Conviene chiedere la riduzione del 35 per cento dei contributi INPS?
Dipende dal tuo reddito forfettario, e la soglia e circa 28.935 euro. Sopra quel reddito il contributo ridotto resta comunque superiore al contributo pieno calcolato sul minimale di 18.808,00 euro, quindi l’INPS ti accredita dodici mesi su dodici e la riduzione ti costa solo montante contributivo, cioe un importo futuro di pensione piu basso. Sotto quella soglia, e in particolare se stai sul minimale, versi il 65 per cento del contributo e ti vengono accreditati circa otto mesi su dodici: ogni anno di riduzione ti costa circa quattro mesi di anzianita contributiva. Il secondo elemento da considerare e che la scelta non e reversibile: il comma 82 della legge 190/2014 prevede che il passaggio al regime previdenziale ordinario determini l’impossibilita di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato.
Quanto si risparmia davvero con la riduzione del 35 per cento nel 2026?
Meno di quanto sembra, perche i contributi si deducono dal reddito forfettario e versarne meno fa salire l’imposta sostitutiva. Un artigiano sul minimale 2026 paga 4.521,36 euro di contributi pieni e 2.941,49 euro con la riduzione, quindi risparmia 1.579,87 euro lordi. Ma l’imponibile sale da 14.286,64 a 15.866,51 euro e l’imposta sostitutiva al 15 per cento sale di 236,98 euro: il risparmio vero e 1.342,89 euro, cioe esattamente il 15 per cento in meno di quello annunciato. Con l’aliquota al 5 per cento il recupero fiscale e di 78,99 euro e il risparmio netto e 1.500,88 euro. Per un commerciante sul minimale il risparmio lordo e 1.611,47 euro e quello netto, con l’imposta al 15 per cento, e 1.369,75 euro.
La riduzione del 35 per cento mi fa perdere anni di contributi per la pensione?
Puo farteli perdere, se il tuo reddito e basso. Il comma 77 richiama l’articolo 2 comma 29 della legge 335/1995, secondo cui il versamento di un contributo pari a quello calcolato sul minimale da diritto all’accredito di tutti i mesi dell’anno, mentre chi versa meno si vede accreditare un numero di mesi proporzionalmente ridotto. Chi sta sul minimale e versa il 65 per cento si vede accreditare circa otto mesi l’anno invece di dodici, quindi circa quattro mesi di anzianita in meno ogni anno: in dieci anni sono oltre tre anni di contributi che mancano all’appello per la pensione di vecchiaia. Sopra circa 28.935 euro di reddito il problema non c’e, perche il contributo ridotto supera comunque quello pieno sul minimale. Quanti mesi ti vengono effettivamente accreditati lo leggi solo nell’estratto conto contributivo INPS: la legge fissa la proporzione, non il modo di arrotondare i mesi.
Qual e il reddito oltre il quale la riduzione non costa piu mesi di anzianita?
Circa 28.935 euro di reddito forfettario. Il conto e semplice: il reddito minimale 2026 e 18.808,00 euro e con la riduzione versi il 65 per cento del dovuto, quindi serve un reddito pari a 18.808 diviso 0,65, cioe 28.935,38 euro, perche il contributo ridotto raggiunga in euro il contributo pieno sul minimale. Per un artigiano significa arrivare a 4.513,92 euro di contributo IVS, che e il 15,6 per cento di 28.935,38 euro, cioe il 24 per cento ridotto del 35 per cento. Da quel reddito in su l’accredito torna di dodici mesi su dodici e la riduzione costa solo montante, cioe importo futuro della pensione, non anni di anzianita.
Posso tornare indietro se cambio idea sulla riduzione del 35 per cento?
Puoi uscire, non puoi rientrare. Il comma 82 della legge 190/2014 prevede che il passaggio al regime previdenziale ordinario, in ogni caso, determini l’impossibilita di fruire nuovamente del regime contributivo agevolato, anche laddove sussista la condizione di cui al comma 54. Vale sia per la rinuncia volontaria sia per l’uscita dovuta alla perdita dei requisiti. Secondo la circolare INPS numero 14 del 9 febbraio 2026, la rinuncia presentata entro il 28 febbraio fa ripartire il regime ordinario dal 1 gennaio dello stesso anno, in via definitiva, precludendo ogni ulteriore possibilita di accesso al beneficio, mentre una comunicazione successiva al 28 febbraio sposta il ripristino al 1 gennaio dell’anno dopo.
Come si chiede la riduzione del 35 per cento e entro quando?
Con una dichiarazione telematica all’INPS, che si invia dal Cassetto previdenziale per artigiani e commercianti. Il comma 83 della legge 190/2014 distingue due casi: chi intraprende l’attivita presenta la dichiarazione messa a disposizione dall’INPS, e la circolare 14/2026 chiede di farlo con la massima tempestivita rispetto al provvedimento di iscrizione; chi esercita gia l’attivita presenta la stessa dichiarazione entro il termine di decadenza del 28 febbraio di ciascun anno. Se la presenti oltre il termine, l’accesso al regime agevolato puo avvenire solo dall’anno successivo. Chi ha gia aderito non deve ripresentare nulla, perche il regime prosegue in automatico se restano i requisiti e non c’e rinuncia, e non serve ripresentare domanda nemmeno in caso di trasferimento dell’attivita in un’altra provincia nella stessa gestione. Un’avvertenza sulla prossima scadenza: il 28 febbraio 2027 cade di domenica e le regole generali sui termini lo farebbero slittare al 1 marzo, ma per il 2026 le fonti professionali non erano concordi sullo slittamento e l’INPS parla di termine perentorio, quindi conviene non arrivare all’ultimo giorno.
La riduzione del 50 per cento per i nuovi iscritti vale anche nel 2026?
No. L’articolo 1 comma 186 della legge 207/2024 riserva la riduzione del 50 per cento a chi si iscrive per la prima volta nel corso del 2025 a una delle gestioni speciali autonome degli artigiani o dei commercianti e percepisce redditi d’impresa, anche in regime forfetario, compresi i titolari di ditta individuale, i soci di societa e i coadiuvanti familiari. Dura 36 mesi dalla data di iscrizione, riduce solo la quota IVS e lascia dovuti per intero il contributo di maternita e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva dello 0,48 per cento. Opera nel limite degli aiuti de minimis di 300.000 euro in tre anni. Non e stata prorogata: chi si iscrive dal 1 gennaio 2026 non puo accedervi, e la circolare INPS 14/2026 la cita solo in riferimento alle iscrizioni del 2025.
Si possono cumulare la riduzione del 35 per cento e quella del 50 per cento?
No, bisogna scegliere. La riduzione del 50 per cento dei nuovi iscritti non e cumulabile con il regime contributivo agevolato dei forfettari, cioe con il 35 per cento, ne con la riduzione per gli over 65 gia pensionati. Il confronto non e scontato: il 50 per cento taglia la meta di una base piu piccola, perche lascia fuori la maternita e, per i commercianti, l’aliquota aggiuntiva dello 0,48 per cento, e dura 36 mesi, mentre il 35 per cento accompagna tutti gli anni in cui resti nel regime agevolato. Chi ha ottenuto il 50 per cento puo rinunciarvi a partire dal 1 gennaio 2026, come ha precisato il messaggio INPS numero 3922 del 23 dicembre 2025, ma anche questa rinuncia e definitiva.
Sono un pensionato over 65 con Partita IVA: mi conviene il regime agevolato dei forfettari?
Quasi certamente no, e il motivo e in un comma che si legge poco. L’articolo 59 comma 15 della legge 449/1997 riduce del 50 per cento i contributi dovuti dagli artigiani e dai commercianti con piu di 65 anni di eta e gia pensionati presso le gestioni dell’INPS, e la circolare INPS 14/2026 conferma che continua ad applicarsi anche nel 2026. Ma il comma 80 della legge 190/2014 prevede che quella riduzione non si applichi a chi sta nel regime contributivo agevolato ne ai suoi familiari collaboratori nelle stesse condizioni. Risultato: entrando nel regime agevolato dei forfettari passi dal 50 al 35 per cento, cioe peggiori la tua posizione. Il tema e trattato nella guida dedicata alla Partita IVA da pensionato.
I forfettari professionisti iscritti alla Gestione separata hanno diritto alla riduzione del 35 per cento?
No, e vale la pena dirlo in modo esplicito perche e l’equivoco piu diffuso. Il comma 77 della legge 190/2014 prevede che sul reddito forfettario si applichi la contribuzione dovuta ai fini previdenziali ridotta del 35 per cento, ma lo fa richiamando l’articolo 1 della legge 2 agosto 1990 numero 233, che e la legge previdenziale degli artigiani e dei commercianti. I professionisti forfettari iscritti alla Gestione separata non entrano in quel perimetro e non hanno nessuna riduzione: pagano l’aliquota piena sul reddito forfettario. La riduzione spetta solo ai forfettari iscritti alla gestione artigiani o alla gestione commercianti.
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