Ortaggi, frutta e olio d’oliva colpiti da caldo e siccità


Ondate di calore prolungate e siccità diffusa stanno comprimendo rese e qualità di ortaggi, frutta e olio d’oliva, proprio mentre i costi di gasolio, energia e fertilizzanti restano elevati. Per chi coltiva e alleva, la tenaglia clima–costi si traduce in bilanci in rosso, scarsa liquidità e difficoltà a programmare investimenti e rinnovo delle macchine.

Clima estremo e crisi dei costi: il quadro

Secondo analisi statistiche nazionali, gli eventi climatici estremi incidono ormai in modo strutturale sulle rese di frutta, vino e olio d’oliva, con un impatto che si somma alla crescita dei costi di mezzi tecnici. Ondate di calore, gelate fuori stagione, grandinate e periodi siccitosi sempre più lunghi riducono produzione commercializzabile e qualità, frammentando le campagne di raccolta e complicando la gestione della manodopera.



L’aumento dei costi di gasolio, energia e mezzi tecnici si somma agli effetti del cambiamento climatico, comprimendo i margini delle imprese agricole. OmniTrattore.it

Foto di: OmniTrattore.it

Allo stesso tempo, la crisi geopolitica in Medio Oriente e le tensioni sulle rotte marittime hanno alimentato rincari di carburanti e fertilizzanti, aumentando il costo di ogni ora di trattore, irrigazione o difesa fitosanitaria. Alcune analisi stimano danni annui all’agricoltura italiana di diversi miliardi di euro per siccità, alluvioni e incendi, aggravando una redditività già compressa. Su questi aspetti è utile il quadro di riferimento offerto dai dati sulle perdite da clima estremo e crisi dei costi.

Ortaggi e frutta: rese e prezzi sotto pressione

Per le produzioni ortofrutticole, la combinazione tra caldo estremo e scarsità d’acqua modifica fenologia e calendario di maturazione, anticipando le raccolte e riducendo il calibro commerciale. Studi nazionali riportano, in alcune annate recenti, riduzioni marcate per legumi e altre colture erbacee, con cali della produzione che superano la soglia di attenzione economica per molte aziende. Nelle aree più vocate alla frutticoltura intensiva, eventi come alluvioni e grandinate hanno compromesso interi raccolti in pochi giorni.

La parte più critica, per chi produce frutta e ortaggi, è spesso il disallineamento tra calo delle rese e prezzi all’origine, che non sempre reagiscono al rialzo. In alcuni segmenti, come pere, pesche e orticole estive, si osserva il paradosso di volumi in flessione e quotazioni deboli, con superfici in contrazione nel giro di pochi anni. Analisi statistiche regionali mostrano che le superfici frutticole e orticole si riducono soprattutto nelle zone dove la siccità si somma a crisi di prezzo strutturali, confermando una perdita di capacità produttiva.

Olio d’oliva e vino: stress idrico e surplus di magazzino

Per l’olio d’oliva, la carenza idrica e le ondate di calore in fioritura o in allegagione possono ridurre sensibilmente numero di drupe per pianta e resa in olio, come evidenziato da ricerche specialistiche. Anni con stress idrico marcato hanno mostrato, a livello nazionale, riduzioni significative della produzione olearia, mentre annate più favorevoli possono invertire il trend con aumenti di volume a doppia cifra. Questa altalena rende complessa la programmazione degli impianti, delle raccolte e dei frantoi, aumentando il rischio commerciale.

Nel comparto vitivinicolo, gli ultimi anni hanno visto un forte anticipo delle vendemmie in molte aree, spesso con uve che maturano in condizioni di caldo eccessivo. Studi sull’economia agricola nazionale collegano gli eventi climatici estremi a effetti sulle rese e sulla qualità delle uve, con ripercussioni sulla redditività delle cantine. La criticità attuale è la sovrapposizione tra nuovo raccolto e giacenze elevate: volumi importanti di vino e olio invenduti in magazzino rischiano di innescare ribassi sui listini all’origine. Situazioni analoghe sono state descritte anche per altre filiere colpite da dazi e tensioni commerciali, come documentato per l’industria del pomodoro alle prese con aumenti di costo.



Ortaggi, frutta e olio d’oliva colpiti da caldo e siccità

Ondate di calore e siccità stanno mettendo sotto pressione la redditività delle aziende agricole, aumentando i costi di produzione e riducendo le rese OmniTrattore.it

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Zootecnia, miele e funghi: gli altri anelli deboli

Nelle stalle da latte, lo stress da caldo riduce ingestione di alimento e produzione di latte, mentre aumenta il fabbisogno energetico per ventilatori, raffrescamento ed eventuali sistemi di raffreddamento dell’acqua. Rassegne scientifiche recenti sulla filiera lattiero-casearia in Italia confermano un impatto diretto del climate change sulla produttività e sulla qualità del latte, con effetti economici sensibili per allevamenti già esposti a volatilità di mangimi ed energia. Se le ondate di calore si concentrano nei mesi di picco produttivo, il danno complessivo di campagna diventa difficile da recuperare.

Il caldo e la siccità colpiscono duramente anche il comparto apistico, riducendo durata e intensità delle fioriture e, di conseguenza, la disponibilità di nettare per le api. Testimonianze dal campo riportano perdite importanti di alveari e raccolti di miele lontani dai livelli storici, con alcune regioni particolarmente penalizzate. Anche per i funghi, la scarsità di piogge e l’assenza di alternanza tra giornate miti e notti fresche secca il sottochioma, indebolisce il micelio e riduce sensibilmente la produzione spontanea, con impatto sia sulle aziende che raccolgono e trasformano sia sul turismo rurale legato alla micologia.

Strumenti di adattamento: tecniche, filiera e sostegni

Per aumentare la resilienza di ortaggi, frutta e olivo al cambiamento climatico, le ricerche di ENEA e altre istituzioni propongono sistemi colturali innovativi basati su scelta varietale mirata, gestione efficiente dell’acqua e tecniche conservative del suolo. Si va dalla microirrigazione a goccia alle coperture vegetali permanenti, fino alla selezione di genotipi più tolleranti alla siccità senza penalizzare qualità. In viticoltura e olivicoltura, servizi climatici dedicati consentono di programmare vendemmie e raccolte in base a previsioni stagionali e indicatori di rischio, riducendo parte dell’incertezza.

Oltre alle scelte agronomiche, contano le strategie di filiera e di impresa: cooperative e organizzazioni dei produttori stanno rafforzando strumenti mutualistici e contratti di filiera per condividere rischio climatico e di mercato tra agricoltori, trasformatori e distribuzione, come mostrano diverse esperienze nel mondo delle cooperative agricole impegnate sulla mutualità climatica e fiscale. Sul fronte delle politiche pubbliche, ricerche recenti sottolineano il ruolo di semplificazione burocratica, incentivi fiscali mirati agli investimenti in innovazione e servizi climatici, insieme a misure straordinarie per gestire surplus di magazzino in annate eccedentarie, intervenendo in modo selettivo dove le criticità sono più acute.


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