Francia e Spagna stanno affrontando una delle fasi più difficili della stagione degli incendi. Caldo estremo, vegetazione secca e vento stanno alimentando roghi capaci di cambiare direzione rapidamente, mettendo sotto pressione i sistemi nazionali di soccorso.
Un incendio forestal continúa avanzando en el departamento de Gironda, en Francia, donde las llamas ya han consumido más de 2,050 hectáreas de vegetación, según informaron los servicios de emergencia.
El siniestro, que inició ayer en la localidad de Saumos, al norte de la cuenca… pic.twitter.com/btj5MWTiNj
— Noticiero El Salvador 🇸🇻 (@NoticieroSLV) July 23, 2026
In Francia l’emergenza si concentra tra Gironda e Landes, lungo la costa atlantica. In Spagna il governo ha dichiarato l’emergenza di interesse nazionale per gli incendi attivi attorno a Madrid e nella vicina provincia di Ávila: è la prima volta che il Paese adotta questo livello di intervento per un incendio boschivo.
⏰20:00h 🔥 #IFBurgohondo
📍Restaurante Las Cruceras #Ávila
‼️El fuego está imparable, fuera de capacidad de extinción. pic.twitter.com/KtEMHd5D0O— MeteoÁvila (@Meteoavila2) July 23, 2026
Cap Ferret evacuata completamente
La situazione più critica in Francia riguarda la penisola di Lège-Cap-Ferret, una delle destinazioni turistiche più frequentate della costa atlantica, a ovest di Bordeaux.
Le autorità hanno ordinato l’evacuazione completa della penisola dopo che il fuoco ha superato le linee tagliafuoco predisposte dai vigili. L’uscita è stata organizzata attraverso l’unica strada di collegamento e con imbarcazioni: centinaia di persone sono state trasferite via mare mentre fumo e fiamme rendevano sempre più precari gli spostamenti terrestri.
L’incendio, partito nell’area di Saumos-Le Porge, ha percorso secondo gli ultimi aggiornamenti circa 8.700 ettari. La zona colpita comprende vaste pinete, campeggi, seconde case e piccoli centri che in estate moltiplicano la propria popolazione. Le operazioni sono rese complesse dalla presenza di un’unica grande via di fuga dalla penisola.
On Thursday, July 23, 2026, a firefighter was injured in a gas explosion while battling a major wildfire in Lège-Cap-Ferret (Gironde), as the blaze reached homes.
According to reports from Le Figaro and BFMTV (around 18:20–20:40 UTC), the firefighter was responding to burning…
— T_CAS videos (@tecas2000) July 23, 2026
Nelle fasi iniziali erano state evacuate oltre 20.000 persone. Sei abitazioni risultavano distrutte e circa 800 vigili del fuoco erano impegnati su un fronte descritto dalle autorità come “imprevedibile”.
Un secondo grande fronte nelle Landes
Più a sud, un altro incendio è scoppiato nell’area di Biscarrosse e Parentis-en-Born, nelle Landes. Le fiamme hanno devastato almeno 2.500 ettari e costretto all’evacuazione di oltre 23.000 persone, comprese famiglie ospitate nei campeggi, bambini di una colonia estiva e residenti di una struttura per anziani.
I due incendi sono distinti, ma la loro simultaneità ha obbligato la Francia a distribuire uomini, Canadair ed elicotteri su più fronti, mentre altre aree del Paese rimangono esposte a un rischio elevato.
Dall’inizio del 2026 in Francia sono stati registrati più di 12.500 incendi, con circa 44.000 ettari già bruciati: un dato eccezionale per questo periodo dell’anno. Nei giorni precedenti due vigili del fuoco erano morti in Gironda dopo che il loro mezzo era stato circondato dalle fiamme.
Macron attiva il meccanismo europeo
Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto l’intervento del Meccanismo europeo di protezione civile, utilizzato quando i mezzi nazionali non sono più sufficienti a gestire una crisi.
Alla Francia sono stati destinati velivoli antincendio dalla Croazia e dal Portogallo, oltre a elicotteri pesanti provenienti da Repubblica Ceca e Slovacchia. Il sistema europeo dispone per l’estate 2026 di 22 aerei, cinque elicotteri e 777 vigili del fuoco preposizionati nei Paesi più esposti.
Parigi aveva già attivato lo stesso meccanismo il 5 luglio, durante gli incendi nei Pirenei Orientali. La nuova richiesta mostra quanto rapidamente le risorse francesi siano tornate sotto pressione.
La Spagna passa al livello nazionale
In Spagna la situazione è stata definita di “estrema gravità” dal governo regionale di Madrid. Gli incendi di Villa del Prado, San Martín de Valdeiglesias e Almorox, insieme al fronte di Burgohondo in Ávila, rischiavano di superare la capacità di intervento delle singole amministrazioni regionali.
La dichiarazione di emergenza nazionale trasferisce la direzione delle operazioni al ministro dell’Interno, responsabile del coordinamento tra autorità statali, regionali e locali. Sul terreno sono stati schierati più di 270 operatori, 40 unità terrestri e diversi contingenti dell’Unità militare di emergenza.
Oltre 10.000 persone sono state evacuate da Villa del Prado, San Martín de Valdeiglesias, Pelayos de la Presa e Aldea del Fresno. Alcuni residenti hanno ricevuto messaggi ES-Alert con l’ordine di chiudersi in casa, serrare porte e finestre e spegnere gli impianti che aspirano aria dall’esterno.
L’incendio nato ad Almorox aveva già bruciato circa 890 ettari, 600 dei quali nella Comunità di Madrid. Le autorità avevano evacuato l’urbanizzazione El Encinar del Alberche e interrotto diverse strade.
Guadalajara, 32.000 ettari in fumo
L’emergenza attorno alla capitale si aggiunge al gigantesco incendio nella provincia di Guadalajara, che ha percorso circa 32.000 ettari. Il rogo ha comportato evacuazioni in 34 Comuni e ordini di confinamento in altri 14, prima di mostrare segnali di stabilizzazione.
🔥🚒 Guadalajara vive una situación sin precedentes: dos incendios simultáneos en Nivel 2. Uno, descontrolado desde hace seisdías, el de #IFLaMierla afectando al Parque Natural de la Sierra Norte y otro, desde hace apenas cuatro horas, el de #IFSelas en el Parque Natural del Alto… pic.twitter.com/H2bkQ502fj
— Antonio de Miguel (@ademiguelanton) July 21, 2026
Nel complesso, in Spagna sono già bruciati oltre 100.000 ettari, una superficie vicina alla media di un intero anno dell’ultimo decennio. Le vittime dall’inizio della stagione sono almeno 13, rendendo il 2026 uno degli anni più letali degli ultimi decenni.
Piogge primaverili e caldo estremo: la combinazione pericolosa
Il paradosso di questa stagione è che le intense piogge primaverili hanno favorito la crescita di erba e arbusti. Con l’arrivo delle successive ondate di calore, quella vegetazione si è rapidamente seccata, trasformandosi in combustibile continuo per le fiamme.
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Valeria Panzeri
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