Caso Alemanno – Nordio, il cortocircuito di Via Arenula


Politica

Il Guardasigilli fa sapere di non essere stato a conoscenza del ricorso presentato dai suoi uffici

di Angelo Vitale

Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio

Caso Alemanno – Nordio, un corto circuito burocratico-istituzionale segna il weekend della politica.

Il caso Alemanno – Nordio

Al centro della vicenda l’ex sindaco di Roma ed ex ministro Gianni Alemanno, uscito dal carcere di Rebibbia il 24 giugno dopo aver scontato la condanna per traffico di influenze illecite.

Oggi protagonista di una vertenza con il ministero della Giustizia rientrata solo dopo un’immediata decisione del Guardasigilli Carlo Nordio.

L’oggetto della contesa? Un taglio di pena di appena 6 giorni

Riconosciuto ad Alemanno dal Tribunale di Sorveglianza per via delle condizioni inumane e del sovraffollamento patiti durante la detenzione nel penitenziario romano, oggetto oggi della contesa.

La denuncia di Alemanno: «Un accanimento per 6 giorni di pena»

La vicenda, quando Alemanno ha reso noto di aver ricevuto dai carabinieri una notifica formale che riapriva la sua posizione detentiva.

«Oggi i carabinieri della stazione di Monte Mario mi hanno notificato un incredibile provvedimento. Il ricorso in Cassazione del ministero della Giustizia contro l’ordinanza del Tribunale di sorveglianza che ha ridotto di 6 (sei) giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto».

Questa ordinanza di riduzione della pena era già stata impugnata dal Dap – caso rarissimo se non unico – ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso.

Adesso è la volta del ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori 6 giorni.

La reazione

Di fronte all’iniziativa, l’ex primo cittadino della Capitale ha sollevato interrogativi sulla gestione dell’Amministrazione Penitenziaria, sollecitando un colloquio con il ministro Nordio.

«Di fronte all’evidente sproporzione di questi interventi (e dei relativi costi), rispetto all’oggetto concreto del contenzioso (ripeto, 6 giorni di detenzione), divengono inevitabili alcune domande. La prima è sulla mancata percezione del ministero della situazione di sovraffollamento delle carceri, che genera questi provvedimenti di taglio pene da parte dei tribunali di sorveglianza».

«La seconda è sul significato personale di un tale accanimento. Dà fastidio la mia battaglia da destra (Alemanno è oggi vicinissimo a FN, ndr) per ottenere delle carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva al crimine? Si vuole dare una punizione esemplare a chi nella condizione di detenuto ha denunciato questo problema? Al ministero della Giustizia non hanno niente di meglio da fare?».

La replica del ministero: Nordio revoca l’atto e invita Alemanno

La risposta di via Arenula è arrivata a stretto giro. Con una nota ufficiale nel pomeriggio, il ministero della Giustizia ha chiarito che il ministro Carlo Nordio era completamente all’oscuro del passo compiuto dagli uffici.

«Il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non era al corrente della proposizione del ricorso in Cassazione su sollecitazione del Dicastero contro l’ordinanza del Tribunale di Sorveglianza nei confronti del dottor Gianni Alemanno».

Il dicastero ha quindi annullato l’iniziativa e avviato una verifica interna per accertare le responsabilità del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

«Nel comunicare l’avvio di un’indagine interna – con accertamento delle relative responsabilità – in quello che appare un disguido burocratico nell’ambito del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria – il ministro provvederà alla revoca immediata dello stesso ricorso e invita il dottor Alemanno a un colloquio al ministero, quando egli lo vorrà».

Da Via Arenula è stata inoltre confermata l’apertura di un tavolo d’istruttoria avviato proprio su sollecitazione dell’ex sindaco.

«Già da giorni il Gabinetto del ministro ha avviato un’istruttoria per la verifica del sistema di calcolo degli spazi dei detenuti nelle celle, suggerita dallo stesso Alemanno, il quale ha dimostrato un molto condivisibile interesse per la situazione delle carceri italiane».


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