare le eccellenze della città. Il centro storico era pieno di persone e tanti cittadini hanno scelto di trascorrere queste giornate in città anziché al mare. Questo significa che il messaggio è arrivato. Il successo è stato frutto di un lavoro collettivo, di una comunicazione efficace e del coinvolgimento diretto degli operatori del food. È un format che funziona e che può essere replicato». E guardando al futuro ha aggiunto: «L’unica cosa che possiamo migliorare è coinvolgere ancora di più quelle attività commerciali che hanno scelto di non partecipare. Questa deve diventare sempre di più la festa dell’intera città».

Tra gli interventi più sentiti quello di Francesco Passafaro, che ha ricordato il valore della Caccia al Tesoro multiculturale. «È stata una delle esperienze più belle di questa edizione. Abbiamo coinvolto ragazzi provenienti da diverse comunità straniere che, attraverso il dialetto e la storia di Catanzaro, hanno scoperto le nostre radici culturali. Il modello sperimentato durante il Pitta Day dimostra che la collaborazione tra Amministrazione e associazioni funziona. Ognuno ha portato il proprio tassello e il risultato finale è stato un grande lavoro di squadra».

Generico luglio 2026

La dimensione culturale è stata rilanciata da Francesca Prestia, direttrice del festival Cuore Cantastorie. «Siamo arrivati alla quinta edizione del festival e il bilancio è estremamente positivo. Tutti gli appuntamenti hanno registrato una grande partecipazione, con artisti internazionali e un pubblico composto da famiglie, bambini e turisti. Abbiamo affrontato temi importanti come ambiente, accoglienza, diritti umani e tradizioni popolari. Il Pitta Day non è stato soltanto un evento gastronomico, ma anche un’occasione di crescita culturale. L’unico auspicio è che in futuro tutte le iniziative ricevano la stessa visibilità, valorizzando il contributo di ciascuno».

Sandro Laugelli, presidente del Food Centro Storico ha invece ricordato il cammino compiuto negli ultimi anni. «Quattro anni fa abbiamo acceso una piccola fiammella con lo street food nel centro storico. Oggi i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Catanzaro ha dimostrato di poter ospitare uno street food di qualità, elegante e legato alla propria identità. Questo evento va consolidato e può diventare un appuntamento di richiamo nazionale. Adesso bisogna continuare a investire anche nel mese di agosto perché la città ha dimostrato di poter creare economia e attrarre persone».

Poi le voci degli operatori. Umberto Arabia ha definito la manifestazione «emozionante», sottolineando che «San Vitaliano, la pitta e le nostre tradizioni hanno raccontato il territorio nel modo migliore. Mi auguro che questo diventi un appuntamento fisso, capace di valorizzare ogni anno ciò che rende unica Catanzaro». Roberta Biamonte, invece, ha ricordato l’emozione vissuta dietro il banco: «Già dalla prima serata abbiamo capito che stava succedendo qualcosa di speciale. Abbiamo terminato tutto quello che avevamo preparato e abbiamo compreso il potenziale dell’iniziativa. Questa esperienza dimostra che Catanzaro può organizzare eventi di qualità puntando sulla propria identità. Certo, resta il tema del decoro urbano, ma è emerso chiaramente che quando istituzioni, imprese e operatori lavorano insieme il risultato arriva».

Tra gli organizzatori da citare anche Confartigianato Catanzaro (William D’Iuorno) e Nuova mente (Roberto Talarico)

Il sindaco Nicola Fiorita, intervevendo all’inzio della conferenza stamoa, ha voluto riportare il merito del successo ai tanti protagonisti che hanno lavorato dietro le quinte. «Ho voluto essere qui soprattutto per ringraziare i veri protagonisti di queste giornate: gli operatori, le associazioni e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita dell’evento. Credo che il Pitta Day e i festeggiamenti di San Vitaliano siano stati tra gli appuntamenti più belli che il centro storico abbia ospitato negli ultimi anni. Non soltanto per la partecipazione registrata, ma per la qualità dell’organizzazione e per la capacità di mettere insieme gastronomia, cultura, musica e intrattenimento diffuso. Questi giorni hanno restituito ai cittadini la consapevolezza della bellezza del nostro centro storico. È la direzione che avevamo indicato nel programma di governo e sulla quale continueremo a lavorare». Il sindaco ha quindi rilanciato la necessità di proseguire su questa strada. «A settembre proveremo a dare attuazione ad altri impegni assunti con la città, ma è evidente che l’Amministrazione da sola non può farcela. Il successo di questa manifestazione è stato possibile grazie alla partecipazione e all’entusiasmo di operatori, associazioni e cittadini. A tutti loro va il mio grazie».

Per l’assessore al Turismo Vincenzo Costantino, San Vitaliano ha rappresentato molto più di una manifestazione estiva. «Quello che abbiamo vissuto non è soltanto un evento. È la dimostrazione di quello che questa città può essere. Il nostro obiettivo è avere una città viva durante tutta l’estate, anche ad agosto, non solo con i programmi ma con le azioni. Quando ci mettiamo insieme siamo in grado di fare cose straordinarie. Questo entusiasmo è un elemento prezioso, forse intangibile, ma è ciò che ci permette di guardare con fiducia al futuro». Costantino ha poi rivendicato il metodo di lavoro costruito negli ultimi mesi. «Abbiamo creato una squadra che funziona. Ognuno mette a disposizione competenze diverse e proprio questa complementarità ci ha consentito di raggiungere risultati importanti. Dobbiamo continuare a rischiare, senza avere paura di sbagliare. È così che si costruisce una città migliore».

L’assessora alle Attività economiche Giuliana Furrer ha parlato di una manifestazione che ha lasciato un’eredità concreta. «Non è stato soltanto un evento, ma un vero sistema di collaborazione. Abbiamo dimostrato che mettere insieme le energie della città è possibile e produce risultati concreti. La soddisfazione più grande è stata sentire ripetere una parola: eleganza. Significa che abbiamo alzato il livello della manifestazione e questa è la strada che vogliamo continuare a seguire». Quindi il riferimento alla scelta di puntare sulle produzioni locali. «Abbiamo scelto di valorizzare le produzioni del territorio. È stata una scommessa, ma oggi possiamo dire che è stata una scelta vincente. Abbiamo fatto conoscere le nostre imprese, la nostra identità e le eccellenze locali. Adesso il nostro obiettivo è fare di San Vitaliano una festa dell’intera città e un attrattore capace di richiamare visitatori anche da fuori regione».

Sentito il ringraziamento a Conpait, Confartigianato, Fipgc, a Carpe Wine e tutti i commercianti, dagli ambulanti agli hobbisty, che hanno risposto all’appello con entusiasmo. In particolare a quegli esercenti che hanno deciso di tenere accese le vetrine.




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 Maria Rita Galati

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