Fornire informazioni a tutela dei consumatori senza stigmatizzare il ruolo dell’agente immobiliare. È stato questo l’obiettivo raggiunto ieri, 17 settembre, all’incontro pubblico “Il Valore della Sicurezza: come orientarsi nella compravendita immobiliare”, organizzato dal Comune di Lavagno nella sala consiliare.
La necessità della serata è stata espressa in apertura dal sindaco Matteo Vanzan, la cui amministrazione ha voluto dare il proprio contributo in un ambito che vede e vedrà ancora Lavagno protagonista nelle cronache locali e nazionali. Tra il pubblico erano infatti presenti Gianluca Taverna, Lamberto Pavarotti e altri rappresentanti delle famiglie che la prossima settimana dovranno riprendersi all’asta le case di Via Vittime della Mafia che avevano in buona parte già pagato durante la fase di costruzione. E questo a causa del fallimento della società Immobiliare Pm. Per Vanzan, un’amministrazione comunale non può estraniarsi da ciò che accade nel proprio territorio, ma deve comprenderlo senza voltare lo sguardo altrove. La serata, ovviamente, non poteva entrare nel caso specifico, ma è comunque stata un’occasione per aumentare la consapevolezza e quindi anche la tranquillità dei cittadini nella vendita o nell’acquisto di una casa. Per ottenere questo risultato sono stati invitati quattro relatori, che hanno messo a disposizione la loro esperienza e per questo sono stati ringraziati anche dall’assessora di Lavagno Roberta Pignoli.
A prendere la parola per primo è stato il presidente del Consiglio Notarile di Verona Nicola Marino, il quale ha evidenziato che purtroppo all’interno del percorso di compravendita chi acquista la casa è il soggetto più esposto a rischi. Rischi più contenuti se si compra una casa usata, ma che si alzano nel caso di un’abitazione in costruzione. Anche se non necessariamente dietro ai problemi nell’edificazione di una casa si nasconde un costruttore disonesto.
Di fronte a questi rischi, Marino ha suggerito di farsi accompagnare da un notaio il prima possibile e di sfruttare le garanzie che tutelano il consumatore. Tra queste garanzie, Marino ne ha messe in luce due: il preliminare notarile e la fideiussione.
Sul rapporto tra i consumatori e gli agenti immobiliari hanno parlato Gianluca Savoja, presidente della sezione veneta di Fiaip (Federazione italiana agenti immobiliari professionisti), e Francesco Gentili, presidente di Fimaa Verona (Federazione italiana dei mediatori e degli agenti d’affari). Il primo consiglio di Savoja è stato quello di non avere paura nel chiedere che l’agente immobiliare abbia tutti i requisiti per operare, e quindi il patentino e l’assicurazione. L’abusivismo è in effetti la piaga più grande del settore, contro cui le associazioni di categoria si stanno battendo, chiedendo anche maggiore rigore agli organismi di controllo e pure la collaborazione dei cittadini, a cui sia Savoja sia Gentili hanno chiesto di segnalare le situazioni irregolari in modo da stroncarle il prima possibile. Il presidente di Fiaip Veneto non ha nascosto la rabbia nei confronti degli agenti immobiliari disonesti, ma ha anche assicurato che i casi più gravi, quelli che poi finiscono in tribunale, sono fortunatamente pochi. Per azzerarli, la missione di Savoja e della sua associazione è quella di alzare la qualità degli agenti immobiliari, pur nella consapevolezza che anche gli affari mediati da agenti immobiliari meno scrupolosi vanno a finire quasi sempre bene.
Anche Gentili con Fimaa Verona è al lavoro per fare in modo che i cittadini si sentano sicuri ogni volta che entrano in un’agenzia immobiliare. Cittadini a cui è stato suggerito di fare attenzione anche ai dettagli, come può essere la dicitura “agente immobiliare”. Solo gli abilitati possono definirsi agenti, ed altre espressioni come, ad esempio, “collaboratore immobiliare” possono nascondere degli abusivi. Un’agenzia può comunque avvalersi di collaboratori che non sono agenti. Questi collaboratori possono svolgere alcune attività come il marketing e possono anche mostrare gli immobili, ma il loro compito si deve fermare lì. Di prezzi e di provvigioni si deve parlare solo con un agente immobiliare, che ha il dovere di svolgere tutti gli accertamenti necessari per evitare che l’affare salti.
L’ultimo intervento della serata è stato quello dell’avvocata Laura Coato del foro di Verona, che insieme a Fimaa ha stilato un vademecum distribuito a tutti i partecipanti. Anche Coato ha suggerito di fare attenzione ai particolari e di non avere fretta di concludere per forza la compravendita. Una buona pratica è porre attenzione ai formulari, leggerli e comprenderli, chiedendo anche agli agenti spiegazioni nel caso in cui ci siano passaggi poco chiari. Ed è buona norma anche avere traccia scritta di tutti i dettagli definiti, senza dare tutto per scontato. Laura Coato ha inoltre ricordato che gli agenti immobiliari devono essere imparziali ed è giusto fermarsi nel caso in cui si abbia il sospetto che ci siano dei conflitti di interesse.
Dopo gli interventi dei relatori, diverse sono state le domande del pubblico. Pubblico tra cui era presente anche Gianluca Taverna, secondo cui sono tutti i giusti i suggerimenti forniti. Suggerimenti che però decadono nel momento in cui ci si trova di fronte a un’agenzia senza assicurazione e di fronte a un’agente in conflitto di interessi, perché questi dettagli sono difficili da verificare da parte del cittadino.
E con la serata di ieri non si esauriscono le iniziative su questa tematica del Comune di Lavagno, che intanto ha dato il proprio patrocinio a una camminata di solidarietà contro le truffe che si terrà domenica 20 settembre. L’evento è organizzato dal Comitato Est Veronese Solidale, insieme ad altri eventi pensati per sostenere le famiglie coinvolte nel crac della Immobiliare Pm. L’iscrizione è di 10 euro e al momento dell’iscrizione sarà regalata una maglietta grazie anche allo sponsor Gonzato Abbigliamento e Calzature.
Famiglie che in questi giorni non si sono neppure potute preparare tranquillamente all’asta sulle loro case. Sui social network sono apparsi alcuni annunci da parte di una società di consulenza per le aste immobiliari. Annunci legittimi, niente di illegale, creati per attirare l’attenzione di chi poteva essere interessato all’acquisto di case all’asta. La società si proponeva di fornire informazioni su alcune aste, tra cui quella delle villette di Lavagno, nonostante il clamore mediatico creato da questa vicenda. E in effetti, in tanti hanno commentato negativamente sotto questi annunci, parlando di pubblicità ingannevole, dato che si parlava di case dei sogni a prezzi vantaggiosi, cosa che queste villette ancora incomplete non sono. Questi commenti negativi hanno poi portato alla cancellazione degli annunci sui social, ma non dal sito della società di consulenza.
Vengono dunque ripetuti gli appelli dalle famiglie che vogliono riprendersi le case che in gran parte avevano pagato. Famiglie che non possono impedire a nessuno di partecipare a un’asta pubblica, ma che possono chiedere a tutti di mettersi una mano sulla coscienza e di comprendere che queste case non sono come tutte le altre, che dietro quest’asta ci sono il dolore e la disperazione di uomini e donne che volevano solamente comprare la loro prima casa e che sono vittime incolpevoli di una serie di presunte irregolarità su cui sono in corso i dovuti accertamenti.
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