Risorse alle paritarie ma la scuola statale perde autonomie


La vicenda della Domenico Savio di Messina raccontata da MessinaToday entra nel dibattito sul diritto allo studio e sul futuro dell’istruzione in città. Dopo le notizie sulla fuoriuscita di numerosi insegnanti e operatori, sui trasferimenti di diversi alunni e sulle rivendicazioni dei lavoratori per le mensilità che, secondo quanto denunciato, non sarebbero state corrisposte, arriva la presa di posizione della FLC Cgil Messina.

A intervenire è la segretaria generale Patrizia Donato, che sposta il focus dalla situazione della singola scuola a una questione più ampia: secondo il sindacato, non si può parlare di diritto allo studio soltanto quando a essere in difficoltà è una realtà privata.

“Non ci si può ricordare del diritto allo studio solo quando va in crisi una scuola privata”, sostiene Donato, secondo la quale la situazione della primaria della Domenico Savio non sarebbe riconducibile a una semplice difficoltà organizzativa.

“Senza stipendi non c’è continuità didattica”

Il punto di partenza della Flc Cgil sono le difficoltà denunciate dai lavoratori. Nelle scorse settimane alcuni docenti e operatori avrebbero lasciato l’istituto dopo aver maturato crediti per mensilità non corrisposte, rivolgendosi anche a un legale per ottenere quanto dovuto.

“Quando lavoratrici e lavoratori restano senza stipendio per mesi e ricevono soltanto vaghe promesse di un ‘pagheremo’, non siamo di fronte a una semplice difficoltà organizzativa”, afferma Donato. “Siamo davanti a una situazione che mette in discussione il rispetto di chi nella scuola lavora ogni giorno”. Da qui la critica a un sistema nel quale, secondo il sindacato, non può essere il personale a farsi carico delle difficoltà economiche della struttura.

“La continuità didattica si garantisce pagando regolarmente gli stipendi, rispettando i contratti e garantendo condizioni di lavoro dignitose”, aggiunge la segretaria della Flc Cgil Messina. “Non si può chiedere al personale di farsi carico dei problemi economici di una struttura scolastica”.

Il nodo delle risorse pubbliche

La posizione del sindacato si allarga poi al tema dei finanziamenti pubblici destinati alle scuole paritarie. La Flc Cgil chiede che, laddove siano impiegate risorse pubbliche, siano garantiti anche adeguati livelli di trasparenza e controllo. “È legittimo chiedersi come sia possibile che una scuola privata che riceve finanziamenti pubblici arrivi al punto di non riuscire a pagare regolarmente i propri dipendenti”, sostiene Donato. E aggiunge: “Diventa inevitabile interrogarsi sui controlli che devono accompagnare l’utilizzo di quelle risorse”.

Il ragionamento del sindacato coinvolge quindi non soltanto i lavoratori, ma anche le famiglie e gli studenti: “Se si utilizzano soldi pubblici, allora la trasparenza e le garanzie per lavoratori, famiglie e studenti devono essere ancora maggiori”.

La critica al dimensionamento delle scuole statali

È però sul terreno del rapporto tra scuola paritaria e scuola statale che la presa di posizione della Flc Cgil diventa più politica. Donato richiama infatti il dimensionamento scolastico e il ridimensionamento della rete statale nel territorio messinese. “Oggi assistiamo a un coro unanime che richiama il diritto allo studio perché una scuola privata attraversa una fase di crisi. Ma dov’era questa indignazione quando, negli ultimi tre anni, la provincia di Messina ha perso nove autonomie scolastiche statali a causa del dimensionamento?”, domanda la segretaria. Secondo la Flc Cgil, gli accorpamenti hanno conseguenze che non possono essere ridotte a una questione amministrativa.

“Anche quella è una ferita profonda al diritto allo studio, al diritto di studenti e famiglie a restare”, afferma Donato. “Lo è quando si accorpano le scuole, quando si riducono gli organici di docenti e personale ATA, quando si privano interi territori di un presidio educativo e culturale fondamentale”.

Nel mirino finiscono così le scelte sulle risorse destinate al sistema scolastico. “Lo stesso Governo che rivendica l’aumento dei finanziamenti alle scuole paritarie continua a ridurre il perimetro della scuola statale attraverso definanziamento, accorpamenti e riduzione delle autonomie. È una contraddizione che non può essere ignorata”, sostiene la sindacalista.

Il richiamo all’articolo 33 della Costituzione

La Flc Cgil richiama infine l’articolo 33 della Costituzione, che riconosce a enti e privati il diritto di istituire scuole, stabilendo che ciò avvenga “senza oneri per lo Stato”.

“Da anni assistiamo invece a un incremento delle risorse pubbliche destinate alle scuole paritarie, mentre alla scuola statale vengono chiesti continui sacrifici”, afferma Donato. “È una scelta politica che la Flc Cgil continua a contestare, perché le risorse pubbliche dovrebbero essere destinate prioritariamente a rafforzare la scuola statale e pubblica, che garantisce il diritto all’istruzione per tutte e tutti”.

La vicenda della Domenico Savio resta intanto legata alle difficoltà emerse all’inizio del nuovo anno scolastico. La fuoriuscita di personale avrebbe contribuito al trasferimento di diversi alunni, soprattutto della primaria, mentre secondo le informazioni già emerse sarebbero rimaste operative alcune classi della scuola dell’infanzia. Alcuni lavoratori avrebbero inoltre avviato iniziative legali per il recupero delle somme maturate.

La scuola, gestita da anni dalla cooperativa Savio 4.0, rappresenta una realtà storica per Messina, anche per il legame con l’oratorio dei Salesiani e per il ruolo educativo svolto per generazioni di famiglie. Proprio per questo, la crisi attuale ha assunto una dimensione che va oltre il semplice avvicendamento del personale.

La Flc Cgil esprime infine solidarietà “alle lavoratrici, ai lavoratori e alle famiglie coinvolte”, ma ribadisce il punto centrale della propria presa di posizione: “Non possiamo accettare che il diritto allo studio venga evocato soltanto quando riguarda una scuola privata e dimenticato quando a essere colpita è la scuola pubblica”.


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