In Italia i centenari sono già 24.700 e il record dei 122 anni resiste ancora oggi. Sono numeri che fanno riflettere e che raccontano un Paese in cui l’invecchiamento non è più un’eccezione, ma una realtà sempre più diffusa. Chi sono le persone che superano il secolo di vita? Dove abitano? E soprattutto, quali sono i segreti della loro longevità secondo la scienza? In questo articolo facciamo il punto sulle ricerche più recenti, tra dati demografici, biologia dell’invecchiamento e stili di vita.
Quanti sono i centenari in Italia e perchè il numero cresce
Il dato più recente parla chiaro: 24.700 centenari vivono oggi nel nostro Paese. Si tratta di una platea in continua espansione, che negli ultimi decenni è cresciuta a ritmi sostenuti grazie al miglioramento delle condizioni di vita, ai progressi della medicina, alla maggiore diffusione della prevenzione e a un’alimentazione più equilibrata rispetto al passato.
L’Italia è del resto uno dei Paesi più longevi al mondo e si colloca stabilmente ai vertici delle classifiche europee per speranza di vita. Questa crescita ha una conseguenza diretta: i centenari non sono più figure rare, ma un segmento demografico che interessa sanità, welfare, economia e ricerca scientifica.
C’è poi un primato che continua a resistere: il record dei 122 anni, il traguardo di longevità umana più alto mai documentato, che nessuno è ancora riuscito a superare. Un limite che gli scienziati studiano con attenzione, perché potrebbe indicare una soglia biologica difficile da oltrepassare.
Chi sono i centenari italiani: un mondo soprattutto femminile
Tra i dettagli più difficili da ignorare c’è la composizione per sesso. I centenari sono soprattutto donne. Nel 2025 quasi l’83% dei centenari italiani era di sesso femminile. La sproporzione diventa ancora più marcata tra i supercentenari: tra chi aveva almeno 105 anni, oltre il 90% erano donne.
Anche l’aspettativa di vita conferma lo stesso quadro. Nel 2025 è stata stimata in 85,7 anni per le donne e 81,7 anni per gli uomini, con un vantaggio femminile di circa quattro anni. È un fenomeno osservato in molti Paesi, ma in Italia assume contorni particolarmente evidenti, soprattutto nelle età estreme.
Perché le donne vivono più a lungo
La domanda è inevitabile: perché le donne resistono più a lungo? La risposta onesta è che non esiste una spiegazione unica. Gli studiosi parlano piuttosto di un intreccio di fattori, tra cui:
- differenze nei cromosomi sessuali, con la presenza di due cromosomi X che potrebbe offrire una sorta di ridondanza protettiva;
- ormoni, in particolare gli estrogeni, che sembrano avere effetti favorevoli su sistema cardiovascolare e metabolismo;
- sistema immunitario, che nelle donne tende a rispondere in modo diverso a infezioni e processi infiammatori;
- meccanismi cellulari dell’invecchiamento, che seguono dinamiche non identiche nei due sessi;
- comportamenti e stili di vita, come minore esposizione storica a fumo, alcol e lavori a rischio;
- esposizioni ambientali e profili di rischio differenti nel corso dell’esistenza.
La ricerca recente mostra inoltre che l’invecchiamento biologico e immunitario segue traiettorie differenti negli uomini e nelle donne. Ridurre il vantaggio femminile a una sola causa sarebbe quindi troppo semplice: si tratta di un fenomeno multifattoriale, in cui biologia e abitudini si rafforzano a vicenda.
Dove vivono i centenari: le aree più longeve
Anche la geografia della longevità ha un peso. L’Italia ospita alcune aree considerate tra i principali laboratori naturali per lo studio dell’invecchiamento in salute. La Sardegna, in particolare la zona interna dell’Ogliastra, è diventata celebre a livello internazionale per l’elevata presenza di ultracentenari ed è spesso citata tra le cosiddette “zone blu” del pianeta.
Tuttavia la longevità non è confinata a un’unica regione. Centenari si trovano in tutta la Penisola, dalle aree rurali e montane ai centri urbani. Elementi ricorrenti nelle zone più longeve sono:
- forti legami familiari e comunitari;
- ritmi di vita meno frenetici;
- attività fisica quotidiana e naturale, legata al lavoro e agli spostamenti;
- ambienti meno inquinati e spesso più a contatto con la natura;
- alimentazione tradizionale, basata su prodotti locali e stagionali.
Cosa fanno i centenari: abitudini e vita quotidiana
Che cosa fanno concretamente le persone che superano i cento anni? Le ricerche descrivono profili diversi, ma alcuni tratti ricorrono con frequenza. Molti centenari mantengono una routine regolare, con orari stabili per i pasti e per il riposo. Spesso restano attivi, anche solo con piccole faccende domestiche, passeggiate, cura dell’orto o della casa.
Sul fronte dell’alimentazione prevale un modello vicino alla dieta mediterranea: molte verdure, legumi, cereali, olio extravergine d’oliva, poca carne e porzioni moderate. Importante anche la dimensione psicologica: ottimismo, capacità di adattarsi ai cambiamenti, senso di scopo e relazioni sociali solide sono elementi che compaiono spesso nelle storie dei longevi. Chi vive a lungo, in genere, non vive isolato.
Va detto che non esiste una ricetta valida per tutti. Alcuni centenari hanno avuto abitudini poco ortodosse e sono arrivati comunque a un’età eccezionale: segno che la genetica gioca un ruolo rilevante, soprattutto nelle età più estreme.
Cosa dice la scienza: il caso dell’inflammaging
Uno degli studi più interessanti è una grande revisione pubblicata nel 2026 su Nature Reviews Immunology, che descrive i centenari come una popolazione biologicamente particolare. Secondo i risultati, molti di loro conservano una funzione immunitaria relativamente efficiente, cosa tutt’altro che scontata in età così avanzata, quando il sistema immunitario tende a deteriorarsi, fenomeno noto come immunosenescenza.
Non solo. I centenari mostrano anche una maggiore capacità di contenere l’inflammaging, cioè l’infiammazione cronica di basso grado che tende ad aumentare con l’età ed è associata a molte malattie legate all’invecchiamento, dalle patologie cardiovascolari al diabete, fino al declino cognitivo e a diverse forme tumorali.
In altre parole, chi arriva a cento anni sembra possedere un sistema immunitario che invecchia meglio: resta reattivo contro le minacce, ma non scivola in uno stato infiammatorio persistente che logora l’organismo. Questo equilibrio tra difesa e controllo dell’infiammazione è oggi considerato uno dei possibili pilastri della longevità eccezionale.
Longevità: cosa possiamo imparare dai centenari
Se la genetica non si sceglie, molte delle abitudini associate alla lunga vita sono alla portata di tutti. Le evidenze scientifiche suggeriscono di:
- seguire un’alimentazione equilibrata, ispirata al modello mediterraneo;
- muoversi ogni giorno, anche con attività leggere ma costanti;
- coltivare relazioni sociali e mantenere un ruolo attivo nella comunità;
- evitare fumo e abuso di alcol;
- dormire bene e gestire lo stress;
- sottoporsi a controlli medici e prevenzione con regolarità.
Questi comportamenti non garantiscono di raggiungere i cento anni, ma contribuiscono ad aumentare le probabilità di invecchiare in buona salute, che è l’obiettivo più importante: non solo vivere più a lungo, ma vivere meglio.
I 24.700 centenari italiani rappresentano una risorsa di conoscenza oltre che un traguardo demografico. Il record dei 122 anni ancora imbattuto ricorda quanto la longevità estrema resti un enigma affascinante. La forte prevalenza femminile, con quasi l’83% di donne nel 2025 e oltre il 90% tra chi supera i 105 anni, mostra come biologia, ormoni, immunità e stili di vita si combinino in modi ancora da decifrare.
Le ricerche più recenti, come la revisione su Nature Reviews Immunology, indicano che un sistema immunitario efficiente e capace di tenere sotto controllo l’inflammaging potrebbe essere una chiave decisiva. Studiare i centenari significa quindi aprire una finestra sul futuro dell’invecchiamento sano, con ricadute potenziali per la prevenzione e la cura di molte malattie.
Per un Paese come l’Italia, tra i più longevi al mondo, capire come vivono, cosa mangiano e come stanno biologicamente i suoi centenari non è solo curiosità: è una delle sfide più importanti per la salute pubblica dei prossimi decenni.
Chiara Compagnucci
Nata a Roma nel Giugno del 1978, effettua gli studi di ragioniere e si appassiona al tennis. Amante del mondo delle quattro ruote e delel due ruote, � sempre curiosa su tutte le novit� delle case automobilistiche e sulle nuove auto in uscita. Scrive da anni per diversi blog ed ora si dedica a tempo pieno su questo sito web trattando in particolar modo tematiche sul mondo delle auto e sugli argomen…
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