Settembre segna il ritorno alla piena operatività del calendario fiscale dopo la pausa estiva. Le scadenze fiscali settembre 2026 coinvolgono milioni di contribuenti italiani: dipendenti, pensionati, partite IVA forfettarie, professionisti e imprese in regime ordinario, oltre ad artigiani e commercianti iscritti all’INPS. Conoscere in anticipo cosa versare e quando evita ritardi, sanzioni e interessi che si potrebbero facilmente prevenire.
La data più importante del mese resta il 16 settembre 2026, che quest’anno cade di mercoledì: un giorno lavorativo, quindi nessuno slittamento e nessuna proroga automatica per chi deve versare con modello F24. Proprio perché non ci sono rinvii legati al calendario, conviene organizzarsi con qualche giorno di anticipo. Anche chi ha aderito alla rottamazione delle cartelle deve prestare attenzione: dopo la pausa estiva, come raccontato nel nostro approfondimento su fisco e stop alla tregua di settembre, tornano anche le scadenze relative a cartelle e rateizzazioni.
F24 del 16 settembre: cosa versare
Il 16 settembre 2026 è tradizionalmente una delle giornate con il maggior numero di adempimenti dell’intero anno fiscale, seconda solo alle scadenze di giugno. Con il modello F24 vanno versati, tra gli altri, i seguenti importi riferiti al mese di agosto: l’IVA a debito per i soggetti in liquidazione mensile, le ritenute IRPEF operate su redditi da lavoro dipendente e assimilato, su compensi di lavoro autonomo, provvigioni, canoni di locazioni brevi e compensi degli amministratori di condominio.
Allo stesso appuntamento del 16 settembre si affiancano i contributi INPS a carico dei datori di lavoro per i dipendenti e i versamenti dei committenti per i collaboratori iscritti alla gestione separata, sempre relativi alle competenze di agosto. Chi gestisce una piccola attività, uno studio professionale o un condominio deve quindi verificare con attenzione quali voci lo riguardano, perché gli adempimenti si sommano e un errore nel calcolo può generare sanzioni anche su importi contenuti.
Liquidazione IVA di settembre: mensili e trimestrali
Per i soggetti in liquidazione IVA mensile, il 16 settembre 2026 è la scadenza per versare l’imposta relativa alle operazioni di agosto. Le partite IVA in regime trimestrale, invece, non hanno un versamento ordinario a settembre: la rata del secondo trimestre, maggiorata dell’1% a titolo di interesse, si liquida infatti entro il 20 agosto, mentre il prossimo appuntamento trimestrale cade a novembre.
Settembre porta però altri adempimenti collegati all’IVA. Il 30 settembre 2026 concentra diversi obblighi rilevanti, tra cui la comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA (LIPE) relativa al secondo trimestre per i soggetti tenuti a questo adempimento, oltre a versamenti collegati all’imposta di bollo sulle fatture elettroniche e ad alcuni adempimenti dichiarativi, come l’invio definitivo del modello 730. Il 25 settembre è invece la data di riferimento per la presentazione degli elenchi Intrastat da parte delle imprese che effettuano scambi con altri Paesi UE.
Chi opera in regime forfettario non è soggetto alla liquidazione periodica dell’IVA, essendo esonerato dall’applicazione dell’imposta sulle fatture emesse. Questo però non significa che il mese di settembre sia privo di adempimenti: restano infatti da monitorare i contributi previdenziali e, per chi si avvicina alla soglia di ricavi, la verifica della permanenza nel regime agevolato in vista della chiusura dell’anno.
Contributi INPS: gestione separata, artigiani e commercianti
Sul fronte previdenziale, il 16 settembre 2026 riguarda soprattutto i committenti che devono versare i contributi per i collaboratori iscritti alla gestione separata INPS relativi al mese di agosto, e i datori di lavoro per i contributi dei dipendenti dello stesso periodo. Per i professionisti senza cassa e i collaboratori con partita IVA iscritti alla gestione separata, invece, i versamenti dei contributi personali seguono le scadenze della dichiarazione dei redditi, con saldo e primo acconto a giugno o luglio ed eventuale seconda rata di acconto a novembre.
Per artigiani e commercianti iscritti alle relative gestioni INPS, settembre non è invece un mese di scadenza per la rata trimestrale dei contributi fissi: gli appuntamenti ordinari cadono a maggio, agosto, novembre e febbraio. A settembre questi soggetti, se hanno dipendenti o collaboratori, devono comunque occuparsi dei versamenti relativi al personale, oltre a monitorare eventuali comunicazioni di regolarizzazione contributiva ricevute dall’INPS nei mesi precedenti.
Un aspetto spesso sottovalutato riguarda le famiglie e i pensionati: settembre e anche il periodo in cui molti nuclei familiari devono verificare la propria situazione reddituale in vista del rinnovo dei documenti utili per l’accesso a bonus e agevolazioni. Ne abbiamo parlato nel nostro approfondimento su quando rinnovare l’ISEE 2026, un adempimento che non ha scadenze fisse ma che incide direttamente sull’accesso a numerose prestazioni sociali.
Tabella riepilogativa delle scadenze di settembre 2026
Per orientarsi meglio tra le diverse date, ecco una tabella riepilogativa che sintetizza le scadenze fiscali settembre 2026 principali suddivise per categoria di contribuente.
| Scadenza | Chi riguarda | Cosa versare o comunicare |
|---|---|---|
| 16 settembre 2026 | Dipendenti e pensionati (tramite sostituto d’imposta) | Ritenute IRPEF su redditi di lavoro dipendente e assimilati relative ad agosto |
| 16 settembre 2026 | P.IVA ordinarie in liquidazione mensile | Versamento IVA a debito riferita ad agosto |
| 16 settembre 2026 | P.IVA forfettarie | Nessun versamento IVA (regime esonerato); verificare eventuali contributi collaboratori |
| 16 settembre 2026 | Professionisti e collaboratori gestione separata (tramite committente) | Contributi previdenziali gestione separata su compensi di agosto |
| 16 settembre 2026 | Datori di lavoro | Contributi INPS dipendenti relativi ad agosto |
| 25 settembre 2026 | Imprese con scambi intracomunitari | Presentazione elenchi Intrastat |
| 30 settembre 2026 | Soggetti IVA tenuti alla comunicazione periodica | LIPE del secondo trimestre e altri adempimenti di fine mese |
Artigiani e commercianti, come detto, non hanno una rata fissa INPS in scadenza a settembre: la tabella va quindi letta insieme alle indicazioni personalizzate che ciascun contribuente riceve in base alla propria posizione previdenziale e fiscale specifica.
Cosa succede in caso di ritardo nei versamenti
Chi non rispetta le scadenze fiscali settembre 2026 va incontro a sanzioni e interessi calcolati in base al numero di giorni di ritardo. Il sistema del ravvedimento operoso consente comunque di regolarizzare spontaneamente la propria posizione, versando l’imposta dovuta insieme a una sanzione ridotta e agli interessi legali maturati, con percentuali che crescono progressivamente in base al tempo trascorso dalla scadenza originaria.
Va ricordato che, in un anno come il 2026 in cui il sistema di rateizzazione delle cartelle è tornato pienamente operativo dopo la pausa estiva, un ritardo nei versamenti ordinari può sommarsi ad altre posizioni debitorie già in essere, rendendo più complessa la gestione complessiva della propria situazione fiscale. Monitorare con attenzione ogni scadenza, anche quelle apparentemente minori, resta quindi la strategia più prudente per evitare che piccoli ritardi si trasformino in problemi più seri.
Domande frequenti sulle scadenze fiscali di settembre 2026
Il 16 settembre 2026 slitta perché cade di sabato o domenica?
No. Il 16 settembre 2026 cade di mercoledì, quindi è un giorno lavorativo a tutti gli effetti: non ci sono slittamenti automatici delle scadenze fiscali settembre 2026 legati al calendario.
Le partite IVA forfettarie devono versare l’IVA a settembre?
No, i soggetti in regime forfettario sono esonerati dall’applicazione e dalla liquidazione periodica dell’IVA. Devono comunque monitorare eventuali contributi previdenziali dovuti per collaboratori o dipendenti, se presenti.
Artigiani e commercianti versano contributi INPS a settembre 2026?
La rata trimestrale ordinaria dei contributi fissi per artigiani e commercianti non cade a settembre: le scadenze standard sono maggio, agosto, novembre e febbraio. A settembre restano però da gestire eventuali contributi per dipendenti o collaboratori.
Cosa succede se non pago entro il 16 settembre?
Scatta l’applicazione di sanzioni e interessi di mora, calcolati in base ai giorni di ritardo. E possibile regolarizzare la posizione tramite il ravvedimento operoso, versando l’imposta dovuta con sanzione ridotta e interessi legali.
Quando scade la LIPE del secondo trimestre 2026?
La comunicazione delle liquidazioni periodiche IVA relativa al secondo trimestre rientra tra gli adempimenti concentrati al 30 settembre 2026, insieme ad altri obblighi di fine mese.
Questo articolo è stato redatto con l’ausilio di strumenti di intelligenza artificiale e verificato dalla redazione di Centro Fiscale, che ne è responsabile dei contenuti.
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