Allarme dell’Unione Inquilini sulle condizioni del patrimonio ATER della provincia di Roma. Esposto al Prefetto per le presunte perdite fognarie in via del Serbatoio. Emanuela Isopo attacca: “Si pensa a risanare i bilanci, ma non le case. La Regione Lazio si assuma le proprie responsabilità”
Case popolari nel degrado, liquidi maleodoranti che fuoriescono dalla pavimentazione, manutenzioni che tardano ad arrivare e centinaia di famiglie alle prese con il rischio di perdere il proprio alloggio. È un quadro preoccupante quello denunciato dall’Unione Inquilini di Fiumicino, che accende i riflettori sulla gestione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica di ATER Provincia di Roma e chiama direttamente in causa la Regione Lazio.
Al centro della denuncia ci sono numeri che fanno discutere: 1.700 lettere di decadenza e oltre 500 alloggi interessati da un piano di dismissione, secondo quanto riferito dal sindacato degli inquilini. Una situazione che, per l’organizzazione, rischia di far ricadere sulle famiglie le difficoltà economiche dell’ente, mentre i problemi strutturali degli immobili continuano a rimanere irrisolti.
Via del Serbatoio, liquidi maleodoranti davanti alle abitazioni: esposto al Prefetto
L’ultima emergenza arriva dalla Palazzina 5 di via del Serbatoio, a Fiumicino, dove i residenti devono fare i conti con fuoriuscite di liquidi maleodoranti dalla pavimentazione che interessano anche il percorso di accesso alle abitazioni. Una situazione che, secondo Unione Inquilini, si trascina almeno dal 24 settembre 2026, data dalla quale sarebbero rimaste senza esito le ripetute richieste di sopralluogo. Nel frattempo, denunciano gli inquilini, il problema si sarebbe aggravato, con nuove fuoriuscite e odori persistenti che fanno sospettare una possibile perdita della rete fognaria.
Per questo motivo Unione Inquilini Fiumicino ha presentato un esposto al Prefetto di Roma, coinvolgendo anche ASL Roma 3, Comune di Fiumicino e ATER Provincia di Roma. La richiesta è di effettuare verifiche urgenti sulle condizioni igienico-sanitarie e procedere alla messa in sicurezza dell’accesso alla palazzina.
Ma per il sindacato quanto accade in via del Serbatoio rappresenta soltanto la punta dell’iceberg di un problema ben più ampio.
“Ci convocano per i censimenti, ma delle condizioni delle case non si parla mai”
A denunciare le criticità è Emanuela Isopo, dell’Unione Inquilini Fiumicino, che punta il dito contro le priorità nella gestione degli alloggi pubblici.
“Proprio oggi ATER Provincia ci convoca per la terza volta sui censimenti anagrafico-reddituali. Mai una volta che il Comitato Inquilini abbia potuto affrontare realmente le criticità degli assegnatari: manutenzioni, sicurezza, servizi e condizioni degli immobili”.
Parole che evidenziano una distanza, secondo il sindacato, tra le esigenze quotidiane di chi vive nelle case popolari e gli argomenti affrontati nei tavoli di confronto con l’ente.
1.700 lettere di decadenza: “Coinvolti anche anziani con morosità di 600 euro”
Tra gli aspetti più contestati figurano le 1.700 lettere di decadenza che, secondo quanto denunciato dall’organizzazione, interessano gli assegnatari del patrimonio ATER provinciale.
“Molte di queste decadenze le riteniamo immotivate”, sottolinea Isopo, segnalando anche situazioni che coinvolgerebbero persone ultrasettantenni con morosità di appena 600 euro.
Il timore espresso dal sindacato è che l’attenzione si stia progressivamente spostando dalla tutela del diritto all’abitare al recupero delle somme dovute e al contenimento delle difficoltà finanziarie. A questo quadro si aggiunge il piano di dismissione che riguarderebbe oltre 500 alloggi della provincia di Roma. Un’operazione che suscita forti preoccupazioni tra gli inquilini, soprattutto in un contesto caratterizzato dalla crescente necessità di abitazioni pubbliche accessibili.
Nel mirino la Regione Lazio: “Servono risorse, non soltanto riscossioni e dismissioni”
La denuncia dell’Unione Inquilini non si ferma alla gestione di ATER, ma coinvolge direttamente la Regione Lazio, chiamata a intervenire sul finanziamento e sulla conservazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica.
“La responsabilità non è soltanto delle ATER. La Regione Lazio deve assumersi le proprie responsabilità politiche e istituzionali per il progressivo impoverimento dell’edilizia residenziale pubblica e per l’insufficienza dei finanziamenti destinati alla manutenzione e alla gestione degli immobili”, afferma Isopo.
Secondo il sindacato, senza risorse adeguate, il rischio è quello di alimentare un circolo vizioso: immobili sempre più deteriorati, servizi insufficienti, difficoltà economiche degli enti gestori e conseguenze che finiscono per pesare sugli assegnatari.
“Non si può pretendere che le aziende territoriali garantiscano il diritto alla casa senza assicurare risorse adeguate, per poi affrontare le difficoltà di bilancio attraverso dismissioni, riscossioni e procedure di decadenza”.
“Non si possono risanare i bilanci lasciando andare in rovina le case”
La richiesta avanzata dall’Unione Inquilini è quella di un piano straordinario regionale di finanziamento e manutenzione dell’edilizia residenziale pubblica, accompagnato da risorse certe, interventi programmati e un confronto concreto con i rappresentanti degli abitanti.
“Non possiamo continuare a discutere di come risanare i bilanci senza discutere di come risanare le case. Il rischio è il dissesto delle ATER, lasciando gli assegnatari a pagarne le conseguenze”.
Il sindacato ribadisce infine che il patrimonio pubblico non può essere considerato esclusivamente una voce di bilancio, ma deve continuare a svolgere la propria funzione sociale.
“Le case popolari non sono immobili da consumare fino alla vendita e gli assegnatari non possono diventare lo strumento per ripianare i bilanci. Il diritto alla casa è una responsabilità pubblica, e la Regione deve farsene carico”.
Resta ora da capire quali risposte arriveranno dalle istituzioni coinvolte, a partire dall’esposto sulle condizioni della palazzina di via del Serbatoio. Una vicenda che riporta al centro dell’attenzione pubblica il tema della sicurezza, della manutenzione e del futuro delle case popolari a Fiumicino e nel territorio provinciale.
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