Amalfi, assegnazione contributi per l’agricoltura: cittadino presenta ricorso. Chiesti accertamenti alla Corte dei conti


di EMILIANO AMATO

Finanziamenti comunali a sostegno dell’agricoltura, dopo l’approvazione degli esiti della procedura di assegnazione arriva la contestazione di un beneficiario. Un cittadino amalfitano, assistito dall’avvocato Maria Maddalena Gaeta del Foro di Salerno, ha chiesto al Comune di Amalfi di poter visionare gli atti relativi al bando e ha presentato un esposto alla Procura regionale della Corte dei conti per sollecitare verifiche sulla gestione delle risorse pubbliche.

Al centro della vicenda c’è la quantificazione del contributo riconosciuto al richiedente, che contesta il mancato computo dell’intera superficie dei propri terreni agricoli ai fini del calcolo dell’importo spettante.

La procedura, promossa dall’Amministrazione comunale per sostenere l’agricoltura attiva e contribuire alla salvaguardia del paesaggio rurale, ha registrato 86 istanze, delle quali 57 ammesse e finanziabili, per un importo complessivo di circa 150mila euro. L’Amministrazione ha inoltre annunciato che provvederà a finanziare, con apposita destinazione di bilancio per il 2027, anche le altre 21 istanze ammesse ma al momento non finanziabili per carenza di risorse.

L’iniziativa è legata alla tutela dei terrazzamenti agricoli della Costiera amalfitana, riconosciuti nell’ambito del sistema GIAHS della FAO, dedicato ai patrimoni agricoli di rilevanza mondiale.

La contestazione: «Considerati soltanto 449 metri quadrati su 6.729»

Secondo quanto riportato negli atti predisposti dal legale, il cittadino avrebbe presentato domanda di partecipazione al bando il 7 gennaio 2026, indicando tre particelle catastali situate in località Monte Tabor, per una superficie complessiva dichiarata di 6.729 metri quadrati.

Nel dettaglio, si tratta di una porzione suddivisa in tre particelle: una da 3.999 metri quadrati, una di 449 e l’altra di 2.281 metri quadrati, tutte ricadenti nel medesimo foglio catastale.

Il punto contestato riguarda il fatto che, stando alla ricostruzione del richiedente, ai fini della graduatoria sarebbe stata presa in considerazione soltanto la superficie di 449 metri quadrati, con il riconoscimento di un contributo pari a 898 euro.

L’istante sostiene che anche le altre due particelle avrebbero dovuto essere considerate nel calcolo, sulla base della documentazione catastale prodotta e delle autorizzazioni dei comproprietari allegate alla domanda. Una circostanza che, secondo il cittadino, avrebbe determinato una quantificazione inferiore a quella spettante.

Si tratta, al momento, della ricostruzione contenuta negli atti del richiedente: sarà necessario esaminare la documentazione amministrativa per verificare quali criteri siano stati effettivamente applicati e per quali ragioni sia stata considerata soltanto una parte della superficie indicata.

Chiesto l’accesso agli atti del procedimento

Lo scorso 16 ottobre, l’avvocato Gaeta ha presentato al Comune di Amalfi un’istanza di accesso agli atti ai sensi della legge 241 del 1990, chiedendo di acquisire la documentazione relativa alla procedura.

La richiesta comprende il bando integrale, gli eventuali regolamenti applicabili, il provvedimento di approvazione degli esiti, le graduatorie e le tabelle di riparto, oltre agli atti istruttori riguardanti la domanda del proprio assistito.

In particolare, il legale chiede di conoscere, per ciascun beneficiario, le superfici ammesse a contributo, gli importi riconosciuti e gli eventuali punteggi, coefficienti o parametri impiegati per determinare le somme assegnate.

L’obiettivo dichiarato è verificare la corretta applicazione dei criteri previsti dall’avviso pubblico, l’effettiva considerazione delle superfici agricole dichiarate e l’eventuale esistenza di disparità di trattamento tra i partecipanti.

Nell’istanza si fa riferimento anche alla relazione istruttoria del 9 ottobre scorso, oltre che alla documentazione catastale relativa ai fondi del richiedente.

Un esposto alla Procura della Corte dei conti

La vicenda è approdata anche alla magistratura contabile. L’avvocato Gaeta ha depositato ieri, 17 ottobre, per conto del proprio assistito, un esposto-denuncia alla Procura regionale della Corte dei conti, chiedendo di acquisire gli atti della procedura e di svolgere gli opportuni accertamenti.

Nel documento si sollecitano verifiche sulla corrispondenza tra le superfici dichiarate dai richiedenti e quelle considerate nel calcolo dei contributi, sulla corretta applicazione dei criteri di riparto e sull’eventuale presenza di differenze di trattamento tra i beneficiari.

L’esposto prospetta, in via ipotetica, possibili profili di responsabilità amministrativo-contabile qualora emergessero erogazioni non dovute, errori nella ripartizione delle risorse o carenze nelle verifiche istruttorie. Viene inoltre chiesto di accertare l’eventuale sussistenza di un danno per le finanze comunali e di individuare, qualora ne ricorrano i presupposti, i soggetti responsabili.

La presentazione dell’esposto non equivale, tuttavia, all’accertamento di irregolarità o di responsabilità a carico di amministratori, funzionari o altri beneficiari. Le circostanze denunciate dovranno essere verificate dagli organi competenti sulla base degli atti e delle risultanze istruttorie.

Sotto la lente d’ingrandimento i criteri di distribuzione dei 150mila euro

La questione sollevata dal cittadino non riguarda soltanto l’importo del proprio contributo, ma anche la trasparenza dei criteri attraverso i quali sono state ripartite le risorse pubbliche destinate al comparto agricolo.

L’esposto chiede infatti di verificare se le somme siano state assegnate in maniera coerente con i parametri previsti dal bando e se eventuali differenze nel calcolo delle superfici abbiano inciso sulla distribuzione complessiva dei finanziamenti.

Il Comune ha stanziato complessivamente circa 150mila euro per le istanze attualmente finanziabili, annunciando ulteriori risorse per il 2027 destinate alle domande ammesse rimaste escluse dal primo finanziamento per insufficienza della disponibilità economica.

Resta ora da chiarire, attraverso l’accesso alla documentazione e gli eventuali accertamenti, se la superficie riconosciuta al richiedente sia stata determinata correttamente e se il procedimento abbia applicato criteri uniformi a tutte le domande.

La vicenda apre così un fronte di verifica su una misura pensata per sostenere l’agricoltura e preservare i terrazzamenti della Costiera: obiettivi di interesse pubblico che rendono centrale la trasparenza nell’assegnazione dei contributi e la corretta utilizzazione delle risorse comunali.


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