NewTuscia – TERNI/PERUGIA – Nel 2025 utilizza almeno una tecnologia di IA il 15,3% delle imprese umbre con almeno 10 addetti: Italia 16,4%, Centro 15,2%, Lazio 17,7%, Toscana 14,7%, Marche 10,2%. L’Umbria supera la media nazionale nel data analytics e nel cloud più evoluto, ma la distanza aumenta quando ricerca e tecnologia devono diventare proprietà industriale: nel 2019-2024 i brevetti per abitante sono rimasti sotto metà della media italiana. A fine giugno 2026 le startup innovative umbre erano 142. Gli enti territoriali hanno finanziato 968 progetti di ricerca e innovazione per 93 milioni di euro. Per il 2026 gli investimenti sono attesi in calo, mentre Mimit, Regione e Camera rafforzano gli strumenti a sostegno dell’innovazione.
La dichiarazione:
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria:
“Le imprese umbre hanno dimostrato molte volte di saper cambiare, anche quando dimensioni ridotte e risorse limitate rendono tutto più difficile. La transizione digitale è una sfida concreta per tutte, soprattutto per le più piccole, che hanno bisogno di competenze, strumenti e accompagnamento. È qui che la Camera può fare la sua parte, come fa da anni con il Punto Impresa Digitale, la formazione e gli interventi per la doppia transizione digitale ed ecologica. Un altro piano riguarda la capacità del territorio di trasformare ricerca e conoscenza in brevetti, nuovi prodotti e proprietà industriale: su questo nessun soggetto può agire da solo. Serve un rapporto sempre più stretto tra imprese, università, centri di ricerca, Regione, sistema del credito e associazioni. L’Umbria ha competenze e capacità imprenditoriali importanti: dobbiamo creare le condizioni perché possano generare più innovazione e più valore qui, nel nostro territorio”.
L’Umbria non è ai margini della corsa all’intelligenza artificiale. Nel 2025 il 15,3% delle imprese con almeno 10 addetti utilizzava almeno una tecnologia di IA (Intelligenza artificiale), contro il 16,4% dell’Italia e il 15,2% del Centro. Tra le regioni centrali fa meglio soltanto il Lazio, al 17,7%; seguono Toscana al 14,7% e Marche al 10,2%. Il confronto viene dall’Ufficio regionale di statistica della Regione Toscana, che ha elaborato per territorio i dati della rilevazione Istat 2025 sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese.
La graduatoria cambia da un indicatore all’altro. Nella stessa elaborazione su dati Istat, l’Umbria raggiunge il 46% nel data analytics, cioè nell’analisi dei dati realizzata dall’impresa o affidata all’esterno: più del 42,7% italiano e il valore più alto tra Umbria, Toscana, Marche e Lazio. Nei servizi cloud di livello intermedio o sofisticato arriva al 70,3%, contro il 68,1% nazionale. Sul livello almeno di base di digitalizzazione, invece, si ferma al 73,8%, contro il 79,8% dell’Italia, l’80,7% della Toscana e il 77,4% del Lazio; le Marche sono al 67,1%.
Due misure dell’intelligenza artificiale
La Banca d’Italia aggiunge una seconda fotografia. Nell’indagine Invind, riferita alle imprese umbre con almeno 20 addetti, una su cinque dichiara un utilizzo anche sperimentale di intelligenza artificiale predittiva e generativa. Il dato non va sovrapposto al 15,3% Istat, perché cambiano il campione e la definizione della tecnologia osservata. Nello stesso gruppo, oltre un terzo ha effettuato nel 2025 investimenti in tecnologie avanzate di Transizione 4.0 e il 15% ha beneficiato dei crediti d’imposta di Transizione 5.0.
Il divario si apre sui brevetti
La distanza più consistente emerge quando dall’utilizzo delle nuove tecnologie si passa alla capacità di produrre innovazione propria e proteggerla attraverso brevetti e proprietà industriale. Tra il 2019 e il 2024 i brevetti umbri rapportati alla popolazione sono stati meno della metà della media italiana, senza segnali significativi di recupero.
Anche la composizione dei brevetti aiuta a capire dove si concentra l’innovazione regionale. L’Umbria presenta una presenza relativamente maggiore nell’ingegneria civile, in alcuni beni di consumo e nel farmaceutico, mentre i brevetti nelle tecnologie della comunicazione digitale e dell’informatica sono molto pochi. Banca d’Italia definisce infatti l’attività brevettuale in questi settori “sostanzialmente assente” rispetto alla composizione dei brevetti registrati presso l’EPO (European Patent Office), l’Ufficio europeo dei brevetti. In sostanza, il digitale è entrato in molte imprese umbre, ma si traduce ancora raramente in nuove tecnologie digitali brevettate nel territorio.
Il divario resta ampio anche rapportando i brevetti al numero dei ricercatori. Nelle imprese umbre se ne contano 142 ogni mille ricercatori, contro 222 in Italia. Nelle università e negli enti pubblici di ricerca il rapporto scende a 4,3 brevetti ogni mille ricercatori, contro circa 9,6 a livello nazionale. Non tutta l’innovazione finisce naturalmente in un brevetto, ma questi numeri misurano una parte importante della capacità di trasformare ricerca e conoscenza in risultati tecnologici che possono essere protetti e valorizzati.
C’è poi un secondo indicatore: quanto un brevetto riesce a influenzare le innovazioni successive. Lo si misura anche attraverso le cosiddette citazioni brevettuali, cioè i richiami che i brevetti più recenti fanno a quelli precedenti perché rilevanti per la tecnologia sviluppata. Per i brevetti umbri il numero medio di citazioni è inferiore del 60% alla media EPO (European Patent Office, in italiano Ufficio europeo dei brevetti); nessuno rientra nel 10% dei brevetti più citati e oltre un terzo non riceve citazioni. Su questo aspetto, tuttavia, va osservato che la debolezza umbra rispetto alla frontiera europea è sostanzialmente analoga a quella del resto d’Italia.
Ne emerge una distinzione importante. L’Umbria non è una regione che non innova: nell’utilizzo di diverse tecnologie digitali riesce a stare vicino alla media italiana e in alcuni casi a superarla. La difficoltà cresce nel passaggio successivo, quando ricerca, competenze e tecnologia devono generare nuove invenzioni, brevetti e proprietà industriale.
968 progetti per 93 milioni
A sostenere ricerca e innovazione sono intervenute negli anni anche le politiche pubbliche territoriali. Un’analisi sui dati di OpenCUP, il portale nazionale che raccoglie i progetti di investimento pubblico identificati dal CUP (Codice Unico di Progetto), mostra che tra il 2018 e il 2025 in Umbria sono stati finanziati 968 progetti di ricerca, sviluppo tecnologico e innovazione per complessivi 93 milioni di euro. Si tratta dello 0,9% delle risorse mobilitate in Italia attraverso analoghe politiche territoriali.
Le imprese sono state al centro di gran parte degli interventi: quasi l’80% dei progetti le coinvolgeva e a questi interventi è andato circa il 66% delle risorse. Emerge però anche una forte frammentazione degli importi. Considerando i progetti con imprese coinvolte, gestiti da amministrazioni locali ed escludendo le università, quasi sette finanziamenti su dieci sono inferiori a 50 mila euro. L’importo medio è di circa 80 mila euro, poco più della metà di quello italiano.
Il confronto resta sfavorevole anche restringendo l’analisi ai contributi a fondo perduto concessi dagli enti territoriali in regime di aiuti di Stato: 559 imprese umbre hanno ricevuto complessivamente 36 milioni di euro, pari in media a 64 mila euro per impresa, contro 102 mila a livello nazionale.
Le aziende beneficiarie presentano mediamente risultati economici migliori e una maggiore propensione a brevettare, anche se i dati non consentono di attribuire direttamente questi risultati agli incentivi ricevuti.
Resta però una questione di scala: ricerca applicata, intelligenza artificiale, automazione e sviluppo di tecnologie proprietarie richiedono spesso investimenti consistenti, competenze specialistiche e programmi di durata più lunga.
Il 2026 rallenta, mentre arrivano nuovi strumenti
Nel 2025 gli investimenti delle imprese umbre erano tornati a crescere moderatamente. Per il 2026, invece, le indicazioni raccolte dalla Banca d’Italia prefigurano un calo generalizzato della spesa per investimenti, in un quadro condizionato dalle tensioni internazionali.
Sul fronte nazionale, il Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha programmato 32 milioni di euro per Brevetti+, Disegni+ e Marchi+: rispettivamente 20, 10 e 2 milioni. Si aggiunge il Voucher Cloud & Cybersecurity, con una dotazione nazionale di 150 milioni di euro, destinato a sostenere investimenti in servizi digitali avanzati, comprese soluzioni software dotate di funzionalità di intelligenza artificiale. La precompilazione delle domande partirà il 20 ottobre, mentre l’invio sarà possibile dal 10 novembre.
Anche la Regione Umbria ha rafforzato gli strumenti sul fronte dell’innovazione. L’Avviso Poli di Innovazione 2026 dispone di 4 milioni di euro iniziali, incrementabili fino a 6, con domande dal 10 settembre al 30 ottobre. L’obiettivo è mettere in rete imprese e organismi di ricerca e favorire collaborazione, condivisione delle conoscenze e trasferimento tecnologico. La Regione aveva già attivato AI for Umbria, con una dotazione di un milione di euro, per sostenere nelle micro, piccole e medie imprese la sperimentazione di applicazioni di intelligenza artificiale nei prodotti e nei processi.
Completa il quadro il Bando Doppia Transizione 2026 della Camera di Commercio dell’Umbria, aperto fino alle ore 17 del 14 settembre. L’intervento prosegue una linea che l’Ente porta avanti da anni attraverso il Punto Impresa Digitale, la formazione e l’assistenza alle aziende e sostiene, tra l’altro, intelligenza artificiale, robotica, cybersicurezza, e-commerce interconnesso e soluzioni per l’efficienza energetica e la sostenibilità.
Fonti
Istat, Imprese e ICT – Anno 2025, 15 dicembre 2025.
Regione Toscana – Ufficio regionale di statistica, Rapporto annuale 2026: le ICT nelle imprese con almeno 10 addetti, elaborazioni su dati Istat 2025.
Banca d’Italia, L’economia dell’Umbria, Economie regionali 2026: IA, investimenti, brevetti e politiche territoriali per ricerca e innovazione.
OpenCUP, banca dati nazionale dei progetti di investimento pubblico identificati dal Codice Unico di Progetto.
Mimit, misure Brevetti+, Disegni+, Marchi+ e Voucher Cloud & Cybersecurity.
Regione Umbria, Poli di Innovazione 2026 e AI for Umbria.
Camera di Commercio dell’Umbria, Bando Doppia Transizione 2026 e attività del Punto Impresa Digitale.
#Adessonews seleziona nella rete articoli di particolare interesse.
Se vuoi leggere l’articolo completo clicca sul seguente link







