È il vero cammino delle valli dell’Avisio che si presenta con tre parole: Natura, Comunità e Bellezza. Un Cammino comunitario, nato e costruito in alcuni anni di incontri e confronti. Un progetto nato nel 2021 dalle Acli Trentine e dal Circolo Acli Valle di Cembra con l’intento di avviare un percorso di comunità per unire le due sponde della valle, così diverse, ma soprattutto per unire le persone, insomma per «ricostruire comunità» e realizzato dall’associazione “Destinazione Val di Cembra”.
Un cammino che superasse le barriere fisiche e socioeconomiche della valle con la sponda destra coperta di viti e quella sinistra tutta concentrata sull’oro rosso nella parte bassa e un po’ sospesa in quella alta che risente dell’influenza fiemmese. Nacque così il gruppo spontaneo «Destinazione Val di Cembra» che propose un ciclo di incontri in tutti i Comuni dal titolo «Un cammino per»: per costruire comunità intraprendenti, per proteggere le risorse del nostro pianeta, per riscoprirne la cultura, per ritrovare la nostra identità. Insomma, un cammino per tutti e per rafforzare comunità accoglienti.
Equità, accoglienza, ecologia, identità, cultura locale, intraprendenza, emancipazione e restanza, le parole d’ordine del progetto che ha visto il coinvolgimento di una cinquantina di persone accomunate dall’amore per la valle, anche non residenti, con un gruppo di coordinamento di una dozzina di persone e due gruppi di lavoro che si sono occupati della definizione del tracciato, con sopralluoghi sul territorio. Il cammino collega tutti i Comuni della valle, prevalentemente lungo percorsi già esistenti, per una lunghezza totale di 90 km. suddivisi sei tappe, a. Si chiama «Cammino delle terre sospese» perché, «sospesi sono i paesi della Val di Cembra – ci dice una delle promotrici – “appesi” a mezza costa sul versante della montagna; sospesi sono i suoi terrazzamenti, sorretti da eroici muri a secco, la cui tecnica e arte di costruzione è patrimonio immateriale Unesco e che hanno valso alla valle il riconoscimento di Paesaggio rurale storico d’Italia. E sospesa infine appare la valle intera, a metà strada tra una cultura contadina ancora molto presente nella vita quotidiana e un futuro tutto da disegnare».
La prima tappa Lavis-Lisignago (che abbiamo percorso parzialmente all’inaugurazione) parte dal Giardino dei Ciucioi di Lavis, dove è possibile ritirare le credenziali, sale al Doss del Paion, Maso Franch e la “strada de le careghe”, attraversa Palù, Verla e Ceola per poi scendere quasi sull’Avisio e risalire a Lisignago. Consigliata la visita alle chiese di San Giorgio, San Floriano e San Leonardo. Sono 12,39 km. con un dislivello in salita di 754 m. e 418 in discesa. La seconda tappa Lisignago-Segonzano di 15,23 km con 818 m. di salita e 670 in discesa, è un saliscendi, prima fra Lisignago e Cembra passando per Maso Besleri, poi scendendo fra le vigne fino ai 430 m. dell’Avisio, con la centrale di Pozzolago, e risalire nel bosco sulla sponda sinistra a Piazzole e Sevignano, il paese del “beghel”. Da qui verso Prada si attraversa il rio Regnana e si percorre, dal chiosco omonimo, il sentiero delle Piramidi di terra di Segonzano (gratis per i camminatori con le credenziali).
La terza tappa Segonzano-Sover (l’abbiamo percorsa poche settimane fa) attraversa boschi di natura mediterranea e alpina passando dal santuario della Madonna dell’aiuto. Proseguendo nel bosco si giunge all’abitato di Gaggio, Secont Plan e Valcava lungo la valle di Brusago. Dopo un’imponente palestra di roccia si attraversa il rio Brusago (attenti alle piene) salendo agli “Sveseri” da dove si stacca un sentiero per Montesover e poi scendere fra prati e boschi a Sover. La lunghezza è di 15,48 km, i dislivelli di 804 in salita (ma noi ne abbiamo registrati 1000) e 696 in discesa
Nella quarta tappa Sover-Grumes di 12,76 km e 667 m. di dislivello si ritorna sulla sponda destra raggiungendo comodamente la frazione di Piscine. Si scende al Maso Marigiat abitato fino agli anni ’60 e Maso Pianaci che nel 1900 contava 32 abitanti. Un bel pianoro da cui si imbocca il sentiero dei vecchi mestieri che scende verso l’Avisio passando per due calcare e delle scalette e il greto del torrente che porta sull’altra sponda dove prosegue il sentiero dei vecchi mestieri fra segherie, fucine e molini fino a Grauno e poi la segheria lontana e il sentiero nel bosco che scende a Grumes. La quinta tappa Grumes-Lona di 19,24 km, un dislivello di 719 m. in salita e 885 in discesa, ritorna sulla sponda sinistra attraverso i Masi di Grumes: Maso Giovanni, Masi alti, Maso Pojeri e la frazione di Valda “Le Bornie” e il centro culturale “Molin de Portegnac”. Un sentierino nel bosco porta alle campagne di Faver. Da qui si scende lungo il sentiero europeo E5 al Castello di Segonzano per risalire lungo mulattiere alla provinciale e ritornare a Sevignano e raggiungere la frazione di Lona.
L’ultima tappa Lona-Lavis di 16,37 km. scende di 864 m. ma sale di 414 m. Una strada boschiva porta al lago di Lases (2,5 km in più per fare il giro del lago) Un sentiero porta alla villa von Ferrari Kellerhof e poi sfiorando le cave si raggiunge Albiano. Si può scorgere la cava porfirica del monte Gaggio prima di scendere a Barco di Sopra e Barco di Sotto. La strada prosegue fino a Gazzadina e all’arrivo di San Lazzaro di Lavis. Il Cammino delle terre sospese ha un sito molto ricco con mappe, descrizioni, consigli, alloggi e ristori. Fra l’altro i telefoni dei referenti di ciascuna tappa cui chiedere informazioni, i luoghi dove trovate le credenziali, i timbri (a Sover lo trovate “fai da te” in una stradina del centro, poche decine di metri dopo un invito a bussare ad una porta per bersi un caffè). Ognuno di loro riproduce le parole chiave del Cammino: Equità, Identità, Cultura locale, Restanza, Intraprendenza, Ecologia. Vi indica anche i punti di interesse, i luoghi dove dormire nei 12 paesi, i servizi, botteghe, negozi e ristoranti nonché i numerosi produttori locali che caratterizzano la struttura economica della valle.
Trovate tutto su www.camminoterresospese.it. E se non lo trovate ci sono tanti numeri di telefono di persone che vi aiuteranno. Perché nella carta dei valori del Cammino delle terre sospese ce n’è anche una settima parola che si aggiunge alle 6 tappe: Accoglienza e solidarietà. Alcuni numeri: 90+ km. 6+ giorni di cammino. 50+ luoghi di ristoro e accoglienza. 60+ paesi, frazioni e piccoli masi attraversati. 50+ punti di interesse naturalistico e culturale.
Francesco Morandini
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