Caldo record, condizionatori e bollette: il vero problema non è il climatizzatore, ma il costo dell’energia


Ogni estate il dibattito si ripete. Arrivano le ondate di calore, aumentano i consumi elettrici e torna la preoccupazione per le bollette. C’è chi accusa i condizionatori di essere parte del problema e chi guarda al nucleare come alla soluzione definitiva.

La realtà è più semplice: il condizionatore oggi non è più un elettrodomestico dedicato al comfort, ma uno strumento di tutela della salute per milioni di persone, soprattutto anziani, bambini e soggetti fragili. Il vero tema è se tutte le famiglie possano permettersi di utilizzarlo senza il timore di una bolletta troppo elevata.

L’Osservatorio Consumerismo ha analizzato i più recenti dati di ISTAT, , Assoclima, e del settore energetico per capire quanto il caldo estremo stia cambiando le abitudini degli italiani, quanto costa oggi raffrescare le abitazioni e quali prospettive possono incidere sulle bollette dei prossimi anni.

Sempre più italiani installano un condizionatore

Il cambiamento climatico sta modificando anche le abitudini delle famiglie.

Secondo i dati ISTAT, oggi il 55,1% delle famiglie italiane possiede un impianto di climatizzazione domestico, contro il 40,4% del 2024 e poco più del 32% registrato soltanto pochi anni fa.

Le stime della Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA), elaborate con , indicano che circa il 60% delle abitazioni italiane dispone ormai di almeno un sistema di climatizzazione. Rispetto al 2013 il numero delle famiglie dotate di condizionatore è praticamente raddoppiato, una crescita direttamente collegata all’aumento delle temperature e alla maggiore frequenza delle ondate di calore.

Anche il mercato conferma questa tendenza. Secondo Assoclima, nel primo semestre 2026 sono stati venduti circa 1,65 milioni di climatizzatori monosplit e multisplit, per un valore di oltre 1,23 miliardi di euro. Cresce inoltre la domanda di apparecchi ad alta efficienza energetica, segno che sempre più cittadini cercano di contenere i consumi.

Quanto pesa il condizionatore sulla bolletta?

La spesa dipende da diversi fattori: efficienza dell’apparecchio, ore di utilizzo, temperatura impostata, isolamento dell’abitazione e costo dell’energia.

Le elaborazioni Assium stimano che un climatizzatore inverter moderno utilizzato correttamente possa incidere tra 95 e 170 euro per l’intera stagione estiva, mentre apparecchi più datati o un utilizzo particolarmente intenso possono far salire il costo fino a circa 215 euro.

Nelle abitazioni dotate di più split e con utilizzo quotidiano durante tutta l’estate, la spesa può superare i 400 euro.

Non si tratta quindi soltanto del costo di acquisto dell’apparecchio, ma anche della possibilità di utilizzarlo con serenità durante i mesi più caldi.

Il problema non è solo quanto consumiamo

Molti cittadini pensano che basti ridurre l’utilizzo del condizionatore per abbassare sensibilmente la bolletta.

In realtà non è sempre così.

Una parte importante della bolletta elettrica è infatti composta da costi fissi, oneri di sistema, trasporto e imposte che restano presenti indipendentemente dai consumi. Il dossier “Nucleare 2026” di Consumerismo ricorda proprio che il problema principale per molte famiglie è la struttura della bolletta, non soltanto il prezzo dell’energia consumata.

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Quanto incidono i condizionatori sulla bolletta? Ne ha parlato Barbara Molinario, Segretaria Generale di Consumerismo, durante una puntata di Agorà

I condizionatori fanno aumentare il caldo?

Sì, ma solo a livello locale.

Il climatizzatore raffredda l’ambiente interno espellendo il calore all’esterno. Nelle città, dove migliaia di impianti funzionano contemporaneamente, questo fenomeno contribuisce ad aumentare la temperatura delle strade e ad accentuare l’effetto “isola di calore urbana”.

Questo però non significa che i condizionatori siano responsabili del cambiamento climatico. Le cause principali restano le emissioni complessive di gas serra. Il climatizzatore è piuttosto una conseguenza dell’aumento delle temperature: più il clima diventa caldo, maggiore è il bisogno di raffrescare gli ambienti.

SIMA richiama inoltre l’attenzione sulla qualità dell’aria indoor. Raffrescare gli ambienti è importante, ma lo è altrettanto garantire un adeguato ricambio d’aria attraverso l’apertura delle finestre o sistemi di ventilazione meccanica, per ridurre la concentrazione degli inquinanti presenti negli spazi chiusi.

Il nucleare abbasserà le bollette?

È una domanda che molti cittadini si pongono.

Il disegno di legge delega approvato dalla Camera prevede lo sviluppo dei nuovi reattori modulari (SMR), con l’obiettivo di coprire tra l’11% e il 22% del futuro mix energetico nazionale. Secondo il Governo, i primi impianti potrebbero entrare in funzione tra il 2034 e il 2035.

Si tratta di una prospettiva importante per il futuro energetico del Paese, ma non rappresenta una risposta alle difficoltà che le famiglie affrontano oggi. Per almeno un decennio il nucleare non produrrà effetti concreti sulle bollette domestiche.

Resta inoltre aperta una questione fondamentale: come saranno finanziati i nuovi impianti? Consumerismo ritiene indispensabile che venga chiarito fin da subito se una parte dei costi potrà ricadere sulle bollette attraverso nuovi oneri di sistema o altri meccanismi di finanziamento.

Le risposte servono oggi

Il dibattito sul futuro energetico è importante, ma non deve far perdere di vista il presente.

Le famiglie hanno bisogno di bollette più trasparenti, di una riduzione del peso delle componenti fisse, di incentivi per sostituire i vecchi climatizzatori con modelli più efficienti e di interventi che migliorino l’isolamento delle abitazioni, così da consumare meno sia in estate sia in inverno.

Il condizionatore non può più essere considerato un lusso. Per molte persone è diventato uno strumento indispensabile per affrontare estati sempre più calde in sicurezza.

La sfida non è convincere i cittadini a spegnerlo, ma costruire un sistema energetico che permetta a tutti di utilizzarlo senza il timore che il caldo si trasformi, ogni mese, in una bolletta insostenibile.

I consigli di Consumerismo e Facile.it per risparmiare senza rinunciare al fresco del climatizzatore

Con pochi accorgimenti è possibile ridurre i consumi del climatizzatore senza compromettere il comfort domestico.

✓ Imposta una temperatura tra 26 e 27°C. Ogni grado in meno può aumentare i consumi elettrici fino al 7-8%.

✓ Utilizza la funzione deumidificazione quando possibile. Ridurre l’umidità spesso è sufficiente per migliorare la percezione del caldo e richiede meno energia rispetto al raffrescamento continuo.

✓ Pulisci periodicamente i filtri. Un impianto sporco lavora con maggiore fatica, consuma di più e peggiora la qualità dell’aria.

✓ Evita dispersioni di calore. Chiudi tapparelle e tende durante le ore più calde e limita l’ingresso della luce diretta del sole.

✓ Raffresca solo gli ambienti utilizzati. Chiudere le porte delle stanze non occupate evita di climatizzare spazi inutilmente.

✓ Scegli apparecchi ad alta efficienza energetica. Un climatizzatore di classe elevata può ridurre sensibilmente i consumi rispetto ai modelli più datati.

✓ Confronta periodicamente le offerte luce. Il costo di utilizzo del condizionatore dipende anche dalla tariffa energetica. Verificare se il proprio contratto è ancora competitivo può contribuire a contenere la spesa annuale.


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