Fitofarmaci in deroga in Francia e impatto sulle irroratrici


Chi fa trattamenti in azienda o conto terzi lo sa: ogni deroga sui fitofarmaci cambia subito organizzazione dei cantieri, attrezzature da usare e responsabilità tecniche. La legge di emergenza agricola è stata ormai definitivamente adottata dal Parlamento francese: dopo il via libera dell’Assemblea nazionale (296 voti favorevoli, 224 contrari), il Senato ha approvato lo stesso testo il 21 luglio (214 voti favorevoli, 111 contrari), rendendo operative le nuove regole che riaprono, in modo condizionato, l’uso di acetamiprid e flupyradifurone, due principi attivi banditi a livello nazionale ma ancora autorizzati in UE. Per noccioleti, bietole e fruttiferi francesi è un cambio di scenario immediato.



Le eventuali deroghe francesi sull’acetamiprid per il nocciolo riportano l’attenzione sulla precisione della distribuzione, con atomizzatori dotati di regolazione dell’aria, ugelli antideriva e controllo della portata. OmniTrattore.it

Foto di: OmniTrattore.it

Per chi lavora in Italia con trattori, irroratrici e cantieri di distribuzione, la mossa di Parigi è un segnale: le deroghe su alcuni insetticidi possono riportare al centro sistemi di distribuzione più sofisticati, controllo della deriva e gestione fine delle dosi. Se domani scelte analoghe arrivassero in Italia o a livello europeo, a fare la differenza non sarà tanto il prodotto autorizzato, quanto il livello tecnico di irroratrici, seminatrici e flotte trattori già presenti in azienda o in conto terzi.

Deroghe in Francia: cosa prevede la legge d’emergenza

La nuova legge d’emergenza agricola francese affida all’agenzia nazionale Anses la possibilità di concedere autorizzazioni temporanee per acetamiprid e flupyradifurone. Il testo finale individua quattro colture interessate: barbabietola da zucchero, melo, ciliegio e nocciolo. Su barbabietola, melo e ciliegio le deroghe potranno riguardare esclusivamente il flupyradifurone, per trattamenti per via fogliare o per concia; l’acetamiprid è invece previsto solo per il nocciolo, dove gli insetti vettori e le perdite di resa hanno acceso la pressione politica.

Le due molecole restano vietate a livello nazionale, ma possono rientrare attraverso deroghe circoscritte, con finestre temporali e condizioni tecniche definite caso per caso. Il dispositivo è giuridicamente più strutturato rispetto ai tentativi precedenti: l’Anses deve esprimere il proprio parere entro due mesi, il ministero dell’Agricoltura può concedere una deroga ministeriale di 120 giorni e, in ogni caso, le autorizzazioni non possono superare la durata massima di tre anni. Parallelamente, la France insoumise ha già depositato un ricorso al Conseil constitutionnel contro la legge, e socialisti ed ecologisti hanno annunciato di volersi unire, riaprendo il fronte giuridico già visto con la censura della norma analoga nella legge Duplomb nel 2025.

Nocciole, barbabietola, fruttiferi: trattamenti e attrezzature

Le colture interessate dal dibattito francese sono tutte ad alta esigenza di precisione nella distribuzione. Su nocciolo, dove il testo prevede l’uso di acetamiprid, e su melo e ciliegio, dove invece le deroghe potranno riguardare il solo flupyradifurone, i trattamenti passano dagli atomizzatori a getto d’aria: per rispettare deroghe restrittive servono barre e gruppi ventilatori che consentano regolazione fine della portata, chiusura sezionale e ugelli antideriva certificati. Su barbabietola da zucchero, l’uso del flupyradifurone riguarda trattamenti fogliari con botti portate o trainate; qui diventano critici il controllo dell’altezza barra, la compensazione delle pendenze e sistemi di gestione automatica degli ugelli.

Se, ad esempio, una deroga imponesse interventi solo in assenza di vento oltre una certa soglia e con riduzione della deriva di una percentuale specifica, l’azienda dotata solo di vecchi atomizzatori senza regolazione di ventilatore, ugelli a ventaglio standard e nessun sistema di gestione elettronica sarebbe di fatto esclusa. Al contrario, flotte con irroratrici predisposte per sensori, o integrate con tecnologie emergenti come i droni per la distribuzione dei fitofarmaci in UE, possono accedere più facilmente ai protocolli tecnici richiesti dalle deroghe.



Fitofarmaci in deroga in Francia e impatto sulle irroratrici

Per i trattamenti fogliari con flupyradifurone diventano determinanti il mantenimento dell’altezza della barra, la compensazione delle pendenze e la distribuzione uniforme della miscela. OmniTrattore.it

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Macchine per la distribuzione: requisiti tecnici chiave

Se deroghe su insetticidi sistemici tornano al centro, le autorità tendono a compensare con requisiti più stringenti sulle macchine per la distribuzione. I punti critici che in genere vengono chiesti – e che un contoterzista dovrebbe già considerare negli investimenti – sono:

  • ugelli a bassa deriva certificati e facilmente intercambiabili;
  • regolazione della portata per sezione o ugello con comandi in cabina;
  • computer di bordo con registrazione di dose, velocità, superficie e condizioni di lavoro;
  • sistemi di filtrazione efficaci per limitare intasamenti e variazioni di dose;
  • ventilatori o barre tarabili per adattare il profilo di distribuzione alla coltura.

In scenari con molecole controverse, diventa più probabile che vengano introdotti limiti su orari di trattamento, fasce di rispetto e obbligo di registrazione digitale degli interventi. Chi sta pianificando il rinnovo della flotta dovrebbe valutare anche la compatibilità con futuri sistemi di monitoraggio e con eventuali restrizioni su disseccanti e altri principi attivi, già ipotizzate nel dibattito europeo sulla modifica del disseccamento chimico della soia.

Impatto sul mercato italiano di trattori, irroratrici e conto terzi

Per il mercato italiano la legge francese non cambia subito i disciplinari, ma indica una direzione: maggiore flessibilità regolatoria compensata da più requisiti tecnici sulle attrezzature. Chi opera con flotte miste di trattori e irroratrici per più filiere (cereali, soia, mais, frutteti, noccioleti) può trovarsi, in pochi anni, a gestire un quadro in cui è meno il principio attivo a fare selezione, e più la capacità di documentare trattamenti precisi e tracciabili. Questo si incrocia con altri dossier UE – dal biocontrollo alle tecnologie alternative – già in discussione nel cosiddetto pacchetto omnibus sul biocontrollo.

Se arriveranno deroghe analoghe in UE o in Italia, i contoterzisti meglio posizionati saranno quelli che avranno investito per tempo in trattori con elettronica ISOBUS stabile, attrezzature predisposte per controllo di sezione e rateo variabile, e procedure interne chiare per la manutenzione e la taratura delle irroratrici. In uno scenario di regole che cambiano a ondate – basti pensare a revisioni, endotermico/elettrico, limiti emissivi – chi conosce già le retromarce UE sull’elettrico nei trattori o la disciplina della revisione delle macchine agricole ha un vantaggio competitivo: pianifica i rinnovi pensando non solo alla potenza del trattore, ma alla qualità con cui può distribuire, registrare e dimostrare ogni litro di prodotto distribuito in campo.


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