Società Agricola Halaesa, società benefit specializzata in avocado, ha appena chiuso un finanziamento ipotecario in pool da 20 milioni di euro per acquisire 300 ettari di nuovi terreni. Operazioni di questa scala mostrano come agricoltura e finanza siano ormai strettamente collegate: chi guida un’azienda agricola deve saper leggere banche, fondi europei e strumenti di credito quasi quanto il bilancio colturale, per non perdere occasioni di crescita o esporsi a rischi eccessivi.
Agricoltura e finanza, cosa significa davvero
L’espansione degli impianti di avocado richiede capitali elevati e una pianificazione finanziaria di lungo periodo, tra acquisto dei terreni e realizzazione delle infrastrutture OmniTrattore.it
Foto di: OmniTrattore.it
Il legame tra agricoltura e finanza non riguarda solo i grandi gruppi come Halaesa, ma ogni impresa che investe in terreni, impianti arborei, strutture di allevamento o agrivoltaico. Il capitale immobilizzato è elevato, i cicli di cassa sono lunghi e soggetti a rischio climatico e di mercato; senza una pianificazione finanziaria adeguata diventa difficile sostenere piani di espansione, rinnovo del parco macchine, trasformazione in azienda agricola multifunzionale o digitalizzazione 4.0.
Da un lato ci sono gli strumenti privati, come mutui ipotecari, leasing e linee di credito a breve; dall’altro i canali pubblici, in primo luogo la politica agricola comune. La combinazione tra queste due fonti decide quanto margine di manovra ha l’azienda per cogliere opportunità di mercato, ad esempio nel boom dell’avocado in Italia e mercato in crescita, o per ristrutturare debito preesistente a condizioni più sostenibili.
Il ruolo della PAC nel finanziare gli investimenti
La politica agricola comune è oggi il principale canale strutturato di finanza pubblica per il settore. Secondo la Commissione europea, la PAC è finanziata soprattutto dal Fondo europeo agricolo di garanzia e dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale, che coprono sia i pagamenti diretti sul reddito sia gli investimenti di sviluppo rurale in aziende e infrastrutture agricole. Un quadro sintetico dei due fondi e delle loro funzioni è disponibile nella pagina di riepilogo della PAC a cura dell’esecutivo europeo, accessibile tramite panoramica della PAC a colpo d’occhio.
Per il periodo 2023-2027, il regolamento (UE) 2021/2115 disciplina i piani strategici nazionali che definiscono come gli Stati membri utilizzano queste risorse tra pagamenti diretti, interventi settoriali e misure di sviluppo rurale. Nel regolamento è specificato che gli aiuti possono finanziare investimenti aziendali e infrastrutturali, oltre a pagamenti sul reddito e misure ambientali. Il testo consolidato del regolamento è consultabile sul portale giuridico dell’Unione alla voce Regolamento UE 2021/2115 sui piani strategici della PAC.
Per un’azienda come Halaesa, che combina nuovi impianti arborei, acquisto di terreni e probabilmente tecnologie di precisione, questo significa poter affiancare al mutuo bancario una quota di finanziamento pubblico in conto capitale o in conto interesse, riducendo l’esborso netto e migliorando gli indicatori finanziari da presentare agli istituti di credito in future operazioni.
Strumenti di credito e finanza agevolata per le aziende
Nella pratica quotidiana, chi gestisce una società agricola può accedere a tre famiglie di strumenti. I primi sono i prodotti bancari ordinari, come mutui ipotecari a medio-lungo termine per acquisto di terreni e strutture, leasing per macchine agricole e linee di credito a breve per anticipo contributi o gestione scorte. Il caso Halaesa, con un finanziamento ipotecario in pool coordinato da UniCredit e partecipato da Crédit Agricole Italia, Mediocredito Centrale e BdM, rientra in questa logica di credito ordinario ma su scala maggiore.
La seconda famiglia è la finanza agevolata collegata ai programmi di sviluppo rurale regionali e ad altri strumenti europei. La Commissione europea elenca tra le opportunità per gli agricoltori il Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale per i programmi di sviluppo, il programma Orizzonte Europa per ricerca e innovazione e il Fondo sociale europeo Plus per progetti occupazionali nelle aree rurali; il quadro aggiornato dei canali è illustrato nella sezione dedicata alle opportunità di finanziamento per gli agricoltori sul sito della Commissione.
Una terza area è quella degli strumenti finanziari e delle garanzie pubbliche legate alla PAC 2023-2027, che consentono anche investimenti collettivi in tecnologie che difficilmente sarebbero sostenibili per la singola azienda. La Commissione indica che queste misure puntano a migliorare redditività e gestione del rischio di reddito, intervenendo non solo con contributi a fondo perduto ma anche con strumenti di garanzia e prestiti agevolati. Questo approccio è particolarmente rilevante per investimenti in digitalizzazione o agricoltura 4.0, come nel caso di chi valuta progetti descritti nella guida pratica su agricoltura 4.0 e incentivi.
Come impostare una strategia finanziaria in azienda
Per tradurre in pratica il legame tra agricoltura e finanza è utile ragionare per fasi. Una prima fase riguarda l’analisi del fabbisogno: impianti pluriennali, macchine, strutture di stoccaggio o trasformazione richiedono orizzonti di ammortamento lunghi e quindi strumenti a medio-lungo termine; capitale circolante e gestione scorte richiedono invece credito di breve. La seconda fase è la mappatura dei contributi PAC e dei bandi regionali disponibili, valutando se convenga abbinare mutuo e contributo oppure attendere una misura più vantaggiosa.
In una terza fase occorre impostare il rapporto con banche e confidi su basi tecniche solide. Questo significa presentare business plan coerenti con i piani colturali, scenari di prezzo realistici, valorizzazione di eventuali crediti ambientali o di carbonio e dei terreni di proprietà come capitale fisso. In questo quadro diventa strategico conoscere i meccanismi di valorizzazione del capitale suolo e investimento in terreni agricoli, così come le possibili entrate aggiuntive da crediti di carbonio e novità fiscali per le imprese, che sempre più spesso entrano nei dossier di finanziamento presentati a istituti e investitori specializzati.
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